Michele Francesconi e Francesca Bertazzo Hart presentano al Rossini Jazz Club di Faenza il loro nuovo progetto dedicato a Jimmy Van Heusen

Giovedì 25 ottobre 2018, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza ospita il nuovo progetto di Michele Francesconi e Francesca Bertazzo, dedicato al SongBook di Jimmy Van Heusen. Il quartetto è formato da Michele Francesconi al pianoforte, Francesca Bertazzo alla voce, Stefano Colpi al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Michele Francesconi e Francesca Bertazzo rendono omaggio al songbook del grande compositore Jimmy Van Heusen. Se, da un lato, c’è l’intenzione di sintetizzare le esperienze estetiche dei due musicisti per valorizzarne le peculiarità, dall’altro si vuole arrivare all’essenza della sua musica, grazie ad una analisi profonda nel materiale melodico e testuale offerto dalle canzoni e ad una cura precisa ed attenta di tutte le sfumature.

Vincitore del Premio Oscar nella categoria “miglior canzone” con il brano Swinging on A Star nel 1944, nonché autore di colonne sonore indimenticabili, Jimmy Van Heusen è considerato uno dei più grandi songwriter americani. Pianista per gli editori di Tin Pan Alley prima, compositore per Hollywood e i teatri di Broadway poi, Van Heusen ha scritto centinaia di brani dalle mille sfumature, spesso impreziositi dai testi di storici parolieri come Sammy Cahn, Johnny Burke, Eddie DeLange e Johnny Mercer. Protagonista della sua produzione è indubbiamente la voce, esplorata e valorizzata attraverso la molteplicità di toni che caratterizza le sue canzoni: dallo struggimento di Darn That Dream alla solarità di I Thought About You, passando per la dolcezza di It Could Happen To You.

Il lavoro prevede arrangiamenti originali di Michele Francesconi scritti per l’orchestra trentina di dodici elementi New Project, la cui realizzazione completa è prevista per il 2019.

Francesca Bertazzo Hart, interprete segnalata tra i migliori nuovi talenti nel referendum del 2003 indetto dalla rivista Musica Jazz; diplomata al Cpm di Milano (col massimo dei voti più nota di merito) sotto la guida di Tiziana Ghiglioni, nel suo curriculum una borsa di studio alla Manhattan School of Music e quattro anni di esperienza nei jazz club di New York. Unica insegnante italiana al “Summer Jazz Workshop 2007” di Veneto Jazz a fianco dell’intero corpo docente della “New School for Jazz and Contemporary Music” di New York.

Michele Francesconi è diplomato in pianoforte e in musica jazz. Ha insegnato presso i Conservatori di Adria, La Spezia, Cesena, Bologna, Perugia e L’Aquila. Nel 2015 ha pubblicato il libro Pianoforte Complementare in Stile Pop-Jazz (Volonte & Co). Tra le pubblicazioni discografiche, a suo nome e come sideman, si segnalano Italian Tunes, Mozart in Jazz, Recital Trio, Quintorigo Plays Mingus, Pane e Tempesta, Twice, La Donna di Cristallo, Skylark, Bologna Skyline e Songs. Ha suonato in diverse rassegne e jazz club: Ravenna Festival, Ethnoinsula Musicae, Festival Atlantide, Percuotere la mente, Jazz in der Altstadt, Itinerari Jazz, Garda Jazz Festival, Sabato in concerto – Fondazione Pescarabruzzo, Sonata Islands, Festival della filosofia di Modena, Cantina Bentivoglio, Roccella Jazz Festival, Casa del Jazz, Pinocchio Jazz Club, European Jazz Expo di Cagliari, Torino Jazz Festival, Auditorium Parco della Musica, Crossroads, Iseo Jazz, Torrione Jazz Club.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Giovedì primo novembre, sempre alle 22, si terrà il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club. Sul palco del club faentino, suonerà lo Stevie Biondi “Modern Vintage Trio” con Stevie Biondi alla voce, al synth drum, alla loop station, al beatbox e alle percussioni, Stefano Freddi al pianoforte e Lorenzo Pignattari al contrabbasso.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Florio Laurentaci Fiore Trio live a Milano e Monza

Al via giovedì 8 dicembre dal “Mocambo Art Music Bar” di Inzago (Via Marchesi 16, ore 20.30, Milano), il tour del nuovo progetto jazz che vede coinvolti tre giovani e talentuosi artisti: ALESSANDRO FLORIO (chitarra), GIAMPAOLO LAURENTACI (contrabbasso) e PASQUALE FIORE (batteria). La serie di concerti proseguirà il giorno successivo venerdì 9 dicembre al “Cicco Simonetta” (Via Cicco Simonetta 16, h22, Milano), sarà poi la volta del Circolo Mingus Live di Carnate (Via Roma 27, Monza) dove il trio si esibirà domenica 11 dicembre alle ore 19.00. Il tour si concluderà lunedì 12 dicembre 2016 a “Le Trottoir alla Darsena” sempre a Milano alle ore 22.30 (P.zza XXIV Maggio,1).

Il trio di recente costituzione, riunisce tre artisti che a dispetto della loro giovane età calcano oramai da diverso tempo e con disinvoltura i palchi nazionali ed internazionali.

Tra i nomi più interessanti della nuova leva jazzistica nazionale, Florio, Laurentaci e Fiore, uniscono le loro energie in una formazione che fa della compattezza sonora e dello swing trascinante i principali punti di forza. Il repertorio, interessante e coinvolgente, comprende brani originali che attingono a piene mani dalla più profonda tradizione jazzistica d’oltre oceano e trascinerà il pubblico in un evento live che si preannuncia ricco di carica emotiva.  Il calendario di eventi live dei tre giovani artisti si andrà ad arricchire con altre date previste nel nuovo anno e che saranno il preludio per la realizzazione di un nuovo progetto discografico la cui uscita è prevista nel 2017.

ALESSANDRO FLORIO (chitarra)

Il 2016 ha visto Florio impegnato in numerosi concerti sia in Italia, sia all’estero e per il secondo anno consecutivo, protagonista della rassegna estiva “Amalfi in Jazz” sia affiancando la direzione artistica e l’amministrazione locale nella realizzazione dell’evento sia esibendosi dal vivo al fianco del suo trio americano. Alessandro Florio ha pubblicato due album, “Taneda”, ispirato alla musica di Thelonious Monk, realizzato in duo con il contrabbassista Mattia Magatelli; e “Roots Interchange” realizzato tra l’Italia e gli USA con due tra i più importanti e quotati musicisti della scena jazzistica internazionale: Pat Bianchi all’Hammond e Carmen Intorre alla batteria.

Dopo essersi diplomato diciannovenne alla “Civica Scuola di Jazz” di Milano dove ha studiato tra gli altri con Franco Cerri ed Enrico Intra, importanti musicisti della scena Jazz italiana, Alessandro Florio ha presto intrapreso l’attività concertistica in Italia esibendosi per un breve periodo col Guitar Ensemble di Franco Cerri e per quattro anni con l’Urban Jazz Trio, formazioni basate su repertori di brani originali. Trasferitosi in Olanda nel 2008 per studiare al Prins Claus Conservatorium (prestigioso conservatorio musicale jazz con corpo docente americano) dove ha ottenuto una laurea in chitarra, arrangiamento e composizione, ha poi conseguito un Master in Jazz Performance studiando tra l’Olanda e New York sotto la guida di Freddie Bryant, Mark Whitfield, Paul Bollenback, Ed Cherry, Frank Wingold. Nello stesso periodo ha avuto occasione di collaborare ed esibirsi in Europa e negli USA con musicisti straordinari, tra questi Alex Sipiagin, Mark Gross, David Berkman, Gene Jackson, Don Braden, Pat Bianchi, Carmen Intorre, Bruce Williams, Jerry Weldon e molti altri. Si è esibito, sia in qualità di leader sia di sideman, in USA, Olanda, Belgio, Germania, Austria, Lettonia, Estonia, Lituania, Romania, Svizzera, Grecia e Indonesia.

GIAMPAOLO LAURENTACI (contrabbasso)

Giampaolo Laurentaci contrabbassista e compositore Jazz ha il suo primo contatto con la musica all’età di sette anni quando intraprende se lo studio del violino sotto la guida del M° Stefan Biro. All’età di quindici anni grazie all’interesse per la musica afroamericana, intraprende lo studio del basso elettrico frequentando seminari con Lincoln Goines, Marco Siniscalco, Vito di Modugno, Leopoldo Sebastiani e Massimo Moriconi. Affascinato dalla musica Jazz, inizia a suonare e studiare il contrabbasso. Ha frequentato numerosi seminari tra cui quello di Perugia (Umbria Jazz), Roma (St. Louis school of music) e l’Orsara Jazz Festival, dove ha vinto una serie di concerti presso la Cantina Bentivoglio di Bologna e l’ammissione presso Il Prins Claus Conservatorium qualificandosi come miglior contrabbassista del seminario. Nel 2007 si trasferisce in Olanda a Groningen per frequentare il corso di Musica Jazz presso il Prins Claus Conservatorium. In quel periodo ha avuto la possibilità di ricevere lezioni e di esibirsi con musicisti quali: Joris Teepe, Alex Sipiagin, Paul Burner, Mark Gross, Don Braden, David Berckman, Freddy Briant, Dena De Roese e Ralph Peterson. Nel 2009 si trasferice a Barcellona in Spagna dove consegue la laurea in Musica Jazz presso l’ESMUC (Escola Superior de Musica de Catalunya). In questo periodo Giampaolo è stato membro della Big Band dell’ESMUC diretta dal noto sassofonista iberico Perico Sambeat.

Durante la sua carriera artistica, ha avuto la possibilità di esibirsi in svariati contesti internazionali in Paesi come Italia, Olanda, Russia, Romania, Inghilterra, Germania, Turchia, Belgio e Spagna collaborando con musicisti del calibro di: Bill McHenry, Jorge Rossy, Kekko Fornarelli, Albert Vila, Marco Mezquida, Enrico Intra, Roger Mas, Raffaele Casarano, Francesco Bearzatti, Ettore Carucci, Marcello Nisi e molti altri.

PASQUALE FIORE (batteria)

Dal 2009 al 2013 studia batteria jazz tra gli altri con Gregory Hutchinson, Antonio Sanchez e Roberto Gatto.

Pasquale Fiore vanta numerosi concerti in Italia e all’estero: nel 2007 si esibisce con l’orchestra ritmico sinfonico lucana in una tournée in Portogallo e Francia suonando a Coimbra, O’porto, Nimes, Saint Germain. Nel 2008 si esibisce con la stessa ad Aosta e Bolzano. Nel 2008 vince con la band Linea D’ombra il festival “Tolve Live” e nello stesso anno prende parte al tour music festival. Durante il suo percorso artistico partecipa e vince il Concorso Nazionale di Caramanico Terme (Pescara) suonando con Brass Jazz Quintet, suona con la big band jazz del Conservatorio di musica di Matera a Villa Celimontana (Roma). Di particolare rilievo è la sua partecipazione al Jazz festival degli Alburni suonando con la Big Band diretta da Attilio Troiano. Vince il Basilijazz music contest 2013 con Nicola Pannarale quartet e a marzo 2013 partecipa al Tuscia jazz festival di Ronciglione (VT), tenendo seminari con Gegè Munari, Giorgio Rosciglione, Rita Marcotuli e Nunzio Pietropaoli. Nel 2014 vince il I° premio al Tuscia in Jazz Summer.  Ha partecipato come sideman ai più importanti festival jazz italiani (Pozzuoli Jazz Festival, Umbria Jazz, Orsara Jazz Festival, Peperoncino Jazz Festival, BasiliJazz Festival). Nel 2016 ha suonato in Albania e India (Tour con Giuliana Soscia nelle ambasciate italiane di Kolcata, Mombai, New Dheli) ed è stato docente di batteria jazz per Orsara Jazz Festival 2016.  Ha collaborato con: Enrico Rava, Scott Hamilton, Fabrizio Bosso, Dado Moroni, Anita Wardell, Antonio Faraò, Tino Tracanna, Paolo Belli, Marco Armani, Silvia Mezzanotte, Thomas Kircpatrick, Stepko Gut, Daniele Scannapieco, Giovanni Amato, Tommaso Scannapieco, Dario Deidda, Michael Supnik, Guido Di Leone, Joy Garrison, Federico Malaman, MIchel Pastre e molti altri ancora.

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La musica ci resta e “Marco è in cielo a suonare”

Marco Tamburini

Se la musica ci resta – e quella creata e suonata da Marco Tamburini appartiene quasi sempre alla sfera della bellezza e dell’originalità – si è però travolti dallo sgomento e dal profondo rammarico quando la fine di un’esistenza avviene in modo improvviso e fatale.
Il 29 maggio scorso il trombettista e compositore (nato a Cesena nel 1959) è morto in un incidente in via Zanardi, a Bologna: era su una delle tre moto coinvolte e le sue condizioni sono apparse subito gravissime. La sua vita, purtroppo, si è conclusa all’Ospedale Maggiore del capoluogo emiliano e sembra davvero impossibile che l’esistenza di Marco Tamburini – così piena di iniziative, progetti e “fame di futuro” – si sia interrotta di colpo (il 30 maggio avrebbe compiuto cinquantasei anni). Immediatamente i jazzisti ed i musicisti italiani si sono stretti attorno ai familiari del trombettista. Sulla sua pagina Facebook è apparso il seguente messaggio, firmato dalla famiglia: “Non è bello lo so ma vi scrivo a tutti e siete tanti e ciò mi rende consapevole di quanto Marco sia amato, purtroppo è vero, Marco è in cielo a suonare! La famiglia ringrazia di tutto questo affetto e si stringe nel dolore”.

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Al via il Chiara Pancaldi Trio “Jazz Connections” Tour feat. Kirk Lightsey

Dopo un periodo di relativa pausa dedicato allo studio e ad imbastire una trama sempre più fitta di rapporti con l’entourage jazzistico della Grande Mela, Chiara Pancaldi – considerata una delle voci emergenti più interessanti del panorama nazionale – torna in tour con “Jazz Connections”, progetto che suggella la preziosa collaborazione tra la giovane cantante bolognese e un gigante della storia del jazz, il pianista afroamericano Kirk Lightsey. Completa il duo una sezione ritmica d’eccellenza che vede l’impeccabile timing di Darryl Hall al contrabbasso e la visionaria creatività di Tommaso Cappellato alla batteria.
Saranno quattro le città dello Stivale ad essere travolte dal timbro fluido, intenso e suadente – a tratti accattivante – della Pancaldi, impegnata in una personale ed emozionante reinterpretazione del songbook americano corollata da qualche pregevole incursione nella MPB brasileira di Jobim e Chico Buarque. Si parte da Brescia (Ciuciulia, 24 aprile) per poi approdare rispettivamente a Bologna (Cantina Bentivoglio, 29 aprile), Ancona (Ancona Jazz, 30 aprile) e Bolzano (Laurin, 01 maggio).
“Jazz Connections” costituirà altresì l’imperdibile occasione per ascoltare in anteprima qualche brano tratto da Walk A Little Faster, secondo episodio discografico di prossima uscita per l’etichetta olandese Challenge Records, che vede la cantante coadiuvata da un’autentica All-Stars d’oltreoceano: Cyrus Chestnut al pianoforte, John Webber al contrabbasso e Joe Farnsworth alla batteria.

Nata a Bologna nel 1982, Chiara Pancaldi si dedica allo studio del pianoforte sin da piccina. Lo strumento affianca da sempre il canto che la giovane intraprende, in primis, da autodidatta. Agli studi in conservatorio, dove si laurea in canto jazz con il massimo dei voti, segue la partecipazione a numerosi seminari tenuti da autentici protagonisti (Rachel Gould, Roberta Gambarini, Harold Mabern, Vincent Herring, Barry Harris) e la vincita di una borsa di studio ai clinics della Berklee Summer School ad Umbria Jazz. Ma è il magico incontro con Michele Hendricks che induce la Pancaldi a dedicarsi al jazz a tempo pieno, con risultati sorprendenti ben documentati dall’album d’esordio The Song Is You (Dodicilune, 2012) e da numerose esibizioni in prestigiosi festival e jazz club.

È possibile asserire che Kirk Lightsey (Detroit, 1937) abbia contribuito ad alcune delle pagine più significative della storia del jazz seppur mantenendo, nel corso di buona parte della sua carriera, un profilo pacato. Pianista di grande spessore, ha sviluppato il proprio linguaggio in ambito hard bop. A metà degli anni ‘60 lo troviamo a fianco di Johnny Stitt e in cinque album per la Prestige Records con Chet Baker. La notorietà tuttavia giunge negli anni ’80 quando, dopo una tournée con Dexter Gordon, entra a far parte dei Leaders (Cecyl McBee, Lester Bowie, Chico Freeman, Don Moye e Arthur Blythe). Da menzionare altresì le collaborazioni con Kenny Burrel, Yusef Lateef, Woody Shaw, Benny Golson e Betty Carter.

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