Antonello Vannucchi: un signore del jazz – Il pianista e vibrafonista è scomparso il 14 febbraio

Un altro pezzo, importante, della storia del jazz italiano se n’è andato: Antonello Vannucchi è scomparso all’età di 82 anni giovedì 14 febbraio in punta di piedi così com’era nel suo stile. Musicista eccellente ed uomo di grande sensibilità e signorilità, aveva segnato alcune delle tappe più importanti del jazz italiano, a partire dalla seconda metà degli anni’50 quando cominciò a suonare ed incidere con il ‘Quartetto di Lucca’. Diplomato al conservatorio di Lucca in pianoforte, (cui accompagna una laurea in scienze politiche all’Università di Pisa), Vannucchi è rimasto sulla scena musicale per tanti anni; così è stato tra l’altro pianista titolare nell’orchestra della Rai a Roma, suonando anche in varie altre formazioni con solisti del calibro di Chet Baker, Sonny Rollings, Freddie Hubbard, Lionel Hampton, solo per citare alcuni.

In questa sede lo ricordiamo con un sentito omaggio di un altro grande musicista, Nicola Mingo, che con Vannucchi ha avuto modo di lavorare e vivere a stretto contatto di gomito.

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Come ben saprai nella musica accadono delle cose senza che tu le prestabilisci e nel caso del mio incontro musicale con Antonello devo dire che una sera a casa del grande Giorgio Rosciglione durante una delle tante prove che facevamo, il batterista Ermanno Marcangeli, grande amico di Antonello mi invitò a suonare con lui in una serata. Io lo conoscevo solo di fama e fu molto bello l’incontro perché oltre ad essere un grande musicista notai subito la sua umiltà nel parlare di cose molto complesse, era un vero appassionato di musica e apprezzava molto il bebop.

Io gli regalai il mio cd ‘ We Remember Clifford’ che era un tributo al genio di Clifford Brown, e dopo il concerto, parlammo per molto tempo, decidemmo di suonare insieme e registrare il mio futuro c.d ‘Swinging’ con altri due grandi musicisti come Giorgio Rosciglione e Gegè Munari.

Antonello era entusiasta! Aveva grandi qualità e doti di umanità; era un vero Maestro e conosceva benissimo l’armonia la composizione e non lesinava certo preziosi consigli sull’arrangiamento dei brani! Giorgio Rosciglione (grandissimo musicista e caro amico, oserei dire per me una sorta di padre spirituale) ci apriva gentilmente le porte di casa sua e provavamo il nuovo repertorio. E, tra aneddoti, risate, e correzioni ai brani nacque ‘Swinging’, un OMAGGIO allo Swing ed al Bebop anni 60! Antonello fu molto felice di far parte di quel progetto ed io fiero della sua stima musicale.

Ricordo la sua flemma il suo grande senso dello humor che uniti ad una grandissima disciplina e professionalità gli conferivano un carisma incredibile. Registrammo ‘Swinging’ in due giorni allo studio Nuccia di Giuseppe Vadalà e dopo pochi mesi l’Universal Music produsse il cd, molto apprezzato da Franco Galliano, direttore artistico, molto competente in materia di Jazz che espresse la sua ammirazione per la Line up formata da 3 colonne storiche del Jazz Italiano: Giorgio Rosciglione, Gegè Munari ed Antonello Vannucchi.

Poi partì il Tour e suonammo in giro per l’Italia con grande successo di pubblico e di critica.

Antonello era molto soddisfatto del cd e partecipava attivamente a tutti i concerti: ricordo Music Art a Napoli da Giuseppe Reale e Giuseppe de Lollis, Pozzuoli Jazz Festival da Antimo Civero, Leonessa Jazz da Andrea Ungari, Around Midnight da Vincenzo De Falco, Vittoria Jazz da Angelo Cafiso dove si unì a noi anche Beverly Lewis sua compagna e cantante jazz, e tanti Club a Roma come l’Alexanderplatz Jazz Club, Cotton Club, Bebop Jazz Club ed il Charity Cafe’… e tanti altri concerti.

Una grande forza unita ad una energia vitale e un entusiasmo di tipo giovanile, caratteristiche comuni a Giorgio e Gegè, gli conferivano quel carisma che lo rendeva un Grande Musicista senza fartelo mai pesare. Aveva suonato nel corso della sua carriera con i più grandi musicisti Jazz come Freddie Hubbard, e accompagnato grandissime cantanti come Mina ed Ornella Vanoni, ma ne parlava in modo molto naturale.

Aveva il dono della semplicità e della sintesi e amava la Musica ed il Jazz! Ci mancherà la sua umiltà ed il suo carisma, è stato per me di grande esempio musicale ed umano.

Ciao Antonello, riposa in pace e grazie per i tuoi preziosi insegnamenti.

Nicola Mingo

E’ scomparso André Francis

 

Martedì 12 febbraio è venuto a mancare uno dei massimi esponenti della cultura jazzistica non solo francese ma di tutto il mondo del jazz. Al riguardo pubblichiamo due affettuosi ricordi a firma, rispettivamente, di Adriano Mazzoletti e del nostro corrispondente da Parigi, Didier Pennequin.

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Il 12 febbraio è scomparso a Parigi, dove era nato novantaquattro anni fa, André Francis, di cui ricordo con nostalgia i molti anni trascorsi assieme di fronte ai microfoni delle radio di mezzo mondo.

E’ stato l’ultimo dei grandi, assieme a Charles Delaunay, Lucien Malson e André Clergeat, nella diffusione del jazz in Francia e non solo.

Il suo straordinario lavoro, iniziato nel 1947, alla Radio Francese è stato di enorme importanza. In oltre cinquant’anni ha prodotto per le tre reti di Radio France (France Inter, France Musique, France Culture), un numero altissimo di trasmissioni. Inoltre fra il 1958 e il ’96 ha rappresentato la radio pubblica francese all’interno dell ‘Unione Europea di Radiodiffusione, contribuendo alla realizzazione di eventi come Eurojazz, Festival europei del jazz ed altro ancora. E’ stato inoltre direttore artistico e collaboratore nell’organizzazione di numerosi festival: Chautevallon, Antibes-Juan.les-Pins e molti altri. E’ stato anche il fondatore dell’Orchestra Nazionale del jazz in attività da oltre trent’anni.

Fra le sue opere di critica e storia: “Jazz” del 1961 pubblicato in Italia da Mondadori e  “Jazz. L’histoire, les musiciens, les styles, les disques” del 1991. 

                                                                                                                                                     Adriano Mazzoletti

 

                                                                                                                                    *****

E’ appena scomparsa una leggenda del jazz radiofonico in Francia (e non solo).

André Francis è morto nel sonno, questo martedì mattina a Parigi. Nato nella Capitale il 16 giugno 1925, aveva 93 anni.

Durante 50 anni di proficua attività, fino alla decisione di andare in pensione nel 1966, ha rappresentato una sorta di punto di riferimento per tutto il jazz, al di là di ogni moda e di ogni stile. Le sue trasmissioni si chiamavano « Jazz sur Scène » o « Jazz vivant »: titoli in guisa di autoritratti per colui che avrebbe potuto benissimo essere chiamato come « Monsieur Jazz » sulle antenne del servizio pubblico in Francia : France Inter, France Musique, France Culture…. ma anche sugli schermi della televisione.

In effetti per la televisione francese presenta per parecchi anni il « Festival de Jazz d’Antibes/Juan-les-Pins », creato nel 1960 da Jacques Souplet, e da allora trasmesso a cura di Jean-Christophe Averty.

Nel 1958 pubblica un’opera enciclopedica intitolata « Jazz ». La passione lo porta a organizzare dei concerti già dal 1947 quando aveva appena 22 anni. E questa sarà una vocazione che l’accompagnerà per tutta la vita.

In parallelo alla sua attività all’ORTF e Radio France, programma il leggendario e turbolento «Festival de jazz» di Châteauvallon fra il 1970 e il 1980 o il “Festival de jazz de Paris” che ha ospitato tutti i mostri sacri del jazz negli anni ’80.

Nel frattempo Andfré Francis partecipa alla creazione della «Académie du Jazz» con Jean Cocteau nel 1954/55, del « Concours National de Jazz de La Défense » nel 1977 e diventa nel 1986, il primo presidente de l’Orchestre National de Jazz (ONJ), creata sotto l’impulso  di Jack Lang, allora ministro della Cultura.

Responsabile del Bureau du jazz de Radio France a partire dal 1964, avrebbe programmato circa 10 .000 formazioni nel corso degli anni.

Infine André Francis ha egualmente coltivato la sua passione per la fotografia con innumerevoli scatti effettuati durante i concerti cui assisteva.

Didier Pennequin

Tati Valle @ Rossini Jazz Club, Faenza

Giovedì 14 febbraio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con il il concerto in solo per voce e chitarra di Tati Valle. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

La cantautrice brasiliana Tati Valle, residente da diversi anni in Italia, racconta in musica l’amore e il silenzio che pervadono gli animi degli abitanti di una terra ricca di passioni e contraddizioni, colori e magia. Per farlo sono sufficienti una chitarra e alcune percussioni che accompagnano la sua splendida voce. Il repertorio include brani originali come “Voz e Violão” e grandi classici quali “Cuccurucucú Paloma” di Thomás Méndez.

Tatiana Valle, cantante, strumentista e cantautrice originaria di Londrina (Paranà, Brasile) ha maturato diverse esperienze musicali in Brasile dando vita a molti progetti legati al samba partecipando a numerosi programmi televisivi e radiofonici. Arriva in Italia nel 2007 e subito inizia a collaborare con musicisti attenti a coniugare il jazz con le suggestioni provenienti dal mondo musicale brasiliano come, tra gli altri, Nicola Di Camillo, Bruno Marcozzi ed Eddy Palermo.

Ha al suo attivo collaborazioni con L’Orchestra di Piazza Vittorio, con la Filarmonica di Brasov. Guida il Tatiana Valle Quartet con cui si presenta in veste autorale e, con Cristina Renzetti, ha formato il duo “As Madalenas”. Ha collaborato con il chitarrista svedese Gustav Lundgren, Gabriele Mirabassi, Guinga, Valentino Corvino, Vincenzo Abbracciante, Giancarlo Bianchetti, Choro de Rua. Nel 2014 esce il suo primo disco da solista dal titolo “Livro dos dias” (Edel/Cramps) e nel 2015 pubblica con il duo As Madalenas “Madeleine” successo di critica italiana e brasiliana. Nel 2018 esce il secondo album del duo intitolato “Vai, menina!” (Brutture Moderne).

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 21 febbraio 2019, con il concerto del Francesca Ajmar Quintet feat. Hector “Costita” Bisignani: la formazione è composta da Francesca Ajmar alla voce, Michele Franzini al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso, Vittorio Sicbaldi alla batteria e Hector “Costita” Bisignani al sax tenore.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Il Daniele Ciuffreda Organ Trio in concerto al Rossini Jazz Club di Faenza

Giovedì 7 febbraio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con il il Daniele Ciuffreda Organ Trio, composto da Daniele Ciuffreda alla chitarra, Matteo Addabbo all’organo Hammond e Daniele Pavignano alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Daniele Ciuffreda guida il suo Organ Trio attraverso composizioni originali, tratte dal disco “Out On The Ninth Day”: swing travolgente, groove, blues unito alla consueta voglia di rendere omaggio alle songs più celebri della tradizione del Jazz.

«Nel 2015 dopo nove giorni passati in ospedale, all’improvviso mi è venuta in mente la prima frase del tema di questo brano – commenta Daniele Ciuffreda riferendosi alla quinta traccia che da il titolo all’album. Fin da subito ho creduto che avesse qualcosa di speciale e così ho provato a svilupparla con l’idea che potesse vagamente ricordare le composizioni di Bobby Timmons che hanno un forte legame con la church music. Il risultato mi ha convinto a tal punto da decidere di usarla come titolo del disco.»

“Out On The Ninth Day” è il titolo del disco che Daniele Ciuffreda ha realizzato nell’autunno del 2018 insieme ad Alberto Marsico e Daniele Pavignano. Il disco vede la presenza, come special guest, di Fabrizio Bosso ed è stato pubblicato da Abeat Records.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 14 febbraio 2019, quando si terrà il concerto in solo di Tati Valle. Lunedì 11 febbraio, inoltre, il Bistrò Rossini ospiterà il concerto di chiusura della rassegna “Fiato al Brasile 2019”.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

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Daniele Ciuffreda Organ Trio
Daniele Ciuffreda. chitarra
Matteo Addabbo. organo Hammond
Daniele Pavignano. batteria

Rossini Jazz Club
Faenza. Piazza del Popolo, 22

Giovedì 7 febbraio 2019. ore 22
ingresso libero

web: www.bistrorossini.it
social network: www.facebook.com/rossini.jazzclub; www.twitter.com/rossinijazzclub; www.instagram.com/rossinijazzclub

Il Diego Frabetti Quartet in concerto al Rossini Jazz Club di Faenza

Giovedì 31 gennaio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con il Diego Frabetti Quartet, formato da Diego Frabetti alla tromba, Nico Menci al pianoforte, Francesco Angiuli al contrabbasso e Marco Frattini alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Il Diego Frabetti Quartet presenta un repertorio di standard e grandi classici del jazz, con particolare attenzione al bebop e all’hardbop. Il gruppo ha una sonorità morbida e molto melodica: uno “swing” marcato e spigliato è la sua caratteristica principale, in una combinazione sempre efficace tra il lirismo della tromba solista e il solido groove della sezione ritmica.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 7 febbraio 2019, quando si esibirà il Daniele Ciuffreda Organ Trio, composto da Daniele Ciuffreda alla chitarra Alberto Marsico all’organo Hammond e Daniele Pavignano alla batteria.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Festa in onore dei giovani jazzisti italiani

Lunedì 18 febbraio alle ore 21, presso il Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco
della Musica di Roma serata conclusiva del progetto AIR (Artisti in Residenza).
La manifestazione, che sarà presentata da Paolo Fresu, Ada Montellanico e Simone
Graziano, vedrà l’esibizione dei venti musicisti che hanno preso parte al progetto.
AIR, infatti, è stato un programma di residenze internazionali che ha coinvolto 20
giovani musicisti italiani under 30 per tutto l’arco del 2018, i quali hanno trascorso
dalle 4 alle 6 settimane di esperienza formativa nelle sedi degli Istituti Italiani di
Cultura nel mondo. Tutte le esperienze verranno raccontate in occasione della serata
di festa.

Il progetto AIR, ideato e progettato da MIDJ, è stato promosso e reso possibile grazie
al contributo economico di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori, sostenuto
dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
nonché da Europe Jazz Network, associazione che coordina e promuove oltre 130
festival europei di jazz e musica contemporanea.
Come si accennava siamo dunque alla tappa finale di un viaggio che ha portato
lontano tutti: i venti musicisti vincitori, Midj – l’associazione Musicisti Italiani di Jazz
che lo ha ideato e progettato, SIAE che lo ha sostenuto, il pubblico che lo ha seguito e
incoraggiato. Un viaggio che è iniziato nel dicembre del 2017, con il sorteggio delle
destinazioni per i musicisti che avevano vinto il bando AIR – Artisti in Residenza –, e
che ha preso vita, corpo, libertà e sogni per tutto l’arco del 2018 spaziando da
Bangkok a Toronto, da Stoccolma ad Addis Abeba. Un giro del mondo in meno di
365 giorni grazie alla musica dei giovani talenti italiani che ha fatto nascere splendide
opportunità, concerti e collaborazioni virtuose; gli stessi musicisti il 18 febbraio 2019
avranno la possibilità di raccontarsi e raccontare la propria esperienza all’Auditorium
Parco della Musica di Roma, durante una serata (inizio alle ore 21) che siglerà la
conclusione ideale di tutto il percorso, una festa per loro stessi e per la musica italiana
e che lancerà la nuova edizione Air 2019-2020.
A presenziare e animare la serata saranno presenti Paolo Fresu, Ada Montellanico,
Simone Graziano (presidente di MIdJ) e i musicisti del direttivo: Marcello Allulli,
Romina Capitani, Claudio Carboni, Claudio Fasoli, Alessandro Fedrigo, Simone
Graziano, Lucia Ianniello, Antonio Ribatti e Gianni Taglialatela.
Ma cos’è stato in pratica il progetto AIR?
L’attribuzione di venti residenze di artista destinate ai giovani jazzisti italiani di
un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, i quali hanno trascorso all’estero, in
collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura e delle Ambasciate, un periodo
variabile dalle quattro alle sei settimane. Il bando che si rivolgeva ai musicisti
provenienti da tutta Italia ha avuto
un grande successo in termini di partecipazione, facendo riscontrare un livello
generale molto alto e quindi un duro lavoro da parte delle commissioni di MIdJ che li
hanno selezionati.