La morte, a 79 anni, di Tony Allen: il drummer dalla misteriosa forza di un magnete

Il ricordo di Marina Tuni

Tony Allen – Udin&Jazz 2018 – ph Angelo Salvin

Tony Oladipo Allen, il batterista nigeriano la cui collaborazione con Fela Kuti ha definito l’afrobeat, è morto giovedì sera a 79 anni.
L’avevo conosciuto a luglio del 2018, a Udine. Mi aveva colpito molto, dietro le quinte del Teatro Palamostre. Sembrava attraversato da una sorta di dicotomia, apparentemente inconciliabile, da un lato quell’aura ieratica che emanava in ogni gesto e movenza del corpo, dall’altro quel senso di leggerezza e di purezza di un nepios, un bambino non ancora contaminato dalle asperità della vita.  Ho scritto “apparentemente” inconciliabili perché infatti, in lui, questi due aspetti contrastanti convivevano in perfetta armonia…
Poi, una volta sul palcoscenico, la trasformazione: una belva liberata dalla cattività, un groove travolgente, un potente magnetismo…
Ecco, magnetismo… quando ascolterò la sua musica, penserò a lui come ad un magnete permanente, un generatore di campi magnetici che ora, purtroppo, è invisibile ai nostri occhi  ma che continuerà ad originare effetti persistenti e immutabili nelle nostre anime.

Tony Allen – Udin&Jazz 2018 – ph Angelo Salvin

Tony Allen, era nato a Lagos, in Nigeria, il 12 agosto 1940, e aveva cominciato a suonare la batteria piuttosto tardi, quand’era già ventenne, lasciando il suo lavoro di riparatore di  radio e TV. Aveva studiato lo stile di una varietà di batteristi jazz, da Art Blakey a Elvin Jones, da Philly Joe Jones a Gene Krupa e Max Roach, che gli avevano fatto capire il potenziale del charleston, che molti dei suoi contemporanei trascuravano. Più tardi Allen aveva incontrato il batterista Frank Butler, che l’aveva molto influenzato.
Importante anche l’apprendistato nei club nigeriani, dove aveva cominciato a suonare con i Cool Cats e poi con artisti di livello più alto come Victor Olaiya.
Nel 1964, l’incontro determinante con Fela Kuti, polistrumentista, rivoluzionario, attivista per i diritti umani. In breve tempo, Allen diviene il batterista del gruppo di Kuti, i Koala Lobitos.

Fela Kuti e Tony Allen

Dopo un viaggio negli Stati Uniti, nel 1969, Allen e Kuti iniziano a mettere a punto il suono dell’afro-beat, dando vita ad un duo prolifico durato oltre 10 anni.
Kuti pubblicava vari dischi ogni anno. Era un musicista infaticabile, quasi un autocrate con i componenti della sua big-band, gli Africa 70. Con tutti tranne che con Tony: a lui Fela lasciava la massima libertà espressiva, nominandolo anche direttore musicale.   “Suonavamo sei ore a notte, quattro giorni alla settimana con Fela” – ha dichiarato il batterista – “Era ciò che la gente voleva”. Si esibivano all’Afro-Spot, il locale che Kuti aveva aperto al suo ritorno in Nigeria; aveva anche creato una comune indipendente, la  “Repubblica di Kalakuta, diventando presto noto per le sue denunce della corruzione e dell’inettitudine del governo. “Diceva cose giuste” –  spiega Allen nel 2016 – “ma era troppo diretto”. In Nigeria i militari hanno governato a lungo il paese e Fela combatteva proprio questo, diceva che le Forze Armate avrebbero dovuto servire e difendere la nazione, non certo governarla! Ad un certo punto, le rappresaglie del governo contro Kuti erano diventate talmente dure che alla fine Allen, nel 1978, aveva deciso di abbandonare il progetto per tentare una carriera solista.

Oltre al suo lavoro con Kuti, Allen aveva collaborato anche con Damon Albarn, era infatti membro dei The Good,The Bad and the Queen, una band nella quale militavano anche Paul Simonon dei Clash e Simon Tong dei Verve. Il gruppo ha fatto un paio di dischi, «The Good, The Bad and the Queen» (2007) e «Merrie Land» (2018). Allen, Albarn e il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea, — con il nome di Rocket Juice & The Moon — hanno realizzato un album insieme nel 2012.
Negli ultimi anni Allen era tornato alle radici jazz, registrando nel 2017 due album: l’EP «A Tribute To Art Blakey», omaggio al suo “eroe” Art Blakey e ai Jazz Messengers, e «The Source» primo album dell’artista nigeriano, di base a Parigi, per l’etichetta Blue Note. Nel 2018 ha lavorato con Jeff Mills in «Tomorrow Comes the Harvest». Il 20 marzo di quest’anno aveva pubblicato «Rejoice», con il trombettista sudafricano Hugh Masekela, scomparso nel 2018, frutto di numerose sessioni ai Livingston Studios di Londra. Allen ha definito questo lavoro “una specie di spezzatino di jazz-swing sudafricano-nigeriano”, con un’ossatura Afrobeat, influenze bebop e testi in inglese, Zulu e Yoruba.

Tony Allen – Udin&Jazz 2018 – ph Angelo Salvin

Ed è proprio in occasione del tour di “The Source”, nel 2018, che io lo vidi a Udine, insieme a Mathias Allamane al contrabbasso, Jeff Kellner alla chitarra, Jean Philippe Dary alle tastiere, Nicolas Giraud alla tromba e Yann Jankielewicz al sassofono e alle tastiere.

L’Università di Udine mi aveva affidato l’incarico di tutor per lo stage di Alessandro Fadalti, batterista e giovane universitario, che ora sta ultimando il suo percorso di studi per ottenere la Laurea Magistrale in Musicologia a Cremona.
Ci siamo sentiti l’altra notte, proprio per parlare di Tony Allen e della sua scomparsa, sorridendo al ricordo che quella sera non riuscivo mai a trovarlo perché “s’imboscava” in continuazione per andare nel backstage o in sala seguire quello che lui considerava un maestro.
Dopo un po’ mi è arrivata una mail. Questa, a distanza di due anni, è il suo ricordo e, se vogliamo… la sua “versione” di quella indimenticabile serata:

“Una bottiglia di Whisky che sia rigorosamente di una specifica marca e invecchiato di 14 mesi! Ma perché proprio quella? Questa domanda continuava a ronzarmi in testa sin dal pranzo e fino a poco prima di incontrarlo dal vivo per la prima volta. Tony Allen, il leggendario batterista che con Fela Kuti è stato promotore di uno dei movimenti artistico-musicali più rivoluzionari dell’Africa Occidentale nel ventesimo secolo, voleva assolutamente quella bottiglia. Questo fatto sembra l’inizio di un qualche racconto sulla vita senza freni, sulle pulsioni di tanti artisti ribelli e senza regole, ma ogni pezzo di questa storia fa parte di un puzzle più grande.
Lavoravo come collaboratore di ufficio stampa, era il 5 Luglio del 2018, mi muovevo dal desk, all’ingresso del Teatro Palamostre di Udine, ai suoi camerini, senza pause.
La sensazione è talmente strana da descrivere che trovo difficoltà a esprimerla con parole precise, tuttavia ricordo ancora, in maniera molto vivida, cosa provai. Passando per le scale lo vidi tre o quattro volte prima di salire sul palco. Era sulle gradinate metalliche a divertirsi con la sua band, respirando un po’ di aria afosa dell’estate. Guardandolo da vicino il batterista sembra scultoreo e severo, ma emanava un’alone di pace interiore come mai avevo visto in un musicista, specie ascoltando il suo modo di esprimersi, con quella sua particolare cadenza. Qualche ora dopo arriva finalmente il suo momento e Allen sale sul palco con tutti i musicisti. “The Source”, un album che va a scavare nelle sue radici, l’avevo già ascoltato ma sentirlo dal vivo sarebbe stata tutt’altra faccenda… ed ero lì in trepida attesa di scoprire cosa si provava.
Le luci in sala si spengono, le persone si accalcano fin quasi al foyer e tirando il collo a giraffa cercano di guardare quel che accade sul palco. La scena si tinge di quei tipici colori caldi e scuri dei concerti jazz, salgono i musicisti e gli scroscianti applausi del pubblico piovono come di consueto nelle grandi occasioni. Tony Allen aveva gli occhiali da sole, ma in sala non c’era alcun sole. Poi finalmente lo sentiamo suonare, e il sole è comparso. Da quel punto in poi, tutto ciò che sapevo della batteria si è ribaltato  in pochi colpi. Allen attaccava i piatti e le pelli con le bacchette come se quella non fosse una batteria, dondolava a destra e a sinistra, divincolandosi tra i tamburi del kit con gli arti; non si riusciva a prevedere mai dove sarebbe finito in quel vortice timbrico. Il groove non era statico, ma oscillava in maniera imprevedibile come le onde, anticipando e ritardando i colpi, però tutto appariva coeso, non c’erano i classici “fill” di batteria ogni quattro battute o tra una sezione e l’altra, bensì ogni frase scorreva in un flusso. Quello stile così originale faceva risaltare la sezione ritmica, che invece di essere lo stabile direttore d’orchestra, era il principale elemento melodico in risalto.
I componenti della band guardavano lui e si sentivano magnetizzati, cercando di seguirlo ovunque volesse andare; lui non si imponeva mai, era sempre rassicurante. Comunicava tutto suonando, non aveva bisogno né di gesti né dello sguardo, celato  dietro a quelle grandi lenti scure. Parlava come suonava e viceversa. L’album rappresentava la sua voglia di ricostruire le sue radici, quelle che possiamo chiamare le fondamenta della sua casa musicale e della sua storia personale. Dopo averlo ascoltato dal vivo, la vicenda della bottiglia diventa palese. La verità è che nel privato Tony Allen amava bere, fumare e suonare. Allen, che aveva vissuto tutta la sua vita perennemente in viaggio, esprimeva quello stato di serena libertà di quando ci si trova nelle nostre dimore. Ovunque andasse era a suo agio e quel giorno sul palco e fuori da esso, non era da meno. La bottiglia era il mezzo con cui esprimeva la sensazione di sentirsi a casa, una zona di comfort. Non era dunque il vizio di un artista strampalato, ma la massima espressione dell’umiltà e della semplicità di Tony Allen. Il lascito che custodisco da quella sera è esattamente questo: ricreare il proprio habitat anche dove sembra che ciò sia impossibile; una lezione di vita che anche in questo difficile periodo può aiutarci.” (Alessandro Fadalti)

Marina Tuni

Il Jazz ai tempi del Coronavirus le nostre interviste: Gavino Murgia, compositore, sassofonista

Foto di DANIELA CREVENA

Intervista raccolta da Daniela Floris


-Come stai vivendo queste giornate?

Con preoccupazione, nel senso che non vedendo un orizzonte, e quindi la fine di quest’emergenza, viviamo tutti in una sorta di tempo sospeso. Il governo ha attuato una serie di provvedimenti a parer mio giusti ed efficaci, ma forse per paura delle reazioni da parte del popolo ci dà limitazioni a dosi omeopatiche, non tutte insieme. Ho paura che tutto ciò durerà a lungo. L’altra cosa che mi preoccupa maggiormente è che fino a quando non esisterà un vaccino, avremo continui ritorni e focolai di questo dannato virus.



-Come ha influito questa emergenza sul tuo lavoro?

Al momento non credo che lo abbia influenzato.

 

Pensi che nel prossimo futuro sarà lo stesso?

Non saprei, difficile prevederlo.

 

– Come riesci a cavartela senza poter suonare?

Diciamo che non incasso, ma c’è da dire che, stando sempre rinchiuso, non spendo nulla, a parte per il cibo. Certo, avendo perso tanti concerti, se questa situazione si protrarrà a lungo più avanti non sarà semplice.

 

-Pensi che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?

Spero di no ma, se dovesse eventualmente accadere, c’è da augurarsi che in assoluto li migliori.

 

-Credi che la musica possa dare la forza per superare questo terribile momento?

La musica aiuta certamente a vivere bene, le ore trascorse ascoltando bei dischi o suonando sono sempre, non solo adesso, ore ben spese.

 

-Se non alla musica a cosa ci si può affidare?

Sicuramente ci si deve affidare alla scienza e alla medicina affinché possano trovare nel più breve tempo possibile il vaccino che aiuti l’umanità a debellare questa nuova peste. Altro noi “sapiens”, più che metterci una mascherina e seguire le regole, non possiamo fare.

 

-Quale tuo progetto è rimasto incastrato in questa emergenza e vuoi segnalare?

Purtroppo è saltata la tournee e la conseguente registrazione di un nuovo quartetto con Gianluigi Trovesi. Era tutto pronto ma si sarebbe dovuta svolgere proprio nei giorni di metà marzo. Tutti a casa. E poi altro grande lavoro rimasto incastrato non è un disco, ma un film che sto realizzando, sul canto a Tenore. Sarei dovuto essere a Roma, impegnato nel montaggio di questo lavoro, ma come sappiamo non ci si può muovere, tutto rimandato a data da stabilire.

 

-Mi racconti una tua giornata tipo?

Sto facendo una serie di cose per le quali, durante la normalità, non avevo mai tempo di fare. Ad esempio avendo uno studio di registrazione molto comodo e con vari ambienti, nel tempo avevo accumulato un’infinità di cose inutili. Dai primi giorni della clausura ho iniziato a selezionare e buttare valanghe di roba, ora va decisamente meglio. Ho riguadagnato parecchi metri quadri. Ovviamente studio suono e registro, poi passo tempo a cucinare cose varie tra fornelli, forno a legna e caminetto. Mi sto inoltre occupando di seguire a distanza alcuni lavori discografici che necessitavano di accorgimenti, idee sulla grafica etc. In particolare uno in trio con Hamid Drake e Majid Bekkas, un altro disco tra musica teatro e arti visuali con una formazione tutta sarda, un altro in duo con Famoudou Don Moye e un altro lavoro ancora in trio con Nguyen Le e Mino Cinelu, che dopo una session in studio stiamo completando insieme a “distanza”. Insomma ho un bel da fare, non mi annoio di certo.

 

-Se avessi la possibilità di essere ricevuto dal Governo, cosa chiederesti?

Al governo chiederei di lavorare subito per migliorare e potenziare sempre di più il nostro sistema sanitario. Ma soprattutto raccomanderei allo stesso governo, ed anche a tutta l’umanità, di fare tesoro di questa catastrofe che, indubbiamente, sta cambiando il mondo. C’è da dire che in questo momento il nostro pianeta sta, nel suo insieme, vivendo un momento di grande respiro. Si sta riposando, sta recuperando energie, si sta purificando e di questo già nell’immediato vedremo e godremo i benefici. Dall’ inizio dell’era industriale ad oggi abbiamo sfruttato fino all’ impossibile il nostro meraviglioso ecosistema divenendo, noi uomini, il virus infestante e killer del pianeta terra. Credo che specie nelle metropoli si siano resi conto di quanto, ad esempio, aver limitato l’uso delle auto abbia migliorato la qualità dell’aria che respiriamo. Questa incredibile vicenda di portata epocale ristabilirà nuovi equilibri e costringerà a ripartire da nuovi presupposti.
Non aggiungo altro.

 

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?

Personalmente questo periodo sto ascoltando tanto Chet Baker, credo che la sua poetica sia inarrivabile, ogni suo solo ha una logica straordinaria. Altro grande che adoro ascoltare in questi giorni è Charles Mingus.

Foto di DANIELA CREVENA

#Aiutalamusica

A cura di A proposito di Jazz, Jazz Daniels e Jazzespresso

L’emergenza Coronavirus costringe tutti all’isolamento per un periodo di lunghezza ancora non chiara; per alcuni di noi significa “semplicemente” rinunciare alla vita sociale, ad andare a trovare gli amici o a saltare la serata in pizzeria, mentre per altri questo momento di crisi significa non avere più di che vivere. Una delle categorie più colpite è senz’altro quella dei musicisti, che hanno come unica risorsa quella dei concerti e dell’insegnamento a scuola (scuole che peraltro si prevedono chiuse per molto tempo ancora). Abbiamo avuto un’idea concreta per aiutare. Pubblicare una lista (in continuo aggiornamento) di musicisti che usano piattaforme quali Bandcamp, o Youtube, o Itunes per vendere la loro . Non possiamo andare ad ascoltarli? I soldi dei biglietti dei loro concerti, o di una serata al club li possiamo investire per comprare i loro dischi. È un modo per non rinunciare alla musica, ascoltandola da casa, e un (piccolo ma concreto) aiuto perché quella musica continui. Naturalmente non solo i musicisti sono colpiti: chiunque abbia idee per aiutare teatri, club, festival e vuole sfruttare le nostre piattaforme… siamo a disposizione, inclusivi come sempre. Se volete inserire i vostri lavori nell’elenco mandate una mail a eugeniomirti@hotmail.com danielafloris@gmail.com

 

Lista Artisti Musica Liquida

 

Aggiornamento al  29 aprile ore 9.

IJM

Italian Jazz Music

http://www.ijm.it/ 

 

BANDCAMP

Amanita

https://amanitajazztrio.bandcamp.com/releases

Auand Records

https://auand.bandcamp.com 

Barbiero Massimo

https://barbieromanerasartoris.bandcamp.com/album/woland-2

Bolognesi Silvia

https://fonterossa.bandcamp.com/

https://fonterossa.bandcamp.com/album/large

Buongiovanni Pasquale

https://music.apple.com/it/album/amphibious/1450203037

Bottasso Simone

https://simonebottasso.bandcamp.com

Brunod Maurizio

www.mauriziobrunod.bandcamp.com

Brusca Fabrizio

Fabrizio Brusca Quartet https://fabriziobrusca1.bandcamp.com/releases

Bussoleni Davide

https://davidebussoleni.bandcamp.com/releases

Capalbo Ilaria

https://kosmostrio.bandcamp.com/

Colangelo Federica

https://folderolrecords.bandcamp.com/album/endless-tail

Colonna Marco

https://marcocolonna.bandcamp.com/

Coppa Biagio

https://biagiocoppa.bandcamp.com/releases

Corti Lorenzo

https://lorenzocortibuzzino.bandcamp.com/album/taddeo-vol-1

D’Avino Riccardo

https://riccardodavino.bandcamp.com

De Angelis Vittorio

https://vittoriodeangelis.bandcamp.com/album/believe-not-belong

Delvò Fabio

https://fabiodelvo.bandcamp.com/ 

De Lorenzo Leonardo

https://leonardodelorenzo.bandcamp.com/ 

De Rossi Zeno

https://zenoderossi.bandcamp.com/music?fbclid=IwAR2Y8fWZvLiTaRdlu1bJOhvmJMH_mFA7JGjpfjDi0JnVd3Q78pUH8634dEA

Di Benedetto Simone

https://simonedibenedetto.bandcamp.com/

Di Rosa Rosario

https://deepvoicerecords-rosariodirosa.bandcamp.com/

DiviKappa

https://divikappa3.bandcamp.com/

Fase Hobart
https://open.spotify.com/artist/0KaFWF7h2AfOZpwqX0zcOQ?si=KzXH-lVpSOKJr7_rMIV8JQ 

Favata Enzo

https://enzofavata.bandcamp.com

Feliciati Lorenzo

https://lorenzofeliciati.bandcamp.com/

Floating Forest

https://floatingforestrec.bandcamp.com

Genovese Raffaele

https://raffaelegenovese.bandcamp.com

Gallo Danilo

https://danilogallo.bandcamp.com/

Guano Padano

https://guano-padano.bandcamp.com/

Giachino Fabio

https://fabiogiachino.bandcamp.com

JazzClub Ferrara: dieci concerti inediti del Torrione, proventi in beneficenza

https://jazzclubferrara.bandcamp.com/

JAZzMUD

https://jazzmud.bandcamp.com/

Ishi No Oden

https://ishinohoden.bandcamp.com/ 

Iuretig Piero

https://pieroiuretig.bandcamp.com/releases

Maggiore Marco

https://m81production.bandcamp.com/

Maniscalco Emanuele

https://maniscalcomusic.bandcamp.com

Manziluna

https://manziluna1.bandcamp.com/

Marchesano Federico

https://solitunesrecords.bandcamp.com/album/the-inner-bass

Mastronardi Angelo

https://angelomastronardi.bandcamp.com/

Morelli Andrea

https://andreamorelli.bandcamp.com/

Moro Ramon

https://ramonmoro.bandcamp.com/releases

Musicamorfosi

https://musicamorfosi.bandcamp.com/

Nilza Costa

https://nilzacosta.bandcamp.com/

Note Noire Quartet

https://notenoirequartet.bandcamp.com/

Orsi Gabriele

https://gabrieleorsi.bandcamp.com/

Overstudio Recording

https://overstudiorecording.bandcamp.com/releases

Papetti Giacomo

https://giacomopapetti.bandcamp.com/

Pavan Paolo

https://paolopavan.bandcamp.com/

Pure Joy

https://purejoy.bandcamp.com/

https://purejoy.bandcamp.com/track/scarlet-river  

https://purejoy.bandcamp.com/track/windspeech

Ranieri Pierpaolo

https://pierpaoloranieri.bandcamp.com/

Rocco Enzo

https://enzorocco.bandcamp.com/

Romano Ferdinando

https://ferdinandoromano.bandcamp.com/album/totem-feat-ralph-alessi

 

Rotoli Andrea

https://andrearotoli.bandcamp.com/releases

Santangelo Peppe

https://peppesantangelo.bandcamp.com/

Satoyama

https://satoyama.bandcamp.com/

Social Music and Jazz Musicians on bandcamp: gruppo fb che segnala musicisti presenti sulla piattaforma 

https://www.facebook.com/groups/706851023454015/

Solitune Records

https://solitunesrecords.bandcamp.com/

Stermieri Giulio

https://giuliostermieri.bandcamp.com/

Lorenzo Taddei

https://openletter.bandcamp.com/releases

Tower Jazz Composers Orchestra

https://overstudiorecording.bandcamp.com/releases

Valente Pietro

https://pietrovalente.bandcamp.com/

West Kathya

https://kathyawest.bandcamp.com/ 

Weinsist Records

https://weinsist.bandcamp.com/

Zanoli Marco

https://marcozanoli.bandcamp.com/releases

Zanus Giacomo

https://giacomozanus.bandcamp.com/releases  

 

YOUTUBE

Arrigoni Beatrice

https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_lNgtSL75LxxYM4CmqgN731ygktbR9jHxQ

 

Branciamore Francesco

 https://www.youtube.com/watch?v=BjIv-5F3FtA 

Camarella Anita e Facchini Davide

https://www.youtube.com/user/anitadavideduo?fbclid=IwAR0bYuCddCJIJWmjCFMble-VIeFHr-CcQIagFcK4QINS5Y3lezcHGYPtj-k

Cappello Davide

https://www.youtube.com/channel/UCgUetCHCjyT_rNZtRxfhWvA?fbclid=IwAR1HE4D0O3OWvaf8q2oJA4dtJMXR_CwOxiUj55qTBXw37FiihenGMwdZSjc

Cirani Emanuele

https://www.youtube.com/watch?v=OsyJ2lwYV8Q&fbclid=IwAR0kmy9t8Ce1JBUkeAV7KgMAbzvAGW2DAtARR6ivhl_Ks5v3RVmYhcQJ9ZU

Consolmagno Peppe


https://www.youtube.com/user/PeppeCons

 

Cusa Francesco

https://www.youtube.com/user/fracusa

De Lorenzo Leonardo 

https://www.youtube.com/channel/UCwOL1jeGbCYETS_dbLH1sxw

Ermanno Novali Trio
https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_n-aRHTfU_I7L4Yvig7pU0ASK43EG38pOg

Florio Alessandro

https://youtu.be/7t_IoI3F1rk

Improbabilband

https://youtu.be/lKTMJ9oRz0g

Mascio Francesco

https://www.youtube.com/c/FrancescoMascio

Marzella Michele Jamil

https://youtu.be/T8fCzXO_j-c

Melfi Pino


https://www.youtube.com/watch?v=22Ynaq3j_5U&fbclid=IwAR3fW4LbUmT_Gm3spm6LXXfJGkRELRur0zI6JrUBdk_4-rGrjf6U_mS_qhE

Nardi Ivano

https://www.youtube.com/playlist?list=PLv4dR7eepUrmdhve3ZLRYZReG9mglAvjS

Nilza Costa

https://www.youtube.com/channel/UCNqhyMxGi67Y95tY72ePZJg

Olivanti Enrico

https://www.youtube.com/channel/UCO-N2_edo3WawW6DqntTgmQ?view_as=subscriber

Paralleli Latini

https://www.youtube.com/channel/UCFN4U87bb6HU3xs9mE0E50Q

Pili Patrizia

https://youtu.be/WPpbQZHK_8g




Pure Joy
https://www.youtube.com/c/purejoy


Salmieri Bob- Erodoto Project

https://www.youtube.com/channel/UChc_VLkPpZFhPoiVu7s8IQA 

Schiavone Sonia

https://www.youtube.com/watch?v=N97SATp_RZs

Spina Francesco

https://www.youtube.com/watch?v=JrDZPtn_SmY&list=OLAK5uy_kEyhBgkgMsOVd6FD2X1M0Mpt8WWiY5B0k

Like funerals Francesco Spina e Miriam Koleilat

https://www.youtube.com/watch?v=-L80db9CKHQ&list=OLAK5uy_luKd5yxcEwL7qyukOOOe1hTnHPZcYeAjk

The Quartet Project

youtube.com/thequartet




APPLE MUSIC

Arrigoni Beatrice

https://music.apple.com/it/album/innerscape/1400724322

Barba Riccardo

https://music.apple.com/it/album/electric-keys-experiment/1367902975?app=music&ign-mpt=uo%3D4

Bottalico Roberto  

https://music.apple.com/it/album/alter-go/1209456153

Cataldo Francesco

https://music.apple.com/it/album/giulia/1497282954

Clemente Felice

https://music.apple.com/us/artist/felice-clemente/313966768

Colangelo Federica

https://music.apple.com/it/album/endless-tail/1482304102?l=en

Cusa Francesco

https://music.apple.com/it/artist/francesco-cusa/434556300

Dalla Valle Anna Maria

https://music.apple.com/it/artist/anna-maria-dalla-valle/604028271

D’Attoma Donatello

https://music.apple.com/it/album/oneness/1498485133

Donato Cettina

https://music.apple.com/it/artist/cettina-donato-quartet/1215604852

Ermanno Novali Trio
https://music.apple.com/it/album/passacaglia/1358252728

Fase Hobart
https://music.apple.com/it/album/pangea/1336006770

Florio Alessandro

https://music.apple.com/it/artist/alessandro-florio/394160554

Langella Mimmo

https://itunes.apple.com/kz/artist/mimmo-langella/568764502  

Liturri Vito

https://itunes.apple.com/kh/artist/vito-liturri-trio/942303596

Lombardi Michela

https://music.apple.com/it/artist/michela-lombardi/307769553?fbclid=IwAR3uplRGV9SzPApfdZZWagdYxN7lhUTBxwVJkt6XySZqg1ntxb18VEkH5c4 

Lorelei Quartet

https://music.apple.com/ca/artist/lorelei-quartet/id443749884?fbclid=IwAR3ecFuAPlaJVEXv64biLO1uWacbwL-rmHumpW-zqEGWW8rNRVy-RlJA8SQ

Mascio Francesco

https://music.apple.com/it/artist/francesco-mascio/531739215

Nilza Costa

https://itunes.apple.com/it/artist/nilza-costa/444952574

Note Noire Quartet

https://music.apple.com/it/artist/note-noire-4et/530851003

Orlando Maria Chiara

https://music.apple.com/it/album/place-stillness-feat-antonello-sorrentino-manuel-magrini/1453080700

Piovesan Sebastian

https://music.apple.com/us/artist/sebastian-piovesan/1363980273

 Pozzi Daniele

https://music.apple.com/it/album/strange-kind-happiness-feat-carlo-nicita-alex-orciari/1280537122

Pozzovio Daniele

https://music.apple.com/it/album/stand-up-one-more-time-feat-gabriele-coen-federico/386589473

Pure Joy

https://music.apple.com/us/album/spirit-of-the-wood/1438456245

Salmieri Bob

https://music.apple.com/it/artist/erodoto-project/1210875153?fbclid=IwAR3nRX8bvMsrj9MCJmCnqUeh6NIZlgu_-DaRk9LJHrJKMoRfpvHAFfSnfV8

Tamburrino Norberto

https://itunes.apple.com/us/artist/norberto-tamburrino/id271282743?fbclid=IwAR33jkMPNbiCs6QBhdwRhOJ-TZtL0_KAkznFU1fNYhQCuGdl0lVGd04aAjI

The Quartet Project

https://music.apple.com/us/album/funkadelic/id1464372050

Ermanno Novali Trio
https://music.apple.com/it/album/passacaglia/1358252728

 

SPOTIFY

ABC

https://open.spotify.com/album/2HXwghquwDlo0MYI94VROx?si=1NYHbki-QMGypxP2JkootA&fbclid=IwAR2SujvwHtp5FtAMmhHNZWljVjFgojAgCE3x6xWorKqtb6igRHUQ47dlpJE

Am Bros One Kitarmonica Duo

https://open.spotify.com/artist/5DfOor5rag01wH9bxTZ0w2?si=XmrxEx-UTQinPnYXx8e6lA

Arrigoni Beatrice

https://open.spotify.com/album/3riEI4N8N5m3YuOBJ7M6Lq?si=29FPUZBVRPKDM33q0LFJvg

Barba Riccardo
https://open.spotify.com/artist/5JIdEDQWB9RcwzjRrwGm1K?si=UDogehwXTOG8GdIfl8VHWg

Cataldo Francesco

https://open.spotify.com/album/4xwP39y0ya3M1NvkgdhaTO?si=ReyD_AiZSKqme_3Vh9I3GQ

Clemente Felice

https://open.spotify.com/search/FELICE%20CLEMENTE

Crocini Stefano
https://open.spotify.com/album/3CpGSxGdcywWL2JwFaqEKU?si=qw5ofASeS0yhO6293ZQq5A

https://open.spotify.com/track/2S5izfqu7XAzBEJGLlLck6?si=3FQ-FETTSs21jO4xV-d6Dw

https://open.spotify.com/album/0cMVpa8zoAjNfJKKj92gKF?si=r54_w_oYTn6uWgFFW7LWRg

https://open.spotify.com/album/2Z3zNtjTPvclKReKXlrPvW?si=IHYCwy2NSW–IRsyxf87Nw

 

https://open.spotify.com/album/7f5dX5vdDby8Ct0iI1bf2j?si=DTA5WPXQT7CApvFQkTQycA

 

De Lorenzo Leonardo

https://open.spotify.com/artist/50xa9CCdnIhAT8DZ4SwCdx

Ermanno Novali Trio

https://open.spotify.com/album/65InK56HVXVXRAalLrKth0?si=BNCGPn_ESjqcwULnOIAj_g

Florio Alessandro

https://open.spotify.com/artist/15xsjbP0E62HqjIiG7cljA?si=4dwM16HHRo2ulnmUJ7AmCg

Lynk Gabriel

https://open.spotify.com/album/6G6jWjmDLVIPEBmnQ0JF6U?si=KZQCxNGbS6qKckgsbfdjZg&fbclid=IwAR309QPWD6gDTXUyZm_7m85M8g_xfwHgnJZQiXl96qY3wEMhTexXOKTEjJg

Marino Sebastian

https://open.spotify.com/album/2HXwghquwDlo0MYI94VROx?si=1NYHbki-QMGypxP2JkootA&fbclid=IwAR3uHrQ3ExKEXpFgwQ7gVF8hIxMy9rzMgDSeibVaYpB7b2InhZR0vbS6HuA

Mascio Francesco

https://open.spotify.com/artist/3YLrExKuG8ZKU5EVoaFcTX

Mecenero Maurizio

https://open.spotify.com/album/4fa4NfQYt8YoAItrD5Pfj4 

Melfi Pino

https://open.spotify.com/album/33ogJraSBQxaYBjd5hyNWi

Mercoli Gippo

https://open.spotify.com/artist/2pH06nDxLr3jQuWHSLTV4y?si=5EcxzPlaRrm9B1SkJEUmLg

https://open.spotify.com/artist/0Awio4wrGXzEBfNwzJpGVV?si=iCjI6O3AQJ20zBPvRZV5Aw

Moretti Toni

https://open.spotify.com/artist/4IfnHv3SdJj6KbctAEjmLP?si=ED4t5pbSQqyW5_BXScj__w&fbclid=IwAR3XDjd9AVbxTVNmlQt4-ZGiQQHMqJ-J0lieMGFREtrKjU4O3kmTAbTApqM

Nilza Costa

https://open.spotify.com/album/79pozMCL6fj4h6S9LxXFMs

Olivanti Enrico

https://open.spotify.com/artist/1uMoJC088zi0Q6n9FR7Eex?si=RM48Qgh3SKWk8YFl2puGhQ

Piovesan Sebastian

https://open.spotify.com/album/47xCPucG1XnEMCbrU99yaa

Rovatti Ada

https://open.spotify.com/artist/6s4lAYJTKRSqrFer1WBRTW

 Spampinato Flavio

https://open.spotify.com/album/3uGv7Ed4KoMMYzsN7JnKhP?si=FhNG8z5KTyKEX4T9dDiEfw

Spina Francesco

https://open.spotify.com/album/3ReHnVU4mPfc6M1BAVJc2e

Like funerals Francesco Spina e Miriam Koleilat
https://open.spotify.com/album/0Bj29Vy4xoVC7N1eJKke2V 

The Quartet Project

https://open.spotify.com/album/3eFVxwsRekg7Mz3ZrdS4OL

 

SOUNDCLOUD

De Lorenzo Leonardo

https://soundcloud.com/leonardo-de-lorenzo

Nardi Ivano

https://m.soundcloud.com/ivano-nardi/sorrow-tracklist-n5

Nilza Costa

https://soundcloud.com/nilza-cost

Olivanti Enrico

https://soundcloud.com/enrico-olivanti

 

AMAZON

Arrigoni Beatrice

https://www.amazon.it/Innerscape-Beatrice-Arrigoni-Quartet/dp/B07DW9MNYZ/
Clemente Felice
https://www.amazon.it/s?k=felice+clemente&i=digital-music&bbn=1748204031&rh=n%3A1748203031%2Cn%3A1748204031%2Cn%3A1786711031&dc&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&qid=1581981117&rnid=1748204031&ref=sr_pg_1

Ermanno Novali Trio

https://www.amazon.it/Passacaglia-Ermanno-Novali-Trio/dp/B07BDLD53Y/

Fase Hobart
https://www.amazon.it/Pangea-Fase-Hobart/dp/B0792DFGTX
Pure Joy
https://www.amazon.com/Pure-Joy-Firedance-Grifoni/dp/B07Y2WS2RH

DEEZER

Arrigoni Beatrice
https://www.deezer.com/it/album/66135952

 

Clemente Felice 

https://www.deezer.com/it/artist/1800731/radio?autoplay=true

Fase Hobart

https://www.deezer.com/it/track/450548662?autoplay=true

 

 

 

REVERBENATION
Ivano Nardi
https://www.reverbnation.com/ivanonardi/shows

https://www.reverbnation.com/ivanonardi

 

PLUSTIMBRE
Ivano Nardi

https://plustimbre.com/artists/nardi.html

PRODUZIONI DAL BASSO (Crowdfunding) 

Balducci Pierluigi

https://www.produzionidalbasso.com/project/lequilibrista/  

 

WEB

Brunod Maurizio (http://www.brunod.com/)

Scrivere a: maurizio@brunod.com

Camarella Anita con Facchini Davide

http://www.anitadavideduo.com/store/

Giust Stefano

www.stefanogiust.it

Mascio Francesco

http://www.francescomascio.com

Musicamorfosi

https://www.musicamorfosi.it/dischi/

Oliva Patrizia

https://patriziaoliva.wordpress.com/

 

CASE DISCOGRAFICHE

ABEAT RECORDS

http://www.abeatrecords.com/catdetail.asp?IDprod=292 

PRELUDIO MUSIC
http://www.preludiomusic.com/a/maurizio-mecenero-322-a.htm

SETOLA DI MAIALE

www.setoladimaiale.net

Ivano Nardi

https://www.setoladimaiale.net/artist/view/56f1b31665c96

WEINSIST RECORDS

https://weinsistrecords.com/catalogue/

LISTA SINGOLI CD NELLE VARIE PIATTAFORME

 

BANDCAMP

Bottalico Roberto

https://music.apple.com/it/album/alter-go/1209456153

https://play.google.com/store/search?q=The%20Alter%20Xmas%20Jazz%20Album&c=music  

 

Enzo Carpentieri:

https://danilogallo.bandcamp.com/album/everywhere-is-here

https://danilogallo.bandcamp.com/…/live-in-selvazzano-2008

https://danilogallo.bandcamp.com/album/playing-tricks?fbclid=IwAR1NQz4cC3y1Rh0qZEDCEnIFdBJHNCTLpnCjDJaES376B6hsMce_r3uFnjY

Alessandro Florio:

https://www.youtube.com/watch?v=7t_IoI3F1rk&feature=youtu.be

 

Fabio Giachino:

http://www.camjazz.com/home/8052405143891-at-the-edges-of-the-horizon-cd.html?fbclid=IwAR27CVUj3zaYsoCaNTdp_is85_4zFUfIBzCzQWz7KQrEN471cKW14NX7fDA

Pozzovio Daniele – Resurrection

https://www.ibs.it/resurrection-cd-daniele-pozzovio/e/8013284004994

 

https://www.fye.com/daniele-trio-pozzovio—resurrection-aec.phim0499.2.html

 

 

SITI MUSICISTI

Colangelo Federica

https://www.federicacolangelo.it/buy.html

Donato Cettina
www.cettinadonato.com

https://www.villaggiovanna.org/

Giust Stefano

www.stefanogiust.it

Mecenero Maurizio

www.mauriziomeceneroquintet.it

Oliva Patrizia

https://patriziaoliva.wordpress.com/

Piluso Loredana

https://www.youtube.com/channel/UCWzBrpJ8AOQdrLPxN-5bFhg

Pure Joy

http://purejoy.it  ORDINABILE ANCHE SU purejoy.it@gmail.com
Sonia Schiavone

www.soniaschiavone.it

 

 

“The War of the Worlds”. Soundscape’s Activity pubblica il suo terzo lavoro, un disco ispirato alla storica performance di Orson Welles

Soundscape’s Activity, uno dei più innovativi gruppi italiani d’improvvisazione elettronica, pubblica per l’etichetta Revenge Records il suo terzo CD dal titolo: “The War of the Worlds”.

Il 30 ottobre del 1938, l’allora poco più che ventenne Orson Welles realizza un’operazione-capolavoro che, con largo anticipo sui tempi, soddisfa l’assunto moderno secondo il quale ciò che va prodotto, ancor prima che la merce in sé, è il suo consumo. Welles, negli studi della CBS, nell’ambito della trasmissione radiofonica “The Mercury Theatre on The Air”, decide di mandare in onda una versione reinterpretata del romanzo “La Guerra dei Mondi” di Herbert George Wells. Welles escogita un falso notiziario che annuncia, sovrapponendosi alla regolare trasmissione, un atterraggio alieno nel New Jersey. Il risultato è un magistrale corto-circuito che, a distanza di ottant’anni, assume la fisionomia di una profetica fake-news moderna.

È questo il suggestivo pretesto che ha ispirato il nuovo album concept di Marcello Malatesta (piano, keyboards, live electronics) e Marco Di Battista (piano, keyboards, live electronics), che con il loro progetto Soundscape’s Activity dedicano a “The War of the Worlds” di Welles una Suite-Poema concepita per mettere a dialogo musica elettronica ed improvvisazione, grazie anche alla partecipazione chitarristica di Roberto Zechini, veterano dei linguaggi improvvisativi e delle contaminazioni stilistiche. Malatesta e Di Battista costituiscono un tandem oramai consolidato in cui l’elaborazione, la costruzione del suono e il plurilinguismo pianistico articolano uno spazio sonoro in cui il tecnico e il compositore lavorano insieme, coabitando perfettamente nello stesso individuo. Il lavoro, pur muovendo come già detto da “The War of the Worlds” e traendone il paratesto (com’è evidente dai titoli) e importanti frammenti del radiodramma originale, non ne ricalca l’esatta organizzazione, muovendosi piuttosto liberamente lungo l’asse della narrazione radiodrammatica.

Con questo lavoro, l’esplorazione musicale condotta da Marcello Malatesta e Marco Di Battista nel progetto Soundscape’s Activity arriva al suo terzo capitolo, dopo il disco omonimo pubblicato nel 2014 ed Elektromagnetik Sketches (Revenge Records, 2015), lavoro dedicato alla figura di Nikola Tesla.

“The War of the Worlds” è un disco pubblicato da una delle più prestigiose etichette indipendenti, la Revenge Records, si trova nei migliori negozi di musica e sui più importanti webstore mondiali. Inoltre è possibile acquistarlo in formato digitale sulle principali piattaforme di vendita online ed ascoltarlo in streaming su Spotify.

Il Jazz ai tempi del Coronavirus le nostre interviste… in Sicilia: Rosalba Bentivoglio, vocalist

Intervista raccolta da Gerlando Gatto

Rosalba Bentivoglio, vocalist

-Come stai vivendo queste giornate?
“La necessità di seguire le linee guida dettate dal governo e dal buonsenso fanno da filo conduttore nelle mie giornate e non ti nascondo che la drammaticità del momento le vivo ogni giorno pensando ai miei cari (figlio, nipoti e madre la quale si trova ricoverata in un centro per anziani) poi penso a tutta la comunità, a tutti gli italiani che in questo momento come me soffrono ma devono soffocare i sentimenti familiari e dare ascolto all’intelletto, al raziocinio”.

-Come ha influito sul tuo lavoro; pensi che in futuro sarà lo stesso?
“Certo lo stato attuale ha influito e continua ad influire sul mio lavoro, così come credo sul lavoro di tutti gli artisti, musicisti e non, basti solo pensare che i concerti annullati sono tanti anche perché questa emergenza cade in un momento dell’anno in cui si concretizzano tante nostre presenze sui palchi di tutto il territorio nazionale ed anche europeo. Ma su questo vorrei dire che queste giornate di forzata reclusione in casa ci sta permettendo di rallentare i tempi sia di lavoro che di pensiero in generale creando, o meglio generando una forza introspettiva maggiore e ciò porterà immancabilmente ad una crescita interiore più consapevole e profonda e di tutto ciò avremo la tangibilità in un futuro prossimo e come ciò che accade dopo grandi eventi disastrosi che  inevitabilmente portano indietro le lancette dell’orologio sociale e umano, arriverà un momento di primavera interiore che verrà (come già accade) percepito nelle composizioni musicali che scriveremo con animo diverso”.

-Come riesci a sbarcare il lunario?

“Attualmente sono titolare di cattedra di canto jazz presso il conservatorio A. Corelli di Messina, quindi a differenza di tanti altri colleghi musicisti credo di potermi reputare fortunata, almeno per la mia sopravvivenza fisica. Ma la mia attività artistica ne risente: le collaborazioni, i progetti in fase di realizzazione, ed altro non vedranno la luce a breve termine. Tutto ciò è gravissimo per un artista”.

-Vivi da sola o con qualcuno? E quanto ciò risulta importante?
“Anche in questo caso visto la reclusione forzata sono stata fortunata, condivido questo periodo (ma già tutta la vita) con il mio compagno Enrico il quale non mi fa mancare l’affetto, le attenzioni e una profonda e proficua collaborazione. Abbiamo un figlio anch’egli musicista (suona meravigliosamente il sax soprano) e inoltre ci affolliamo la famiglia con due bellissimi nipotini. Purtroppo in questo periodo, ovviamente, non possiamo frequentarci ma ci colleghiamo ogni giorno su WhatsApp o su Skype per sentirci vicini”.

-Pensi che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?
“Sì credo che in questo specifico momento storico di sofferenza umana in cui tutto dovrebbe essere condiviso e in cui l’individuo non viene visto solo come “individuo” ma così come il macrocosmo ingloba il microcosmo riusciremo ad avere una maggiore visione dell’uomo nella sua interiorità e integrità universale. La nostra stessa sorte (ma non solo per questo singolo evento) è posta in uno dei periodi più difficili della storia del mondo; un periodo caratterizzato da profondi sconvolgimenti, dalla rottura di vecchi metodi, legami e rapporti anche e soprattutto con la terra, dal delinearsi all’orizzonte della distruzione di una civiltà. Una visione del dopo ci viene fornita e la troviamo attuale nella letteratura anche in quella greca antica ma soprattutto in un testo scritto nel finire dell’ottocento da H.G.Wells scrittore inglese che ha scritto tra le altre opere : “La guerra dei mondi” scritta nel 1898 e narra di un tempo in cui la terra viene attaccata e invasa da forze aliene, noi terrestri ci difendiamo con cannoni, navi, aerei etc. e mettendo in campo tutte le nostre forze militari, ma veniamo sottomessi dagli alieni che sono in possesso di armi di distruzione più avanzate e a noi sconosciute. Dobbiamo solo ribaltare i piani di visione, come in uno specchio, ed ecco che tutto cambia: << Noi “umani” abbiamo attaccato la terra, e finiamo con…un “semplice raffreddore” che ci stermina tutti, così come nella guerra dei mondi gli alieni verranno sconfitti da un “semplice raffreddore” a cui loro non erano immunizzati, e i terrestri vincono la guerra aiutati dalla “terra”>>. Credo che questo periodo di transizione contiene in sé le più grandi promesse che il mondo abbia mai veduto, e non bisogna disperarsi ma essere profondamente ottimisti. Le strutture del pensiero religioso e filosofico sembrano sul punto di modificarsi, ma non sappiamo ancora come. Se la distruzione avviene, è soltanto perché la vita possa evolvere. Nel processo cosmico ognuno ha la propria minuscola parte da compiere”.

-Credi che la musica possa dare forza per superare questo terribile momento?
“Sì sono certa e credo che la musica ne uscirà più forte e più insostituibile che mai anzi il linguaggio musicale sarà veicolo di vita essendo stata essa stessa “incipit di vita” con l’universo. A questo proposito voglio citare: <<esisteva Eru, l’uno, chiamato Iluvatar che creò per primi gli Ainur, i santi scaturiti dal suo pensiero ed erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto ed egli ne fu lieto […] ciascuno di essi penetrava quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva. Ma già solo ascoltando si perveniva ad una comprensione più profonda e s’accresceva l’unisono e l’armonia. E all’improvviso gli Ainur (santi, scaturiti dal pensiero dell’uno indivisibile Iluvatar ) scorsero una remota luce, quasi una nuvola con un vivente cuore di fiamma; e seppero che non era soltanto visione, ma che Iluvatar aveva “creato con il loro canto” una nuova cosa: “Ea”, “il mondo che e’ “ >>. [dal Silmarillion di J.R.R.Tolkien ]. Il suono del cristallo stabilizza, amplifica e trasmette il tono puro. Le campane di cristallo emettono una purissima nota dominante, creando un campo vibrazionale armonico che entra in risonanza con il corpo, queste vibrazioni esprimono la più alta armonia e purezza del suono. Nell’universo tutto è energia in vibrazione, anche il corpo umano ed ogni suo organo risponde ad una risonanza. La voce è lo strumento magico per eccellenza e la base è il canto degli armonici studiati nell’antichità dal matematico musicista e filosofo Pitagora che troviamo nella sua pitagorica musica delle sfere, ed è il cosiddetto canto degli armonici, conosciuto anche come canto degli angeli e che oggi con espressione americana è detto overtones. La riscoperta attuale di questa antica tecnica consente di aumentare come una canopia l’effetto del suono. La voce si moltiplica allora in due o tre note contemporanee che agiscono con lenezza su diversi livelli psicofisici, tecnica che io applico nei miei concerti. La vocalizzazione funziona da massaggio psichico e consente di ritrovare l’armonia della propria identità vocale, smarrita nello stress, nel rumore, nello squilibrio del corpo e della mente. Si può riscoprire così il silenzio (tanto trattato e divulgato dal monaco tibetano Thích Nhất Hạnh con il “dono del silenzio”) troppo spesso dimenticato perché lo riempiamo di pensieri negativi e parole inutili, brutta musica, rumore. Invece è il “suono della meditazione”, la voce del futuro: sembra vuoto, ma è pieno di “fantasia e creatività” “.

-Se non la musica a cosa ci si può affidare
“Certo che per me la musica è fondamentale diciamo che è una necessità di vita e <<tra le righe di ogni mia composizione c’è sempre l’espressione jazz, da me mediata fino al punto da utilizzare il jazz come nutrimento della mia cultura mediterranea ed europea>>. Comunque la mia passione per la pittura a olio è riuscita ad appassionarmi al punto tale che spesso mi ritrovo a dipingere in tutti i ritagli di tempo possibili che la musica mi lascia. Ho già organizzato diverse mostre personali sia in
Italia che in Europa e comincio ad essere sempre più apprezzata e questo mi fa stare bene. In questo periodo di quarantena forzata non posso incontrarmi con i miei musicisti con i quali abbiamo lasciato progetti in sospeso e approfitto di tutto questo per comporre e suonare da sola, certo prima viene l’insegnamento, svolgo on line le mie lezioni di canto jazz (detengo, come già detto, la cattedra e fino a ieri sono stata la coordinatrice del dipartimento jazz nel conservatorio A. Corelli di Messina), e debbo dire che gli allievi mi seguono. L’altro mio grande interesse è la lettura con la poesia in primo piano seguita dalla filosofia, e anche se durante la giornata lavorativa non ho spazio da dedicarle, la sera a letto prima di dormire leggo sempre almeno mezz’ora”.

-Quanto c’è di retorica in questi continui richiami all’unità?
“Platone la chiamava psicagogia (formazione degli animi per mezzo della parola). Oggi più che mai credo che il governo italiano, e l’opposizione  parlamentare di estrema destra (come oramai  quest’ultima si è qualificata venendo allo scoperto) facciano riferimento alla retorica sull’unità nazionale ognuno a proprio vantaggio; il governo cerca di tenere compatta la nazione in un momento di grave crisi sanitaria, ideologica e socio-economica mentre l’opposizione di destra fa sì richiami all’unità ma con chiaro riferimento  al popolo specificatamente  solo di alcune regioni italiane”.

-Sei soddisfatta di come si stanno muovendo i vostri organismi di rappresentanza?
“Se per rappresentanza intendiamo ciò che stanno facendo i sindacati per noi artisti, sinceramente direi di sì, ad esempio il nostro sindacato abc con a capo Giancarlo Iacomini segue con molta attenzione tutti gli iter burocratici e legislativi  legati alla nostra figura professionale soprattutto (ma non solo) per l’insegnamento, addirittura creando tavoli di lavoro con il ministero suggerendo soluzioni  per meglio collocare i musicisti nel mondo del lavoro, soprattutto come insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado compresi conservatori e università. Abbiamo un canale on line in cui veniamo informati in tempo reale e aiutati se necessario negli iter da seguire. Esiste anche un gruppo di lavoro denominato MIDJ (musicisti italiani di jazz) che sotto la guida di Paolo Fresu, Ada Montellanico e oggi Simone Graziano, è nato qualche anno fa con l’intento di creare un circuito musicale per i jazzisti ed ha concretizzato anche altre iniziative molto importanti, presente con i referenti (di cui anche io ho fatto parte per la Sicilia) in quasi tutto il territorio nazionale”.

Se avessi la possibilità di essere ricevuta dal governo, cosa chiederesti?
“In questo momento drammatico sento forte il problema sanitario, quindi di attenzionare la sanità pubblica ri-statalizzarla, togliendola dalle mani delle regioni, tutte. Riportare al primo posto cultura e ricerca e quando parlo di cultura parlo di scuole, dalle elementari alle università, conservatori e accademie comprese, la musica in tutte le sue forme di rappresentazione e organizzazione, teatro, editoria, biblioteche, musei, ripristinare la storia dell’arte come materia fondamentale in un Paese come l’Italia che vive di arte. Affrontare e risolvere il conflitto di interessi grande quanto una montagna, di un imprenditore italiano proprietario di giornali e TV che egemonizza la comunicazione di massa. Oramai in nessun canale televisivo troviamo informazioni chiare e neutrali senza l’intervento di manipolazione per interessi di parte”.

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?
“Sì, subito ti dico: gli Azimut con il disco “Depart” con una grandissima Norma Winstone alla voce, (divina, sensibile e intramontabile Norma),  al piano, Kenny Wheeler alla tromba e ospite Ralph Towner chitarra. Poi “Kind of Blue” di Miles Davis, pietra miliare di questo grande trombettista che ha saputo incarnare il jazz nella sua accezione più assoluta e in questo disco si è avvalso della collaborazione di John Coltrane, Bill Evans, Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb.  Altro artista importante per cultura musicale e voce è il grande cantante e scrittore di testi Kurt Elling anche lui dell’area newyorchese come Jazzmeia Horn che invece trova ispirazione in un jazz più Hard nel suo “Love and Liberation” e per finire la più innovativa e poetica Gretchen Parlato nel suo “Live in NYC”. Buon ascolto”.

Gerlando Gatto

Il Jazz ai tempi del Coronavirus le nostre interviste… in Sicilia: Rosalba Bentivoglio, Francesco Branciamore, Stefano Maltese

Interviste raccolte da Gerlando Gatto

Rosalba Bentivoglio – vocalist

-Come stai vivendo queste giornate?
“La necessità di seguire le linee guida dettate dal governo e dal buonsenso fanno da filo conduttore nelle mie giornate e non ti nascondo che la drammaticità del momento le vivo ogni giorno pensando ai miei cari (figlio, nipoti e madre la quale si trova ricoverata in un centro per anziani) poi penso a tutta la comunità, a tutti gli italiani che in questo momento come me soffrono ma devono soffocare i sentimenti familiari e dare ascolto all’intelletto, al raziocinio”.

-Come ha influito sul tuo lavoro; pensi che in futuro sarà lo stesso?
“Certo lo stato attuale ha influito e continua ad influire sul mio lavoro, così come credo sul lavoro di tutti gli artisti, musicisti e non, basti solo pensare che i concerti annullati sono tanti anche perché questa emergenza cade in un momento dell’anno in cui si concretizzano tante nostre presenze sui palchi di tutto il territorio nazionale ed anche europeo. Ma su questo vorrei dire che queste giornate di forzata reclusione in casa ci sta permettendo di rallentare i tempi sia di lavoro che di pensiero in generale creando, o meglio generando una forza introspettiva maggiore e ciò porterà immancabilmente ad una crescita interiore più consapevole e profonda e di tutto ciò avremo la tangibilità in un futuro prossimo e come ciò che accade dopo grandi eventi disastrosi che  inevitabilmente portano indietro le lancette dell’orologio sociale e umano, arriverà un momento di primavera interiore che verrà (come già accade) percepito nelle composizioni musicali che scriveremo con animo diverso”.

-Come riesci a sbarcare il lunario?

“Attualmente sono titolare di cattedra di canto jazz presso il conservatorio A. Corelli di Messina, quindi a differenza di tanti altri colleghi musicisti credo di potermi reputare fortunata, almeno per la mia sopravvivenza fisica. Ma la mia attività artistica ne risente: le collaborazioni, i progetti in fase di realizzazione, ed altro non vedranno la luce a breve termine. Tutto ciò è gravissimo per un artista”.

-Vivi da sola o con qualcuno? E quanto ciò risulta importante?
“Anche in questo caso visto la reclusione forzata sono stata fortunata, condivido questo periodo (ma già tutta la vita) con il mio compagno Enrico il quale non mi fa mancare l’affetto, le attenzioni e una profonda e proficua collaborazione. Abbiamo un figlio anch’egli musicista (suona meravigliosamente il sax soprano) e inoltre ci affolliamo la famiglia con due bellissimi nipotini. Purtroppo in questo periodo, ovviamente, non possiamo frequentarci ma ci colleghiamo ogni giorno su WhatsApp o su Skype per sentirci vicini”.

-Pensi che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?
“Sì credo che in questo specifico momento storico di sofferenza umana in cui tutto dovrebbe essere condiviso e in cui l’individuo non viene visto solo come “individuo” ma così come il macrocosmo ingloba il microcosmo riusciremo ad avere una maggiore visione dell’uomo nella sua interiorità e integrità universale. La nostra stessa sorte (ma non solo per questo singolo evento) è posta in uno dei periodi più difficili della storia del mondo; un periodo caratterizzato da profondi sconvolgimenti, dalla rottura di vecchi metodi, legami e rapporti anche e soprattutto con la terra, dal delinearsi all’orizzonte della distruzione di una civiltà. Una visione del dopo ci viene fornita e la troviamo attuale nella letteratura anche in quella greca antica ma soprattutto in un testo scritto nel finire dell’ottocento da H.G.Wells scrittore inglese che ha scritto tra le altre opere : “La guerra dei mondi” scritta nel 1898 e narra di un tempo in cui la terra viene attaccata e invasa da forze aliene, noi terrestri ci difendiamo con cannoni, navi, aerei etc. e mettendo in campo tutte le nostre forze militari, ma veniamo sottomessi dagli alieni che sono in possesso di armi di distruzione più avanzate e a noi sconosciute. Dobbiamo solo ribaltare i piani di visione, come in uno specchio, ed ecco che tutto cambia: << Noi “umani” abbiamo attaccato la terra, e finiamo con…un “semplice raffreddore” che ci stermina tutti, così come nella guerra dei mondi gli alieni verranno sconfitti da un “semplice raffreddore” a cui loro non erano immunizzati, e i terrestri vincono la guerra aiutati dalla “terra”>>. Credo che questo periodo di transizione contiene in sé le più grandi promesse che il mondo abbia mai veduto, e non bisogna disperarsi ma essere profondamente ottimisti. Le strutture del pensiero religioso e filosofico sembrano sul punto di modificarsi, ma non sappiamo ancora come. Se la distruzione avviene, è soltanto perché la vita possa evolvere. Nel processo cosmico ognuno ha la propria minuscola parte da compiere”.

-Credi che la musica possa dare forza per superare questo terribile momento?
“Sì sono certa e credo che la musica ne uscirà più forte e più insostituibile che mai anzi il linguaggio musicale sarà veicolo di vita essendo stata essa stessa “incipit di vita” con l’universo. A questo proposito voglio citare: <<esisteva Eru, l’uno, chiamato Iluvatar che creò per primi gli Ainur, i santi scaturiti dal suo pensiero ed erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto ed egli ne fu lieto[…] ciascuno di essi penetrava quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva. Ma già solo ascoltando si perveniva ad una comprensione più profonda e s’accresceva l’unisono e l’armonia. E all’improvviso gli Ainur (santi, scaturiti dal pensiero dell’uno indivisibile Iluvatar ) scorsero una remota luce, quasi una nuvola con un vivente cuore di fiamma; e seppero che non era soltanto visione, ma che Iluvatar aveva “creato con il loro canto” una nuova cosa: “Ea”, “il mondo che e’ “ >>. [dal Silmarillion di J.R.R.Tolkien ]. Il suono del cristallo stabilizza, amplifica e trasmette il tono puro. Le campane di cristallo emettono una purissima nota dominante, creando un campo vibrazionale armonico che entra in risonanza con il corpo, queste vibrazioni esprimono la più alta armonia e purezza del suono. Nell’universo tutto è energia in vibrazione, anche il corpo umano ed ogni suo organo risponde ad una risonanza. La voce è lo strumento magico per eccellenza e la base è il canto degli armonici studiati nell’antichità dal matematico musicista e filosofo Pitagora che troviamo nella sua pitagorica musica delle sfere, ed è il cosiddetto canto degli armonici, conosciuto anche come canto degli angeli e che oggi con espressione americana è detto overtones. La riscoperta attuale di questa antica tecnica consente di aumentare come una canopia l’effetto del suono. La voce si moltiplica allora in due o tre note contemporanee che agiscono con lenezza su diversi livelli psicofisici, tecnica che io applico nei miei concerti. La vocalizzazione funziona da massaggio psichico e consente di ritrovare l’armonia della propria identità vocale, smarrita nello stress, nel rumore, nello squilibrio del corpo e della mente. Si può riscoprire così il silenzio (tanto trattato e divulgato dal monaco tibetano Thích Nhất Hạnh con il “dono del silenzio”) troppo spesso dimenticato perché lo riempiamo di pensieri negativi e parole inutili, brutta musica, rumore. Invece è il “suono della meditazione”, la voce del futuro: sembra vuoto, ma è pieno di “fantasia e creatività” “.

-Se non la musica a cosa ci si può affidare
“Certo che per me la musica è fondamentale diciamo che è una necessità di vita e <<tra le righe di ogni mia composizione c’è sempre l’espressione jazz, da me mediata fino al punto da utilizzare il jazz come nutrimento della mia cultura mediterranea ed europea>>. Comunque la mia passione per la pittura a olio è riuscita ad appassionarmi al punto tale che spesso mi ritrovo a dipingere in tutti i ritagli di tempo possibili che la musica mi lascia. Ho già organizzato diverse mostre personali sia in
Italia che in Europa e comincio ad essere sempre più apprezzata e questo mi fa stare bene. In questo periodo di quarantena forzata non posso incontrarmi con i miei musicisti con i quali abbiamo lasciato progetti in sospeso e approfitto di tutto questo per comporre e suonare da sola, certo prima viene l’insegnamento, svolgo on line le mie lezioni di canto jazz (detengo, come già detto, la cattedra e fino a ieri sono stata la coordinatrice del dipartimento jazz nel conservatorio A. Corelli di Messina), e debbo dire che gli allievi mi seguono. L’altro mio grande interesse è la lettura con la poesia in primo piano seguita dalla filosofia, e anche se durante la giornata lavorativa non ho spazio da dedicarle, la sera a letto prima di dormire leggo sempre almeno mezz’ora”.

-Quanto c’è di retorica in questi continui richiami all’unità?
“Platone la chiamava psicagogia (formazione degli animi per mezzo della parola). Oggi più che mai credo che il governo italiano, e l’opposizione  parlamentare di estrema destra (come oramai  quest’ultima si è qualificata venendo allo scoperto) facciano riferimento alla retorica sull’unità nazionale ognuno a proprio vantaggio; il governo cerca di tenere compatta la nazione in un momento di grave crisi sanitaria, ideologica e socio-economica mentre l’opposizione di destra fa sì richiami all’unità ma con chiaro riferimento  al popolo specificatamente  solo di alcune regioni italiane”.

-Sei soddisfatta di come si stanno muovendo i vostri organismi di rappresentanza?
“Se per rappresentanza intendiamo ciò che stanno facendo i sindacati per noi artisti, sinceramente direi di sì, ad esempio il nostro sindacato abc con a capo Giancarlo Iacomini segue con molta attenzione tutti gli iter burocratici e legislativi  legati alla nostra figura professionale soprattutto (ma non solo) per l’insegnamento, addirittura creando tavoli di lavoro con il ministero suggerendo soluzioni  per meglio collocare i musicisti nel mondo del lavoro, soprattutto come insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado compresi conservatori e università. Abbiamo un canale on line in cui veniamo informati in tempo reale e aiutati se necessario negli iter da seguire. Esiste anche un gruppo di lavoro denominato MIDJ (musicisti italiani di jazz) che sotto la guida di Paolo Fresu, Ada Montellanico e oggi Simone Graziano, è nato qualche anno fa con l’intento di creare un circuito musicale per i jazzisti ed ha concretizzato anche altre iniziative molto importanti, presente con i referenti (di cui anche io ho fatto parte per la Sicilia) in quasi tutto il territorio nazionale”.

Se avessi la possibilità di essere ricevuta dal governo, cosa chiederesti?
“In questo momento drammatico sento forte il problema sanitario, quindi di attenzionare la sanità pubblica ri-statalizzarla, togliendola dalle mani delle regioni, tutte. Riportare al primo posto cultura e ricerca e quando parlo di cultura parlo di scuole, dalle elementari alle università, conservatori e accademie comprese, la musica in tutte le sue forme di rappresentazione e organizzazione, teatro, editoria, biblioteche, musei, ripristinare la storia dell’arte come materia fondamentale in un Paese come l’Italia che vive di arte. Affrontare e risolvere il conflitto di interessi grande quanto una montagna, di un imprenditore italiano proprietario di giornali e TV che egemonizza la comunicazione di massa. Oramai in nessun canale televisivo troviamo informazioni chiare e neutrali senza l’intervento di manipolazione per interessi di parte”.

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?
“Sì, subito ti dico: gli Azimut con il disco “Depart” con una grandissima Norma Winstone alla voce, (divina, sensibile e intramontabile Norma), John Taylor al piano, Kenny Wheeler alla tromba e ospite Ralph Towner chitarra. Poi “Kind of Blue” di Miles Davis, pietra miliare di questo grande trombettista che ha saputo incarnare il jazz nella sua accezione più assoluta e in questo disco si è avvalso della collaborazione di John Coltrane, Bill Evans, Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb.  Altro artista importante per cultura musicale e voce è il grande cantante e scrittore di testi Kurt Elling anche lui dell’area newyorchese come Jazzmeia Horn che invece trova ispirazione in un jazz più Hard nel suo “Love and Liberation” e per finire la più innovativa e poetica Gretchen Parlato nel suo “Live in NYC”. Buon ascolto”.


Francesco Branciamore – Batterista, pianista

-Come sta vivendo queste giornate?
“Sicuramente mordendo il freno in attesa che qualcuno ci dia una data definitiva per ritornare al fluire normale pur con le dovute precauzioni”.

-Come ha influito tutto ciò sul suo lavoro; pensa che in futuro sarà lo stesso?
“Intanto l’annullamento di alcune date per l’emergenza ha influito sull’umore musicale. Preparare un concerto richiede un dispendio d’energie non indifferente, come nel mio caso per il piano solo. Se ne esce continuando a rinforzare la vis creativa con nuove composizioni e a prepararsi ancora meglio al primo concerto utile che faremo. Il futuro spero sia migliore di questo che stiamo vivendo noi musicisti e jazzisti in modo particolare, che abbiamo sempre suonato senza paracadute di alcun tipo. Quindi prevedo concerti con meno gente, anche per grosse star, perché le sale da concerto saranno rimodulate per garantire la distanza di sicurezza, magari faranno due turni nello stesso giorno per artista, per permettere a tutti di gustare la performance”.

-Come riesce a sbarcare il lunario?  
“Sono concertista e docente di composizione jazz al conservatorio di Vibo Valentia, in stato di stabilizzazione, con cattedra annuale”.

-Vive da solo o con qualcuno? E quanto ciò risulta importante?
“La mia famiglia è un piccolo nucleo familiare, siamo 3 persone. Io, mia moglie, docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Catania e mio figlio ventenne prossimo alla maturità al liceo scientifico. Diciamo che per adesso lo status di sopportazione reciproco è buono. Forse perché ognuno ha un suo spazio vitale dove annullarsi e rigenerarsi. Comunque una bella esperienza. Cerchiamo di animarci l’un l’altro inventandoci ruoli per stupirci reciprocamente e quale miglior modo se non cimentarsi a turno in cucina?  A parte qualche lieve malessere allo stomaco, specialmente quando sono io ai fornelli, il resto è condivisibile”.

-Pensa che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?
“Direi che saremo più selettivi. Perché continuare ad abbracciare gente che è stata lontana da noi in un momento in cui il contatto, anche se virtuale, poteva accendere entusiasmo e spegnere ansie? Direi pochi ma buoni, come le note in musica, Miles Davis docet”.

-Crede che la musica possa dare la forza per superare questo terribile momento?
“La musica è un grande antidoto universale, sia per chi la fa che per chi l’ascolta. Me ne accorgo con i miei studenti, con cui sono in contatto giornalmente. Non li ho mai visti lavorare così tanto e sentirli così vicino. Vogliono sicurezze e abbracciando la musica in toto riescono ad avere quella leggerezza positiva che permette loro di superare questo difficile momento”.

-Se non la musica a cosa ci si può affidare?
“Ognuno ha un suo angolo di fede e la cerca dove è abituato a cercarla”.

-Quanto c’è di retorica in questi continui richiami all’unità?
“Beh, si stanno muovendo tutti verso un over exposition per mettersi in luce per raccogliere fondi. Mi riferisco agli artisti di musica pop in genere e non solo, a cui va riconosciuto il merito. Ma quelli famosissimi, tipo le regine e i re dello show business con lauti guadagni di diritti d’autore e con conti in banca sostanziosi, potevano far a meno di fare il siparietto mediatico e invece fare di tasca propria una donazione alla protezione civile. Il jazz non ha di questi leoni in Italia, se non davvero pochi”.

-E’ soddisfatto di come si stanno muovendo i V/si organismi di rappresentanza?
“Oggi la Siae manda a tutti i soci un invito a corrispondere un buono spesa agli artisti bisognosi. La NuovoImaie ha organizzato un fondo già attivo per emergenza Coronavirus per dare un contributo a tutti coloro che hanno avuto date annullate da aprile a giugno, ben fatto quindi. Il MIDJ e altre istituzioni jazz  so che si sono mosse in tal senso, ma hanno solo chiesto  per adesso, si attende che venga recepito dagli organi istituzionali”.

-Se avesse la possibilità di essere ricevuto dal Governo, cosa chiederebbe?
“Maggior tutela per la nostra categoria di musicisti, una maggiore considerazione per il ruolo sociale che la musica e l’arte in genere hanno e una maggiore visibilità mediatica di tutti i protagonisti del  mondo del jazz per la raccolta di fondi per l’emergenza, noi non siamo da meno degli altri, lo abbiamo dimostrato nel triennio di raccolta fondi per l’Aquila nel context “Il jazz per le terre del sisma”.

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?
https://vimeo.com/145825359 – The Ballad of Fred Hersch”.


Stefano Maltese, sassofonista, con Gerlando Gatto

-Come sta vivendo queste giornate?
“Trascorro il tempo suonando, scrivendo musica, leggendo, studiando. Da questo punto di vista per me non è cambiato molto. Allo stesso tempo cerco di comprendere quello che sta accadendo e i pensieri sono molto contrastanti. In questo maltrattato pianeta la maggior parte dei governanti – indotti da coloro che controllano l’economia – ha sempre preferito rafforzare il proprio potere investendo ingentissime somme in armamenti e guerre e sviluppando nel corso del tempo una sopraffina capacità di manipolare le masse e indurle a seguire stili di vita che sempre più allontanano gli esseri umani dal vivere in armonia con sé stessi, con la natura e con i propri simili. Avviene così che un microscopico organismo – un virus – nel volgere di breve tempo riesca a stravolgere l’esistenza degli abitanti di questo mondo. Abbiamo aerei da guerra che si rendono invisibili, navi portaerei che possono colpire da enormi distanze, missili telecomandati che possono colpire obiettivi con assoluta precisione, ma non abbiamo ospedali attrezzati per situazioni come quella che stiamo vivendo; abbiamo telefonini dalle funzioni fino a qualche tempo fa inimmaginabili e sulle nostre teste satelliti di ogni genere per poter essere sempre connessi ma non possiamo fermare una pandemia. Si è costretti alla reclusione – con tutti i rischi che potrebbero esserci di qualsiasi espansione autoritaria – ma non si è in grado di capire qual è la situazione reale”.

-Come ha influito tutto ciò sul suo lavoro? Pensa che in futuro sarà lo stesso?
“Ovviamente sono stati annullati concerti e tutte le proposte sono congelate, probabilmente disperse in questo mare di incertezze. Inoltre, saltano a data da destinarsi due rassegne di cui sono direttore artistico, “Labirinti Sonori” e una nuova rassegna prevista per l’inizio dell’estate, e altre due rassegne di cui sono collaboratore. Credo che occorrerà molto tempo prima che si possa ricominciare a lavorare come prima e probabilmente bisognerà organizzarsi in modi differenti”.

-Come riesce a sbarcare il lunario?
“Per il momento non ho difficoltà di questo genere, e spero che lo stato di inattività non si prolunghi troppo”.

-Vive da solo o con qualcuno? E quanto ciò risulta importante?
“Vivo con la mia compagna, Roberta Maci, come è noto anche lei musicista, il che aggiunge un punto di forza al legame affettivo, poiché ogni giorno condividiamo ascolti, suoniamo insieme, progettiamo le nostre attività e così via”.

-Pensa che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?
“Io sono stato sempre abbastanza solitario, conosco la forza interiore che possono dare l’introspezione e la riflessione – nonché le buone letture e l’ascolto di buona musica –, quindi mi auguro che questo triste periodo possa comunque essere colto come un momento di rinascita, che possa far prendere coscienza della necessità di rallentare i ritmi della vita, di prendersi maggior cura di sé stessi e di ciò che ci circonda, capire che lo sfrenato consumismo porta alla distruzione di qualsiasi valore umano ed etico, nonché alla devastazione del pianeta. Questa pandemia, anche se molto dolorosa per i molti che si sono ammalati e per i deceduti, dovrebbe veramente essere un monito, un ulteriore segnale per far riflettere l’Umanità, anche se non nutro molte speranze, in merito. Se pensiamo che ogni giorno muoiono per fame circa 24.000 persone, che oltre due miliardi e mezzo di persone vivono con circa due dollari al giorno e che situazioni catastrofiche di questo genere sono in atto da tempo immemorabile in varie parti del pianeta, senza che la parte di mondo benestante, quella che oggi è più colpita dal Coronavirus, abbia mai veramente cercato di risolvere il problema, non è facile essere ottimisti. Bisognerebbe sanare certe diseguaglianze sociali, bisognerebbe riscoprire il valore di una vita più semplice e ricca di soddisfazioni culturali: ma temo che la maggioranza sia troppo pigra per compiere la più grande rivoluzione che si possa mai attuare, appunto quella culturale”.

-Crede che la musica possa dare la forza per superare questo terribile momento?
“La musica è una delle più grandi forze dell’universo e certamente può contribuire in modo determinante per avere consapevolezza, per lo sviluppo delle capacità cerebrali, per sviluppare maggiore sensibilità, per risvegliare sentimenti umani. Nella scena finale di “Orizzonti di gloria”, il capolavoro di Stanley Kubrick, una ragazza tedesca viene costretta a cantare in un bar di fronte a soldati francesi in procinto di ritornare al fronte: questi iniziano a sbeffeggiarla in quanto appartenente alla nazione nemica. La ragazza, con il volto segnato da lacrime silenziose, incomincia a cantare una canzone nella sua lingua, sola, senza alcuno strumento, e i militari pian piano smettono di insultarla e rimangono in impietrito silenzio, poi sommessamente si uniscono al canto della ragazza – senza parole, perché non le conoscono – e i loro occhi diventano umidi e piangono insieme a lei. Non ci sono più nemici, solo essere umani accomunati dal terribile dolore della guerra e dall’impossibilità di comprendere perché tutto ciò sta accadendo. Ecco la forza della musica, potente, che annulla le barriere e diventa il più alto livello di comunicazione e fratellanza”.

-Se non la musica a cosa ci si può affidare?
“Come dicevo prima, bisogna affidarsi alle buone letture, riconsiderare gli stili di vita, interrogarsi, cercare di capire come affrontare il futuro”.

-Quanto c’è di retorica in questi continui richiami all’unità?
“Di solito non guardo la televisione, adesso lo faccio quel poco che serve per informarmi sulla situazione, quindi non so molto di richiami all’unità, ma in quel po’ che ho sentito la retorica è veramente tanta, e poi non capisco: unità per cosa? Sono assolutamente allergico a questi luoghi comuni”.

-È soddisfatto di come si stanno muovendo i vari organismi di rappresentanza?
“Non saprei, non seguo ciò che accade in tal senso, ho una certa riluttanza verso aggregazioni di questo genere, troppo spesso ho visto che servono al beneficio di pochi. Credo che manchi qualcosa che possa far sentire i musicisti come parte di un unico organismo culturale, e a mio avviso questo dovrebbe essere il primo obiettivo da raggiungere, altrimenti le esigenze e le aspettative saranno sempre troppo differenti all’interno della stessa categoria, se così posso definirla”.

-Se avesse la possibilità di essere ricevuto dal Governo, cosa chiederebbe?
“Ma io non vorrei mai essere ricevuto da nessun esponente di questo governo! Tranne rari e isolati casi, sono più di vent’anni che il Paese è stato portato verso una deriva culturale che ne ha segnato in modo devastante il declino. Insisto sull’importanza della vita culturale perché da ciò dipende la possibilità di progettare un serio programma per lo sviluppo della società, perché se regna l’ignoranza allora nascono corruzione, diseguaglianze sociali, sopraffazione, povertà e crimine, e non potrà mai esservi un vero sviluppo sociale. Certo, se questo governo non affronta subito il problema immediato di una crisi economica più che incombente non so quali scenari potranno prospettarsi. E qui tornano i dubbi: in questi ultimi 15-20 anni una serie di crisi economiche ha portato la gente a essere sempre più sfiduciata e sempre meno interessata all’arte, più propensa a cambiare telefonino due volte all’anno piuttosto che andare a concerti, mostre e altro”.

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?
“Suggerirei di cercare qualcosa che non si conosce o si conosce poco, la curiosità può ripagarci piacevolmente, a volte. Detto questo potrei suggerire qualcosa: “November Steps” e “A Flock Descends Into The Pentagonal Garden”, di Toru Takemitsu; “Pres and Teddy” e “Cool Riffs” di Lester Young; Bach, “The Well-Tempered Clavier Complete” by Glenn Gould; “Mingus Oh Yeah” e “Mingus Pre Bird”, di Charles Mingus; “Black Brown and Beige” di Duke Ellington; “The Inflated Tear” e “I talk with the Spirits”, di Roland Kirk; “Bring ‘Em In”, di Buddy Guy; “Rubber Soul” e “The White Album”, dei Beatles, “The Complete Decca Recordings” e “Lady In Satin”, di Billie Holiday. Mi fermo qui, perché di buona musica ce n’è veramente tanta, basta cercare”.

                                                                                                                                     Gerlando Gatto