Adam Pieronczyk Quintet al Civitafestival 31 edizione

Le foto sono di LAURA GIROLAMI

CIVITAFESTIVAL

Forte Sangallo, Cortile Maggiore

Venerdì 12 luglio 2019

Ore 21:30

Adam Pieronczyk Quintet

Adam Pieronczyk, sax tenore e soprano
Ramberto Ciammarughi, pianoforte
Jacopo Ferrazza, contrabbasso
John B. Arnold, batteria

guest Fabio Zeppetella, chitarra elettrica

Trentunesima edizione del Civita Festival: una volta di più il direttore artistico Fabio Galadini riesce a portare a casa un Festival denso di eventi di ogni genere, quest’ anno senza alcun contributo pubblico, ma solo con sponsor e incassi di biglietti di ingresso a prezzi popolarissimi, che si svolgono per la maggior parte nello stupendo Cortile Maggiore del Forte Sangallo. Teatro, Danza, Musica, Reading, una varietà di spettacoli davvero notevole, un successo di pubblico altrettanto notevole: un pubblico variegato di esperti, appassionati, ma anche di curiosi, a riprova che se si investe nella cultura in maniera intelligente la gente risponde eccome. Anche quest’anno, come ogni anno.

Tra gli eventi il concerto del quintetto di Adam Pieronczyk. Un gruppo inedito, formatosi per l’occasione, con la regia del batterista John B.Arnold. Una regia attenta che ha messo insieme cinque musicisti portatori di personalità musicale alquanto spiccata. Questo è ciò che è accaduto al Forte Sangallo, o meglio, ciò che io ho visto e ascoltato accadere dal mio punto di vista (e di osservazione)

Adam Pieronxczyk apre il concerto con un assolo di sax: una intro libera che dopo qualche minuto svela il tema portante del brano, che viene doppiato dalla mano sinistra di Ramberto Ciammarughi al pianoforte, e dal contrabbasso di Jacopo Ferrazza. John B. Arnold entra con la batteria, senza toccare il rullante, insistendo sui tom e sui ride. La chitarra di Fabio Zeppetella comincia ad incalzare ed elegge ad alter ego, in un dialogo serrato, il pianoforte. Il suono potente del contrabbasso tira le fila della tessitura complessiva, fino all’ assolo di Ciammarughi.

Un assolo in cui idee estemporanee si intrecciano con frammenti del tema principale, mai buttati via. La mano destra e la mano sinistra sono totalmente indipendenti tra loro, è come ascoltare l’esecuzione di due strumenti, due linee complementari, non linea principale e accompagnamento.
Segue l’improvvisazione di Pieronxczyk: un fraseggiare legato, melodico, denso di idee ma aperto alle sollecitazioni degli accordi pieni del pianoforte e del procedere instancabile del contrabbasso.

Al rientro in scena della chitarra elettrica, con una nota ribattuta ostinata, il volume si intensifica fino ad un massimo che poi gradualmente si assottiglia: si torna al sax che rimane solo, come all’inizio, e che sussurra, fino all’ultimo armonico.

Il secondo brano comincia con sax e contrabbasso all’unisono: la batteria colora con suoni sospesi. Il pianoforte interviene con tocchi sporadici. Si unisce all’unisono anche la chitarra, unico suono non acustico. A un breve silenzio, suggestivo, segue il tintinnare del ride e una sezione in quartetto. Il (doppio) pianoforte di Ciammarughi, la batteria di Arnold, il contrabbasso di Ferrazza e la chitarra di Zeppetella procedono insieme in un dialogo serrato, fino a quando non entra Pieronxczyk. Tacciono chitarra e piano, e un nuovo trio entra in scena: contrabbasso, batteria e sax.
Su giri armonici semplici si imperniano idee suggestive. La composizione dei musicisti sul palco cambia continuamente dando adito a una ricerca sonora e timbrica costante.

Quando il dialogo è tra Pieronxczyk e Ciammarughi, in alcuni brani che prevedono questo inizio, il sax accenna il tema e il pianoforte prende corpo lentamente, passando da una leggera scansione armonico – ritmica ad una interazione paritaria. Niente è mai ripetuto, ma, allo stesso tempo, nessun “mattoncino sonoro” viene prematuramente abbandonato. Una cellula melodica, o ritmica, può nascere dal sax, passa alla chitarra elettrica, rimbalza sul pianoforte, viene ripresa dal contrabbasso, mentre anche la batteria riesce a cantarla. Il tutto veleggiando tra momenti adrenalinici ed episodi intimisti, passando per molte sfumature possibili.
Dimenticavo di scrivere che tutta la musica suonata, bis compreso, è stata musica originale.

L’IMPATTO SU CHI VI SCRIVE

Un quintetto, come accennavo, che – poste precedenti collaborazioni tra alcuni di loro, come quella lunghissima tra Ramberto Ciammarughi e Fabio Zeppetella, o quella tra John B. Arnold e Adam Pieronxczyk, si è costituito per la prima volta proprio in occasione del Civitafestival.
I musicisti, come spesso accade in questi casi, hanno provato poco prima di suonare: le possibilità di solito sono due. Si può assistere a una Jam Session, magari anche di altro livello, o si assiste a un concerto in cui non si improvvisa su schemi prevedibili, ma si compone estemporaneamente qualcosa di nuovo e, chissà, anche irripetibile.
Ho assistito alla performance di un quintetto affiatato, composto da cinque musicisti capaci di dare forma comune e suggestiva alla spiccata personalità di ognuno, estemporaneamente.
Ho notato i dialoghi serrati tra Fabio Zeppetella e Jacopo Ferrazza: chitarra elettrica e contrabbasso intrecciati in una trama base fondante della pienezza, della compiutezza del sound complessivo. E protagonisti di assoli interessanti e intensi.
Ritengo una fortuna quella di aver avuto la possibilità di ascoltare Ramberto Ciammarughi, artista tanto defilato quanto originale, capace di essere delicato e vulcanico, ovvero dall’espressività sanguigna, torrenziale, ma anche improvvisamente intimista. Consiglio a tutti di non perdere i pochi concerti cui cede: è un pianista originale, dallo stile del tutto particolare.
Non conoscevo Adam Pieronxczyk: è stato una bella scoperta, ho trovato il suo modo di suonare singolarmente in equilibrio tra una spiccata vena melodica e una istintiva propensione alla sperimentazione, con fraseggi inusuali che spiccano durante le parti in solo o l’esposizione dei temi ma anche la capacità di intrecciarsi con il resto del gruppo diventando parte di un voicing interessante anche quando le sequenze armoniche sono costruite su schemi semplici.
John B. Arnold fa parte di quel voicing: con la sua batteria spesso va oltre l’accompagnamento ritmico e si inserisce armonicamente nel tessuto complessivo. Davvero un bellissimo suono.

 

Radio Zastava al TrentinoInJazz 2019

TRENTINOINJAZZ 2019
e
Lagarina Jazz
presentano:

Venerdì 5 luglio
ore 19,00
Cantina Mori Colli Zugna
SP 90 Loc. Formigher, 2
Mori (TN)

RADIO ZASTAVA

Visita guidata con concerto itinerante – Ingresso 10 Euro

Ultimo concerto del Lagarina Jazz nel ricco cartellone di eventi del TrentinoInJazz 2019: venerdì 5 luglio alla Cantina Mori Colli Zugna il concerto itinerante con visita guidata dei Radio Zastava, la big band composta da Nico Rinaldi (sax alto), Gabriele Cancelli (tromba e voce), Leo Virgili ( trombone e voce), David Cej (fisarmonica), Predrag Pijunović (tamburo tapan), Stefano Bragagnolo (percussioni), Marco Kappel (flicorno helikon), Walter Grison (sax tenore e baritono).

Otto musicisti provenienti dall’area multiculturale di Gorizia, che gareggiano nella produzione di energia, trascinando il pubblico con il loro mix di musiche balcaniche, funk, jazz, reggae e punk. Le matrici di base di Radio Zastava affondano nella tradizione delle Orkestar balcaniche, le fanfare che Goran Bregovic ha portato a conoscenza sulla scena internazionale e che Emir Kusturica ha utilizzato per un film di culto come “Underground”. Si parte dalla stessa girandola di ritmi, teatralità e danze che si sono incontrate e fuse nel mondo balcanico, ma nel caso di Radio Zastava, l’apertura verso le contaminazioni è ad ampio raggio: agli ottoni e alle percussioni si aggiungono sassofoni e fisarmonica, aprendo la strada verso jazz, rhythm and blues e tante altre influenze. Si va dai riferimenti al jazz arcaico, New Orleans e Dixieland, allo Swing e naturalmente alle espressioni più contemporanee. La mescolanza con i ritmi asimmetrici e trascinanti delle danze balcaniche rende il tutto irresistibile, condito di irriverenza e di accesi colori musicali.

La band, attiva dal 2005, si è fatta apprezzare in tutta l’Europa con esibizioni in festival blasonati come Fête de la Musique a Parigi e Paradise Gardens a Londra. Nel 2013 ha ottenuto un notevole riconoscimento al Sabor Trubača in Serbia, il più grande festival del mondo dedicato alle orchestre di fiati di estrazione balcanica.

Prossimo appuntamento: giovedì 11 luglio Ukulele Lovers a Buffaure (TN).

CORINALDO JAZZ FESTIVAL 2019

Tutto pronto per la ventunesima edizione del “CORINALDO JAZZ FESTIVAL” che si terrà dall’1 al 3 Agosto a Corinaldo (An).
In 20 anni di attività,l’associazione culturale Round jazz,con la collaborazione del Comune di Corinaldo – Assessorato alla Cultura , si è ritagliato un importante ruolo culturale e artistico nella regione Marche realizzando un significativo programma di concerti.
Lunga è la lista dei musicisti italiani e internazionali che vi hanno partecipato ed anche la nuova edizione assicurerà la qualità di sempre con la promessa di mantenere il meraviglioso stile e la magica atmosfera che ormai caratterizza il festival del nostro pittoresco borgo.

Il programma :

GIOVEDI 1 AGOSTO Piazza Il Terreno ore 21:45

KURT ROSENWINKEL 4tet

Kurt Rosenwinkel – chitarra
Aaron Parks – piano
Eric Revis – C.basso
Jeff “tain” Watts – batteria

VENERDI 2 AGOSTO Piazza Il Terreno ore 21:45

EGM (Erskine-Gomez-Moroni)

Peter Erskine – batteria
Eddie Gomez – C.basso
Dado Moroni – piano

SABATO 3 AGOSTO Piazza Il Terreno ore 21:45

HORACIO ‘el negro’ HERNANDEZ “ITALUBA 4tet”

Horacio “el Negro” Hernandez – batteria
Ivan Bridon – piano
Daniel Martinez – basso el.
Amik Guerra – tromba

Dopo ogni concerto, Jam Session presso il “I 9 Tarocchi”: ingresso libero
Mostra Fotografica di VIVIANA FALCIONI.

INFO & BIGLIETTI:
Posto unico € 15,00
Abbonamento per tre concerti € 30

E’ possibile assicurarsi un posto numerato acquistando preventivamente il singolo biglietto/abbonamento nel sito LiveTickets o direttamente su questo link https://www.liveticket.it/corinaldojazz.

In prevendita saranno venduti SOLAMENTE 150 POSTI.

I restanti biglietti potranno essere acquistati la sera del concerto, a partire dalle ore 20:00 direttamente nella biglietteria della Piazza il terreno.

In caso di cattivo tempo i concerti si terranno presso il Teatro Goldoni di Corinaldo

Informazioni: tel. 071-7978636 (Uff. turistico iat) – 329 4295102
Associazione Culturale ‘ROUND JAZZ : roundjazz@gmail.com
Sito ufficiale :www.corinaldojazz.com
Facebook : www.facebook.com/pages/Corinaldo-Jazz-Aspettando-il-festival

 

( Cinzia Sabbatini – Responsabile della Comunicazione Corinaldo Jazz Festival )

Summertime in Jazz 2019

“Summertime/And the living is easy”. Con queste parole inizia lo standard jazz più famoso di sempre, il brano che ha fornito l’ispirazione per il titolo di questa rassegna che vive nel cuore dell’estate, arrivata alla sua sesta edizione. L’augurio è che vivere sarà più “facile” anche per tutti noi che, dismessi i panni più pesanti e inamidati della stagione fredda, potremo tornare a goderci in pieno quella sensazione di maggiore libertà e leggerezza che sempre l’estate porta con sé. Summertime in Jazz potrà solo contribuire a farci entrare in questo stato di grazia estivo; mostrandoci luoghi già di per sé unici e offrendoci l’occasione di apprezzarli ancora di più grazie all’atmosfera e al contesto che si verrà ogni volta a creare e regalandoci emozioni in musica.

Confermate tutte le tappe di questo viaggio nei luoghi più incantevoli delle valli dei fiumi Trebbia e dell’Arda, in territorio piacentino, che quest’anno si svilupperà dal 19 luglio al 9 agosto, più un’anteprima coi fiocchi il 27 giugno presso la sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano che da sempre sostiene la manifestazione, insieme alla Regione Emilia-Romagna.

Summertime in Jazz nasce nel 2014 come appendice estiva del Piacenza Jazz Fest e fin da subito la sua vitalità si alimenta di un’anima nomade. In perenne peregrinare tra alcune perle della provincia di Piacenza, offre un’occasione in più per farle conoscere a coloro che mai le hanno frequentate e apprezzare da chi, pur credendo di conoscerle da sempre, potrà goderne sotto una nuova, inaspettata luce.

Gli altri soggetti direttamente coinvolti sono tutti i Comuni che hanno come sempre aderito con entusiasmo a questo progetto per la possibilità che dà loro di fare rete, riuscendo a ospitare eventi di grande levatura e di qualità particolarmente elevata che creano curiosità e sono in grado di intercettare i flussi turistici, fungendo anche da efficace attrattiva.

Memori del motto “Squadra che vince non si cambia”, quest’anno è rimasta immutata la formula della manifestazione, anche perché ormai collaudata da anni e premiata dal gradimento del pubblico. Jazz, Soul, Tango, Swing, Gospel e Funky: è un’estate poliedrica e ricca di musica quella in arrivo tra luglio e agosto, con l’anticipazione di fine giugno, organizzata dal Piacenza Jazz Club, con la direzione artistica di Gianni Azzali.

Tredici in tutto i concerti: dieci quelli del programma principale più tre proposti nella rassegna collaterale “Jazz SummerWine” in altrettante cantine della Val Trebbia per sette Comuni coinvolti. Torna anche il concorso fotografico per amatori “La via di Genova e il Piacenziano”, con scadenza il 1° agosto.

Tutti i concerti e gli eventi del programma avranno inizio alle ore 21.30 (tranne il concerto alla Pietra Perduca del 28 luglio programmato alle 18.30) e saranno a ingresso libero, pensati per un pubblico eterogeneo, curioso di andare alla scoperta di iniziative sempre di qualità elevata.

PROGRAMMA

Mentre tutti concerti in collina si distribuiranno tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto, a Piacenza si terrà invece, come da felice consuetudine, l’anteprima, ospitata nel cortile della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Giovedì 27 giugno si esibirà un duo eccellente, la virtuosa del clarinetto Anat Cohen e un maestro della chitarra quale Marcello Gonçalves, che presenteranno al pubblico il loro lavoro comune “Outra Coisa”, dal sapore cosmopolita, omaggio al compositore brasiliano Moacir Santos. Una proposta eccellente da non lasciarsi scappare.

A partire da venerdì 19 luglio si snoderà poi il programma in collina, che andrà a concludersi il 9 agosto.

Se ci sono un luogo e un momento per ogni cosa, c’è anche una musica per ogni luogo e per ogni momento della giornata. Questa è l’idea che ha guidato in particolare il direttore artistico Azzali nella costruzione del programma, pensato per enfatizzare contemporaneamente i pregi dell’uno e dell’altra: musica e ambientazione andranno così a braccetto, in un gioco di reciproche, virtuose sintonie.

La rassegna si dipanerà a partire dalla Val d’Arda. Per chi non l’avesse mai fatto in precedenza, il consiglio è quello di non perdersi la salita a piedi all’Antica Pieve di Vernasca. Sulla sommità della scalinata, nello spiazzo antistante alla Pieve, oltre alla vista mozzafiato sulla valle tutto intorno si potrà far riposare mente e anima grazie a una delle stelle di questa rassegna: venerdì 19 luglio sarà Javier Girotto con un nuovo trio, infatti, a suonare per i presenti – luna compresa – brani tratti perlopiù dal suo recentissimo lavoro per la ACT dal titolo “Tango Nuevo Revisited”. La settimana seguente venerdì 26 luglio in Piazza Patrioti a Cortemaggiore sarà la volta di Giuliano Ligabue che riunirà tutta la sua Swing Band, presentando il suo nuovo lavoro discografico, la cui uscita è prevista proprio per il mese di luglio, dal titolo “Ci Può Stare”. La sera seguente, sabato 27 luglio ci si potrà arrampicare alla ricerca di frescura, di boschi e distese verdi, fino a Morfasso per godersi una serata all’insegna del divertimento e dello Swing gitano che proporranno gli Hot Cherries, quartetto capitanato dal chitarrista Jacopo Delfini. Anche per loro un bell’album fresco di stampa da presentare e da far suonare, dal titolo “Sleeping Beauty”.

Si prosegue in Val d’Arda a Castell’Arquato martedì 30 luglio, che per la prima volta ospiterà in una delle piazze più belle d’Italia, chiusa tra la Rocca viscontea sullo sfondo, la Chiesa collegiata e il Palazzo del Podestà, un concerto di Spirit Gospel Choir accompagnato dal suo gruppo di cinque elementi, la Spirit Band, diretti da Andrea Zermani. Visto il carattere raccolto e intimo dell’antico borgo medievale di Vigoleno, mercoledì 7 agosto si potrà ascoltare l’ensemble Meditango, un trio di strumenti ad arco, guidato da Tiziano Chiapelli alla fisarmonica; un gruppo che fa brillare, grazie a sapienti arrangiamenti originali, le pagine immortali degli autori di Tango, da Gardel a Piazzolla.

Le tappe programmate in Val Trebbia non saranno però meno belle e suggestive, a partire da una delle più originali e amate, quella sulla Pietra Perduca che domenica 28 luglio (in concomitanza con la festa che vi si svolge, dedicata a S. Anna) con inizio alle 18.30 vedrà esibirsi il Monk’s Caravan Trio, che proporrà un mix di brani dal sapore gipsy swing. Mercoledì 31 luglio sarà la volta di Travo, dove si esibirà il Pablo Corradini Project, un quintetto già affiatato che presenterà il suo ultimo lavoro, basato su composizioni originali del leader, valente polistrumentista oltre che raffinato compositore; sempre molto gradito l’appuntamento musicale in programma a Rivergaro, in piazza S. Agata: quest’anno giovedì 8 agosto si esibirà Andrea Mingardi con un programma incentrato sugli indimenticabili classici del Great American Songbook che si chiama “E allora Jazz…”, accompagnato da un eccellente gruppo di compagni di viaggio. L’edizione 2019 si concluderà anche quest’anno a Cerignale, un incantevole borgo dell’Alta Val Trebbia che merita un soggiorno più che una visita “mordi e fuggi”, approfittando delle iniziative concomitamti, con i mercatini di artigianato e il festival letterario itinerante “Transumanza. Libri e lettori in movimento”. Venerdì 9 agosto nella poetica agorà del borgo affacciata sull’Appennino, suoneranno i Note Noire, un quartetto nato sulla ricerca di repertori tradizionali che ha trovato un proprio specifico linguaggio all’interno della musica contemporanea, mantenendo un legame tra tradizione e modernità. Una ghiotta occasione per andare alla scoperta delle bellezze del territorio, che poi è proprio il principale obiettivo che si prefigge questa iniziativa.

Nei luoghi storici della suggestiva città di Gubbio torna il Festival Jazz Gubbio No Borders

Nella città ducale di Gubbio dal 17 agosto al 1 settembre 2019 si terrà la 18esima edizione del Festival jazz  Gubbio No Borders.
Organizzato dall’Associazione Jazz Club Gubbio con la direzione artistica di Luigi Filippini, la manifestazione è divenuta uno degli eventi più attesi dell’estate umbra, con una notevole affluenza di pubblico e ospitando ogni anno grandi esponenti del jazz nazionale. Protagonisti di questa edizione 2019 saranno sicuramente i luoghi storici della Città grazie alla preziosa partnership con il Polo Museale dell’Umbria: il Palazzo Ducale, antica residenza estiva di Federico da Montefeltro, luogo dalla straordinaria bellezza rinascimentale che spicca nell’architettura prevalentemente medievale di Gubbio, il suggestivo Teatro Romano che risale al 20 a.c., il Cortile della Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso del Palazzo Benvenuti nel quartiere San Martino, il più antico della Città. Varie ere storiche esaltate architettonicamente che svettano sul paesaggio naturalistico di Gubbio, luogo dal fascino irresistibile che ogni anno richiama nell’Alta Umbria migliaia di turisti.
Fondamentale il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha finanziato l’alta qualità di questa 18 esima edizione, che presenta in cartellone nomi illustri tra cui il pianistaDanilo Rea, il trombettista Fabrizio Bosso, il sassofonista Javier Girotto, il batterista Lorenzo Tucci e il bassista Massimo Moriconi.

Dopo il grande successo e il tutto esaurito dello scorso anno, con studenti provenienti da tutta Italia, tornano le No Borders Masterclass dirette da Leonardo Radicchi e Andrea Angeloni, che si sono distinte sia per l’illustre corpo docenti formato da alcuni tra i jazzisti di punta del panorama nazionale, tra cui Francesco Diodati, Cristiano Arcelli e Gabriele Evangelista, sia per l’elemento distintivo della didattica strutturata in lezioni individuali, che consente ad ogni studente una esperienza personalizzata sulle singole esigenze di apprendimento e perfezionamento.
Il programma completo è presente al link http://www.facebook.com/nobordersmasterclass
Per info e iscrizioni (costo agevolato fino al 15 giugno): masterclass.noborders@gmail.com – tel. 342.6858424 oppure 334.8534002.

Riconosciuto a livello nazionale, il Gubbio No Borders negli anni ha portato nella Città di Gubbio tanti protagonisti del panorama jazz italiano e internazionale.
Quest’anno ad aprire la manifestazione, sabato 17 agosto alle 21.30 nella splendida cornice del Teatro Romano, sarà Danilo Rea, uno dei pianisti più amati in Italia in ambito jazz e pop: lo hanno voluto accanto a sé celebri artisti come Mina, Gino Paoli, Pino Daniele, Domenico Modugno, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano. Il suo talento lo ha portato ad affermarsi anche sulla scena internazionale suonando in tutto il mondo al fianco dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Phil Woods, Michael Brecker, Joe Lovano, Gato Barbieri, Brad Mehldau, Michel Camilo e il Premio Oscar Luis Bacalov.
Insieme al trio completato dal noto contrabbassista Ares Tavolazzi e dal batterista Ellade Bandini, Rea interpreterà con il suo inconfondibile stile melodico alcuni brani celebri – tra cui alcune “perle” dei Beatles, e darà prova della sua grande raffinatezza come improvvisatore.

Mercoledì 21 agosto alle 21.30 nel celebre Palazzo Ducale di Gubbio un altro appuntamento con i grandi del jazz italiano: il batterista Lorenzo Tucci, il trombettista Fabrizio Bosso, il sassofonistaJavier Girotto e l’hammondista Luca Mannutza. Quattro musicisti d’eccezione e molto amatidal grande pubblico: Lorenzo Tucci ha suonato in tutto il mondo collaborando con i migliori musicisti jazz contemporanei (tra cui Tony Scott, George Garzone, Mark Turner, Emmanuel Bex, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Rosario Giuliani); l’acclamato Javier Girotto è il fondatore degli amatissimi Aires Tango, e Fabrizio Bosso è uno dei trombettisti di punta della musica italiana: più volte è stato invitato a calcare il palco del Festival di Sanremo insieme aSergio Cammariere, Nina Zilli, Simona Molinari e Raphael Gualazzi,e si è esibito nelle location più prestigiose a livello internazionale sia come solista insieme a grandi direttori d’orchestra come Wayne Marshall o Maria Schneider, sia con la London Symphony Orchestra, sia con formazioni a suo nome.
Il bellissimo Palazzo Ducale ospiterà anche il concerto di mercoledì 28 agosto, sempre alle 21.30: sul palco Massimo Moriconi, una vera e propria icona della musica italiana, e “the new voice talent” Emila Zamuner, con il progetto “Duets” che celebra le canzoni tratte dal songbook americano ed italiano, esaltando la maestria musicale dei due musicisti.
Celebre bassista di Mina, con cui ha inciso ben 34 album, Massimo Moriconi è uno dei musicisti più richiesti in Italia.Oltre ad aver vinto il referendum nazionale di Guitar Club come miglior contrabbassista e come miglior bassista di sala di registrazione, si è aggiudicato anche il referendum della rivista “Chitarre” come miglior bassista jazz-fusion. Nella sua carriera ha registrato oltre 350 dischi, e si è interfacciato con autentici miti tra cui Chet Baker, Billy Cobham, e Lee Konitz. In Italia conta moltissime collaborazioni tra cui quelle con Armando Trovajoli, Lelio Luttazzi, Fabio Concato, Fiorella Mannoia e Franco Califano.

Sarà il quartiere storico di San Martino, ubicato nel cuore della Città, ad ospitare l’ultimo concerto dell’edizione 2019 del Festival: domenica 1 settembre alle 21.30 nel Cortile della Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso si terrà il concerto “No BordersMeet Up” con i 9 docenti delle No BordersMasterclass: i chitarristi Francesco Diodati e Paolo Ceccarelli, i sassofonisti Cristiano Arcelli e Leonardo Radicchi, il trombonista Andrea Angeloni, il contrabbassista Gabriele Evangelista, la cantante Marta Raviglia, il batterista Marco Valeri, il pianista Alessandro Giachero. Insieme a loro, si esibiranno gli studenti delle Masterclass.

Info e biglietteria: Associazione Jazz Club Gubbio: tel. 347.8283783 – 075.9220693.

CONTATTI
Facebook: Gubbio No Borders – No Borders Masterclass
Associazione Jazz Club Gubbio: tel. 347.8283783 – 075.9220693
Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei – tel. 328.1743236 e-mail info@fiorenzagherardi.com

L’Estate alla Casa del Jazz, ricca di splendida musica

Una splendida giornata di caldo e di sole ha fatto da cornice alla conferenza stampa di presentazione di “Summertime 2019“, la rassegna estiva della Casa del Jazz di Roma, che si aprirà il 24 giugno per concludersi il 1° agosto con oltre 30 concerti. Approfittando del clima finalmente favorevole, l’incontro si è tenuto all’esterno della palazzina di viale di Porta Ardeatina; al tavolo delle autorità Aurelio Regina, presidente di Fondazione Musica per Roma, Josè R. Dosal, amministratore delegato di Fondazione Musica per Roma, Teresa Azzaro, direttore artistico de “I concerti nel parco” e Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla Crescita culturale di Roma; in prima fila, tra il pubblico,  tre artisti di assoluto rilievo come Enrico Pieranunzi, Sergio Cammariere e Javier Girotto.

È toccato al vicesindaco rompere il ghiaccio; Bergamo ha illustrato gli ottimi risultati ottenuti dal suo assessorato nel Comune di Roma: nei primi tre mesi dell’anno, sono stati organizzati dalle istituzioni culturali partecipate dal Comune di Roma, esclusi i musei, duemilanovecento eventi con circa cinquecentomila presenze. Ora senza voler minimamente contestare tali numeri, chi avesse ascoltato le parole di Bergamo non abitando a Roma, avrebbe potuto credere che la Capitale stia vivendo un momento di particolare fulgore. Purtroppo non è così, ché gli eventi cui Bergamo accennava si sono svolti all’interno di un contesto cittadino non proprio ottimale, per usare un eufemismo. Nessun accenno, quindi, ai molti guai che continuano ad affliggere Roma e che solo molto, molto parzialmente possono essere leniti da quei successi cui il vice sindaco ha fatto riferimento.

Ma veniamo alla musica. Aurelio Regina ha sottolineato il valore sociale e civico che ha la Casa del Jazz, luogo tolto alla malavita organizzata e restituito alla città per cui “fare musica qui ha un valore doppio rispetto ad altri luoghi”. Fare musica che, anche quest’anno, si svolge sotto l’egida di Musica per Roma, dopo che lo scorso anno la manifestazione si era chiusa con un bilancio gratificante di oltre ventimila presenze. E tutto lascia supporre che anche quest’anno si potranno raggiungere risultati altrettanto positivi, vista la qualità del programma che comprende jazz, blues, soul, tango, swing, funky, acid jazz e musiche del Mediterraneo.

Come al solito ci soffermiamo sugli appuntamenti a nostro avviso più interessanti. In quest’ambito si inserisce l’apertura del 24 giugno con il Quinteto Astor Piazzolla, formazione di virtuosi sotto la direzione di Laura Escalada Piazzolla creata per proteggere e diffondere l’enorme lascito del musicista argentino.

L’8 luglio toccherà agli Incognito che riproporranno il loro inconfondibile mix di groove, soul e funk. Tanto atteso, poi, il ritorno del chitarrista Bill Frisell, che si esibirà in trio con Thomas Morgan e Rudy Royston il 10 luglio. Il 15 luglio ecco la Band guidata da Steve Gadd uno dei più influenti batteristi dell’intera storia della musica contemporanea; il 17 sarà la volta di un duo d’eccezione composto dal pianista belga Eric Legnini e da uno dei più talentuosi interpreti della New Jazz Generation italiana Raffaele Casarano. Il 19 luglio, a nostro avviso l’appuntamento più importante dell’intera rassegna: arriva Charles Lloyd, uno dei più grandi sassofonisti viventi, una vera leggenda, noto tra l’altro per alcune incisioni storiche (“Forest Flower” tanto per citarne una) e per aver lanciato le carriere di molteplici pianisti, tra cui Keith Jarrett e Michel Petrucciani. Il 21 luglio sarà la volta del trio composto da Peter Erskine, Eddie Gomez e Dado Moroni.

Il 30 luglio, grande festa per i 25 anni di uno dei gruppi più noti per aver reinterpretato il tango argentino in chiave jazz: Javier Girotto & Aires Tango “25 anos”. Come al solito “robusta” e di assoluta qualità la presenza del jazz italiano.

Il 26 giugno prima serata con la Roma Sinfonietta che eseguirà Trouble in Tahiti, opera nata nel 2018 in occasione del centenario della nascita di Leonard Bernstein, mentre la seconda serata – in programma il 4 luglio – sarà dedicata al genio compositivo di George Gershwin.  Il 29 giugno sarà il turno del poliedrico vocalist Gegè Telesforo mentre il 6 luglio ritorna la NTIO New Talent Jazz Orchestra, formata da giovani talenti del jazz italiano diretta da Mario Corvini che, per l’occasione, interpreterà le composizioni e la musica di Enrico Pieranunzi, egli stesso sul palco come ‘special guest’ (progetto che diverrà presto un disco per Parco della Musica Records).

Il 25 luglio troviamo la tromba di Paolo Fresu unita al bandoneon di Daniele di Bonaventura che incontreranno il violoncellista carioca Jacques Morelenbaum per gettare un ponte tra Mediterraneo e Brasile.  Il 26 luglio Sergio Cammariere presenterà al pubblico romano il suo ultimo disco “La fine di tutti i guai” pubblicato dalla Parco Musica Records; il 29 luglio Antonello Salis e Simone Zachini, virtuosi della fisarmonica e improvvisatori totali, si incontreranno per sperimentare una musica senza confini. Il 31 luglio l’eccezionale duo Fabrizio Bosso (alla tromba) e Julian Mazzarielo (al pianoforte) presenterà il nuovo disco ‘Tandem Live’.

Ma “Summertime 2019 – L’estate a Casa del Jazz” non finisce qui e prosegue anche con la 29esima edizione de “I concerti nel parco” – per la quarta volta nella location in via di Porta Ardeatina – con la direzione artistica di Teresa Azzaro. Vera e propria anima della manifestazione, la Azzaro è persona sicuramente capace, competente… peccato che non possieda il dono della sintesi. Il suo intervento, davvero lungo… molto lungo, ha reso impossibile seguirla con attenzione sino alla fine. Comunque, scorrendo il ricco programma, ci sono alcuni appuntamenti di rilievo anche per gli appassionati di jazz.

In particolare, l’11 luglio sarà di scena Sarah Jane Morris, una delle vocalist più carismatiche e interessanti dell’intero panorama musicale al di là di qualsivoglia etichetta mentre il 16 luglio il fisarmonicista di statura mondiale, Richard Galliano, e il flautista Massimo Mercelli si incontreranno con i Solisti Aquilani.

Il 27 luglio il duo Omar Sosa (pianoforte) e Yilian Canizares (violino e voce) si esibiranno con il percussionista Gustavo Ovalles nelle vesti di special guest. Infine, il 1° agosto, il graditissimo ricorso dell’Orchestra di Piazza Vittorio con la direzione artistica e musicale di Mario Tronco.

Gerlando Gatto