Marco Di Battista presenta in rete la musica del Modular Art Collective

Il Modular Art Collective si presenta al pubblico con i primi due video prodotti durante la registrazione dei brani del disco in uscita nei prossimi mesi.

Il Modular Art Collective è l’organico voluto dal pianista jazz, compositore e didatta Marco Di Battista. Un’idea innovativa, un laboratorio democratico di idee musicali condivise con la finalità di produrre musica d’arte e d’improvvisazione senza steccati di genere.

Si tratta di Adamantio, brano firmato da Andrea Di Marcoberardino, e Due, composto da Francesco Spinazza: i video sono stati prodotti dal team di Jazz Convention e riprendono il Modular Art Collective all’opera nelle sale di registrazione degli Skunk Studios.

I link per vedere i due video sono i seguenti:
Adamantio. www.youtube.com/watch?v=iL2zk1pwwaA
Due. www.youtube.com/watch?v=w0E15I84mRQ

Un’idea innovativa e democratica, come si diceva sopra. L’organico strumentale del Modular Art Collective è composto da giovani musicisti di estrazione diversa ma inclini alla sperimentazione e alla ricerca di nuove possibilità espressive: nel collettivo, convergono musicisti che si sono distinti tanto per le qualità esecutive quanto, e soprattutto, per una visione artistica in grado di dare vita a soluzioni non scontate.

Come rivela il suo stesso nome, l’organico del Modular Art Collective è aperto e modulabile: di volta in volta, l’autore adegua l’ensemble alle esigenze della sua composizione. Ai giovani componenti dell’organico si affianca un team di supervisione composto da musicisti esperti, guidati da Marco Di Battista, coordinato da Marcello Malatesta per la registrazione in studio e per l’organizzazione logistica. Al loro fianco, sono presenti anche il chitarrista Franco Finucci e il critico musicale Fabio Ciminiera, in qualità di supporto alle attività dell’organico.

Le finalità musicali del Modular Art Collective sono la composizione, l’arrangiamento e la direzione di brani originali: brani che possono essere elaborati da uno più o membri dell’organico con la sola “regola” che l’autore del brano svolga solamente il ruolo di arrangiatore e direttore senza eseguire la propria opera come strumentista. Nel corso della costruzione del repertorio, possono essere inclusi brani di compositori esterni al Modular Art Collective che chiedano di prestare la propria opera alla formazione, purché si tratti di musica originale.

Nel corso del 2020, il Modular Art Collective sarà impegnato nel completamento dei brani che costituiranno il disco dell’organico e in una intensa attività di promozione con concerti e showcase nei contesti più significativi della scena musicale italiana.

Il sassofonista statunitense Russ Peterson protagonista della seconda parte del SaxArts Festival 2018

La seconda parte del SaxArts Festival 2018 si terrà dal 19 al 21 luglio e avrà come protagonista il celebre sassofonista statunitense Russ Peterson, un gradito ritorno per la ventesima edizione del festival diretto da Marco Albonetti.

Il SaxArts Festival viene organizzato con il contributo del Comune di Faenza, del Comune di Tredozio, del Comune di Russi, di Romagna Acque, di Confcooperative e dell’Unione della Romagna Faentina e con il supporto materiale ed umano delle famiglie ospitanti che accolgono i ragazzi convenuti a Faenza per la rassegna.

Sono tre gli appuntamenti in programma a luglio, tutti ad ingresso libero. Si comincia giovedì 19 con American Funky Pants. Il concerto, in programma al Giardino della Rocca di Russi, vedrà Russ Peterson impegnato con la ritmica formata da Alessandro Altarocca alle tastiere, Marcello Sutera al basso e Filippo Mignatti alla batteria. Un concerto pieno di travolgente energia dove si intrecciano i suoni del jazz e i ritmi del funk sotto la guida coinvolgente di un vero e proprio funambolo della “pipa di nichel”.

Si prosegue poi a Faenza, venerdì 20 luglio, con il concerto in programma presso la Bottega Bertaccini – Libri e Arte. Saranno di scena i musicisti del SaxArts Ensemble promosso da Marco Albonetti che avranno l’onore e la responsabilità di confrontarsi con un solista della levatura di Russ Peterson,
uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale mondiale. La formazione presenta quest’anno una particolarità molto intrigante: nel suo organico saranno presenti tutti i componenti della famiglia del saxofono, dal sopranino al basso, passando per i più “abituali” soprano, alto, tenore e baritono.

L’ultimo della ventesima edizione del SaxArts Festival è in programma al Palazzo Fantini di Tredozio per una serata dedicata alla musica americana, dove Peterson potrà condividere con i giovani musicisti del Concordia College Saxophone Quartet e del SaxArts Ensemble la sua grande esperienza musicale: sarà un concerto diretto con la consueta simpatia, con la verve e la maestria che da sempre sono una vera e propria firma del Maestro statunitense. La direzione del SaxArts Festival ringrazia l’avvocato Gian Franco Fontaine per ospitare come ormai felice abitudine gli appuntamenti della manifestazione.

La prima parte della rassegna si era svolta a giugno e aveva ospitato un musicista di prestigio internazionale: il grande pianista argentino Pablo Ziegler, recente vincitore del Grammy Award per il Best Latin Jazz Album, è stato infatti il protagonista del concerto tenuto al Ridotto del Teatro Masini di Faenza insieme al Marco Albonetti Trio e di un incontro pubblico, condotto da Fabio Ciminiera, presso il Palazzo Fantini di Tredozio.

SaxArts Festival 2018: Pablo Ziegler protagonista della prima parte della rassegna

Il SaxArts Festival apre l’edizione 2018 con una anteprima prestigiosa di livello internazionale. Sarà infatti il grande pianista argentino Pablo Ziegler, recente vincitopre del Grammy Award per il Best Latin Jazz Album, il protagonista degli appuntamenti in programma nel mese di giugno con la rassegna diretta da Marco Albonetti e giunta alla ventesima edizione.

Compositore, pianista e arrangiatore, Pablo Ziegler attualmente è considerato il principale esponente del Nuevo Tango. È stato il pianista di Astor Piazzolla nel suo celebre Quintetto, a partire dal 1978. Ha fondato il New Tango Quartet nel 1990 e, tra le sue prestigiose collaborazioni, figurano nomi del calibro di Gary Burton, Regina Carter, Branford Marsalis, Milva, Placido Domingo, Paquito D’Rivera, Joe Lovano, David Sánchez, Miguel Zenón e organici importanti quali la Metropole Orkest, la Sydney Symphony Orchestra, l’Orpheus Chamber Orchestra. Ha composto per numerosi spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi.

Il suo recente lavoro in trio, Jazz Tango, ha vinto il Grammy Award come Best Latin Jazz Album. Il pianista aveva già ricevuto diverse nominations per i Latin Grammy ed aveva vinto, nel 2005, con Bajo Cero nella categoria Best Tango Album. Tra i numerosissimi premi e riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, Ziegler è stato nominato miglior compositore dalla Theatre Critics Association per il suo album “Traición” e vincitore dell’Echo Klassik Award per il suo lavoro insieme al basso-baritono uruguaiano Erwin Schrott.

Si comincia domenica 10 giugno, al Palazzo Fantini di Tredozio, con Jazz Tango, un incontro tra musica e parole in cui Pablo Ziegler racconterà la sua carriera artistica, parlando di Astor Piazzolla e dell’Argentina, del tango e dei suoi incontri con il jazz, dei riconoscimenti internazionali e del suo rapporto con la voce del sassofono. Nel corso della serata, condotta da Fabio Ciminiera, il pianista interpreterà alcuni suoi brani originali e temi tratti dal repertorio di Astor Piazzolla, Alejandro Dolina e Juan Carlos Cobian, presenterà il suo recente disco “Solo” e duetterà con Marco Albonetti. Al termine della serata, inoltre, Ziegler riceverà anche il Premio alla Carriera “SaxArts Festival 2018”.

Giovedì 14 e venerdì 15 giugno, in doppia replica al Ridotto del Teatro Masini di Faenza, si terrà il concerto Pablo Ziegler meets Marco Albonetti Trio, formazione composta dallo stesso Albonetti al sax soprano, al sax contralto e al sax baritono, da Aya Shimura al violoncello e da Virgilio Monti al contrabbasso. Un nuovo progetto tutto dedicato al Nuevo Tango. La scaletta della serata prevede ovviamente brani di Piazzolla e dello stesso Ziegler, che ha curato gli arrangiamenti di questo progetto. Rivive così il tango nato nei bassifondi e poi elevato a musica d’identità nazionale, con le suadenti melodie e le improvvisazioni. Queste si liberano dalla forma e la plasmano disegnando nuovi scenari vibranti di suggestioni, sinestesie ed emozioni. Il biglietto di ingresso ai singoli concerti costa 10€.

A luglio poi, il SaxArts Festival torna con tre appuntamenti in programma a Faenza, Russi e Tredozio, nei luoghi in cui la rassegna è ormai di casa, per tre appuntamenti che coinvolgono i talenti emergenti della scena sassofonistica italiana ed internazionale, selezionati come di consueto dall’occhio esperto del direttore artistico Marco Albonetti. Anche quest’anno, il festival ospita una figura di spicco del panorama internazionale con il gradito ritorno di Russ Peterson. Il sassofonista statunitense sarà presente nella rassegna, infatti, dal 19 al 21 luglio e si esibirà con i diversi gruppi formati dai giovani musicisti e con lo stesso Albonetti. Sui palchi del SaxArts Festival, Peterson potrà condividere la sua grande esperienza musicale con la simpatia, la verve e la maestria che lo contraddistinguono.

Il SaxArts Festival viene organizzato con il contributo del Comune di Tredozio, del Comune di Faenza, del Comune di Russi, di Romagna Acque, di Confcooperative e dell’Unione della Romagna Faentina e con il supporto materiale ed umano delle famiglie ospitanti che accolgono i ragazzi convenuti a Faenza per la rassegna.

In dirittura finale l’Orpheus 2018

Alle strette finali l’Orpheus Award 2018. Organizzato dal 2009 dall’Associazione Promozione Arte, l’Orpheus è un Premio della Critica dedicato alle produzioni fisarmonicistiche (compresi bandoneon, melodiche, armoniche, diatonici, etc.) italiane dell’anno. Attuale direttore artistico il sottoscritto (fino al 2012, Fabio Ciminiera).

Ma come si articola il premio? La parola spetta agli utenti, ai musicisti e ai critici che segnalano le produzioni dell’anno precedente. Il termine produzione indica il CD come base ma vengono accettate anche produzioni “digitali” o DVD da cui viene estratta la parte audio. I CD vengono raccolti in pagine protette online e queste rese accessibili ai critici che hanno deciso di votare.

Tre sono le categorie in cui vengono catalogate le varie produzioni (ammesso che abbia ancora un senso catalogare nel 2018):

Classica: in pratica il focus andrà sull’aspetto compositivo/interpretativo;

Jazz: con particolare attenzione all’improvvisazione e alla creatività;

World: dove progettualità e provenienza autoctona diventano gli elementi chiave per le votazioni.

Fino a questo momento particolarmente affollata risulta la sezione jazz con la presenza di alcuni dei migliori specialisti della materia che hanno presentato produzioni di sicuro spessore per cui il compito dei votanti risulterà difficile, a ulteriore conferma del livello qualitativo raggiunto dal “premio”. D’altro canto occorre ancora una volta sottolineare come l’Orpheus rappresenti un unicum sia per l’oggetto (un premio ai fisarmonicisti), sia per la qualità dei giurati. Questi sono critici/giornalisti/musicisti che hanno rubriche attive su riviste o web magazine. Ogni giurato ha la possibilità di votare con il seguente punteggio 1 stella scarso, 2 stelle sufficiente, 3 stelle buono, 4 stelle ottimo, 5 stelle eccellente. La raccolta dei voti che avviene generalmente nella prima parte dell’anno porta ad una fase preliminare che propone le NOMINATION (5 nomination per categoria a meno di ex-aequo) e in una successiva che assegna gli ORPHEUS. I voti dei nominati sono resi pubblici.

Gli artisti debbono essere leader o co-leader delle produzioni; nei casi dubbi rilasciano una dichiarazione firmata in cui si assumono la responsabilità delle loro dichiarazioni. A volte si verificano casi in cui CD riportino date di uscita diverse da quanto richiesto e anche in questo caso viene richiesta una dichiarazione scritta degli artisti che attestano la reale data del rilascio. E’ necessario inoltre che gli artisti abbiano la nazionalità italiana anche se con etichette straniere

Jazz. Un disco al giorno

Jazz. Un disco al giorno
un programma di Fabio Ciminiera
su RadiostART

Il titolo rivela già tutto. Ogni giorno, su RadiostART, Fabio Ciminiera presenta una novità discografica legata al mondo del jazz.

Ogni puntata dura venti minuti e saranno tre i brani proposti dal disco scelto. Nella maggior parte dei casi, si tratterà di lavori pubblicati di recente, in modo da esplorare insieme agli ascoltatori il panorama del jazz dei nostri giorni. Di tanto in tanto, però, ci concederemo degli excursus nel passato o in territori musicali altri: se per i grandi capolavori della storia del jazz non c’è bisogno di troppe spiegazioni, gli “sconfinamenti” verso linguaggi diversi ci condurranno verso dischi che possono essere, a ragione o a torto, secondo prospettive dirette o trasversali, annoverati tra le ispirazioni dei jazzisti che troviamo oggi sui palchi dei festival e negli scaffali dei negozi di dischi.

Il programma va in onda ogni giorno, alle 18, dal lunedì al venerdì.

Per ascoltare RadiostART, ci sono diverse modalità:
– collegarsi al sito radiostart.it
– andare sulla pagina facebook.com/radiostart.it/app/337680106275807/ e avviare il player
– scaricare la App gratuita Tunein (Android / iOS)

Naturalmente, sul sito di RadiostART, saranno disponibili tutte le puntate in podcast.

La pagina di riferimento del programma è facebook.com/iltempodiunaltrodisco e l’hashtag è #jazzundiscoalgiorno

Assegnati i premi della critica per l’edizione 2017: all’Orpheus Award il meglio della produzione fisarmonicistica italiana

Marcello Fiorini per la classica; Biondini, Giuliani, Pietropaoli, Rabbia per il jazz; Danilo Di Paolonicola  per la world Music; premio alla carriera per il M. Elio Bertolini: questi i vincitori dell’edizione 2017 dell’Orpheus Award.

Organizzato dal 2009 dall’Associazione Promozione Arte, l’Orpheus Award è un Premio della Critica per le produzioni fisarmonicistiche (compresi bandoneon, melodiche, armoniche, diatonici, etc.) italiane dell’anno. Attuale direttore artistico il sottoscritto (fino al 2012, Fabio Ciminiera).

Il premio si alimenta con le segnalazioni degli utenti, dei musicisti e dei critici e raccoglie le produzioni dell’anno precedente. Il termine produzione indica il CD come base ma vengono accettate anche produzioni “digitali” o DVD da cui viene estratta la parte audio. I CD vengono raccolti in pagine protette online e queste rese accessibili ai critici che hanno deciso di votare.

Tre sono le categorie in cui vengono catalogate le varie produzioni (ammesso che abbia ancora un senso catalogare nel 2017):

  • Classica: in pratica il focus andrà sull’aspetto compositivo/interpretativo;
  • Jazz: con particolare attenzione all’improvvisazione e alla creatività;
  • World: dove progettualità e provenienza autoctona diventano gli elementi chiave per le votazioni.

I giurati sono critici/giornalisti/musicisti che hanno rubriche attive su riviste o web magazine. Ogni giurato ha la possibilità di votare con il seguente punteggio 1 stella scarso, 2 stelle sufficiente, 3 stelle buono, 4 stelle ottimo, 5 stelle eccellente. La raccolta dei voti che avviene generalmente nella prima parte dell’anno porta ad una fase preliminare che propone le NOMINATION (5 nomination per categoria a meno di ex-aequo) e in una successiva che assegna gli ORPHEUS. I voti dei nominati sono resi pubblici.

Gli artisti debbono essere leader o co-leader delle produzioni; nei casi dubbi rilasciano una dichiarazione firmata in cui si assumono la responsabilità delle loro dichiarazioni. A volte si verificano casi in cui CD riportino date di uscita diverse da quanto richiesto e anche in questo caso viene richiesta una dichiarazione scritta degli artisti che attestano la reale data del rilascio. E’ necessario inoltre che gli artisti abbiano la nazionalità italiana anche se con etichette straniere.

I vincitori di quest’anno sono:

  • Italia best PRODUCTION 2016 for CLASSICAL music
    MARCELLO FIORINI per il CD “Ipsilon” (MAP);
  • Italia best PRODUCTION 2016 for JAZZ music
    BIONDINI, GIULIANI, PIETROPAOLI, RABBIA per il CD “Cinema Italia” (Via Veneto & Jando);
  • Italia best PRODUCTION 2016 for WORLD music
    DANILO DI PAOLONICOLA per il CD “No Gender” (Cinik);
  • Premio alla carriera al
    M° ELIO BERTOLINI, una vita dedicata alla fisarmonica e al “Museo delle Impronte della Mano dei Grandi Fisarmonicisti”.

Nelle passate edizioni hanno vinto il premio artisti straordinari che tuttora rappresentano la bandiera di questo meraviglioso e giovane strumento.

  • 2016: Antonio PERUCH (classical), Simone ZANCHINI (jazz), Marco LO RUSSO (world) Giancarlo CAPORILLI (alla carriera);
  • 2015: Cesare CHIACCHIARETTA, (classical), Max DE ALOE QUARTET (jazz), Riccardo TESI & BANDITALIANA (world), Frank MAROCCO (alla carriera-memoria);
  • 2014: INCOERENTE DUO (classical), Daniele DI BONAVENTURA (jazz), DONADELLI- MARINI (world), Bio BOCCOSI & BERBEN (alla carriera-memoria);
  • 2013: Claudio JACOMUCCI (classical), DI SABATINO RUGGIERI DUO (jazz), Riccardo TESI (world), Wolmer BELTRAMI (alla carriera-memoria);
  • 2012: Corrado ROJAC (classical), DI BONAVENTURA-FRESU-FILETTA (jazz), Donato SANTOIANNI (world), Gervasio MARCOSIGNORI (alla carriera);
  • 2011: Cesare CHIACCHIARETTA & Quartetto SUAREZ PAZ (classical), Daniele DI BONAVENTURA (jazz), BUBE SAPRAVIE (world), Frederich LIPS (alla carriera);
  • 2010: Claudio JACOMUCCI (classica), Renzo RUGGIERI (jazz), Mario D’AMARIO (world), Gorni KRAMER (alla carriera-memoria);
  • 2009: Claudio JACOMUCCI (classica), Luciano BIONDINI (jazz), ROSSATO & TIBOLLA (world), Peppino PRINCIPE (alla carriera).

Scopo fondamentale del premio è quello di rappresentare lo stato annuale dello strumento in Italia, offrendo un punto di vista diverso da quello degli ambienti ristretti in cui la fisarmonica ha sempre gravitato. I critici possono, così, conoscere artisti che potrebbero sfuggire ai loro circuiti e viceversa; i fisarmonicisti inoltre possono analizzare e comprendere le direzioni più contemporanee della fisarmonica. La famiglia delle ance è tuttora in grande evoluzione e con questo premio crediamo di contribuire all’innalzamento qualitativo generale, che, forse non a caso, oggi risulta essere molto più equilibrato che nel passato e con punte di creatività molto interessanti.

Il dettaglio delle votazioni lo trovate al seguente indirizzo:

http://www.accordionartfestival.com/2017AAF_orpheus_votazioninomination.pdf