Il Daniele Ciuffreda Organ Trio in concerto al Rossini Jazz Club di Faenza

Giovedì 7 febbraio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con il il Daniele Ciuffreda Organ Trio, composto da Daniele Ciuffreda alla chitarra, Matteo Addabbo all’organo Hammond e Daniele Pavignano alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Daniele Ciuffreda guida il suo Organ Trio attraverso composizioni originali, tratte dal disco “Out On The Ninth Day”: swing travolgente, groove, blues unito alla consueta voglia di rendere omaggio alle songs più celebri della tradizione del Jazz.

«Nel 2015 dopo nove giorni passati in ospedale, all’improvviso mi è venuta in mente la prima frase del tema di questo brano – commenta Daniele Ciuffreda riferendosi alla quinta traccia che da il titolo all’album. Fin da subito ho creduto che avesse qualcosa di speciale e così ho provato a svilupparla con l’idea che potesse vagamente ricordare le composizioni di Bobby Timmons che hanno un forte legame con la church music. Il risultato mi ha convinto a tal punto da decidere di usarla come titolo del disco.»

“Out On The Ninth Day” è il titolo del disco che Daniele Ciuffreda ha realizzato nell’autunno del 2018 insieme ad Alberto Marsico e Daniele Pavignano. Il disco vede la presenza, come special guest, di Fabrizio Bosso ed è stato pubblicato da Abeat Records.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 14 febbraio 2019, quando si terrà il concerto in solo di Tati Valle. Lunedì 11 febbraio, inoltre, il Bistrò Rossini ospiterà il concerto di chiusura della rassegna “Fiato al Brasile 2019”.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

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Daniele Ciuffreda Organ Trio
Daniele Ciuffreda. chitarra
Matteo Addabbo. organo Hammond
Daniele Pavignano. batteria

Rossini Jazz Club
Faenza. Piazza del Popolo, 22

Giovedì 7 febbraio 2019. ore 22
ingresso libero

web: www.bistrorossini.it
social network: www.facebook.com/rossini.jazzclub; www.twitter.com/rossinijazzclub; www.instagram.com/rossinijazzclub

Alessandro Scala Groovology Trio @ Rossini Jazz Club, Faenza

Giovedì 10 gennaio 2019, alle 22, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza riprende con il concerto dell’Alessandro Scala Groovology Trio, formazione composta da Alessandro Scala ai sassofoni, Sam Gambarini all’organo Hammond e Stefano Paolini alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Un trio energico, di grande impatto e dallo stile immediatamente riconoscibile. Il Groovology Trio capitanato da Alessandro Scala è composto da tre musicisti di primo piano della scena del jazz italiano e internazionale e propone una efficace miscela di jazz, funk, bossanova e boogaloo. Il repertorio del trio è originale e si ispira in modo molto accattivante al sound Blue Note degli anni Cinquanta e Sessanta per arrivare alle sonorità più attuali del nujazz. Il tutto amalgamato con feeling sicuro, con l’esperienza maturata da Alessandro Scala, Sam Gambarini e Stefano Paolini e con l’interplay oramai collaudato della formazione.

Nella serata, verranno suonati i brani degli album più recenti pubblicati da Alessandro Scala a suo nome per Schema Records, Groovology e Viaggio Stellare, e brani inediti di nuova produzione.

Alessandro Scala è un valente sassofonista e compositore della scena jazz nazionale. È apprezzato per il suo sound personale e per l’attitudine versatile ed elegante con cui riesce passare dall’hard bop al soul jazz. Ha al suo attivo una lunga serie di collaborazioni, tanto negli album a suo nome quanto nei diversi progetti realizzati con altri musicisti. Nel corso degli anni, ha suonato, tra gli altri, con Bob Moses, Marylin Mazur, Steve Lacy, Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Sam Gambarini, Sam Paglia, Nico Menci, Stefano Paolini, Lorenzo Tucci, Roberto Gatto, Nigel Price, Antonello Salis, Gianluca Petrella, Mario Biondi, Cheryl Porter, Massimo Manzi, Paolo Ghetti,Gegè Munari, Rosalia De Souza, Giovanni Amato, Giovanni Falzone e molti altri. Tra le sue pubblicazioni, si segnalano l’ormai lontano album “Bossa Mossa” – positivamente recensito sulle riviste Jazz It, Musica jazz e sulla francese Jazz Hot – e poi “Viaggio Stellare” del 2013, presentato in modo convincente dalle note di copertina di Paolo Fresu. Nel 2015, invece, ha pubblicato, sempre per Schema Records, “Groove Island” affiancato da Flavio Boltro. Collabora in pianta stabile anche con le formazioni Organic Vibe e GB Project. Da anni, si esibisce con i progetti musicali a suo nome e come sideman nei jazz club, nei festival e nelle rassegne più significative del panorama nazionale.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza propone un doppio concerto, giovedì 17 gennaio 2019: si esibirà dapprima “Migrazioni Musicali”, il duo formato da Yuri Ciccarese al flauto e Pepe Medri all’organetto diatonico, e si prosegue poi con il “Solo Act” della cantante e chitarrista Silvia Wakte.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

John De Leo special guest Rita Marcotulli, The Winstons special guest Morgan e Rodrigo D’Erasmo e oltre 250 artisti per MArteLive

Il 13 e 14 dicembre torna a Roma MArteLive – lo spettacolo totale: nelle sale del Planet Live Club (ex Alpheus – via del Commercio 36) la grande kermesse con oltre 250 artisti emergenti che si sfideranno nelle 16 discipline artistiche tra musica, teatro, danza, circo contemporaneo, pittura, fotografia, artigianato artistico, graficart, live painting e street-art, proiezioni, installazioni, reading e video-arte.
Tra gli ospiti, grandi nomi come John De Leo, Gio Evan, Bunna, The Winstons feat. Rodrigo D’Erasmo e special guest Morgan.
Grande anteprima dell’eclettica due giorni, mercoledì 12 dicembre alle ore 21, sarà il celebre spettacolo “Pitecus”, una delle opere più acclamate del duo Antonio Rezza e Flavia Mastrella – Leoni d’oro alla Carriera alla Biennale di Venezia 2018.
Il 13 dicembre sul palco del Planet, attesissimo dopo il clamore mediatico delle ultime settimane che ha scatenato la stampa nazionale e richiestissimo dalle maggiori emittenti televisive, sarà il poeta e performer Gio Evan – reduce dal successo del doppio disco MArteLabel “Biglietto di solo ritorno” e con un milione e mezzo di ascolti su Spotify del singolo “A piedi il mondo”. Ribattezzato “Gio Evan” in Argentina da un Hopi, Giovanni Giancaspro è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, cantautore e artista di strada. Con la performance al MArteLive conclude una grande stagione di successi, per tornare live sul palco dalla primavera 2019.  Dopo il suo live, salirà sul palco la band The Winstons ft. Rodrigo D’Erasmo e special guest Morgan con “Pictures at a Christmas Exhibition”. Power trio basso, batteria, tastiere e voci, la band è composta da tre grandi musicisti della scena italiana: Enrico Gabrielli (Calibro 35/Pj Harvey), Lino Gitto (Ufovalvola) e Roberto Dell’Era (Afterhours), che per il loro concerto al MArteLive dal titolo “Pictures at a Christmas Exhibition” avranno come special guest d’eccezione Morgan e Rodrigo D’Erasmo (violinista degli Afterhours e tutor in compagnia di Agnelli a X Factor). Sul palco suoneranno brani dall’album “Pictures in Exhibition” oltre a nuovi pezzi in esclusiva tratti dal prossimo disco in uscita nella primavera 2019.
Il 14 dicembre grande ospite sarà John De Leo, considerato una delle voci più interessanti del panorama italiano. Artista eclettico, ha partecipato e promosso innumerevoli progetti non strettamente a carattere musicale, collaborando con molti artisti tra cui la pianista Rita Marcotulli che sarà special guest nel suo live sul palco di MArteLive. Ha lavorato, tra gli altri, con Stefano Benni, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu Quintet, Danilo Rea, Franco Battiato, Enrico Rava, Carmen Consoli, Ivano Fossati, Antonello Salis, Alessandro Bergonzoni, Fabrizio Bosso, Trilok Gurtu, Stewart Copeland e Uri Caine. Co-fondatore dell’ensemble Quintorigo, con cui ha vinto il Premio Tenco nel 1999, ne ha fatto parte dal 1992 al 2004. Sul palco principale del MArtelive si esibirà con un live looping sampler, un karaoke giocattolo e un laringofono insieme al chitarrista Fabrizio Tarroni: uno dei suoi primi connubi musicali, capace di interpretare la sua Gibson semi-acustica anche come una vera e propria percussione, fondendo la sua tecnica originale con le idee e la voce eclettica di De Leo.
Sul palco del 14 dicembre, il ritmo sarà scandito anche dallo spettacolo del noto collettivo cumbiero Istituto Italiano di Cumbia, che ha aggregato Malagiunta (Filo Q e Paquiano) le canzoni di Cacao Mental e Los3Saltos, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e alcuni nuovi interpreti.
Il dj set sarà nelle mani di Bunna, fondatore insieme a Madaski degli Africa Unite, una delle realtà più importanti del panorama reggae italiano, e non solo. Nel suo set esplorerà le varie evoluzioni e sfaccettature della cultura musicale giamaicana. Il set di Bunna cade nell’anno in cui il reggae è stato riconosciuto “patrimonio Unesco” ed è organizzato in collaborazione con RUM (Rome Underground Movement).
Tra i protagonisti dell’ultima giornata di MArteLive anche Gianluca Secco, perla nel panorama della musica d’autore italiana e vincitore nel 2016 del Premio Tenco-NuovoImaie per la miglior interpretazione.

Con l’obiettivo costante di promuovere il talento e i giovani emergenti, oltre ai grandi nomi “Lo Spettacolo Totale” di MArteLive vede protagonisti 250 artisti che si esibiranno ed esporranno contemporaneamente nella 2 giorni al Planet Live Club, suddivisi nelle sezioni artistiche di appartenenza: musica, teatro, danza, circo contemporaneo, pittura, fotografia, artigianato artistico, graficart, live painting e street-art, proiezioni, installazioni, reading e video-arte.

I biglietti, dai €10 ai €12 sono già acquistabili in prevendita sul sito Marteticket.it.

Nato nel 2001 da un’idea del direttore artistico Peppe Casa, MArteLive è realizzato con il contributo della Regione Lazio – Assessorato alle Politiche Culturali. Sin dalla prima edizione, è concepito e pensato come uno spettacolo totale in cui tutte le arti e gli artisti che le rappresentano entrano in una sinergia empatica: MArteLive è il girotondo delle muse, lo scambio tra un linguaggio estetico e l’altro. Tutte le sezioni artistiche sono sapientemente amalgamate tra di loro in un gioco di forze artistiche ed equilibri sinestetici che, serata dopo serata, sala dopo sala, creano emozioni irripetibili nella loro essenza.
Nell’idea originaria di Peppe Casa, l’intento era quello di tessere un filo immaginario per unire armonicamente le singole performance: “A distanza di quindici anni il filo continua a rimanere teso. La differenza di questo format, che è anche la sua forza, è la capacità ad ogni evento di riproporre qualcosa di diverso che incuriosisca il pubblico, offrendo un’esperienza sensoriale unica. La multidisciplinarietà dello spettacolo che presentiamo è estremamente difficile da mettere in pratica, forse il vero successo sta nell’equilibrio tra le arti che si viene a creare; e l’esclusività è riuscire a farlo ogni volta in modo nuovo e sorprendente”.
L’appuntamento di dicembre è solo la prima delle due finali regionali che si terranno su tutto il territorio nazionale, la prima tappa verso la prossima BiennaleMArteLive, prevista per dicembre 2019, che vedrà esibirsi circa 1000 artisti provenienti da tutta Italia, insieme a special guest internazionali.

CONTATTI
www.martelive.it
Prevendite su www.marteticket.it  – biglietti da €12 a €10 e sconti per gruppi di 10 persone
Informazioni: info@martelive.it
Ufficio Stampa: Francesco Lo Brutto – tel. 331.4332700 email francesco.lobrutto@martelive.it
Fiorenza Gherardi De Candei – tel. 328.1743236 email fiorenza.gherardi@martelive.it

Emanuele Coluccia in concerto a Parma con “Birthplace”

Venerdì 23 novembre Emanuele Coluccia torna sul palco nell’ambito del tour dedicato al suo album “Birthplace” prodotto da Workin’ Label con il sostegno di Puglia Sounds Records 2018. Alle 21.30 sarà difatti in concerto a Parma presso il Circolo Giovane Italia (via John Fitzgerald Kennedy, 7) in trio con il contrabbassista Giampaolo Laurentaci e il batterista Dario Congedo: info e prenotazioni al 320.1992273.
Emanuele Coluccia, che ha trascorso molti anni della sua carriera negli Stai Uniti, è una delle figure più talentuose e eclettiche del panorama musicale italiano: pianista, sassofonista, polistrumentista, arrangiatore, compositore, direttore d’orchestra, didatta, Coluccia ha condotto il suo percorso artistico parallelamente tra Europa e States, facendo definitivamente ritorno in Italia qualche anno fa.
Gli 8 brani originali di “Birthplace” (disponibili su Spotify al link http://bit.ly/spotifyBIRTHPLACE) segnano proprio la ricapitolazione di un percorso, un ritorno al luogo di origine, dove il potenziale è al massimo e le possibilità infinite, punto di partenza di una nuova vita. Nella tracklist anche la rivisitazione del celebre brano di Paolo Conte “Azzurro”:
“Il brano appartiene al mio immaginario infantile. Da piccolo lo ascoltavo su 45 giri e ci ballavo sopra. L’originale è musicalmente molto semplice e mi sono divertito molto a riarmonizzarlo, cambiandone il colore, che da azzurro diventa un colore molto misterioso.”
Nel disco, registrato con Luca Alemanno e Dario Congedo, anche un cameo della cantante Carolina Bubbico che ha prestato la sua voce in “Eagle’s Wish” per riportare il tema del brano alla sua natura originaria di canto libero, immediato, espressione del desiderio di un essere che conosce il volo come propria condizione naturale e quotidiana.
Improvvisatore, sempre teso alla sintesi delle esperienze e ispirato da una visione sincretica della vita e delle arti, Emanuele Coluccia è un musicista sui generis. Al centro della sua raffinata ricerca vi è il desiderio di cogliere il cuore delle cose: del suono, dell’ascolto, dell’azione musicale.
Le parti tematiche delle composizioni nascono da “appunti di viaggio”: note vocali prese al volo durante i frequenti viaggi o da momenti di ispirazione, in cui sembra che il canto e il suono siano una perfetta opportunità di relazione e conoscenza con se stessi. La parte armonica è realizzata con una tecnica mista (tonale, modale, atonale) nello sforzo costante di tenere vicini i rispettivi piani espressivi in una danza sempre più complessa e, allo stesso tempo, concreta.

BIO
Pianista e polistrumentista eclettico, Emanuele Coluccia conduce la sua carriera parallelamente tra Europa e Stati Uniti. Nel suoperiodo newyorkese, iniziato nel 1999, ha intrapreso un percorso molto attivo sia per quanto riguarda l’attività concertistica (Brooklyn Film Festival, Lincoln Center, University of Stoneybrook, WAX Studios, Consolato Tedesco, Brooklyn Museum of Art, Università di Princeton) sia per l’attività discografica. Negli USA ha collaborato con la cantautrice americana Myla Hardie, l’artista afro-jazz Alain Kodjovi, la cantante italiana Greta Panettieri, il trombettista/compositore tedesco Volker Goetze, il cantautore francese Chris Combette, e ha partecipato ai tour europei del trombettista newyorkese Greg Glassman e al tour in Andalusia con il trio Malesciana Folk.
Rientrato in Italia ha fondato con Claudio Prima e Redi Hasa Bandadriatica, progetto con cui ha all’attivo 4 lavori discografici, numerosi tour in Italia e all’estero e prestigiose collaborazioni (King Naat Veliov e la Kocani Orkestra, Eva Quartet). Negli anni ha condiviso il palco con moltissimi artisti, tra cui Fabrizio Bosso, Carolina Bubbico, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto e Silvia Manco, e nel 2005 e nel 2006 è stato membro dell’Orchestra della Notte Della Taranta.
Collabora a diversi progetti multidisciplinari caratterizzati dall’interazione fra musica, danza, pittura e letteratura, prendendo parte a spettacoli, residenze artistiche e gruppi di ricerca con attori, pittori danzatori e performer. Affianca la sua attività di compositore con quella di arrangiatore e orchestratore per Bandadriatica e per la Giovane Orchestra del Salento.
Nella sua formazione spiccano le lezioni e i workshop di Joe Lovano, Joe Zawinul, Paul Motian, Bill Frisell, John MacLaughlin, George Garzone nell’ambito delle clinics del Berklee College of Music a Umbria Jazz. Proprio nell’edizione del 1999 del grande Festival umbro, ha partecipato a performance improvvisate con Jason Moran, Taurus Mateen, Eric Harland e Pat Metheny.

CONTATTI
Facebook: https://www.facebook.com/emacoluccia/
www.workinproduzioni.it  workinmusic@gmail.com
Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei  tel. 328.1743236 info@fiorenzagherardi.com

IL DUO BOSSO – BIONDINI AL TEATRO VASCELLO


Tutte le foto sono di ADRIANO BELLUCCI

Teatro Vascello, Roma, 6 novembre 2018, ore 21

FLAUTISSIMO 2018 – 20ma edizione
“Camminando a vista”

FACE TO FACE

Fabrizio Bosso, tromba
Luciano Biondini, fisarmonica

Il Teatro Vascello con la rassegna FLAUTISSIMO 2018, Camminando a vista, direttore artistico Stefano Cioffi, apre al Jazz e si rivela, per chi vi scrive inaspettatamente,  uno spazio davvero eccellente per ascoltare musica.

Tromba e Fisarmonica, ovvero Fabrizio Bosso e Luciano Biondini sul palco.
Reciprocamente preziosi e totalmente paritari tra loro, cominciano con Pure Immagination. E’ la tromba a presentare il tema, mentre la fisarmonica disegna il tessuto armonico ritmico del pezzo: ma ben presto i ruoli si invertono, la melodia passa a Biondini, e prelude ad un lungo e variegato domanda / risposta denso di idee e di sfumature dinamiche continue.
La tromba è il Jazz, la fisarmonica è la musica tradizionale.
L’ambito armonico, quello tematico, sono spesso ispirati al repertorio tradizionale della musica da fisarmonica.
La struttura dei brani è spesso Jazzistica (presentazione del tema, improvvisazione, scambi ogni otto battute tra i due musicisti, ripresa del tema, conclusione). Spesso, ma non necessariamente.

C’è una precisa distinzione tra due mondi, verrebbe da pensare… eppure non è esattamente così, perché in questo terreno di incontro la tendenza dei due musicisti è quella ad amalgamarsi, dando origine ad un flusso sonoro del tutto nuovo. E’ una dualità di generi che si percepisce dunque solo concentrandosi razionalmente per capire, facendo il mestiere di chi scrive di musica.


Il tema melodico è sempre oggetto di grande cura sia che emerga piano piano da una intensa introduzione di Biondini (come in Bringi) sia che invece venga esposto in maniera molto netta da subito, come ad esempio in In Lembra de Win, presentato dalla tromba, e reso con delicatezza, esaltato dalle circonvoluzioni poetiche della fisarmonica.

Le dinamiche sono ampie e legate fortemente all’andamento armonico (vedi la tensione che si crea negli accordi di settima di dominante, resi o con potenti forte o con sottili e poetici pianissimo, che sottolineano con poetica efficacia l’urgenza del risolvere alla tonica) .
I due strumenti sono complementari sempre, qualsiasi ruolo decidano di intraprendere (ad esempio la funzione ritmica delle note ribattute da Bosso in Stagione, o il tramutarsi degli accordi della fisarmonica di Biondino in melodie struggenti, come in Nuovo Cinema Paradiso).

Molti gli episodi di improvvisazione libera, ondate sonore potenti non scevre da dissonanze, complice anche il loop elettonico della tromba. E gli obbligati che li incorniciano e su cui risolvono godono, a contrasto, di attacchi e conclusioni ineccepibili, l’entrata in acqua perfetta dopo un tuffo triplo carpiato.
Rumba for Kampei è trascinante, ed evidenzia l’innegabile virtuosismo di Bosso e di Biondini che sfruttano tutte le possibilità dei propri strumenti (anche gli urli laceranti della tromba in African Friends supportati dalla eccezionale densità del tessuto armonico della fisarmonica non sono da meno). Tre bis dimostrano la capacità comunicativa di un duo che si può definire, in tutta onestà, eccellente. Giudizio che è l’anticipazione del piccolo capitolo successivo di questo scritto.

L’IMPATTO SU CHI VI SCRIVE (considerazioni personali)

Un concerto coinvolgente, emozionante, in cui i molti richiami armonici e tematici tradizionali dettati dalla fisarmonica, o le strutture e i fraseggi tipicamente jazzistici dettati dalla tromba hanno la particolarità di essere percepiti come inediti e nuovi, poiché… lo sono. Il fondersi di questi due mondi vive di un impulso creativo molto netto, di un’urgenza espressiva anch’essa molto netta sia di Bosso che di Biondini. Questa urgenza espressiva, e questa creatività estemporanee diventano Jazz, in quanto improvvisazione non certo di maniera. Non ci sono trucchetti acchiappa applausi, c’è un flusso sonoro in divenire, in cui l’impianto armonico è magari ben definito, ma all’interno del quale avviene di tutto. E così la benefica tensione che si prova all’ascolto non è dovuta solo alle leggi armoniche – melodiche che regolano innegabilmente l’andamento dei brani, ma anche e soprattutto alla irresistibile urgenza creativa dei due musicisti che rifugge da ogni cliché predeterminato.
Un dialogo serratissimo, una empatia incredibile, permettono dunque di tramutare la bravura tecnica in espressività trascinante. Pathos, lirismo, fantasia, una forbice ampia dal brano placido, o nostalgico, a quello più sanguigno, o dispari, a velocità incredibile: Face to Face, tromba e fisarmonica danno vita a Musica.

La galleria che segue delle bellissime foto di Adriano Bellucci può dare idea dell’atmosfera della serata al Teatro Vascello: per guardare ciò che vi ho descritto con le parole.



Andrea Pozza Italian Trio live al Capolinea8 di Torino

Sabato 17 novembre, il jazz del pianista Andrea Pozza torna a Torino al Capolinea8 (Via Maddalene 42 bis). Una serata che si preannuncia ricca di swing con un repertorio di brani tratti dagli album più recenti del pianista genovese “Siciliana” e “A Jellyfish From The Bosphorus. Durante la serata non mancheranno poi brani della grande tradizione americana e standard jazz. Il pianismo di Pozza è caratterizzato da uno stile elegante, attento ai colori, alle sfumature, in perfetto equilibrio fra la solidità di un impianto formale di stampo europeo e l’inventiva fresca e ammaliante di un sound oltre oceanico. La ritmica sarà affidata alla grande musicalità del contrabbasso di Simone Monnanni e all’estro e alla maestria di Riccardo Zegna alla batteria.

Andrea Pozza ha una solida carriera nazionale ed internazionale che lo ha visto protagonista in Estremo Oriente, in America ed in Europa. Pianista genovese è attualmente riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione. Musicista eclettico capace di affrontare con grande disinvoltura qualsiasi repertorio, è sia leader carismatico sia partner ideale per grandi artisti che trovano in lui empatia e innato interplay. Andrea Pozza ha debuttato a soli 13 anni e da allora si è esibito al fianco di alcuni “mostri sacri” della storia del jazz: Harry “Sweet” Edison, Bobby Durham, Chet Baker, Al Grey, George Coleman, Charlie Mariano, Lee Konitz, Sal Nistico, Massimo Urbani, Luciano Milanese, Steve Grossman e molti altri ancora. Intensa la sua attività concertistica che lo porta costantemente in tour in Italia e in Europa, dalla Gran Bretagna alla Svizzera, dalla Germania al Portogallo, alla guida delle formazioni a suo nome. Pozza collabora stabilmente, tra gli altri, con Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Scott Hamilton, Jesse Davis, Tullio De Piscopo, Ferenc Nemeth, Bob Sheppard, Antony Pinciotti, Furio Di Castri e tanti altri. Andrea Pozza è inoltre protagonista di numerosi progetti discografici a suo nome, tra questi, l’album più recente si intitola “Siciliana” realizzato in trio con Andrew Cleyndert e Mark Taylor (Trio Records, Inghilterra, 2016), preceduto da “I Could Write a Book”(Gennaio 2014) e “Who cares?” (Dicembre 2014) in super audio cd e vinile, in duo con Scott Hamilton; “A Jellyfish From The Bosphorus” (ABEAT REC, 2013) in trio, inciso tra l’Italia ed il Regno Unito e “Gull’s Flight”(ABEAT REC, 2011) realizzato con l’Andrea Pozza European Quintet e che coinvolge musicisti inglesi e olandesi.

 

Sito ufficiale di Andrea Pozza: www.andreapozza.it

Facebook Official Page: www.facebook.com/AndreaPozzaOfficial

 

Ufficio Stampa Andrea Pozza: Top1 Communication Press Office

Per info: segreteria@top1communication.eu

Stefania Schintu Cell. +39 347 0082416