VICENZA JAZZ 2019: Uri Caine Trio, la poesia dell’improvvisazione e delle dinamiche

Tutte le foto sono di DANIELA CREVENA

Vicenza Jazz 2019

Teatro Olimpico, domenica 12 maggio, ore 21

URI CAINE TRIO, Calibrated Thickness
Uri Caine, pianoforte:
Mark Helias, contrabbasso
Clarence Penn, batteria

Il pianoforte di Uri Caine apre il concerto con accordi liberi eseguiti in pianissimo. Un pianissimo molto intenso, percettibile seppure molto vicino al sussurro… il Teatro osserva un attento silenzio perché quel pianissimo, così sonoro, attira irresistibilmente l’attenzione. Il contrabbasso di Mark Helias si inserisce, sommessamente, dopo poco ed improvvisa, con l’arco, intrecciandosi al piano. Infine si unisce Clarence Penn,, con le sue spazzole di legno, e il Trio procede con una cura particolare nel creare un timbro complessivo denso di suggestioni, nonostante ogni musicista proceda, pur nell’evidente ascolto reciproco, con digressioni totalmente individuali.



Ad un tratto appare un walkin’ bass e l’atmosfera cambia totalmente: parte un blues, Penn passa alle bacchette, appaiono scambi pianoforte / batteria ogni 12 battute, il pubblico quasi si sente a casa, è un’incursione in un mondo sonoro noto, sicuro…  ma non per molto.
Il blues si disgrega, si torna ad un pianissimo profondo, espressivo, sottile ma non esile, appena udibile ma pieno di pathos: la certezza dunque si dilegua, nascono idee improvvisate su un qualcosa di non strutturato. Clarence Penn in un ambito come questo può permettersi di cambiare tipo di bacchette tutte le volte che vuole, talvolta propendendo anche per una asimmetria tra le due.
Ogni idea estemporanea che si concretizza, viene curata, variata, e valorizzata da ognuno dei tre musicisti. Uri Caine gradatamente rumoreggia con arpeggi cupi, Mark Helias con il suo contrabbasso ne enfatizza i suoni scuri, il volume si alza ma sfuma presto in un diminuendo che arriva ad un altro pianissimo impalpabile eppure, ancora una volta, denso di suono.

 

Un assolo di contrabbasso introduce l’episodio successivo. Clarence Penn sceglie i mallets, che risuonano su un tom coperto da un asciugamano e sui ride. Il tema introdotto dal contrabbasso viene ripreso dal pianoforte e si procede di nuovo verso un episodio più definito, riferibile ad un mondo sonoro noto, questa volta un funky trascinante, in cui di nuovo le dinamiche sono fondamentali: si passa da volumi alti a volumi bassissimi con forchette molto ampie, quei pianissimo vedono tacere la batteria (già volutamente non amplificata) ed apparire piccoli sonagli, quasi sparire il contrabbasso se non per dare piccoli punti di riferimento armonici, diminuire esponenzialmente il tocco sul pianoforte.

 

Piano piano si delinea lo schema di un concerto che è molte cose insieme.
La prima caratteristica che emerge man mano è la cura dello SPESSORE sonoro.
Thickness in inglese significa spessore. E lo spessore sonoro in effetti è la caratteristica più notevole dell’andamento della musica suonata da questo Trio: da sottilissimo a intensissimo, da pianissimo a fortissimo, da sussurrato a percussivo.  Calibrated Thikness, spessore calibrato: le dinamiche portate ai loro minimi e ai loro massimi con un rigore che dà luogo alla perfezione, specialmente in quei pianissimo che più volte sono stati descritti e che davvero denotano tutto l’andamento del concerto.
La seconda è l’alternanza tra episodi di improvvisazione completamente libera e episodi che si rifanno a schemi jazzistici più definiti: lo swing, la ballad, il funky, il blues. In ogni episodio c’è comunque quella ricerca raffinata delle dinamiche che è la cifra espressiva di questo Trio.
Contrasto dunque tra atmosfere diverse e tra spessori/ dinamiche diverse. Un’idea di performance pensata con cura, progettata a monte nei particolari dal punto di vista della sua impalcatura , ma allo stesso tempo caratterizzata da  un enorme spazio concesso all’improvvisazione, libera ed estemporanea, o all’interno di schemi più noti.
Nonostante la struttura sia, come detto, rigida per alternanze di episodi e di dinamiche, ciò che accade non è mai uguale. Ad un capitolo libero che parte con un bicordo altalenante di contrabbasso, in cui la batteria è percossa dolcissimamente con le sole mani, si alterna, come parte jazzistica riconoscibile ‘Round Midnight: alla quale segue un altro capitolo libero fatto di ondate sonore, senza temi melodici, in cui conta il timbro complessivo e quel passare da un ribollire magmatico del pianoforte all’improvviso scampanellio di note acute, a cui segue di nuovo un walkin’ bass cui segue un accenno di ragtime.
Di nuovo la libertà improvvisativa, stavolta leggera, a volume minimo, suggestiva ed evocativa, e poi una atmosfera pop quasi alla Elton John. E poi un loop martellante e così via fino a due bis, cominciando da un assolo di batteria tribale e concludendo il concerto con uno di quei pianissimo eseguiti su un fraseggio che evoca Bill Evans.


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L’IMPATTO SU CHI VI SCRIVE

L’alternarsi di episodi diversi, l’attenzione poetica alle dinamiche hanno reso questo concerto un’esperienza a tratti veramente emozionante. L’altalenare tra la libertà assoluta nella quale ci si può cullare stupiti e l’approdo successivo a mondi sonori conosciuti è interessante, crea aspettativa e, una volta che lo schema avviluppa chi ascolta, crea una certa dipendenza nell’attesa che arrivi l’episodio successivo. Ma, a prescindere da quell’ altalenare “strutturale”, i pianissimo così traboccanti di suono, di armonici, di particolari affascinanti sono parsi, senza esagerare, incantevoli: a chi vi scrive, ma a sentire alla fine del concerto i commenti di chi c’era, non solo a chi vi scrive.
Uri Caine in stato di grazia, Mark Hellas versatile, creativo, poetico, e Clarence Penn sinceramente straordinario per forza, delicatezza, fantasia, poesia.



Alla fine di questo concerto abbiamo fatto un salto al Caffè Trivellato perché suonava una compagine inusuale: quattro baritoni e batteria, per la formazione Barionda della sassofonista Helga Plankensteiner

Helga Plankensteiner, Massimiliano Milesi, Giorgio Beberi, Javier Girotto: sax baritono
Mauro Beggio: batteria

Siamo arrivate quasi alla fine della performance, ma in tempo per ascoltare una compagine davvero singolare, energica e con la capacità di far arrivare ben distinti e percepibili le linee ritmico melodiche nel loro intreccio polifonico, tutt’altro che confuso, nonostante la potenza, come potete immaginare, del suono complessivo di quattro sax baritoni, strumenti possenti,  con la batteria di Beggio impagabile nel tirare le fila di una sonorità così ridondante.

Ecco le foto, dalle quali forse potete immaginare un po’ di ciò che è accaduto!


 

 

Sax Four Fun @ Rossini Jazz Club, Faenza “Opera Remix”

Giovedì 11 ottobre 2018, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza presenta “Opera Remix”, il nuovo progetto di Sax Four Fun, quartetto di sassofoni composto da Stefano Menato, Fabio Petretti, Fiorenzo Zeni e Giorgio Beberi. La rassegna è diretta da Michele Francesconi e in questa stagione si presenta con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Opera Remix è viaggio nella musica delle più significative arie d’opera dell’Ottocento e Novecento italiano ed europeo, il progetto nasce in occasione dell’invito ad esibirsi in Oman per alcuni concerti dalla “Royal Opera House – ROHM” di Muscat. Sax Four Fun prendono spunto da alcune tra le opere più importanti presenti nel cartellone della prestigiosa stagione per rileggere alcune delle pagine più celebri e per prendere spunto e ispirazione dalle armonie e dalla forza intrinseca delle melodie d’opera. Il risultato è un susseguirsi di musiche con sonorità che spaziano dalle atmosfere classiche, al jazz, alle sonorità più contemporanee, dove il dialogo fra i quattro sax è fonte di ispirazione per liriche improvvisazioni.

Nasce così un omaggio, che è anche uno stimolo, attraverso gli arrangiamenti originali del gruppo, verso questa musica sempre in “movimento” e fonte di ispirazione in tutto il mondo per un movimento vastissimo di musicisti, dando nuova linfa ed interesse sia per gli esecutori che per il pubblico.

Nel programma proposto da Sax Four Fun, ritroviamo arie celebri e scolpite nell’immaginario di tutti gli amanti della musica come “Un bel di vedremo” dalla Madama Butterlfy di Puccini, “Barcarola” da Una notte a Venezia di Strauss e le Polovetsian Dances dal Principe Igor di Borodin oltre a composizioni originali dei componenti del quartetto.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Giovedì 18 ottobre, il Rossini Jazz Club ospita il concerto T&nCò, il progetto di Alan Bedin dedicato alla musica di Luigi Tenco. Il trio è composto da Alan Bedin alla voce e all’elettronica, Marco Ponchiroli al pianoforte e Luigi Sella ai sassofoni, al clarinetto e al flauto barocco.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Love Sick Duo @ Rossini Jazz Club, Faenza

Love Sick Duo
Paolo Roberto Pianezza: voce, chitarra
Francesca Alinovi: voce, contrabbasso

Rossini Jazz Club
Faenza. Piazza del Popolo, 22

Giovedì 4 ottobre 2018. ore 22
ingresso libero

web: www.bistrorossini.it
social network: facebook.com/rossini.jazzclub; twitter.com/rossinijazzclub; instagram.com/rossinijazzclub

Giovedì 4 ottobre 2018, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con Love Sick Duo, la formazione composta da Francesca Alinovi al contrabbasso e alla voce e Paolo Roberto Pianezza alla voce, alla chitarra e alla lap steel. La rassegna è diretta da Michele Francesconi e in questa stagione si presenta con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Il Love Sick Duo porta al Rossini Jazz Club le atmosfere del rock’n’roll delle radici, del country e del bluegrass. Dopo diversi tour in Italia e in Europa, Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi decidono di approfondire la vecchia musica della tradizione, da Chuck Berry fino ad arrivare a Hank Williams passando per Buck Owens e Bob Wills e pescando nei “traditional” della musica di New Orleans, fulcro del groove e del sound della band e fonte di forte ispirazione.

Improvvisazione e interplay sono fondamentali nell’economia del duo: sono gli elementi che connettono i musicisti e portano sempre qualcosa di nuovo e unico in ogni concerto. Un valore aggiunto, alla selezione dei brani della tradizione americana, sono i brani originali in lingua italiana: alcuni sono stati pubblicati nella “live session” registrata a New Orleans nel 2016 con la clarinettista di fama internazionale Chloe Feoranzo. Il 25 maggio 2018 è stato dato alle stampe La Valigia Di Cartone, il nuovo disco composto da tredici brani originali..

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

La stagione del Rossini Jazz Club presenta giovedì 11 ottobre il concerto “Opera Remix”, il nuovo progetto di Sax Four Fun, quartetto di sassofoni composto da Stefano Menato, Fabio Petretti, Fiorenzo Zeni e Giorgio Beberi.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Barionda al TrentinoInJazz 2018!

Lunedì 25 giugno 2018
ore 21.30
Cortile Palazzo De Probizer
Isera (TN)

BARIONDA

ingresso 10 Euro –
prenotazione obbligatoria, tel. 342 1330005

Lunedì 25 giugno prosegue il TrentinoInJazz 2018 ma si ferma Lagarina Jazz, con la sua ultima data: il concerto dei Barionda! Barionda concentra nel proprio nome, con un brillante gioco di parole, il senso del progetto: il sax baritono come protagonista, il caos chiassoso di una baraonda e una vigorosa onda musicale. Con quattro sassofoni baritoni e una batteria, il quintetto propone un organico strumentale insolito quanto elettrizzante, scaturito da un’idea di Helga Plankensteiner, volta a riproporre quello scorcio del grande repertorio jazz dove il sax baritono ha avuto un ruolo importante.

Come punto di partenza, ecco dunque le splendide composizioni di Duke Ellington, Charles Mingus e altri brani che hanno visto protagonisti grandi solisti dello strumento, come Gerry Mulligan e Pepper Adams. In front line, insieme alla stessa Plankensteiner e al trentino Giorgio Beberi, troviamo due straordinari solisti molto diversi per approccio, sonorità e fraseggio, come l’austriaco Florian Bramböck e l’italo-argentino Javier Girotto. Questo conferisce alla musica un’ampia tavolozza di contrasti e umori, che bene si sposa con la bella compattezza negli insiemi e la sempre maggiore focalizzazione del progetto. Bramböck si muove con felpata agilità quasi cool e con ironia tagliente, mentre Girotto dà fondo al proprio temperamento latino, dai colori accesi e dalle energiche cellule ritmiche. La formazione ha plasmato una propria personalità, armonizzando e valorizzando la dialettica dei contrasti, ampliando il repertorio con nuovi brani originali. L’inserimento recente di un batterista dalla fine duttilità come Mauro Beggio ha conferito alla proposta un motivo in più di coesione e varietà.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 venerdì 29 giugno: Frank Martino Disorgan Trio (Rovereto).

Tiger Dixie Band al TrentinoInJazz 2017!

TRENTINOINJAZZ 2017
e
Valsugana Jazz Tour
presentano:

Giovedì 20 luglio 2017
Ore 21.00
Piazza delle Scuole (Tendone)
Grigno Valsugana (TN)

Tiger Dixie Band

ingresso gratuito

Giovedì 20 luglio a Grigno Valsugana l’irresistibile spettacolo “old time” della Tiger Dixie Band, una delle poche formazioni a livello internazionale a dedicarsi sistematicamente al recupero del Jazz degli “anni ruggenti”, interpretandolo con un approccio originale e attuale. Le atmosfere tipiche del New Orleans e del Chicago Style, del Charleston e del Ragtime, sono filologicamente rispettate nel timbro e nello spirito, anche grazie ad alcuni strumenti originali dell’epoca, tuttavia il sound generale è filtrato attraverso le esperienze musicali dei singoli membri che si fondono dall’arrangiamento all’improvvisazione. Paolo Trettel (tromba), Stefano Menato (clarinetto), Fiorenzo Zeni (sassofono), Luigi Grata (trombone), Andrea Boschetti (banjo), Renzo De Rossi (piano), Giorgio Beberi (sax basso) e Claudio Ischia (batteria) pur operando nel territorio tradizionale non offrono uno spettacolo revivalistico ma dimostrano che questo genere musicale non è invecchiato più dello Swing, del Bebop o dell’inossidabile “corpo” degli standards. L’idea che guida la Tiger Dixie Band è che la musica di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Bix Beiderbecke e altri giganti del primo Novecento, ha pari nobiltà delle altre correnti jazzistiche e può essere riproposta senza ricadere in stucchevoli operazioni di ripristino conservativo.

Prossimo appuntamento TIJ 2017: venerdì 21 luglio, Kilometro zero in jazz: From Ella to Amy (Denno).