L’afflato del jazz rivitalizza sette “Borghi Swing”

Coniugare la musica di qualità con le eccellenze eno-gastronomiche e artigianali del nostro Paese: questo l’obiettivo di Borghi Swing, il nuovo progetto ideato e promosso da I-Jazz, l’associazione che riunisce alcuni tra i più noti e seguiti festival jazz italiani, con il sostegno del MiBACT. La manifestazione è stata presentata alla stampa specializzata nel corso di una conferenza stampa svoltasi venerdì 15 giugno nella Capitale.

Ad animare il progetto saranno sette Festival Jazz che si svolgono lungo tutto lo stivale in altrettanti Borghi particolarmente significativi per le loro caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali e che, da giugno ad agosto, ospitano una programmazione di eventi che include concerti di musica jazz, pop e world music; iniziative artistiche e culturali con visite guidate al patrimonio storico; percorsi nella natura ed escursioni in mare; viaggi nei sapori alla scoperta dell’enogastronomia locale. Tra gli artisti coinvolti grandi nomi del panorama nazionale come Stefano Cocco Cantini, Luigi Martinale, Daniele Dagaro Trio… e molti altri. Ma ci sarà spazio anche per le contaminazioni musicali e per grandi artisti internazionali come David Helbock, Johannes Bär, Andreas Broger, Robert Glasper, Terrace Martin, Christian Scott, Derrick Hodge, Justin Tyson, Taylor McFerrin, Ingrid Jensen, Jeremy Pelt, Aaron Parks. Dato il tenore ella manifestazione non possono mancare realtà musicali fortemente legate al territorio d’origine: Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino e del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, il BargaJazz Ensemble, la BargaJazz Orchestra, l’Udin&Jazz Big Band.

The Licaones

Robert Glasper

Ma entriamo più nello specifico e vediamo quali sorprese ci riservano i Borghi, richiamati in rigoroso ordine cronologico.

A dar fuoco alle polveri, quasi in contemporanea, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia. In particolare dal 20 al 24 giugno a Vicchio si volgerà “ETNICA”, manifestazione che tra l’altro punta a rafforzare l’identità culturale attraverso attività di interazione con vecchie e nuove comunità del territorio. Dal punto di vista musicale da segnalare l’apertura con il concerto di Danilo Rea e Gino Paoli mentre la chiusura sarà affidata ai “Fankoff” che festeggiano il loro XX anniversario ospitando Karima.

Fankoff

Mauro Costantini Bus Horn Band

Dal 22 al 24 giugno, il borgo di Marano e la sua suggestiva laguna ospitano la speciale apertura del Festival Udin&Jazz 2018 #takeajazzbreak, con questa nuova manifestazione, volta a scoprire e valorizzare il borgo marino con un’offerta culturale-musicale di alto profilo. Il progetto artistico, costruito ad hoc per valorizzare una significativa espressione del panorama jazzistico del Friuli Venezia Giulia, coinvolge anche nomi affermati della scena nazionale, come la storica formazione dei Licaones con Francesco Bearzatti, Mauro Ottolini, Oscar Marchioni, Paolo Mappa (24/6 h 20.30 Piazza Aquileia), Claudio Cojaniz, che proporrà un suggestivo  concerto per piano solo all’alba nella Riserva naturalistica Canal Novo (24/6 h 5:00), il progetto di Fantin-Zaninotto-Colussi dedicato a Thelonious Monk con il featuring del chitarrista americano Russ Spiegel (24/6 Piazza Savorgnan h 19:00).

A seguire, dal 6 all’8 luglio, in Piemonte, per l’esattezza a Bagnolo Piemonte e Racconigi (CN) si svolge “JAZZ VISIONS”. Un progetto che Luigi Martinale, direttore artistico della manifestazione racconta così: “Sin dalla prima edizione della rassegna abbiamo scelto come sede dei nostri concerti il meglio che ogni realtà coinvolta potesse offrirci: teatri, parchi, castelli, ma anche aziende che si trasformano per un giorno in sala da concerto. Il progetto Borghi Swing ci ha permesso di portare jazz, arte contemporanea ed eccellenze enogastronomiche nella piccola rocca medievale del Castello Malingri di Bagnolo Piemonte e nel maestoso Castello di Racconigi, una della grandi regge sabaude del territorio”.

Dal 7 luglio al l’11 agosto è in programma a Locorotondo, in provincia di Bari, il “LOCUS FESTIVAL” dedicato prevalentemente alle sonorità contemporanee. Così tra gli ospiti più attesi R+R=NOW, uno speciale dream-team con Robert Glasper, Terrace Martyn,Christian Scott, Derrick Hodge, Justin Tayson e Tayylor McFerrin. Altro attesissimo artista afroamericano del momento è Moses Sumney, mentre Rodrigo Amarante è californiano di adozione ma è un grande della musica brasiliana,

Moses Sumney

Dopo la singola data dell’8 luglio dal 17 al 25 agosto si svolgerà “Barga Jazz”; personalmente conosco questa manifestazione molto molto bene avendone curato l’ufficio stampa nelle primissime edizioni (e siamo negli anni ’80). Si tratta di un progetto che ha conservato negli anni tutta la sua validità dal momento che ha dato la possibilità a molti giovani di esprimere le proprie potenzialità di arrangiatori.

Dal 23 al 29 luglio si svolgerà a Fara in Sabina (RI) il “FARA MUSICA FESTIVAL”; di sicuro spessore il concerto conclusivo: Aaron Parks Trio with Kendrick Scott e Matt Brewer.

Infine dall’8 al 30 agosto è in programma a Diamante, in provincia di Cosenza, il “PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL” manifestazione che ha oramai raggiunto una sua meritata notorietà grazie alla valenza dei programmi che nel corso degli anni sono stati presentati. “Il Peperoncino Jazz Festival – dichiara il direttore artistico Sergio Gimigliano – è una rassegna che coinvolge più di trenta località calabresi, sparse tra le cinque province, e racconta i luoghi di interesse storico e paesaggistico attraverso episodi concertistici d’eccellenza”.

Gerlando Gatto

ROBERTO MASOTTI ‘LIFE-SIZE-ACTS’

 

Nell’ambito di JAZZMI di cui vi abbiamo riferito nei giorni scorsi, si svolgerà la mostra di Roberto Masotti “Life-Size-Acts”. Ma come nasce questa nuova fatica del noto fotografo ravennate?

Roberto Masotti riceve un invito a Berlino dall’organizzazione del Total Music Meeting per la mostra ‘Diario dal Sud’ e contemporaneamente per una residenza. Ha a disposizione un atelier adiacente alla sala da concerto dove invita molti dei musicisti in programma a brevi sessioni fotografiche. Le immagini realizzate sono nate per costruire ritratti singoli o, accostate, a comporre un gruppo per essere poi esposte a grandezza naturale. Sono composizioni che legano la figura ad uno o più particolari il più delle volte in stretta relazione con il personaggio, in altri casi in modo più enigmatico e astratto.

L’installazione ’Life-Size-Acts’ che si sviluppa attraverso un percorso per le magnifiche sale di Palazzo Litta, comprende 34 composizioni fotografiche con figure di musicisti a grandezza naturale stampati su pvc. Ad accogliere il pubblico nella sala d’ingresso sarà esposto un grande disegno su carta raffigurante l’abbozzo d’ombra di un grande tavolo, che richiama il tavolino sempre presente nel lavoro ‘You Tourned the Tables on Me’ con due ‘repliche’ ingrandite dello stesso

Parte integrante della mostra sono due video, il primo in proiezione è frutto di un montaggio che percorre solo parzialmente il vasto archivio di foto di Roberto Masotti. Le riprese sui provini a contatto, che si intrecciano con tutte le foto, le composizioni in mostra e altre ancora, si ricongiungono a formare un flusso d’immagine che si affianca a quello sonoro realizzato in modo assai originale da Dj Spooky.

L’altro video alterna la presenza di alcuni dei musicisti presenti nella serie colti mentre raccontano o interpretano brevi frammenti di improvvisazione.

Il nucleo originario d’immagini realizzate per la prima esibizione prodotta da Novara Jazz è stato qui rivisto e integrato da diverse nuove composizioni inedite, testimonianza questa di una modalità in progress cara all’autore.

 

‘Masotti – afferma Roberto Mutti –  intende trasformare la staticità della fotografia –la cui natura consiste nel cogliere l’attimo come sintesi del movimento- in un elemento dinamico e per questa ragione fa ricorso ad una macchina fotografica decisamente insolita come la panoramica. Proponendo una estetica che gli appartiene da sempre Roberto Masotti ha creato un allestimento di grande fascino che circonda il visitatore e lo coinvolge emotivamente’.

La mostra sarà inaugurata il 4 novembre con gli interventi di Luciano Linzi (direttore artistico di JAZZMI), Riccardo Bertoncelli (giornalista, critico musicale), Corrado Beldì (direttore artistico di Novara Jazz). Azione sonora: Massimo Falascone (sax alto), Claudio Lugo (sax soprano) / TAI NO-ORCHESTRA

 

“JAZZ IS MY RELIGION”

Una delle caratteristiche del “Roma Jazz Festival” è che, contrariamente ad altre manifestazioni del genere, ogni anno si articola su un tema diverso alla ricerca di una sorta di fil rouge che possa in qualche modo unire i vari concerti.

Il tema scelto per quest’anno è allo stesso tempo di estrema attualità ma quanto mai impegnativo: la religione. Un tema oggi divisorio ma che inevitabilmente fa parte della vita di tutti noi e quindi anche del mondo del jazz.

“Il JAZZ è la mia religione”, proclamava con orgoglio il poeta afroamericano Ted Joans. In effetti, jazz e religione hanno avuto uno stretto rapporto fin da tempi non sospetti, se è vero che tra le fonti di questa musica ci sono il blues (notoriamente “musica del diavolo”) e il gospel, che invece sarebbe la musica di Dio. Senonché, guarda caso, molti jazzisti della prima ora li praticavano entrambi.

New Orleans, del resto, era un mosaico di etnie e religioni: i bianchi anglosassoni protestanti, gli schiavi che accanto al culto dei padroni continuavano a praticare gli ancestrali riti africani, i creoli che conservavano il cattolicesimo dei loro antenati francesi. E poi gli italoamericani (tanti dei loro nomi figurano tra quelli dei primi jazzisti), anch’essi cattolici, e le grandi comunità ebraiche, originarie dell’Europa orientale e della Russia, dalle quali usciranno innumerevoli jazzisti, come Benny Goodman (celebre la sua versione del canto yiddish Bei mir bist du schoen, incisa nel 1938), Artie Shaw, Stan Getz, Lee Lonitz, Dave Liebman.

Con il passare del tempo, la situazione non è cambiata molto, anzi si è persino complicata. Negli anni Quaranta e Cinquanta, molti jazzisti cominciarono a convertirsi all’Islam, spesso cambiando anche nome: e così Frederick Russell Jones divenne Ahmad Jamal, Dollar Brand si trasformò in Abdullah Ibrahim e Art Blakey assunse il nome di Abdullah ibn Buhaina. Il grande trombettista Dizzy Gillespie era di fede Bahá’í, l’ebreo Steve Lacy studiava il taoismo, l’italoamericano Tony Scott (vero nome: Anthony Sciacca) si interessò allo Zen, gli afroamericani Herbie Hancock e Wayne Shorter sono notoriamente di fede buddhista, l’italoamericano Chick Corea è un adepto di Scientology e Keith Jarrett segue le teorie mistico-filosofiche di G.I. Gurdjieff.

Vi è persino un filone di musica sacra nel jazz. La pianista Mary Lou Williams, dopo la conversione al cattolicesimo, scrisse una Messa e vari altri lavori di ispirazione religiosa, così come fece più tardi il suo collega Dave Brubeck, anch’egli convertitosi alla religione cattolica. Duke Ellington, nell’ultima parte della sua carriera, si dedicò alla scrittura di due “Sacred Concerts”, originalissima fusione di jazz e musica sacra. Più di recente, Wynton Marsalis ha modellato il suo disco del 1994 “In This House, On This Morning” sui riti delle chiese battiste afroamericane.

E come non menzionare il capolavoro di John Coltrane, “A Love supreme”? Un vero e proprio inno all’amore divino, che si conclude con una maestosa preghiera all’Altissimo, salmodiata dal sassofono. Del resto, lo stesso Coltrane è un esempio di come, nel jazz, le religioni si mescolino senza problemi: la sua prima moglie Naima era musulmana e la seconda, Alice, una seguace di Sai Baba e una studiosa dei testi vedici; egli stesso, cresciuto nella fede metodista, si interessò profondamente alle religioni orientali e oggi esiste persino una chiesa che lo venera come santo.

Oggi il panorama è più variegato che mai: il sassofonista John Zorn e il pianista Anthony Coleman hanno fatto dell’ebraicità un loro vessillo, il contrabbassista israeliano Avishai Cohen ha reinterpretato canti sefarditi, il cantante Kurt Elling ha addirittura un passato di studente in teologia, il pianista cubano Omar Sosa si ispira ai culti della Santeria, per non parlare dei tanti musicisti jazz che ormai arrivano dai più remoti angoli dell’Asia o del Sud America portando con sé le proprie credenze religiose.

Ciò non ha impedito ai jazzisti di convivere pacificamente gli uni con gli altri. Anzi, in questo scenario multiforme, il jazz è sempre stato un vero e proprio collante fra religioni e culture diverse. Basti pensare a musicisti come Albert Ayler, Pharoah Sanders, Kalaparusha Maurice McIntyre, che nei loro dischi hanno più volte celebrato il sincretismo religioso.

Oggi, il jazz si è staccato dalla sua patria d’origine, gli Stati Uniti, e ha cominciato a vagare per il mondo, trasformandosi in una lingua franca, parlata da musicisti di tutto il pianeta. In un clima politico come quello attuale, lacerato da conflitti etnico-religiosi, c’è più che mai bisogno di un simile esperanto comune, che aiuti a superare barriere ideologiche e politiche in nome di una comune spiritualità: quella della musica.

Partendo da queste premesse, il Festival presenta artisti di svariata estrazione come potrete leggere nel programma che qui di seguito pubblichiamo. Ciò non ci esime, comunque, dal segnalarvi gli appuntamenti che riteniamo particolarmente importanti.

L’apertura, il 5 novembre, è riservata a due artisti di fama mondiale come il pianista Chick Corea e il batterista Steve Gadd che con il loro sestetto si esibiranno all’Auditorium Parco della Musica. Il 7 novembre all’Alcazar altro appuntamento da non perdere con la nuova stella della musica cubana Daymé Arocena. L’8 tutti al Museo Ebraico per ascoltare il nuovo progetto “Sephirot” del sassofonista e clarinettista Gabriele Coen; il 12 ancora all’Auditorium per incontrare il padre dell’Ethio-Jazz Mulate Astatke con la sua musica speziata di colori tanto africani quanto latini. Il 13, sempre all’Auditorium, un musicista da scoprire: Adam Ben Ezra, che si esibirà in splendida solitudine alla voce, al contrabbasso e al pianoforte.

IL 17 presso la Chiesa di San Tolentino una delle nuove stelle del piano-jazz, Tigran Hamasyan. Il 20 ancora all’Auditorium un omaggio a Thelonious Monk firmato da quattro straordinari pianisti quali Kenny Barron, Dado Moroni, Cyrus Chestnut, Danny Grisset.

Tra gli italiani da segnalare il 9 novembre all’Auditorium l’omaggio ad Ella Fitzgerald da parte di Simona Molinari con il suo quartetto “rinforzato” dal trombone di Mauro Ottolini; il 15, sempre all’Auditorium, la splendida Lydian Soun Orchestra di Riccardo Brazzale in un programma dedicato a Dizzy Gillespie con la partecipazione di Jeremy Pelt, trombettista tra i più acclamati del momento; il 21, presso la sacrestia dei Borromini, il piano solo di Giovanni Guidi; il 24 al Pantheon Dimitri Grechi Espinoza con il suo progetto in solo “Oreb”. Il 26 e 27, uno dopo l’altro, all’Auditorium, due delle punte di diamante del jazz italiano ed europeo quali Fabrizio Bosso e Tino Tracanna. Il 29 ancora all’Auditorium il trio di Roberto Gatto nell’omaggio a John Coltrane. Il concerto di chiusura, il 30 novembre, naturalmente all’Auditorium, è affidato alla “New Talents Jazz Orchestra” diretta da Mario Corvini e al Coro del Conservatorio di Santa Cecilia diretto da Carla Marcotulli impegnati a riproporre i “Sacri Concerti” di Ellington, ovvero quelle musiche che lo stesso compositore reputava le più impegnative e significative che gli avesse scritto.

ROMA JAZZ FESTIVAL 2017 – PROGRAMMA

5 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA S. CECILIA ore 21:00

CHICK COREA e STEVE GADD SEXTET

7 NOVEMBRE / ALCAZAR ore 22:30

DAYMÉ AROCENA QUARTE Prima italiana

8 NOVEMBRE / MUSEO EBRAICO ore 21:00

GABRIELE COEN QUINTET “Sephirot”

9 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA SINOPOLI ore 21:00

OMAGGIO A ELLA FITZGERALD

SIMONA MOLINARI QUARTET Feat. MAURO OTTOLINI “Loving Ella”

11 NOVEMBRE / CASA DEL JAZZ ore 21:00

SWING VALLEY BAND “Swing is my Religion”

12 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA PETRASSI ore 21:00

MULATU ASTATKE & STEPS AHEAD BAND “Peace and Love Ethio-jazz”

13 NOVEMBREAUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA PETRASSI ore 21:00

ADAM BEN EZRA Solo Tour” – Prima” Assoluta

15 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, TEATRO STUDIO ore 21:00

OMAGGIO A DIZZY GILLESPIE

LYDIAN SOUND ORCHESTRA Guest star JEREMY PELT

“To Be or not to Bop” – Prima italiana con Jeremy Pelt

17 NOVEMBRE / CHIESA SAN NICOLA DA TOLENTINO ore 20:30

TIGRAN HAMASYAN “An Ancient Observer” – Prima assoluta

18 NOVEMBRE / CASA DEL JAZZ ore 21:00

OMAGGIO A LOUIS ARMSTRONG  – “The Good Book”

THREE BLIND MICE & GUESTS

20 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA SINOPOLI ore 21:00

OMAGGIO A THELONIUS MONK – Monk by Four by Monk

21 NOVEMBRE / SACRESTIA DEL BORROMINI Via di Santa Maria dell’Anima, 30, ore 18:00

GIOVANNI GUIDI “Planet Earth” piano solo tour – Prima assoluta

22 NOVEMBRE / PANTHEON ore 18:00

DIMITRI GRECHI ESPINOZA “Oreb”

23 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA PETRASSI ore 21:00

JAZZ E SANTERIA – OMAR SOSA & SECKOU KEITA

“TRASPARENT WATER” – Prima italiana

25 NOVEMBRE / CASA DEL JAZZ ore 21:00

LUCA FILASTRO – “Omaggio a Fats Waller” – Prima assoluta – progetto speciale IMF

25 NOVEMBRE / ALCAZAR ore 22:30

EZRA COLLECTIVE – Prima assoluta

26 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA PETRASSI ore 21:00

FABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO Feat. WALTER RICCI

27 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA TEATRO STUDIO ore 21:00

TINO TRACANNA – “Double Cut”

28 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA SINOPOLI ore 21:00

CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES  – Prima assoluta

29 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA TEATRO STUDIO ore 21:00

OMAGGIO A JOHN COLTRANE

FRANCESCO BEARZATTI / ROBERTO GATTO /  BENJAMIN MOUSSAY – “Dear John”

30 NOVEMBRE / AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, SALA PETRASSI ore 21:00

NEW TALENTS JAZZ ORCHESTRA DIRETTA DA MARIO CORVINI

E IL CORO DEL CONSERVATORIO DI SANTA CECILIA CONDOTTO DA CARLA MARCOTULLI

“Duke Ellington’s Sacred Concert” – Prima italiana – una produzione IMF

 

#jazz4italy, il Jazz italiano per le terre del sisma. La nuova geografia del terremoto ridisegna la mappa della solidarietà: 4 regioni, 800 musicisti, 100 band e 150 concerti

“Il Jazz italiano per le terre del sisma”, #jazz4italy, iniziativa che riunisce in un progetto comune un pool di enti con capofila il MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, la città de L’Aquila, la “Perdonanza Celestiniana” e quest’anno anche i comuni di Amatrice, Scheggino e Camerino, sta per avviare la sua imponente macchina organizzativa. La maratona del jazz, itinerante dal 31 agosto al 3 settembre,  gode del sostegno della SIAE come sponsor principale oltre all’apporto di partner tecnici e alla copertura mediatica della Rai. L’organizzazione è a cura dell’Associazione i-Jazz (che raggruppa ben 50 promoter di  festival in tutta Italia), di MIDJ (associazione dei Musicisti Italiani di Jazz) e della Casa del Jazz di Roma.

Dopo l’enorme riscontro delle due passate edizioni (60.000 spettatori solo nel 2015!) il programma di quest’anno vede la policroma carovana del jazz spostarsi attraversando quattro regioni: Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, seguendo la mappa ridisegnata in base alle scosse che si sono succedute negli ultimi anni nell’Italia Centrale.

Si parte dunque dal borgo di Scheggino, in Valnerina, nella provincia di Perugia, il 31 agosto, poi a Camerino, Macerata, il 1° settembre, proseguendo il viaggio nelle terre colpite dal sisma il 2, con tappa nella martoriata Amatrice (Rieti), per arrivare il 3 a L’Aquila, capoluogo d’Abruzzo. Qui sono attesi quasi 800 musicisti (il numero è ulteriormente lievitato rispetto a quello annunciato il 20 luglio alla conferenza stampa romana, che Luigi Onori ha seguito scrivendone su queste pagine), a formare un centinaio di gruppi (tutti si esibiscono a titolo gratuito) e decine e decine di persone che andranno a comporre l’esercito dello staff, con volontari provenienti da tutta Italia – compresa la scrivente – che contribuiranno alla migliore riuscita di questo significativo evento. Lo scopo è soprattutto quello di portare un messaggio di vicinanza alle popolazioni terremotate da parte di tutto il movimento del jazz. “Un gesto di solidarietà da parte del mondo dello spettacolo che ha il merito di portare l’attenzione sulle comunità che con grande sacrificio e perseveranza stanno ricostruendo il proprio tessuto vitale“, ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Il cartellone mette quasi paura: sotto la direzione artistica di Paolo Fresu, in stretta collaborazione con il patron di i-Jazz Gianni Pini e la partecipazione amichevole, in veste di presentatrice, dell’attrice Geppi Cucciari, sono infatti previsti più di 100 concerti in una ventina di location cittadine, con inizio già dalle 11 del mattino e sino a notte inoltrata. I fondi raccolti si sommeranno a quelli della passata edizione, che in prima battuta sembrava dovessero essere destinati sempre ad Amatrice ma per la ricostruzione del cinema-teatro Garibaldi (opzione di fatto non percorribile), saranno invece dirottati alla costruzione di un Centro Polifunzionale nel quale opererà la onlus “Io Ci Sono” in stretta collabrazione con i musicisti jazz italiani che, come afferma una nota dell’organizzazione, “daranno vita e respiro alla struttura”.

ph: Pino Ninfa

A L’Aquila la protagonista sarà indubbiamente la musica ma anche lo sport scenderà “letteralmente” in campo con la Nazionale Italiana Jazzisti: il 2 settembre una partita di calcio benefica promuoverà una raccolta di fondi con lo scopo di acquistare strumenti musicali per la banda di Amatrice. La NIJ si scontrerà con la formazione degli AAA (Amici Aquila Amatrice) che sarà capitanata da Raoul Bova e composta da personalità amatriciane e aquilane, nomi dello spettacolo, tra cui il conduttore di Brasil Max De Tomassi, originario di Amatrice, ed ex calciatori. Tra i musicisti, Paolo Fresu, il crooner Walter Ricci, il contrabbassista Dario Rosciglione, il batterista brasiliano Reinaldo Santiago, ovviamente nel ruolo di centravanti!

Nella lunga maratona musicale, il jazz italiano è sicuramente ben rappresentato, con nomi di assoluto livello. La guest star sarà indubbiamente Mario Biondi ma ci saranno moltissimi musicisti di spicco come Franco Ambrosetti e Dado Moroni, Enrico Intra, Gegè Telesforo, Glauco Venier, Rosario Bonaccorso, Gabriele Coen, la vocalist Diana Torto, i Solis String 4et,  Roberto Magris, Remo Anzovino&Roy Paci e moltissimi altri… citare tutti sarebbe nobile ma in questi spazi impossibile. Facciamo comunque nostra la dichiarazione di Paolo Fresu, anima dell’iniziativa: “avremo artisti da tutta Italia, di generi, età, ispirazioni diverse, tutti con il nome scritto con gli stessi caratteri, perché siamo tutti uguali” e, aggiungiamo noi, tutti accomunati dallo stesso spirito di solidarietà e vicinanza alle genti del centro Italia, attraverso il linguaggio di pace del jazz.

Questo il link dove è possibile visualizzare il programma completo di ciascuna giornata:

https://issuu.com/italiajazz/docs/jazz4italy2017_programma_hd_ok

Al portale di ItaliaJazz le news e info costantemente aggiornate:

http://www.italiajazz.it/notizie/760?language=it