I NOSTRI CD. Chitarristi alla ribalta

a proposito di jazz - i nostri cd

Fabrizio Bai Trio –“Comunque sia…” – Dodicilune
Sursum corda, citarae! Su con i cuori … chitarre! E chitarristi (jazz). Parrebbe un loro buon momento, a giudicare dagli album in circolazione curati dagli specialisti delle sei corde. Sette corde, è bene precisare, nel caso del musicista toscano Fabrizio Bai che si presenta con un disco che non potrà che deliziare gli aficionados dell’unplugged.
Ovviamente è un contrabbasso acustico ad accompagnarlo, quello di Raffaele Toninelli, in veste anche di corista in alcune delle 7 (come le corde) tracce del cd, oltre alla batteria e alle percussioni di Emanuele Pellegrini. Comunque sia…il titolo del compact è lo stesso del brano più delizioso, una ballad da cui traspare l’odore del legno di una chitarra che lascia andar via suoni di una nudità a cui non si è ormai abituati.
Chitarrista dall’animo a tratti sudamericano – per esempio in “Milonga d’Autunno” e nella “Quebecoise Maracatù” – Bai fa pensare in qualche flash a Toninho Horta per lirismo ed in qualche segmento di note al Ralph Towner più intriso di spirito world, e non è scevro di classici barocchismi. Da segnalare, infine, che la label è Dodicilune, from Puglia, non a caso terra della famiglia Piazzolla.

Antonio Colangelo – “Tabaco y Azúcar” – Dodicilune
Ancora Dodicilune. Ed ancora chitarra con Antonio Colangelo.
Ma stavolta il clima(x) è differente. Elettrico anzitutto. A maggior tasso jazz. E funky. Basti vedere chi gli è a fianco (Vincenzo Maurogiovanni al basso, Pierluigi Villani alla batteria, Mirko Maria Matera al piano, Cesare Pastanella alle Percussioni) per capirne le ragioni. Tutta gente che ha a che (arte)fare con un sound gagliardo e sincretico. Il che rientra in pieno nel progetto colangeliano secondo cui in musica l’ibrido premia, un po’ come nelle automobili. Ma il “sistema in movimento” che il Nostro ha in mente, nelle nove composizioni, non è altro che il Mare, Atlantico e Mediterraneo, sulle cui rotte esplorare, sperimentare, elaborare, cercare di costruire una identità artistica individuale e collettiva. Operazione che, da nocchiero armato della propria chitarra sfuggevole e curvilinea, conduce egregiamente fino alla direzione prevista.

Maciek Pysz – “A View” – Caligola Records
A chi, in questi tempi in cui tutto pare caduco, volesse investire nell’acquisto di un disco-rifugio dallo stress che abbia, come l’oro, la prospettiva di implementare il proprio valore (estetico in questo caso) negli anni, consigliamo “A View”, album di solo chitarra del musicista polacco Maciek Pysz, edito da Caligola.
In cui si narra di Trieste e del quartiere Barcola ma La Veduta dell’interprete potrebbe fare da sfondo sonoro a tanti paesaggi, reali e immaginari, del mondo, vero e fantastico.
Un CD che è esempio di fusione dei ruoli di compositore ed interprete, di consonanza melodia-accordi, di concordanze armoniche che si succedono secondo un’idea coerente di partenza, per una musica che par scorrere liquida tanto è cristallina e fluida.
Oltre ai dieci pezzi a sua firma segnaliamo il classico “Sous les ciel de Paris” di Giraud reso stemperando le tinte gipsies a cui tante chitarre ci hanno spesso rimandato . E “Cinema Paradiso – Love Theme” di Andrea Morricone, in cui Pysz fornisce una propria versione, di una delle colonne sonore più intense della storia del cinema che Pat Metheny con Charlie Haden ha reso patrimonio di jazzisti. E lo fa come sempre col proprio tocco composto, che allude ad una ritmica virtuale, con quel tono bluesy che ritroviamo più spiccato nel brano “Sea Blues” e che, alla fine, riesce a trasmetterci la sensazione del suo sguardo che, imbracciando la chitarra, si posa su A View.

Martino Vercesi 4et – “New Thing” – Music Center
Chiamare un disco “New Thing” per omaggio all’incisione storica di Archie Shepp e John Coltrane a Newport? Ma c’è anche “New Thing” di Sun Ra, Art Ensemble of Chicago etc. In realtà il chitarrista Martino Vercesi ha dedicato il suo quinto album, appunto “New Thing”, al figlio appena nato. Un “tributo” di natura affettiva e domestica che comunque non ci toglie dalla testa l’assonanza con quella new thing sinonimo di free jazz (a dir il vero il termine rimanda anche alla rock band Enuff Z’Nuff ed al titolo di un famoso libro di WuMing 1, uno dei cinque scrittori che compongono il collettivo letterario Wu Ming!) In concreto comunque va detto che ciò che suona Vercesi in 4et (Rudi Manzoli al sax, Danilo Gallo al basso e Matteo Rebulla alla batteria) è alquanto “informale” nel senso che comunemente si intende nel linguaggio jazzistico. Perciò il titolo non è fuorviante per chi non sapesse che “la nuova cosa” a cui ci si riferisce è il piccolo Marcellino. Sono sei brani in tutto, avvolgenti, corali, di pari dignità strumentale, il che tradisce la discrezione del chitarrista nell’evitare personalismi anzi aprendo ampi varchi al sax e consentendo alla sezione ritmica di mettersi in buona, e meritata, evidenza. Insomma un trust di cervelli dal pensare collettivo dove i “sidemen” intercettano e coniugano disinvoltamente il canovaccio predisposto dal leader di gruppo.

Andrea Infusino – “Amarene nere” – Emme
Amarene nere è il secondo disco da leader del chitarrista cosentino Andrea Infusino, dopo “Between 3 & 4” della Emme Records. Prodotto dalla stessa etichetta discografica, questo nuovo lavoro costituisce una interessante tappa nella evoluzione del musicista che per l’occasione affida l’esecuzione di otto propri brani ad una formazione di organ-trio plus, ovvero con una base di organ trio alla Wes Montgomery arricchita dal sassofono, tenore o soprano a seconda delle situazioni, a volte con funzione di raddoppio del tema chitarristico. Quella che vien confezionata è una sorta di musica “ratafià”, come il liquore di amarene, un jazz dolceamaro, gradevole al palato musicale, che esibisce in vetrina una variegata gamma di chiaroscuri nel prendere a riferimento più modelli stilistici, tradizionali e contemporanei, da coagulare pur lasciandoli oscillare in equilibrio come su una corda tesa. Particolari salienti di Amarene nere che è fa l’altro il titolo della prima composizione: il fraseggio fra spinto (“Angela’s Wistle”) e accelerato (“Exit”) del leader, il suono smagliante a tratti “americano” (“Goldfinch”) del sax di Andrea Marco Rossin, la congrua tessitura armonica dell’organo di Fabio Guagliardi (da segnalarne il “tappeto” per “Slow Baritone”) e la batteria di Manolito Cortese, pervasiva ed intrigante specie in swing (“Minor Cliff”, “Tavern”) e latin (“Sambat”). Insomma nell’insieme un buon esempio di nuovo jazz Made in Sud.

#Aiuta la musica

A cura di JazzDaniels, A proposito di Jazz, Jazzit e Jazzespresso

L’emergenza Coronavirus costringe tutti all’isolamento per un periodo di lunghezza ancora non
chiara; per alcuni di noi significa “semplicemente” rinunciare alla vita sociale, ad andare a
trovare gli amici o a saltare la serata in pizzeria, mentre per altri questo momento di crisi
significa non avere più di che vivere.
Una delle categorie più colpite è senz’altro quella dei musicisti, che hanno come unica risorsa
quella dei concerti e dell’insegnamento a scuola (scuole che peraltro si prevedono chiuse per
molto tempo ancora).
Abbiamo avuto un’idea concreta per aiutare.
Pubblicare una lista (in continuo aggiornamento) di musicisti che usano piattaforme quali
Bandcamp, o Youtube, o Itunes per vendere la loro musica. Non possiamo andare ad
ascoltarli? I soldi dei biglietti dei loro concerti, o di una serata al club li possiamo investire per
comprare i loro dischi.
È un modo per non rinunciare alla musica, ascoltandola da casa, e un (piccolo ma concreto)
aiuto perché quella musica continui.
Naturalmente non solo i musicisti sono colpiti: chiunque abbia idee per aiutare teatri, club,
festival e vuole sfruttare le nostre piattaforme… siamo a disposizione, inclusivi come sempre.
Se volete inserire i vostri lavori nell’elenco mandate una mail a
eugeniomirti@hotmail.com
danielafloris@gmail.com
Grazie!

Lista Artisti Musica Liquida

 

Aggiornamento al 22 marzo ore 9.

IJM

Italian Jazz Music

http://www.ijm.it/ 

 

BANDCAMP

Auand Records

https://auand.bandcamp.com 

Bolognesi Silvia

https://fonterossa.bandcamp.com/

Bongiovanni Pasquale

https://music.apple.com/it/album/amphibious/1450203037

Bottasso Simone

https://simonebottasso.bandcamp.com

Brusca Fabrizio

Fabrizio Brusca Quartet https://fabriziobrusca1.bandcamp.com/releases

Bussoleni Davide

https://davidebussoleni.bandcamp.com/releases

Capalbo Ilaria

https://kosmostrio.bandcamp.com/

Colonna Marco

https://marcocolonna.bandcamp.com/

Coppa Biagio

https://biagiocoppa.bandcamp.com/releases

D’Avino Riccardo

https://riccardodavino.bandcamp.com

 

Delvò Fabio

https://fabiodelvo.bandcamp.com/ 

De Lorenzo Leonardo

https://leonardodelorenzo.bandcamp.com/ 

De Rossi Zeno

https://zenoderossi.bandcamp.com/music?fbclid=IwAR2Y8fWZvLiTaRdlu1bJOhvmJMH_mFA7JGjpfjDi0JnVd3Q78pUH8634dEA

Di Benedetto Simone

https://simonedibenedetto.bandcamp.com/

Di Rosa Rosario

https://deepvoicerecords-rosariodirosa.bandcamp.com/

DiviKappa

https://divikappa3.bandcamp.com/

Favata Enzo

https://enzofavata.bandcamp.com

Feliciati Lorenzo

https://lorenzofeliciati.bandcamp.com/

Floating Forest

https://floatingforestrec.bandcamp.com

Gallo Danilo

https://danilogallo.bandcamp.com/

Guano Padano

https://guano-padano.bandcamp.com/

Giachino Fabio

https://fabiogiachino.bandcamp.com

Ishi No Oden

https://ishinohoden.bandcamp.com/ 

Iuretig Piero

https://pieroiuretig.bandcamp.com/releases

Maggiore Marco

https://m81production.bandcamp.com/

Maniscalco Emanuele

https://maniscalcomusic.bandcamp.com

Manziluna

https://manziluna1.bandcamp.com/

Marchesano Federico

https://solitunesrecords.bandcamp.com/album/the-inner-bass

Mastronardi Angelo

https://angelomastronardi.bandcamp.com/

Moro Ramon

https://ramonmoro.bandcamp.com/releases

Musicamorfosi

https://musicamorfosi.bandcamp.com/

Nilza Costa

https://nilzacosta.bandcamp.com/

Note Noire Quartet

https://notenoirequartet.bandcamp.com/

Orsi Gabriele

https://gabrieleorsi.bandcamp.com/

Overstudio Recording

https://overstudiorecording.bandcamp.com/releases

Papetti Giacomo

https://giacomopapetti.bandcamp.com/

Pavan Paolo

https://paolopavan.bandcamp.com/

Ranieri Pierpaolo

https://pierpaoloranieri.bandcamp.com/

Rocco Enzo

https://enzorocco.bandcamp.com/

Santangelo Peppe

https://peppesantangelo.bandcamp.com/

Solitune Records

https://solitunesrecords.bandcamp.com/

Stermieri Giulio

https://giuliostermieri.bandcamp.com/

 

Tower Jazz Composers Orchestra

https://overstudiorecording.bandcamp.com/releases

Valente Pietro

https://pietrovalente.bandcamp.com/

West Kathya

https://kathyawest.bandcamp.com/ 

Zanoli Marco

https://marcozanoli.bandcamp.com/releases

Zanus Giacomo

https://giacomozanus.bandcamp.com/releases  

 

YOUTUBE

Camarella Anita e Facchini Davide

https://www.youtube.com/user/anitadavideduo?fbclid=IwAR0bYuCddCJIJWmjCFMble-VIeFHr-CcQIagFcK4QINS5Y3lezcHGYPtj-k

Cappello Davide

https://www.youtube.com/channel/UCgUetCHCjyT_rNZtRxfhWvA?fbclid=IwAR1HE4D0O3OWvaf8q2oJA4dtJMXR_CwOxiUj55qTBXw37FiihenGMwdZSjc

Cirani Emanuele

https://www.youtube.com/watch?v=OsyJ2lwYV8Q&fbclid=IwAR0kmy9t8Ce1JBUkeAV7KgMAbzvAGW2DAtARR6ivhl_Ks5v3RVmYhcQJ9ZU

Cusa Francesco

https://www.youtube.com/user/fracusa

 

De Lorenzo Leonardo 

https://www.youtube.com/channel/UCwOL1jeGbCYETS_dbLH1sxw

 

Florio Alessandro

https://youtu.be/7t_IoI3F1rk

Improbabilband

https://youtu.be/lKTMJ9oRz0g

Mascio Francesco

https://www.youtube.com/c/FrancescoMascio

 

Marzella Michele Jamil

https://youtu.be/T8fCzXO_j-c

Melfi Pino


https://www.youtube.com/watch?v=22Ynaq3j_5U&fbclid=IwAR3fW4LbUmT_Gm3spm6LXXfJGkRELRur0zI6JrUBdk_4-rGrjf6U_mS_qhE

Nardi Ivano

https://www.youtube.com/playlist?list=PLv4dR7eepUrmdhve3ZLRYZReG9mglAvjS

Nilza Costa

https://www.youtube.com/channel/UCNqhyMxGi67Y95tY72ePZJg

Paralleli Latini

https://www.youtube.com/channel/UCFN4U87bb6HU3xs9mE0E50Q

Pili Patrizia

https://youtu.be/WPpbQZHK_8g


Salmieri Bob- Erodoto Project

https://www.youtube.com/channel/UChc_VLkPpZFhPoiVu7s8IQA 

Schiavone Sonia

https://www.youtube.com/watch?v=N97SATp_RZs

 

Spina Francesco

https://www.youtube.com/watch?v=JrDZPtn_SmY&list=OLAK5uy_kEyhBgkgMsOVd6FD2X1M0Mpt8WWiY5B0k

Like funerals Francesco Spina e Miriam Koleilat

https://www.youtube.com/watch?v=-L80db9CKHQ&list=OLAK5uy_luKd5yxcEwL7qyukOOOe1hTnHPZcYeAjk

The Quartet Project

youtube.com/thequartet

 


APPLE MUSIC

 

Bottalico Roberto

https://music.apple.com/it/album/alter-go/1209456153

Cataldo Francesco

https://music.apple.com/it/album/giulia/1497282954

Cusa Francesco

https://music.apple.com/it/artist/francesco-cusa/434556300

Dalla Valle Anna Maria

https://music.apple.com/it/artist/anna-maria-dalla-valle/604028271

D’Attoma Donatello

https://music.apple.com/it/album/oneness/1498485133

Florio Alessandro

https://music.apple.com/it/artist/alessandro-florio/394160554

Langella Mimmo

https://itunes.apple.com/kz/artist/mimmo-langella/568764502  

Liturri Vito

https://itunes.apple.com/kh/artist/vito-liturri-trio/942303596

Lombardi Michela

https://music.apple.com/it/artist/michela-lombardi/307769553?fbclid=IwAR3uplRGV9SzPApfdZZWagdYxN7lhUTBxwVJkt6XySZqg1ntxb18VEkH5c4 

Lorelei Quartet

https://music.apple.com/ca/artist/lorelei-quartet/id443749884?fbclid=IwAR3ecFuAPlaJVEXv64biLO1uWacbwL-rmHumpW-zqEGWW8rNRVy-RlJA8SQ

Mascio Francesco

https://music.apple.com/it/artist/francesco-mascio/531739215

Nilza Costa

https://itunes.apple.com/it/artist/nilza-costa/444952574

Note Noire Quartet

https://music.apple.com/it/artist/note-noire-4et/530851003

Orlando Maria Chiara

https://music.apple.com/it/album/place-stillness-feat-antonello-sorrentino-manuel-magrini/1453080700

Piovesan Sebastian

https://music.apple.com/us/artist/sebastian-piovesan/1363980273

 Pozzi Daniele

https://music.apple.com/it/album/strange-kind-happiness-feat-carlo-nicita-alex-orciari/1280537122

Pozzovio Daniele

https://music.apple.com/it/album/stand-up-one-more-time-feat-gabriele-coen-federico/386589473

Salmieri Bob

https://music.apple.com/it/artist/erodoto-project/1210875153?fbclid=IwAR3nRX8bvMsrj9MCJmCnqUeh6NIZlgu_-DaRk9LJHrJKMoRfpvHAFfSnfV8

 

Tamburrino Norberto

https://itunes.apple.com/us/artist/norberto-tamburrino/id271282743?fbclid=IwAR33jkMPNbiCs6QBhdwRhOJ-TZtL0_KAkznFU1fNYhQCuGdl0lVGd04aAjI

The Quartet Project

https://music.apple.com/us/album/funkadelic/id1464372050

 

SPOTIFY

ABC

https://open.spotify.com/album/2HXwghquwDlo0MYI94VROx?si=1NYHbki-QMGypxP2JkootA&fbclid=IwAR2SujvwHtp5FtAMmhHNZWljVjFgojAgCE3x6xWorKqtb6igRHUQ47dlpJE

Am Bros One Kitarmonica Duo

https://open.spotify.com/artist/5DfOor5rag01wH9bxTZ0w2?si=XmrxEx-UTQinPnYXx8e6lA

Cataldo Francesco

https://open.spotify.com/album/4xwP39y0ya3M1NvkgdhaTO?si=ReyD_AiZSKqme_3Vh9I3GQ

Crocini Stefano
https://open.spotify.com/album/3CpGSxGdcywWL2JwFaqEKU?si=qw5ofASeS0yhO6293ZQq5A

De Lorenzo Leonardo

https://open.spotify.com/artist/50xa9CCdnIhAT8DZ4SwCdx

Florio Alessandro

https://open.spotify.com/artist/15xsjbP0E62HqjIiG7cljA?si=4dwM16HHRo2ulnmUJ7AmCg

Marino Sebastian

https://open.spotify.com/album/2HXwghquwDlo0MYI94VROx?si=1NYHbki-QMGypxP2JkootA&fbclid=IwAR3uHrQ3ExKEXpFgwQ7gVF8hIxMy9rzMgDSeibVaYpB7b2InhZR0vbS6HuA

Mascio Francesco

https://open.spotify.com/artist/3YLrExKuG8ZKU5EVoaFcTX

Mecenero Maurizio

https://open.spotify.com/album/4fa4NfQYt8YoAItrD5Pfj4 

Melfi Pino

https://open.spotify.com/album/33ogJraSBQxaYBjd5hyNWi

Mercoli Gippo

https://open.spotify.com/artist/2pH06nDxLr3jQuWHSLTV4y?si=5EcxzPlaRrm9B1SkJEUmLg

https://open.spotify.com/artist/0Awio4wrGXzEBfNwzJpGVV?si=iCjI6O3AQJ20zBPvRZV5Aw

 

Moretti Toni

https://open.spotify.com/artist/4IfnHv3SdJj6KbctAEjmLP?si=ED4t5pbSQqyW5_BXScj__w&fbclid=IwAR3XDjd9AVbxTVNmlQt4-ZGiQQHMqJ-J0lieMGFREtrKjU4O3kmTAbTApqM

Nilza Costa

https://open.spotify.com/album/79pozMCL6fj4h6S9LxXFMs

Piovesan Sebastian

https://open.spotify.com/album/47xCPucG1XnEMCbrU99yaa

 Spampinato Flavio

https://open.spotify.com/album/3uGv7Ed4KoMMYzsN7JnKhP?si=FhNG8z5KTyKEX4T9dDiEfw

Spina Francesco

https://open.spotify.com/album/3ReHnVU4mPfc6M1BAVJc2e

Like funerals Francesco Spina e Miriam Koleilat
https://open.spotify.com/album/0Bj29Vy4xoVC7N1eJKke2V 

The Quartet Project

https://open.spotify.com/album/3eFVxwsRekg7Mz3ZrdS4OL

 

SOUNDCLOUD

De Lorenzo Leonardo

https://soundcloud.com/leonardo-de-lorenzo

Nardi Ivano

https://m.soundcloud.com/ivano-nardi/sorrow-tracklist-n5

Nilza Costa

https://soundcloud.com/nilza-cost

 

AMAZON

Pozzovio Daniele
https://www.amazon.it/Resurrection-Daniele-Pozzovio/dp/B01J1FT16S

 

 

REVERBENATION


Ivano Nardi

https://www.reverbnation.com/ivanonardi/shows

https://www.reverbnation.com/ivanonardi

 

PLUSTIMBRE
Ivano Nardi

https://plustimbre.com/artists/nardi.html

PRODUZIONI DAL BASSO (Crowdfunding) 

Balducci Pierluigi

https://www.produzionidalbasso.com/project/lequilibrista/  

 

WEB

Brunod Maurizio (http://www.brunod.com/)

Scrivere a: maurizio@brunod.com

Camarella Anita con Facchini Davide

http://www.anitadavideduo.com/store/

Giust Stefano

www.stefanogiust.it

Mascio Francesco

http://www.francescomascio.com

Musicamorfosi

https://www.musicamorfosi.it/dischi/

Oliva Patrizia

https://patriziaoliva.wordpress.com/

PRELUDIO MUSIC
http://www.preludiomusic.com/a/maurizio-mecenero-322-a.htm

SETOLA DI MAIALE

www.setoladimaiale.net


Ivano Nardi

https://www.setoladimaiale.net/artist/view/56f1b31665c96

LISTA SINGOLI CD NELLE VARIE PIATTAFORME

 

BANDCAMP

Bottalico Roberto

https://music.apple.com/it/album/alter-go/1209456153

https://play.google.com/store/search?q=The%20Alter%20Xmas%20Jazz%20Album&c=music  

 

Enzo Carpentieri:

https://danilogallo.bandcamp.com/album/everywhere-is-here

https://danilogallo.bandcamp.com/…/live-in-selvazzano-2008

https://danilogallo.bandcamp.com/album/playing-tricks?fbclid=IwAR1NQz4cC3y1Rh0qZEDCEnIFdBJHNCTLpnCjDJaES376B6hsMce_r3uFnjY

Alessandro Florio:

https://www.youtube.com/watch?v=7t_IoI3F1rk&feature=youtu.be

 

Fabio Giachino:

http://www.camjazz.com/home/8052405143891-at-the-edges-of-the-horizon-cd.html?fbclid=IwAR27CVUj3zaYsoCaNTdp_is85_4zFUfIBzCzQWz7KQrEN471cKW14NX7fDA

 

SITI MUSICISTI
Giust Stefano

www.stefanogiust.it

Mecenero Maurizio

www.mauriziomeceneroquintet.it

Oliva Patrizia

https://patriziaoliva.wordpress.com/

Sonia Schiavone

www.soniaschiavone.it

 

Storie di jazz e d’amore con il Jim Rotondi 5et e la cantina Villa Russiz, nel secondo appuntamento di Jazz&Wine Experience Trieste

Sorprendente per diversi aspetti il secondo concerto della rassegna Jazz&Wine Experience, con il quintetto del trombettista statunitense Jim Rotondi, svoltosi domenica 16 febbraio all’Hotel Double Tree by Hilton di Trieste, città che figura sempre ai primi posti nel mondo tra le tendenze e le preferenze di viaggio, e questa location da sogno sta diventando in brevissimo tempo un punto di riferimento dell’hôtellerie stellata tergestina, con tutte le potenzialità per candidarsi ad essere anche un rilevante hub culturale, grazie all’offerta di proposte, specialmente musicali.

In questo luogo, dall’appeal indiscutibile, Michela Parolin, direttore artistico di Jazz&Wine Experience, ha scelto di portare il trittico di concerti itineranti (le altre location sono l’Hotel Bauer di Venezia e il Camera Jazz Club di Bologna). L’idea vincente sta nell’accostamento di eccellenze, ovvero concerti di musica jazz di alta qualità e  rinomate aziende vinicole, facendo uscire queste ultime dalle rispettive cantine ed innestando il tutto in ambienti di grande pregio, con una visione sistemica di marketing valoriale del territorio.

Non vi nascondo che ho provato una forte emozione, in apertura di concerto, ascoltando le parole di Giulio Gregoretti, direttore generale della fondazione Villa Russiz. Il mio viaggio in un inconsueto cosmo noetico inizia degustando un Sauvignon Cru De La Tour, frutto della vendemmia manuale di vigneti selezionati che dimorano nella parte più alta e rivolta a nord-est di una collina, dove le piante ricevono e assorbono il primo lucore dell’alba; poi, assecondando la rotazione del sole, rimangono a meditare nell’ombra per il resto della giornata. Lo sorseggio piano, reincontrando sul palato ciò che il mio olfatto aveva percepito.

Tuttavia, lo stupore più profondo si manifesta quando Giulio inizia la sua narrazione sull’origine della cantina, generata dalla storia d’amore tra Elvine Ritter de Zahony e il conte Theodor Karl Leopold Anton de la Tour Voivrè, che proviene da un’antica e nobile famiglia francese. Gli sposi ricevono in dote dal padre di Elvine le terre di Russiz, 100 ettari nel Collio Goriziano, un terroir prezioso per la coltivazione dei vigneti.

Siamo nel 1868 e qualche anno dopo il conte, esperto viticoltore, importa in modo rocambolesco le barbatelle dalla Francia. Come? Accuratamente nascoste in grandi bouquet floreali da regalare alla sua amata sposa. I due coniugi riescono a fondere mirabilmente le rispettive competenze e inclinazioni a Villa Russiz: l’uno rivoluzionando le tecniche di coltivazione e contribuendo a fare del Collio la zona di alta eccellenza vinicola che è attualmente e l’altra seguendo la sua vocazione filantropica avviando, a partire dal 1872, un ente assistenziale per l’infanzia abbandonata a Gorizia, un progetto di accoglienza a Trieste e una struttura di assistenza per bambini bisognosi e per anziani alcolizzati a Treffen, In Austria. Un modello d’impresa etica ante litteram.

Purtroppo, la Grande Guerra blocca le encomiabili attività della Contessa e Villa Russiz diviene, per volere del Generale Cadorna, un ospedale militare nel quale presta la sua opera la crocerossina (poi decorata al valore militare) e nobildonna piemontese Adele Cerruti. Nel 1919 Adele, figlia di un Ministro del Regno d’Italia, sfrutta a fin di bene la sua posizione per riportare alla destinazione originale la struttura creata da Elvine, che diventa quindi un istituto per orfane di guerra. Attualmente, l’anima etica di Villa Russiz esprime la sua vocazione all’accoglienza per i minori in difficoltà (in questo momento 12) nella Casa Elvine, spirito guida di questo importante e caritatevole percorso umanitario.

Ma… “Now’s the Time” (cfr Charlie Parker) di parlare di jazz! Jim Rotondi, trombettista americano di fama mondiale, fa dichiaratamente parte della schiera di musicisti “folgorati sulla via del jazz” ascoltando Clifford Brown, gran maestro dell’Hard bop, nonostante sia morto in giovane età.

Il suo percorso artistico l’ha portato ad esibirsi con il gotha del jazz, finanche con il mitico Ray Charles e con Lionel Hampton. E scusate se è poco… Nel mini tour italiano è accompagnato da Andy Watson, batterista newyorchese, componente stabile del Jim Hall Trio, che figura spesso tra i top 10 di varie riviste specializzate di tutto il mondo, e dagli italiani ma dal respiro internazionale Renato Chicco al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso e Piero Odorici al sax.

Si parte con una composizione originale di Rotondi: “Blues For BC”. Il titolo è una dedica alla provincia canadese della British Columbia. Tromba e sax dialogano a colpi di riff e il raffinato pianismo di Chicco si palesa immediatamente con un bellissimo assolo elegantemente stilizzato da un tocco cristallino e da una notevole varietà nelle coloriture e nella dinamica.

L’esecuzione di “Martha’sPrize”, un classico di Cedar Walton che, ricordiamolo, faceva parte della line-up dei mitici Jazz Messengers, si contraddistingue per gli ottimi svolazzi bebop del sax di Odorici e per un’idea di groove geniale nella sua essenzialità. Il flicorno di Jim ha movenze morbide e un timbro pastoso. Durante l’assolo di sax, colgo un’espressione estatica di Rotondi, appoggiato vicino ad una finestra della sala, mentre si lascia trasportare dalla musica sorridendo…

I cromatismi di Thelonius Monk irrompono come un arcobaleno dopo una pioggia scrosciante: è la romantica “Reflections”, in un arrangiamento che presenta linee aperte nelle quali trovano un giusto bilanciamento le dimensioni improvvisative e di scrittura. Un Monk riletto in chiave light post-bop. Fantasioso e incisivo l’assolo di Chicco, ricco di fraseggi serrati, ritmicamente incalzanti e aperture melodiche; stretto il giuoco delle parti tra sax e tromba. La sezione ritmica Watson-Zunino? Grandissima classe, elasticità e squisito drive.

Parte “You Taught My Heart to Sing” classicone di McCoy Tyner: “hai insegnato al mio cuore a cantare…”, seguo l’esecuzione canticchiando sottovoce… molto sottovoce… non essendo (purtroppo) Diane Reeves, che ricordo inarrivabile nella sua interpretazione di questo brano, accompagnata al piano da Mulgrew Miller. È Piero Odorici, qui, a dettare la linea melodica principale cogliendone ogni sfumatura e riempiendo ogni spazio con delicatezza rara.

Il cuore batte sempre più forte nel riconoscere le “immagini sonore” di George Gershwin, tra i più geniali compositori dell’ “età del jazz”. Il musical “Pardon my English”, che non ebbe certo una vita fortunata, né il successo sperato, continua tuttavia a regalarci diverse perle musicali… tra le quali “Isn’t a Pity”, dove il suono carezzevole e viscerale del flicorno di Rotondi è intriso di lirismo e dove il pianoforte di Renato Chicco sprigiona note che paiono gocce di cristallo lucente.

Un intenso botta e risposta tra la tromba con sordina di Jim e il sax  di Piero e un assolo di batteria al fulmicotone di Andy Watson, sono gli ingredienti principali di “My Shining Hour”, note di pure joy.

Ci si avvia alla conclusione con una dedica al pianista Harold Mabern, figura iconica del bebop recentemente scomparso. La sua “I Remember Britt” (Mabern la scrisse per il trombettista Lee Morgan, ammazzato con un colpo di pistola dalla moglie, a 33 anni soltanto, in un jazz club di New York) inizia in modo spiazzante, con quello che interpreto come un divertissement, ossia con le inconfondibili note della canzoncina “Fra’ Martino Campanaro”, suonate al piano. Non capisco ma mi adeguo. Il resto è uno splendido saggio di jazz, energia cinetica che muove la storia.

Il brillante set si chiude con un richiestissimo bis, la swingheggiante “On a Misty Night” di Tadd Dameron. Ve la ricordate suonata dal pianista di Cleveland con John Coltrane? Si, quella di “Mating Call”, anno 1956. Un richiamo d’amore.

E cos’è, in fondo, il jazz se non un irresistibile e ammaliatore canto, dal quale siamo inesorabilmente sedotti? Chissà se Duke Ellington pensò a questo quando compose “Circe” (una registrazione del 1946 che rimase inedita fino al 1994), dedicandola alla maga che mise in guardia Odisseo sulle insidie del canto delle sirene.

Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera, se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce; poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose…

Grazie alla musica jazz, al Jim Rotondi 5et, al buon vino, alle storie d’amore e di solidarietà, a Trieste e al suo mare per aver evocato tutto questo…

Marina Tuni

Immagini: courtesy Jazz&Wine Experience / Giorgio Bulgarelli / Fondazione Villa Russiz / M. Tuni

Yonathan Avishai: ovvero il pianismo secondo una personale linea espressiva

Ne ’Il libro del jazz’’ uscito nel 1952 il giornalista Joachim Ernst Berendt esponeva una propria articolata definizione del termine jazz : “È un modo artistico di suonare la musica.” Così esordendo, trasportava il concetto sul piano operativo, pragmatico.
Secondo Berendt il jazz sarebbe in primis un modo, una pratica, un ‘come’ piuttosto che un ‘cosa’, gesto paralogico la cui sostanza si colloca al di là, o al di qua, del linguaggio.
Vi sarebbe poi un’idea di “artisticità”, un sentire iperbolico che ci trasporta verso una dimensione altra, non codificabile, percepita in modo chiaro, nelle sue peculiarità, dalla comunità degli artisti, meno chiaramente da parte di chi non sappia o non voglia cogliere la qualità della musica.
Si annida infine nel verbo “suonare” l’aspetto esteriore, plastico. La ricerca dell’effetto come manipolazione del sentimento dell’ascoltatore.
Il ‘jazz’ sarebbe allora musica di pancia più che di testa, sapere pratico prima che pensiero codificato su carta. Aspetti che andrebbero a dire il vero ben approfonditi, e fattori tutti decisivi quanto non esaurienti.
Comunque, simili concetti si affacciavano alla mia mente in ordine sparso domenica 23 febbraio dopo il concerto del pianista Yonathan Avishai al Teatro Franco Parenti di Milano nell’ambito della rassegna ‘Pianisti di altri mondi’, curata dall’ottimo Gianni Morelenbaum Gualberto in seno alla stagione della Società del Quartetto.


Trovare una definizione, infatti, per questo recital sotto il profilo del repertorio non era affatto semplice – e aggiungerei per fortuna.
Il timido e intelligente Avishai è noto jazzista e attualmente incide per l’etichetta ECM di Manfred Eicher. Il suo ultimo album, realizzato in duo con il trombettista Avishai Cohen, si intitola “Playing the room” ed è uscito nel 2019 (c.f.r. rubrica “I nostri cd” del 30 gennaio 2020). A Milano però egli non ha suonato il jazz che ci si aspetta ovunque, si è rivolto ad autori, oltre a se stesso, come il brasiliano Ernesto Nazareth, il cubano Ernesto Leucona e l’americano Scott Joplin, tutti apparentati alla musica concertistica più che all’idioma afro-americano. E li ha eseguiti ‘iuxta propria principia’. Scelta non consueta essendo il jazz un “mantram” che ritorna come riferimento obbligato ogniqualvolta si parli di musica improvvisata, quasi che l’improvvisazione non possa ormai articolarsi secondo approcci che non siano quello, sincopato e reattivo, inaugurato da James P. Johnson, che del jazz si autoproclamava il padre. Avishai ha saputo andare oltre, al cuore di linguaggi lontani e mondi paralleli, guidato da una personale linea espressiva. Il virtuosismo non sembra essere la dimensione che più gli si confà. Non è un difetto, anzi, egli punta su altro. Ascoltandolo, il nostro orecchio si è preso una vacanza da quegli aspetti protervamente muscolari che spesso infestano le esecuzioni pianistiche. La capacità maggiore dell’artista israeliano, domiciliato in Francia, è sembrata invece il saper avvicinare tali musiche non ‘mainstream’ con raffinatezza, lirismo, sconfinando in altri mondi sì, ma in punta di piedi, l’improvvisazione limitata allo stretto necessario. Perché una bella melodia la si può porgere anche in purezza, senza forzature e manierismi. Ci siamo ritrovati allora in una camera degli specchi dove non soltanto il pianista ritrovava sé medesimo negli autori proposti, ma gli stessi sembravano riconoscersi e stringersi in vicendevoli abbracci, gemelli di quelli tra pensiero e suono.
Ho apprezzato in modo particolare l’idiomaticità con cui è stato riletto Scott Joplin, specie sotto il profilo della scelta dei tempi.
Joplin, considerato “cheap” da qualche male informato, è in realtà difficilissimo da eseguire con proprietà. Non è raro sentire il rag-time, questa così delicata mistura musicale, violentato da esecuzioni sguaiate, perennemente troppo rapide (il rag non va suonato velocemente), irrispettose dei colori e del delicato connubio tra armonia e ritmo approntato da Joplin. Avishai ha saputo conferire ai dispositivi apparentemente semplici quanto in realtà complessi di questa musica lo spirito e il make-up necessari, proponendolo non alla lettera ma in azzeccatissime rielaborazioni personali. Ernesto Nazareth è in fondo – possiamo dirlo? – una sorta di Joplin brasiliano, armonicamente anche più ricercato: così come Lecuona era detto Chopin cubano (ma anche Liszt cubano, Gershwin cubano e via denominando). Siamo sicuri, in Italia, di essere così ricchi da poterci permettere di ignorare questi compositori di terre lontane?
Comunque sia, le loro opere sono state ritratte dal paesaggista Yonathan Avishai con perizia. Il pubblico ha colto il rapporto splendidamente interiore intessuto tra esecutore e autori e si è abbandonato alla musica, come il gatto, chiatton chiattoni, ci si apparecchia tra le ginocchia e cade in stato alfa.


Che Yonathan abbia letto André Gide: “Non si vuole la felicità già fatta, ma su misura” ?
Il concerto è stato introdotto da Roberto Zadik il quale, con entusiasmo, sottolineava quanto la musica israeliana, di cui in Italia si conosce poco, sia variopinta, intessuta di voci diversissime d’accento, meritevole di figurare in una nuova avanguardia. Ben detto. Ma ci vorrebbe un’avanguardia di segno nuovo, che respiri aria libera, sganciata da avalli accademici. Il tempo nostro, complesso, frammentato e decadente, sommerso da sonorità e clangori, attende ancora di venir musicato. Di certo, musicisti come Yonathan Avishai sono un acconto su questi tempi futuri, che speriamo di veder nascere presto.
Se la rassegna “pianisti di altri mondi” aveva tra i suoi obiettivi quello di riappropriarsi di un senso più vasto della musica, dei repertori, degli stili esecutivi direi che ci sta riuscendo bene. Simili programmi si pongono al di fuori del consueto per metterci in rapporto col mondo, anzi permettono di osservarne di nuovi, e Yonathan Avishai ha proposto una musica del senso più che del consenso.
Perciò il pubblico lo ha accolto, dopo l’iniziale circospetto pudore, con affettuoso entusiasmo.
Ecco la scaletta del concerto:

1. Carioca (Nazareth)
2. Maple leaf rag (Joplin)
3. Danza Lucumi (Lecuona)
4. Tango (Avishai)
5. Batuque (Nazareth)
6. Confidencias (Nazareth)
7. Danza del Nanigos (Lecuona)
8. La Comparsa (Lecuona)
9. Lya (Avishai)
10. Elite Syncopations (Joplin)

Bis: La Vie en Rose e Starting from Tomorrow (Avishai)

Massimo Giuseppe Bianchi

A Proposito di Jazz ringrazia Cesare Guzzardella per le immagini inserite nell’articolo.

Dopo i sold out, lo spettacolo contro la mafia “Il mio nome è Caino” alla Sala Umberto di Roma

“Roma è una città difficile. Questo grande successo, con il tutto esaurito, mi fa credere che il tema del nostro spettacolo sia molto sentito anche qui. Perché la mafia, di cui noi raccontiamo solo le origini, è un fenomeno drammaticamente nazionale.” Ninni Bruschetta
Dopo il sold out di tutte le otto repliche al Teatro Brancaccino, martedì 31 marzo torna a Roma – a grande richiesta – il gioiello teatrale contro la mafia “Il mio nome è Caino”, interpretato con grande pathos dal noto attore e regista Ninni Bruschetta (I cento passi, Boris, Quo Vado? Distretto di Polizia, Paolo Borsellino, I bastardi di Pizzofalcone,…) insieme alla pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato, che per lo spettacolo firma anche le musiche e gli arrangiamenti.

Sarà Il Teatro Sala Umberto di via della Mercede ad ospitare la nuova replica dello spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, edito da Dalai Editore nel 1997 e da Baldini e Castoldi nel 2014.
Bruschetta veste i panni del protagonista “Caino”, un killer di mafia “fuori dalla cronaca, costruito interamente all’interno della coscienza”, così come lo ha definito la regista Laura Giacobbe, che così commenta il successo di pubblico della tournée italiana: “Questa grande partecipazione del pubblico sta mostrando, replica dopo replica, come la drammaturgia affilata di Claudio Fava e il rigoroso lavoro attoriale di Ninni Bruschetta abbiano portato all’attenzione degli spettatori un modo diverso di rappresentare la mafia. A partire da quel soprannome archetipico, “Caino”, e dalle esecuzioni “disinteressate” e amorali del killer, riusciamo a intuire un livello più nascosto, profondo e forse poco esplorato della violenza mafiosa.”

Prodotto da Nutrimenti Terrestri, “Il mio nome è Caino” è specchio dinamico e lucido dell’essere e del fare mafioso e si intreccia alle musiche di Cettina Donato: due brani editi insieme a composizioni inedite scritte per sostenere il racconto di Caino. Frutto di uno studio condiviso con Ninni Bruschetta, la colonna sonora dello spettacolo è eco della freddezza quanto dell’umanità del personaggio, sostenendo le modulazioni emotive con contaminazioni classiche, popolari e jazz.
Cettina Donato: “La colonna sonora è un tutt’uno con la narrazione. Emoziona e allo stesso tempo scuote lo spettatore, enfatizza la durezza del testo, oppure ridicolizza il personaggio. Le note accarezzano Caino e poi lo disprezzano, lo esaltano e lo incoraggiano, e poi lo ridicolizzano.”
La collaborazione artistica tra Bruschetta e Donato è partita nel marzo 2017 ed ha registrato molti consensi di pubblico e critica, da “I Siciliani di Antonio Caldarella” a “Il giuramento” di Claudio Fava. Il lungo tour di “Il mio nome è Caino”, che ha preso avvio a marzo 2019 da Messina, continuerà nei teatri e nei festival di tutta Italia inoltrandosi per tutta la primaver 2020. Le prevendite per il 31 marzo sono già disponibili sul sito del teatro Sala Umberto alla pagina http://bit.ly/SalaUmberto31marzo e su TicketOne al link http://bit.ly/TicketOneSalaUmberto31marzo.

CONTATTI SALA UMBERTO
Via della Mercede 50, Roma
info e botteghino: www.salaumberto.com – prenotazioni@salaumberto.com, tel. 06.6794753
UFFICIO STAMPA CETTINA DONATO
Fiorenza Gherardi De Candei  3281743236 info@fiorenzagherardi.com

27 artiste per “Inspirational Women”: la grande rassegna che unisce musica, importanti tematiche e storie ispiranti

Una grande rassegna che mette in scena valori, energie e storie ispiranti: dal 4 al 31 marzo arriva a Roma “Ispirational Women”, manifestazione dedicata alla forza femminile nella musica, nell’arte e nella società.
A promuovere la rassegna, l’Elegance Cafè: uno dei club più noti della Capitale, in zona Ostiense (via Francesco Carletti 5).
Con un calendario di 23 concerti, la rassegna avrà come protagoniste 27 raffinate esponenti della musica italiana – e non solo. Personalità carismatiche, spesso impegnate parallelamente in attività e tematiche sociali e culturali, racconteranno le loro storie, le loro battaglie e le figure che hanno ispirato parte del loro percorso artistico e umano.
Tra i nomi in cartellone: Greta Panettieri (il 28 marzo con la tappa del suo tour internazionale), Ada Montellanico (il 7 marzo con il suo omaggio a Billie Holiday), Stefania Tallini e Elisabetta Antonini (il 21 marzo con il nuovissimo “Travel Mates”), Carla Cocco (il 6 marzo con la sua “Africa Sarda”), Marta Capponi, Eleonora Bianchini, Laura Lala, Cristiana Polegri e Silvia Manco. Tutti i dettagli sono presenti sul sito del club alla pagina https://www.elegancecafe.it/2020/02/21/inspirationalwomen/.

Al centro della rassegna 23 progetti musicali legati ad altrettanti percorsi artistici densi di vissuto, di esperienze da trasferire, fonte d’ispirazione per un pubblico attento e appassionato.
Storie da seguire sul palco dell’Elegance Cafè ma anche sulla Pagina Facebook e sul profilo Instagram del club. Tra le narrazioni delle protagoniste della rassegna, anche il racconto di grandi donne che, a loro volta, sono state per loro fonte di ispirazione.
Tra loro: Angela Davis (l’attivista del movimento afroamericano statunitense, nota al mondo per il suo impegno nel campo dei diritti civili e figura fondamentale per il movimento femminista nero degli anni ’70), Joy Harjo, prima poetessa dei nativi americani degli Stati Uniti, musicista e pittrice; l’icona della world music Angélique Kidjo, la fotografa Letizia Battaglia, autrice di reportage contro la mafia e cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”, l’interprete e cantante siciliana Rita Botto, l’attrice premio Oscar Meryl Streep, la cantante Mayte Martin – tra le più grandi esponenti del flamenco, la regina del jazz vocale norvegese Karin Krog.
Grandi nomi accanto a incontri reali della vita quotidiana, che hanno trasferito un senso di speranza e “risveglio”.
E ancora dal mondo artistico: Joni Mitchell, Maria Schneider, Annie Ross, Dianne Reevs, Caterina Valente, Gretchen Parlato, Juliette Binoche.
L’inizio dei concerti è alle ore 22. Con un ristorante Gourmet e un cocktail bar ispirato agli anni ‘20 del proibizionismo americano e la Golden Era della musica Jazz, l’Elegance Cafè accoglie il suo pubblico sia per cena che per il dopocena: consigliata la prenotazione a info@elegancecafe.it – tel. 06.57284458

CONTATTI
www.elegancecafe.it – Via Francesco Carletti, 5 – 00154 Roma
Facebook: https://www.facebook.com/elegancecafejazzclub/ Instagram: https://www.instagram.com/elegancecafejazzclub/
Info e prenotazioni: info@elegancecafe.it – +39 06.57284458
Ufficio Stampa rassegna “Inspirational Women”: Fiorenza Gherardi De Candei tel. 328.1743236, info@fiorenzagherardi.com