Sax Arts Concerti 2020. La proposta musicale del Sax Arts Festival per il ritorno alla musica “in presenza”

In un periodo storico difficile e del tutto inedito come quello che stiamo vivendo in questi mesi, l’edizione 2020 del Sax Arts Festival rappresenta un segno di identità e legame con i territori in cui storicamente ha portato i propri concerti.

 

Restituire una parvenza di vita normale alle comunità attraverso la musica e mantenere il senso di continuità con la storia del festival: queste le due linee guida principali seguite nel disegno della rassegna voluta fortemente dalle realtà istituzionali e culturali presenti nei territori.

 

Sono state proprio le Amministrazioni Comunali e le Istituzioni Culturali di Faenza, Russi e Tredozio a dare, infatti, lo slancio per un’edizione molto particolare che riprende alcune delle esperienze portate nelle stagioni più recenti dal Direttore Artistico Marco Albonetti. Un’edizione che volutamente non viene conteggiata con il numero successivo dell’ordine, come di consueto, e viene denominata appunto Sax Arts Concerti 2020 per sottolineare una volta di più la particolarità del momento.

 

Sono due i progetti che si esibiranno nelle cinque date previste nel mese di luglio 2020: cinque concerti pensati anche per evitare spostamenti e sovrapposizioni in ordine alle disposizioni legate all’Emergenza Covid-19.

 

I tre concerti di Romance del Diablo si terranno ai Giardini della Rocca di Russi, giovedì 16 luglio alle 21, al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, venerdì 17 luglio alle 21, e a Palazzo Fantini di Tredozio, domenica 19 luglio alle 21. Le due esibizioni del Mestizo Sax Quartet invece sono in programma giovedì 23 luglio alle 21, nella Piazzetta Mercatale di Tredozio, e venerdì 24 luglio alle 21, all’e-workcafè nella Corte Interna del complesso ex Salesiani di Faenza.

 

I concerti sono tutti con ingresso gratuito con prenotazione consigliata del posto ad esclusione del concerto di venerdì 17 luglio 2020, in programma al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, che prevede un biglietto di ingresso di 5 euro e la prenotazione obbligatoria del posto.

 

I contatti per poter prenotare i posti per i singoli concerti e per tutte le informazioni logistiche sono i seguenti:
Ufficio Cultura del Comune di Russi. 0544-587642
MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche. 0546-697311 ; info@micfaenza.org
Ufficio Cultura del Comune di Tredozio. 0546-943937
e-workafè (Complesso ex Salesiani). 0546-681877

 

Romance del Diablo è il progetto nato proprio in occasione del concerto celebrativo del Ventennale del Sax Arts Festival, realizzato nel dicembre 2019. Sul palcoscenico, Marco Albonetti suonerà insieme ai Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana un programma di musiche di Astor Piazzolla scelte tra le pagine più rappresentative del periodo che va dal 1965 al 1974: le Cuatro Estaciones Porteñas, la suite del Diablo e brani, come Libertango e Oblivion, che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Le orchestrazioni sono state curate da Marco Albonetti sulla base delle partiture originali del maestro e comprendono anche brani dal progetto Summit con il noto sassofonista jazz Gerry Mulligan.

 

I concerti anticipano l’uscita del disco della formazione, registrato dal vivo proprio in occasione del concerto faentino dello scorso anno. Un lavoro apprezzato anche da Alain Pagani, storico produttore ed editore di Astor Piazzolla: «Un lavoro splendido, una esecuzione impeccabile ed una dimostrazione di grande rispetto per la musica che il Maestro Piazzolla ha scritto.»

 

Soundscapes of the world è invece il programma presentato dal Mestizo Saxophone Quartet, formato da Caroline Leigh Halleck (USA) al sax soprano, Vered Kreiman (Israele) al sax contralto, Jaime Mora (Costa Rica) al sax tenore e Ayala Rollia (Israele) al sax baritono. I quattro musicisti risiedono da lungo tempo in Italia, hanno studiato a Trento insieme a Marco Albonetti e presentano un programma pensato per l’occasione di Sax Arts Concerti 2020: Soundscapes of the world abbraccia luoghi e compositori diversi in un viaggio che attraversa la musica classica, il folk, il klezmer, il ragtime e il tango. Il Mestizo Saxophone Quartet ha vinto di recente il prestigioso “Premio Nazionale delle Arti”.

 

Cinque date per celebrare il sassofono e il mondo musicale legato alla “pipa di nichel”, per riprendere una definizione spesso utilizzata dallo stesso Marco Albonetti: Sax Arts Concerti 2020 è un’edizione forzatamente diversa rispetto alle precedenti ma si presenta, comunque, attraverso un legame forte con la propria identità e con le esperienze proposte finora.

 

Sax Arts Concerti 2020
Programma

Romance del Diablo
Marco Albonetti, sax soprano e baritono
I Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana
Musica di Astor Piazzolla
Concerto anteprima del disco del centenario della nascita del maestro Piazzolla

 

16 Luglio Russi, ore 21
Giardini della Rocca
info: Ufficio Cultura 0544-587642

 

17 Luglio, Faenza, ore 21
MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche
Prenotazione obbligatoria 0546-697311
info@micfaenza.org

 

19 Luglio, Tredozio, ore 21
Palazzo Fantini
info: Ufficio Cultura 0546-943937
www.comune.tredozio.fc.it

 

Soundscapes of the world
Mestizo Saxophone Quartet

 

Sax soprano – Caroline Leigh Halleck, USA
Sax contralto – Vered Kreiman, Israele
Sax tenore – Jaime Mora, Costa Rica
Sax baritono – Ayala Rollia, Israele

 

23 Luglio, Tredozio, ore 21
Piazzetta Mercatale
info: Ufficio Cultura 0546-943937
www.comune.tredozio.fc.it

 

24 Luglio, Faenza, ore 21
e-workafè (Complesso ex Salesiani)
info: 0546 681877

After The Moon, Les Babettes e Panorama Klezmer al TrentinoInJazz

TrentinoInJazz 2018
Valsugana Jazz Tour
e
Panorama Music
presentano:

Mercoledì 1 agosto 2018
ore 21.00
Piazzale Costalta di Corso Roma
Baselga di Pinè (TN)

AFTER THE MOON

Giovedi 02 Agosto 2018
ore 12.00
Ciampac
Alba di Canazei (TN)

PANORAMA KELZEMER

ore 21.00
Piazza del Municipio
Pergine Valsugana (TN)

LES BABETTES & THE 1000 STREETS’ ORCHESTRA

ingresso gratuito

Il mese di agosto del TrentinoInJazz 2018 si apre con il Valsugana Jazz Tour: la storica sezione della rassegna, una delle più seguite e longeve, propone due appuntamenti live mercoledì 1 e giovedì 2 agosto. Mercoledì 1 a Baselga di Pinè primo evento agostano con gli After The Moon: Piergiorgio Pessina (chitarra), Cristiano Demattè (piano e tastiere), Andrea Busico (basso), Walter Condini (batteria) e John Salins (percussioni) sono una band ormai storica, attiva da vent’anni e devota alla miglior fusion. Quella di Chick Corea Elektric Band, Pat Metheny, Miles Davis, Yellow Jackets, Scott Henderson & Tribal Tech, John Scofield e molti altri, rivisitati dagli After The Moon a partire dal 1998.

Dal jazz-rock allo swing giovedì 2 a Pergine con il trio vocale Les Babettes, che incontra il sound accattivante della big band The 1000 Streets’ Orchestra, per uno spettacolo musicale pieno di energia ed eleganza. Da una parte Les Babettes, trio tutto al femminile composto da Chiara Gelmini, Anna De Giovanni, Eleonora Lana che dal 2013 ha calcato prestigiosi palchi come quelli di Expo a Milano, La Voce Artistica di Ravenna, Umbria Jazz, X Factor, teatri e swing festival in Italia e all’estero. Dall’altra parte la 1000 Streets’ Orchestra, diretta dal vulcanico M° Walter Grison, fondata nel 2015 è già attiva sia nel Nord Est sia in Slovenia, promotrice essa stessa del primo FVG Big band Festival. La fusione di questi venti giovanissimi musicisti in smoking, che affrontano il palcoscenico con la bravura tecnica e la personalità tipica dei musicisti più smaliziati, e le tre brillanti interpreti dello swing retrò al femminile, dà vita a uno spettacolo coinvolgente di impatto visivo e sonoro. In caso di cattivo tempo il Concerto sarà eseguito presso il Teatro Comunale di Pergine, Piazza Garibaldi.

Giovedì 2 alle 12.00 c’è anche il primo appuntamento del mese per Panorama Music in Val di Fassa. con una band nata proprio in questo festival: i Panorama Klezmer! Il Panorama come luogo di ritrovo tra alcuni dei musicisti che hanno fatto parte dei Destrani Taràf, la klezmer band nata alla fine degli anni ’90 e attiva per circa 10 anni in Trentino Alto-Adige, in Italia ed all’estero. In questa particolare occasione il quintetto di Giordano Angeli (sax soprano), Corrado Bungaro (violino), Gianni Morelli (chitarra), Paolo Longo (basso tuba) e Paolo Trettel (tromba) interagisce con la cantante romena Alina Scrab ed il fisarmonicista/bandoneonista veronese Luca Degani. I paesaggi musicali sono quelli dei Balcani, riletti attraverso il filtro della musica klezmer, con un’attenzione particolare ai materiali sonori della Romania. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio Crepa Neigra.

Prossimo appuntamento del TrentinoInJazz: Roberto Gorgazzini Organ Trio sabato 4 agosto a Levico Terme (TN).

22 luglio: una grande domenica al TrentinoInJazz

TRENTINOINJAZZ 2018
Panorama Music
e
Valli del Noce
presentano:

Domenica 22 luglio 2018
ore 12
Buffaure
Pozza di Fassa (TN)

DOLOMITI BRASS QUINTET

ore 14.30
Lago di Tovel
Ville d’Anaunia (TN)
In caso di pioggia: Teatro Parrocchiale di Tuenno

BIG BAND GIOVANILE DELL’ALTO ADIGE

ore 15.30
Spiaggia del Centro Visitatori
Lago di Tovel

HELGA PLANKENSTEINER & REVENSCH

Una domenica di jazz! TrentinoInJazz presenta un cartellone perfetto per i weekend in compagnia di ottima musica, e anche domenica 22 luglio ci saranno due iniziative in luoghi e per palati differenti. A mezzogiorno al Buffaure nuovo appuntamento con Panorama Music, la sezione che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica di Enrico Tommasini. Il Quintetto Dolomiti Brass, nato in concomitanza con il Primiero Dolomiti Festival (rassegna Internazionale dedicata agli ottoni), è un gruppo cameristico formato da musicisti provenienti da diverse esperienze professionali. Mirko Bellucco e Renato Pante (tromba), Stefano Rossi (corno), Mauro Piazzi (trombone) e Roberto Ronchetti (tuba) vantano un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, maturata sia in veste orchestrale che solistica, con formazioni di prestigio quali La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, Accademia di Santa Cecilia di Roma e Maggio Fiorentino di Firenze. Hanno al loro attivo numerose registrazioni discografiche e ricoprono tutt’ora ruoli didattici e artistici di primo piano. Il quintetto presenta un repertorio che spazia dal classico al moderno, dalla musica popolare alla colonna sonora curando particolarmente l’arrangiamento dei brani proposti. I concerti Panorama Music sono gratuiti. Il biglietto di andata/ritorno degli impianti di risalita è a carico dei partecipanti. In caso di maltempo il concerto si terrà presso il Padiglione Manifestazioni di Pozza di Fassa alle ore 14.30.

Terzultimo appuntamento per i concerti delle Valli del Noce con un evento all’aperto al Lago di Tovel. In apertura la Big Band Giovanile dell’Alto Adige: tredici giovani musicisti, tra i 16 e i 21 anni, diretti da Helga Plankensteiner in persona, che suonano composizioni e arrangiamenti originali dei più famosi musicisti jazz della regione (Stefano Colpi, Michael Lösch, Bernhard Brugger, Florian Bramböck, Damian Dalla Torre). Un concerto itinerante che rievoca la gioia dei primi tempi del jazz, quelli delle marching band. Formazione composta da Tobias Leiter, Stefano Eccher (tromba), Joy-Kirstin Schulte, Sofia Carlone, Felix Nussbaumer, Alex Radmȕller, Johannes Winkler (sassofono), Michael Taschler, Stefan Kamelger (trombone), Tobias Psaier (pianoforte), Victoria Winkler (basso), Valentin Ambach (batteria). Nel pomeriggio tocca proprio alla direttrice Helga Plankensteiner, che porta al TrentinoInJazz un progetto consolidato e amatissimo, quello di Revensch, artefice di un repertorio che spazia tra dixieland, klezmer e chanson degli anni venti, come la Moritat di Brecht /Weill, Smile di Charlie Chaplin, brani del repertorio di Marlene Dietrich e qualche brano originale. Un incontro/scontro tra generi musicali differenti, tra divertimento, ironia, rigore e grande professionalità. Con la fiatista ci saranno straordinari strumentisti quali Paolo Trettel (tromba), Hannes Mock (trombone), Michael Engl (tuba), Michael Lösch (pianoforte e fisarmonica), Paolo Mappa (batteria).

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 lunedì 23 luglio: Sonata Islands a Comano (TN).

Dave Douglas Quintet: quando il jazz cerca nuove strade

Dave Douglas 5et

Qualche anno fa, alla fine di un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Keith Jarrett, rispondendo ad uno spettatore che gli chiedeva un secondo bis, rispose (cito quasi testualmente) “bisogna lasciare il teatro con ancora un po’ di appetito”. Allora lo criticai ma successivamente, con il trascorrere degli anni (e l’avanzare dell’età) ho rivalutato questa espressione e sono giunto alla conclusione che un concerto non deve andare oltre l’ora e mezzo, pena una caduta d’attenzione da parte di chi ascolta la musica, specie quando la stessa non è proprio semplice.

Questa premessa per dire che, al concerto di venerdì 9 febbraio sempre all’Auditorium Parco della Musica di Roma Dave Douglas forse non ha fatto la scelta migliore proponendo una lunga suite dedicata a Franco D’Andrea dopo aver già suonato, per altro molto bene, più di un’ora e venti. Intendiamoci: anche la suite è musicalmente valida ma il fatto di averla proposta alla fine del concerto, non ci ha permesso di seguirla con la dovuta attenzione.

Ciò detto occorre sottolineare come ancora una volta Dave Douglas si sia confermato musicista di classe superiore non solo per la sua personale abilità di strumentista e compositore, ma anche per la straordinaria capacità di assemblare dei gruppi di eccellenti solisti. Jon Irabagon, al sax tenore, ha vinto nel 2008 la “Thelonious Monk International Saxophone Competition”. Nato a Chicago nel 1979 ma di origini filippine, Jon si è imposto alla generale attenzione non solo come sideman ma anche come leader di propri progetti; il perché di tanto successo è apparso palese: innanzitutto una tecnica superlativa che va dalla sicura digitazione al perfetto controllo della dinamica, della respirazione, del bocchino, dell’ancia… con la capacità di spezzettare le frasi grazie ai perfetti colpi di lingua propria dei grandi sassofonisti; e poi l’enciclopedica conoscenza del jazz che gli consente di suonare di tutto e una fantasia che gli permette di seguire Douglas anche nelle più spericolate escursioni.

Non meno originale il pianismo di Matthew Mitchell, classe 1975; a ben ragione considerato anche uno dei migliori compositori del nuovo jazz newyorkese, Mitchell è membro del “Center for Improvisational Music” situato nella Grande Mela.

Proveniente dall’Australia (ma di sicure origini orientali) la contrabbassista Linda Ho si è costruita una solida reputazione suonando, tanto per fare qualche nome, con Joe Lovano, Steve Wilson, Vijay Iyer; accanto a Dave ha evidenziato tutta la sua classe costituendo, per tutta la durata del concerto, un solido punto di riferimento armonico… e non solo.

A completare il gruppo Rudy Royston (Fort Worth, Texas,1971) uno dei più rinomati batteristi della contemporanea scena musicale che, dopo tanti anni di gavetta, nel 2014 ha pubblicato il suo primo album da leader – “303” – grazie proprio a Dave Douglas ed alla sua etichetta Greenleaf.

Insomma, come si accennava, un gruppo di tutte stelle che hanno prodotto una musica non facile da definire, ricca di spunti, di tensioni, di cambi di atmosfera, di continui dialoghi, il tutto ricondotto ad unità da un Dave Douglas sempre in palla. Di solito la sua è una musica in cui l’equilibrio tra forma scritta e improvvisazione è costantemente in bilico ma che proprio per questo assume connotazioni affatto particolari; questa volta, invece, ci è parso di ascoltare una musica più strutturata che nel passato, in cui il ruolo della pagina scritta è preponderante e gli spazi per l’improvvisazione sono dettati da un leader sempre in perfetto controllo. Così basta un cenno ed ecco che i compagni d’avventura assumono il ruolo di solisti evidenziando tutte le loro potenzialità.

Dal canto suo Dave si è confermato esecutore e compositore di assoluto spessore; la sua voce rimane fresca, originale, quasi del tutto priva di vibrato, profondamente ancorata a quel movimento jazz che potremmo definire post bop. Di qui un fraseggio frastagliato, armonicamente complesso, ma scevro da quelle incursioni nel klezmer o nel free che avevano caratterizzato certe sue esibizioni. Quindi, da questo punto di vista, un jazz meno sorprendente ma non per questo meno affascinante ché le sorprese venivano da un canto da come gli altri componenti del gruppo si inserivano nelle volute disegnate dal leader, dall’altro da come Dave riusciva a riprendere in mano le redini del discorso senza la benché minima sbavatura, costruendo una miscela in cui tradizione e modernità si sposano per indicare una nuova probabile strada per gli sviluppi del jazz.

Oltre al già citato omaggio a Franco D’Andrea, Dave ha presentato un altro omaggio dedicato a Charles Mingus – “Self- Portrait in Four Dimensions” – con un chiaro riferimento a quel “Self-Portrait in Three Colors” comparso sull’album “Columbia” “Mingus Ah Um” del 1959, ed è stato davvero un bel sentire.

E, a proposito di bel sentire, la platea ha molto apprezzato le considerazioni espresse, tra un brano e l’altro, dal trombettista sull’attuale presidente degli States, Donald Trump, considerazioni che definire pungenti è usare un eufemismo!

Gerlando Gatto

La redazione di A Proposito di Jazz ringrazia Fabrizio Sodani per le immagini

I NOSTRI CD. Dalle parole ai fatti: fisarmonicisti jazz, qualche suggerimento d’ascolto

E parlando di Castelfidardo, di fisarmonica, mi sembrava opportuno segnalarvi qualche CD più o meno recente inciso da fisarmonicisti che si esprimono con un linguaggio jazzistico.

Frank Marocco – “Ballads” – Artist Signed Records 12/009

Frank Marocco, Daniele Di Bonaventura – “Two For The Road” Artist Signed Records 11/008

E questa mini-rassegna discografica non poteva che iniziare con Frank Marocco, sicuramente una delle voci più originali nell’ambito della fisarmonica jazz. Un vero e proprio gigante che ha saputo dare una svolta al modo stesso di concepire lo strumento, di adattarlo a quelle che sono le pronunce jazzistiche grazie anche ad una tecnica formidabile ma posta sempre al servizio della musicalità, dell’espressività. Ne abbiamo probanti esempi in questi due album.

In “Ballads” Marocco si esprime in splendida solitudine affrontando con classe e pertinenza una serie di ballads molto famose come, tanto per citarne qualcuna, “Lover Man”, “In a Sentimental Mood”, “Smoke get’s In Your Eyes”. L’album ha anche un valore storico in quanto si tratta del suo ultimo CD, prima della scomparsa il 3 marzo del 2012 all’età di 81 anni, prodotto in Italia e pubblicato il 28 settembre del 2011. L’Italia è sempre stato un Paese molto amato da Marocco e non solo per le sue origini (il padre era di Caserta, la madre emiliana). Frank ha infatti continuamente collaborato con nostri musicisti tra cui il bandoneonista Daniele Di Bonaventura col quale ha anche inciso in duo il cd “Two For The Road”. L’album è un vero e proprio gioiellino la cui valenza travalica la bellezza dei temi scelti; i due artisti si integrano alla perfezione con le linee di fisarmonica e bandoneon che ora si intrecciano, ora si affiancano a disegnare un universo sonoro di rara suggestione. Splendida, tra le altre, l’interpretazione di “Pure Immagination” di Leslie Bricusse e Anthony Newley.

Renzo Ruggieri – Live Improvisations – APA 109 2 cd

(Da una recensione di Daniela Floris)

Renzo Ruggieri decide di assemblare in maniera ragionata una serie di registrazioni live di suoi concerti in solo, avvenuti nell’ arco temporale tra il 1998 e il 2010, con il preciso intento di porre l’accento sull’improvvisazione libera e sul coesistere del suo accordion con effetti elettronici e loop station: dunque un disco in solo ma con la possibilità di replicare, doppiare, distorcere e rendere mutevoli la voce di uno strumento molto connotato, che siamo abituati ad associare ad un tipo di musica tradizionale, nonostante nel Jazz lo stesso accordion oramai sia sempre più presente ed in alcuni casi innovativo. In questo percorso ardito, quasi una ricerca sperimentale avvenuta negli anni, (questo cd chiude un trittico cominciato con la registrazione in studio di Improvvisazioni Guidate VAP100 e Storie di Fisarmonica Vissuta VAP101 ), Ruggieri si lascia andare ad un’esplorazione integrale (e dal vivo) delle possibilità del proprio strumento, disvelandone le notevoli possibilità espressive, anche quelle più estreme. Quindici i brani in scaletta, ognuno un piccolo mondo a sé, da ascoltare rigorosamente con la totale apertura mentale che permetta di godere senza pregiudizi di suoni a volte anche ostici, ma sempre inseriti in un disegno che ha un qualcosa di ineluttabile, che in qualche modo va “nel modo giusto”. Perché in fondo sono l’espressione di un messaggio profondamente sentito dal musicista che estemporaneamente lo sta formulando: bisogna fidarsi di lui e con lui decidere di partire per quel viaggio in zone inesplorate.

Klaus Paier, Asja Valcic – “Timeless Suite” – ACT 9598-2

Album molto particolare questo che vede l’uno accanto all’altra Klaus Paier all’ accordion e al bandoneon e Asja Valcic al cello, impegnati su un repertorio assai variegato in cui accanto agli original dei due compaiono brani di Stravinsky, di Bach e di Piazzolla opportunamente arrangiati. Il risultato è notevole soprattutto perché alla fine dell’ascolto si resta allo stesso tempo affascinati e straniati, affascinati perché il sound che i due riescono ad esprimere è davvero unico, travolgente nella sua classica modernità. La tecnica messa in campo è straordinaria ma tutto viene declinato con la massima semplicità, senza alcuno sforzo apparente, con grande fantasia tanto che riesce difficile distinguere tra pagina scritta e parti improvvisate… il che se ci riferiamo ai due strumenti a mantice siamo ancora nel solco del prevedibile, mentre il discorso cambia radicalmente se prendiamo in esame il violoncello ché in ambito jazzistico gli esempi di violoncellisti bravi improvvisatori sono rari. Di qui lo stupore, lo straniamento cui si accennava in precedenza in quanto non si riesce a ben identificare se si tratti di jazz, di world music o di cos’altro. Un consiglio? Lasciate da parte le etichette e ascoltate l’album senza porvi eccessivi interrogativi; ne vale la pena!

Antonino De Luca – “Walkin’ On My Way” – Barvin 14/014

Antonino De Luca è uno dei partecipanti al concorso di Castelfidardo su cui ci siamo soffermati nel precedente articolo. Siciliano di nascita, De Luca oramai da anni si è trasferito proprio in quel di Castelfidardo affinando un talento che gli consentirà, quanto prima di raggiungere prestigiosi traguardi. In questo album inciso nel marzo del 2014, si avvale della collaborazione di Luca Pecchia (chitarra), Gabriele Pesaresi (contrabbasso), Federico Nelson Fioravanti (batteria e percussioni) con lo special guest Josè Luis Fioravanti (percussioni). L’album è declinato attraverso dieci brani in cui accanto a composizioni di Victor Young, Michel Petrucciani, Richard Rodgers, Johnny Green, Frank Marocco e Matt Dennis figurano cinque brani dello stesso De Luca che evidenzia in tal modo una bella propensione compositiva. Così il fisarmonicista riesce a transitare con disinvoltura da terreni più propriamente jazzistici ad atmosfere più propriamente brasiliane e funky. Il tutto senza perdere alcunché della propria identità stilistica. Non a caso lo stesso De Luca, nelle brevi note che accompagnano l’album, sostiene “la necessità di comunicare uno stato d’animo, di tirar fuori tutte le proprie emozioni” e come quindi la musica rappresenti il mezzo per comunicare una storia.

Tango transit – “Blut” – Artist Signed Records – 11/007

Il fisarmonicista Martin Wagner, nato nel 1967 a Francoforte, è il fondatore del trio “Tango Transit” completato da Hanns Hohn al contrabbasso e Andreas Neubauer alla batteria. Negli ultimi venticinque anni, questa formazione ha partecipato a numerosi festival prevalentemente di carattere jazzistico (Israele, Scozia, Italia, Francia, Svizzera, Romania) e realizzato quattro albums tra cui questo “Blut” registrato nel 2010 e un DVD live (“Live im Thalhaus” nel 2013). Trattandosi di musicisti di estrazione diversa, il trio ha elaborato uno stile affatto personale in cui confluiscono input provenienti da mondi diversi quali il jazz, il tango… fino al funky e alla musica Cajon. Elementi, questi, che si ritrovano appieno nell’album in oggetto che si articola su un repertorio di 12 brani tutti scritti dal leader, di cui i primi tre fanno parte di un’articolata e lunga suite, che rappresenta, a nostro avviso, la parte migliore dell’album. Tutta giocata e sull’abilità del leader e sull’intesa con gli altri due partners (in special modo con il contrabbassista) la suite si articola su momenti diversificati ben resi dal trio: così dopo un’intro dal sapore vagamente classicheggiante, si instaura prepotentemente un clima tanguero, soppiantato a sua volta da frammenti in cui ha la prevalenza un linguaggio più strettamente jazzistico… e via di questo passo sino alla fine della terza parte assai vicina all’espressività jazzistica anche per merito del già citato contrabbassista.

Massimo Mazzoni, Christian Riganelli – “New Klezmer Tales”Artist Signed Records – 15/015

L’album si avvale di un organico assolutamente inusuale, almeno per gli amanti del jazz: Massimo Mazzoni sax tenore e soprano, Christian Riganelli fisarmonica, cui si aggiungono in due brani, come special guests, Gabriele Mirabassi al clarinetto e Gabriele Pesaresi al contrabbasso. Mazzoni e Riganelli affrontano un repertorio molto impegnativo costituito da sette composizioni originali d’ispirazione klezmer per sassofono e fisarmonica in cui elementi tradizionali si mescolano con input più moderni in una sorta di coinvolgente mistura che raccoglie altresì suggestioni provenienti dalla musica contemporanea, dal contrappunto di marca bachiana e dalle armonizzazioni proprie del jazz; a queste sette composizioni si aggiungono standard della tradizione popolare (Der Heyser Bulgar,  The Blessing Nigun, Badeken Die Kallah, Ballad for a Klezmer)  ed una rivisitazione del III tempo (lamentoso e grottesco) dalla “Hot Sonate” di Erwin Schuloff. Ascoltando l’intero album non si può fare a meno di notare l’amore, la passione e soprattutto l’onestà intellettuale con cui i due hanno affrontato la difficile impresa: nessuno sfoggio virtuosistico, nessuna pretesa di stupire ma la sincera e assidua volontà di aderire a stilemi propri di una musica che per anni e anni ha narrato le vicende, le sofferenze di un intero popolo.

Gerlando Gatto