Stefano Colpi Atrio al TrentinoInJazz 2019

Sabato 29 giugno
ore 21,30
Cortile Museo del pianoforte antico
Via Santa Caterina, 1
Ala (TN)

STEFANO COLPI ATRIO

Ingresso 10 Euro

Un altro concerto importante per l’edizione 2019 del TrentinoInJazz: nel programma del Lagarina Jazz, ad Ala (TN), sabato 29 giugno torna Stefano Colpi con il suo Atrio, insieme a Roberto Cipelli (pianoforte) e Mauro Beggio (Batteria).

Il progetto Atrio scaturisce dall’attività compositiva di Stefano Colpi, stimolata in un primo momento dal contatto con il pianista Stefano Battaglia e con il batterista Carlo Alberto Canevali, e documentata dal cd Where Do We Go From Here? (2003). Da più di dieci anni il nome è lo stesso (quando l’organico si amplia, diventa Open Atrio) ma i componenti cambiano, seguendo le avventure compositive del contrabbassista trentino. Sotto questa formula si sono dunque alternati vari musicisti: dagli apprezzati pianisti Stefano Battaglia e Roberto Cipelli, al clarinettista Mauro Negri, ai batteristi Carlo Canevali e Stefano Bertoli. Sono stati coinvolti vari solisti di rango della scena regionale trentina, come Walter Civettini, Michele Giro, Michael Lösch, Giuliano Cramerotti, Enrico Tommasini.

Nel 2009, la versione di Open Atrio con Mauro Negri, Roberto Cipelli e Stefano Bertoli fu presentata ad Ala, nel cartellone di Lagarina Jazz. Torna ora nella città di velluto, con la formula originaria del trio con pianoforte, coinvolgendo due figure di spicco del panorama jazzistico nazionale e internazionale, quali Roberto Cipelli e Mauro Beggio. Il primo, pianista di grande sensibilità, vanta collaborazioni con molti tra i più rappresentativi musicisti italiani e stranieri, tra cui Dave Liebman, Sheila Jordan, Tom Harrell, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi. Il secondo, autentico virtuoso del proprio strumento, ha iniziato giovanissimo nel quartetto di Enrico Rava e in seguito ha collaborato tra l’altro con Johnny Griffin, Toots Thielemans, Paul Bley, Kenny Wheeler.

OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL – edizione 38 – La terza giornata

SABATO 24 MARZO, TERZA GIORNATA

La conclusione dell’ Open Papyrus Jazz Festival è affidata al duo Stefano Benni e Umberto Petrin con il loro recital per voce recitante e pianoforte, Misterioso, e alla Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale con un progetto creato per il 50′ anniversario della morte di Martin Luther King. Due spettacoli consecutivi al Teatro Giacosa, preceduti dalla presentazione del libro Grande Musica Nera – storia dell’ Art Ensemble of Chicago, in cui il curatore Claudio Sessa ha non solo raccontato il suo lavoro ma instaurato un fecondo dibattito anche con il direttore artistico Massimo Barbiero e con i presenti in sala. Non si pensi che il dibattere su un libro alle 18 di un sabato sia così scontato.

Ma andiamo a parlare dei due eventi che hanno concluso questa 38esima edizione.

Per mia scelta i commenti sui concerti saranno, per tutte e tre le serate, divisi in due parti, delle quali la seconda è intitolata ” L’impatto su chi vi scrive” ed è il mio commento personalissimo e dichiaratamente non ammantato di alcuna pretesa obiettività. A prescindere dalla competenza, la musica impatta diversamente a seconda della personalità, della formazione, dei gusti di ognuno.

Teatro Giacosa, ore 21: 30

Stefano Benni e Umberto Petrin
Misterioso
Stefano Benni: voce e recitazione
Umberto Petrin: pianoforte

Uno spettacolo voce recitante e pianoforte su Thelonius Monk, genio un po’ maledetto, figura iconica del Jazz che in un Festival dedicato all’ Elogio della Follia di certo è presenza congrua, nel racconto surreale ma nemmeno troppo di Stefano Benni. Un Monk evocato con parole di volta in volta sanguigne, o rassegnate, o solitarie, o guerresche, o logiche o illogiche, un Monk che parla in prima persona e un Benni trasfigurato in lui. Ma anche una Billie Holiday descritta in maniera potente per chi forse mai ne ha sentito il nome, più familiare per chi il Jazz lo segue. Umberto Petrin, pianista con una poderosa esperienza di interazione con letteratura e poesia, racconta con il suo pianoforte lo stesso Monk di Benni, che prende così forma nella sua duplicità di uomo tormentato e di musicista.

L’impatto su chi vi scrive

Un recital suggestivo, che è volato in un attimo. Intenso l’intreccio dei due lati di Monk – l’uomo (letto da Stefano Benni) e il musicista (suonato da Umberto Petrin). Per chi è immerso nel mondo del Jazz non si tratta tanto di scoprire l’uomo, il musicista, il personaggio (le frasi, le intemperanze, gli episodi raccontati dalle parole di certo non usuali di Benni e dalla bella musica di Petrin non sono nuovi per chi conosce Monk), ma di respirare l’atmosfera della sua vita, del suo sentire, del suo modo di essere.
Per chi invece è un neofita la lettura avrà una potenza diversa che non potrà che portare alla necessità di sapere e ascoltare di più.

Teatro Giacosa, ore 22:30

Orchestra
We insist
Ricordo di Luther King
nel 50° anno della morte
diretta da Riccardo Brazzale
Vivian Grillo: voce
Robert Bonisolo: sax tenore, alto e soprano
Rossano Emili: sax baritono, clarinetto e clarinetto basso
Gianluca Carollo: tromba, flicorno, pocket
Mauro Negri: clarinetto e sax alto
Roberto Rossi: trombone
Glauco Benedetti: tuba
Paolo Birro: piano
Marc Abrams: basso
Mauro Beggio: batteria
e con la partecipazione del
Broken Sword Vocal Ensemble
“Un sogno è sempre a suo modo follia, più quel sogno è grande più deve essere folle, e di certo verrà percepito come tale da propri contemporanei” Così il direttore artistico Massimo Barbiero spiega la sua scelta di inserire questa particolare Big Band nel programma il cui tema è come sappiamo l’ Elogio della Follia.  Il sogno è quello del leader del Movimento per i diritti civili Martin Luther King, del quale quest’anno ricorre il 50° della morte.
Brani intensi, coinvolgenti, tratti dal repertorio di Abbey Lincoln e Max Roach (molto bella Lonesome Lover, ma anche When Malindi Sings), Ornette Coleman (Lonely Woman), e brani originali dello stesso Brazzale (Un capanno di montagna in mezzo al mare) .
Arrangiamenti pensati in chiave black, swinganti, potenti, cuciti su una sezione fiati coesa e trascinante. Una voce femminile duttile e potente, protagonista di molti brani con incursioni nel rap, quella di Vivian Grillo. A contrasto le voci liriche del quartetto vocale Broken Sword Vocal Ensemble e anche un’esibizione da solista del soprano Sara Gramola.

 

Vivian Grillo

Paolo Birro

Sara Gramola

 

                                                               L’impatto su chi vi scrive

Un concerto – spettacolo, molto adatto a chiudere festosamente un Festival (li avevamo incontrati in una situazione simile nel 2016 ad Alba Jazz): è un Jazz d’impegno per la tematica proposta ma allo stesso tempo vigoroso e sgargiante. Vivian Grillo, voce solista, ha potenza e presenza scenica, regge molto bene l’impatto dei volumi notevoli dell’ orchestra, non esita a recitare quando serve e ad esibirsi in sequenze adrenaliniche di rap. Interessante la presenza di un ensemble vocale lirico. Il repertorio presentato si rivela scelta vincente, per l’intensità di brani (vedi Freedom Day) che già di per sé sono una garanzia .

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Per chi ce l’ha fatta, il Festival si è concluso a tarda notte al Caffè del Teatro con Traditional T.S. Jazz Band: Fulvio Chiara: cornet, Roberto Beggio: clarinet, Didier Yon: trombone, Marco Levi: banjo, Valerio Chiovarelli: bass tuba, Marco Pangallo: washboard/bass drum.

 

Mauro De Federicis e Vale & The Varlet allo Zingarò Jazz Club di Faenza

Lo Zingarò Jazz Club presenta, mercoledì primo novembre 2017, un appuntamento doppio: Guitar Solo Live Experience è il titolo della prima parte della serata, con il chitarrista Mauro De Federicis che presenta Smile, il suo disco in solo; a seguire, il duo Vale & The Varlet formato da Valentina Paggio al pianoforte, alla voce e alla batteria elettronica e Valeria Sturba al violino, al theremin e all’elettronica. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22.

Con Guitar Solo Live Experience, Mauro De Federicis affronta il terreno del concerto in solo: il chitarrista traccia in questo modo un panorama delle sue esperienze, del suo modo di intendere il jazz e del suo stile espressivo. L’improvvisazione diventa perciò il filo conduttore per legare tra loro le piccole miniature scelte da Mauro De Federicis: un percorso formato da brani originali e da temi di autori come Charlie Chaplin, Heitor Villa-Lobos, Chico Buarque e Thelonious Monk, un messaggio positivo sintetizzato dal titolo scelto per il progetto, Smile.

La dimensione essenziale e ridotta del solo consente a De Federicis di mettere a disposizione degli ascoltatori una voce versatile, sempre riconoscibile e arricchita dalle collaborazioni con artisti diversi – tra gli altri Milva, Giorgio Albertazzi, Dee Dee Bridgewater, Paolo Fresu, Bob Mintzer, Fabio Concato, Fabrizio Bosso e Marco Tamburini. (altro…)

Dodicesima stagione autunno-inverno Milestone Jazz Club

Torna come ogni anno, sempre ricco di nuove proposte e con un livello di offerta musicale altissimo, uno dei punti di riferimento per la musica live di Piacenza e dintorni: il Milestone. Il locale di via Emilia Parmense n. 27 con questa del 2017/2018 è arrivato in splendida forma alla sua dodicesima programmazione stagionale. Dopo dodici anni ininterrotti di intensa attività nei locali dell’ex Arbos, il Milestone si è conquistato un ruolo centrale non solo a livello provinciale, confermandosi come una delle realtà più vivaci e vitali nel circuito della musica dal vivo. Lo confermano l’apprezzamento di tutti i musicisti che ne amano l’atmosfera e la professionalità, il pubblico che ne stima la formula particolarmente conveniente, fatta di tanti concerti gratuiti di altissimo livello al costo di una tessera annuale, e la fama tra gli addetti del settore. Basti ricordare che lo scorso anno è arrivato nei primi posti della classifica dei club più amati, stilata sulla base dei voti dei lettori della prestigiosa rivista JazzIt.

Entrando nel vivo della programmazione, il pubblico del Milestone ogni settimana avrà l’occasione di godersi quell’atmosfera ora intima e rilassata, ora spensierata e familiare, che lo contraddistingue da sempre e che fa sentire a loro agio i suoi frequentatori. Il programma come sempre è molto vario e permette di ascoltare diverse delle molte anime di cui si compone la musica jazz. La serata inaugurale di sabato 7 ottobre è nel segno della tradizione più swingante grazie alla presenza dell’inossidabile Carlo Bagnoli, saxofonista milanese che vanta una lunghissima e felice carriera e che si presenterà sul palco con un quintetto di virtuosi del loro strumento. Accompagneranno il sax baritono di Bagnoli, Alfredo Ferrario al clarinetto, Luciano Zadro alla chitarra, Roberto Piccolo al contrabbasso e Massimo Caracca alla batteria.

Una band formata da 4 docenti, la “MSOM Electric Band”, aprirà la prima jam session della stagione, venerdì 13 ottobre; sul palco Gianni Azzali al sax ed elettronica, Silvio Piccioni alla chitarra, Giuseppe Cominotti alle tastiere e Gianluca Maiolo alla batteria. Dopo il concerto, spazio a chi vorrà unirsi al gruppo per una jam sfrenata fino a tarda notte.

Di lì in poi ogni sabato, eccezion fatta per qualche domenica prima di cena, in concomitanza con gli arrivi degli ospiti internazionali, sarà l’occasione buona per passare una bella serata all’insegna della grande musica, come ormai d’abitudine al Milestone. Si potrà spaziare dal soul rivisitato di Amy Winehouse – cui rende omaggio un quartetto imperniato sulla voce dal timbro così simile all’artista britannica di Lara Ferrari e sul clarinetto di Mauro Negri, che ne ha curato anche gli arrangiamenti – a un classico di eleganza e piacevolezza, come il trio guidato da Roberto Cipelli, con Attilio Zanchi al contrabbasso e Tommy Bradascio alla batteria. Un omaggio al quartetto più famoso della storia con il gruppo “Nothin’ is Real”, guidato dal chitarrista Giampiero Spina, che proporrà una rivisitazione di brani celebri e meno conosciuti dei Beatles. Spazio anche ai giovani come il pianista cremonese Francesco Orio col suo trio, già molto conosciuto nonostante la giovane età, e a un altro pianista, il talentuoso Emanuele Filippi, fresco vincitore del Concorso Bettinardi edizione 2017, che proporrà col suo giovane quintetto, un concerto tutto di inediti di sua composizione. Fiore all’occhiello di questa stagione, come già è trapelato la settimana scorsa, sarà l’esibizione domenica 12 novembre alle ore 18.00 dello Smalls All Stars, quintetto capitanato da Spike Wilner, che porterà al Milestone una ventata di jazz newyorchese, città dove la band si esibisce regolarmente presso uno dei suoi jazz club più significativi, lo “Smalls Club”. Un’appuntamento con le note raffinate e trascinanti del Sudamerica in chiave Jazz sarà il 25 novembre con il quintetto della cantante Patrizia Di Malta, conosciuta per i suoi trascorsi nella musica leggera con il “Gruppo Italiano” (“Anni Ruggenti”, “Tropicana”). (altro…)

La stagione 2017/18 dello Zingarò Jazz Club di Faenza

La stagione 2017/18 dello Zingarò Jazz Club di Faenza

Zingarò Jazz Club
Faenza. Via Campidori, 11
social network: www.facebook.com/zingaro.jazzclub ; www.twitter.com/zingarojazzclub

Mercoledì 27 settembre 2017, con il concerto del duo The Godivas, prende il via la nuova stagione di concerti dello Zingarò Jazz Club di Faenza. Come di consueto, i concerti sono tutti ad ingresso libero e si terranno di mercoledì, con inizio alle 22, nella splendida sala al numero 11 di Via Campidori.

Una stagione di trenta appuntamenti con un filo narrativo in grado di affiancare espressioni più canoniche e formazioni maggiormente rivolte alla sperimentazione: un risultato conseguito grazie alla varietà stilistica delle scelte di Michele Francesconi, direttore artistico della rassegna. Saranno presenti, oltre ai concerti, anche diversi incontri con i protagonisti del panorama jazzistico nazionale: una peculiarità ormai caratteristica che rende lo Zingarò Jazz Club una realtà conosciuta ed apprezzata su tutto il territorio italiano. Nel prossimo cartellone, in particolare, saranno ospiti Enrico Bettinello per la presentazione del suo libro Storie di Jazz e Luca Bragalini con il suo lavoro dedicato alla dimensione sinfonica dell’opera di Duke Ellington.

La stagione si apre con la performance estroversa e irriverente di The Godivas, il duo formato da Messalina Fratnic e Silvia Wakte. E si prosegue, poi, con un mosaico vario e particolareggiato del jazz italiano: gli appassionati ascoltatori dello Zingarò Jazz Club avranno modo di ascoltare tanto la musica dei protagonisti presenti sui palchi dei festival più importanti che quella dei talenti emergenti. E, naturalmente, ci sarà modo di dare visibilità alle formazioni nate sul territorio e di esplorare i territori sonori vicini al jazz. (altro…)

Gabriele Buonasorte Quartet al Roccella Jazz Festival

Il Comune di Roccella Jonica (RC)
è lieto di presentare:

ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2017 – RUMORI MEDITERRANEI
XXXVII EDIZIONE

“A me piace il sud”
Original Tribute to Rino Gaetano

Direzione Artistica: Vincenzo Staiano

Mercoledì 16 agosto 2017
ore 23.00
Largo Colonne
Roccella Jonica (RC)

Gabriele Buonasorte Quartet

ingresso gratuito

Dopo il main event ferragostano con Tuck e Patti e Francesco Loccisano & Carafa quartet, prosegue la sezione Jamming Around & New Talents della XXXVII Edizione del Roccella Jazz Festival, nuovo appuntamento mercoledì 16 agosto.

Gabriele Buonasorte è sassofonista, compositore, arrangiatore e sound designer, uno dei più stimati talenti del jazz italiano, ambiente nel quale si muove professionalmente da anni. Musicista eclettico e versatile, amante delle contaminazioni sonore e di stile che caratterizzano il suo fraseggio sempre vario ed imprevedibile, ha al suo attivo diverse collaborazioni al fianco di musicisti di fama nazionale ed internazionale quali Gabriel Rivano, Ezster Nagypal, Leo Garcia, Raffaele Califano, Susanne Hahn, Silvia Bolognesi, Carlos Rojas, Stelvio Cipriani. A Roccella porterà il suo quartetto con Mauro Negri (Clarinetto), Mauro Gavini (Basso Elettrico) e Saverio Federici (Batteria), autore per Nau Records del disco Forward (2013), definito “una galleria sonora, dove momenti di groove intenso e potente si alternano a ritmi sincopati, atmosfere soft ed evocative, sonorità ironiche simil Reggae ad improvvisazioni psichedeliche e dirompenti”.

Roccella Jazz:
http://www.roccellajazz.org/