
Awa Ly
Il Beat Onto Jazz Festival, si appresta a festeggiare la sua decima edizione, sempre con l’attenta ed energica direzione artistica di Emanuele Dimundo che coordina la sempre vitale Associazione InJazz, ente a cui è deputata l’organizzazione del festival.
Anche quest’anno la kermesse, che si attesta tra i più importanti festival della Penisola, si terrà nella suggestiva cornice della Piazza Cattedrale a Bitonto (comune a pochi chilometri dal capoluogo pugliese) dal 1 al 4 agosto e, nonostante le sempre crescenti difficoltà economiche e la scarsa collaborazione dell’amministrazione comunale, mantiene l’assoluta gratuità, aspetto sempre più raro di questi tempi.
Dal 2000 ad oggi il festival bitontino ha ospitato alcuni tra i più importanti musicisti del panorama jazzistico internazionale, come: Javier Girotto, Paolo Fresu, Francesco Bearzatti, John Abercrombie, Marc Johnsonn, Jerry Bergonzi, Joey Calderazzo, Roberto Gatto, Pietro Condorelli, Irio De Paula, Bob Mintzer, Mario Stantchev, Jimmy Owens, Fabrizio Bosso, Bobby Watson, Ray Mantilla, Nicola Stilo, Maurizio Rolli, Mike Stern, Bob Franceschini, Doctor 3, Andy Gravish, Aldo Romano, Flavio Boltro, Tiziana Foschi e Cinzia Villari, Renato Sellani, Sandy Muller, solo per citarne alcuni. Continua a leggere ‘BEAT ONTO JAZZ FESTIVAL 2010 FESTEGGIA IL DECENNALE’
La SERIETA’ CORRE SUL FILO…
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Enrico Pieranunzi ai commenti di Marco e Luigi , pervenuti alla nostra redazione riguardanti la sua intervista da noi pubblicata il 5 luglio (Piana, Pieranunzi ed io).
Ho letto con piacere i commenti di Marco e Luigi alla mia intervista, che evidentemente è servita a qualcosa. A dimostrare che la confusione è tanta e forse irreversibile e che la cosiddetta serietà fa tanta paura, chissà perchè. E’ una diatriba antica d’altra parte quella cui si fa riferimento, e sarebbe un’ottima occasione forse per un dibattito serio (ohibò!…).
Ci sono molte vie di mezzo tra la “spettacolarizzazione” di cui parlo e la “billevansizzazione” ma l’infondata paura dell’élite che emerge da questi commenti impedisce evidentemente di vederle. In molti campi del resto, non solo in quelli musicali (penso tra i tanti anche al calcio) il nostro stupendo Paese è noto per aver fatto della serietà – in tutto il mondo valore aggiunto – un difetto, un limite, una rottura di scatole, una grande noia. Prendo atto per sintetizzare che “imitazione” = “musica” (??..) per tutti; musica= (?) per pochi.
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