Concha Buika ovvero l’arte del canto
Dal punto di vista prettamente vocale è stata una delle esperienze più interessanti che abbia vissuto negli ultimi tempi: confermando appieno le impressioni che avevo ricavato dall’ascolto dei suoi tre album, Concha Buika si è dimostrata una delle vocalist più originali attualmente in esercizio sulla scena internazionale.
Di origini africane (Guinea Equatoriale), ma nata e cresciuta a Palma de Mayorca, Buika ha elaborato uno stile assolutamente personale in cui si fondono echi di jazz (bello il suo scat), di musica spagnola (in primo luogo flamenco) e ovviamente di melopee e ritmi africani, il tutto sublimato da una voce straordinaria e da capacità interpretative assolutamente fuori dal comune.
Dotata di un strumento affascinante, grumoso, scuro, tutto giocato sui registri medio e grave, eppure di grande potenza, l’artista riesce a far proprio qualunque pezzo decida di eseguire adattandolo alle proprie esigenze espressive. Di qui la netta sensazione che alle volte Concha, con il suo canto, intenda mettere a nudo, raccontare tutta una vita non facile, fatta di dolore, di privazioni, di sofferenze ma alla fine anche di grandi soddisfazioni soprattutto per la perfetta coerenza tra quanto si sente e quanto in effetti si è riusciti a trasmettere.









