I nostri CD
- Elisabetta Antonini – “Un minuto dopo” – Koine’ kne005
- Bobby Hutcherson – “Wise One” – Kind of Blue 10034
- Jan Garbarek – “Dresden” – ECM 2100/01
- Federica Zammarchi – “Fires ‘n Pyres” – Koine’ records kne002
Elisabetta Antonini – “Un minuto dopo” – Koine’ kne005
La voce di Elisabetta Antonini ha la particolarita’ di essere tanto aggraziata quanto intensa, raffinata ma non stucchevole, e queste caratteristiche sono anche quelle di questo bel cd, nel quale si possono ascoltare anche sue composizioni: non sono molte, in Italia, nel jazz, le donne compositrici, e vale sempre la pena di sottolinearlo. Elisabetta affronta anche pero’ brani scritti da Enrico Rava, avvalendosi dei testi complessi, criptici a volte, evocativi, sicuramente sofisticati di Marina Terlizzi. Tutti gli arrangiamenti sono della stessa Antonini, e sono interessanti perche’ sono scritti per fiati e pianoforte e regalano – nel loro interagire poco sovrapposto – una atmosfera lieve, intima, soffusa, ma anche molto connotata e particolare, in cui ogni suono (compresa la voce) ha il modo di esprimersi al suo massimo senza mai sforare sugli altri, il che fa apprezzare la estrema cura espressiva di questa cantante – musicista, ma anche dei bravissimi Alessandro Gwis (ispirato ed anche delicato al piano) , Gabriele Coen ai clarinetti e soprano (bella la sua “Ballata dell’ alfiere”) e Paul McCandless (al sax soprano e all’ Oboe – suono insolito ma adattissimo e particolarmente espressivo in questo contesto). “Un minuto dopo” , che da’ il titolo al disco, e’ composta dalla stessa Antonini: la cito in particolare in quanto non semplice, ma fluida e scorrevole, e resa leggera da una ottima tecnica vocale: per questo mi e’ sembrata corrispondere pienamente al senso stilistico di questo lavoro che e’ difficile ma mai pesante, anzi, direi di una allegra ed accattivante complessita’, tutta femminile.
Avrete la possibilita’ di ascoltare Elisabetta dal vivo, accompagnata da Alessandro Gwis, Gabriele Cohen e Paul Mc Candless lunedi’ 16 novembre all’ Alexanderplatz Jazz Club di Roma, in occasione della presentazione del suo cd. (D.F.)
- Torna su -
Bobby Hutcherson – “Wise One” – Kind of Blue 10034
Bobby Hutcherson e John Coltrane: un’accoppiata vincente , capace di regalare profonde emozioni agli appassionati di questa musica.
In questo album, registrato nei primi mesi del 2009, Hutcherson vuole indirizzare un sentito omaggio a colui che ha sempre considerato una sorta di idolo, uno suo preciso punto di riferimento , non solo musicale: John Coltrane. Di qui un repertorio basato in massima parte proprio sulle composizioni del grande sassofonista.
L’album si apre così con una suggestiva versione di “Wise one”, un altro omaggio di Coltrane alla moglie Naima, contenuto nell’album “Crescent” del 27 Aprile 1964, reinterpretato dal Hutcherson e compagni con assoluta partecipazione. Segue un altro omaggio, questa volta di Coltrane a Sonny Rollins, dal significativo titolo “Like Sonny” qui proposto a ritmo piuttosto veloce; si prosegue con un altro pezzo in qualche modo riconducibile a Coltrane, vale a dire “Aisha” di quel McCoy Tyner che del sassofonista era stato il pianista preferito; certo non mancano casi in cui il modello di riferimento sembra staccarsi da Coltrane per approdare ad altri lidi: è il caso dello splendido “Nancy (With The Laughing Face)” già contenuto nel secondo album coltraniano dedicato alle ballads, in cui il vibrafonista evidenzia tutta la sua bravura in diretta e chiara discendenza da Milt Jackson.
Insomma un album di assoluta eccellenza grazie anche ai compagni d’avventura del vibrafonista: Anthony Wilson alla chitarra, Glenn Richman al basso, Joe Gilman al pianoforte e Eddie Marshall alla batteria. (G.G.)
- Torna su -
Jan Garbarek – “Dresden” – ECM 2100/01
Questo doppio album registrato all’Alter Schlachthof di Dresden il 20 0ttobre del 2007 è particolarmente importante per almeno due ordini di ragioni: rappresenta il ritorno sulla scena discografica di Garbarek come leader dopo ben sei anni (“In praise of dreams” è infatti del 2003) ed è il primo “live” del sassofonista norvegese.
Data la bravura del musicista non v’era alcun dubbio circa la perfetta riuscita dell’impresa che ci conferma un Garbarek in forma smagliante, alla testa del rinnovato gruppo con Rainer Bruninghaus al piano e tastiere, Manu Katché alla batteria e il brasiliano Yuri Daniel al basso, al posto del bravissimo Eberhard Weber ormai lontano dalle scene per una grave malattia che temiamo non gli consentirà di tornare alla musica.
Da quanto emerga da questo “Dresden” , Daniel si è perfettamente integrato nel gruppo superando così quelle perplessità che aveva suscitato nel corso delle prime uscite con Garbarek. Adesso l‘affiatamento è perfetto , la forza propulsiva della sezione ritmica è tornata ad essere quella di un tempo dando modo al leader di esprimere appieno la propria poetica. E la cosa appare evidente confrontando i molti brani contenuti nel doppio CD che già facevano parte di altre realizzazioni: è il caso del sempre suggestivo “Twelve Moons” , di “The Tall Tear Trees” e di “There Were Swallows…” tratti per l’appunto da “Twelve Moons” del ’92, o di “Voy Cantando” già ascoltato in “Legend of the seven dreams” dell’88; ebbene il raffronto evidenzia come Garbarek nulla abbia perso dell’originario smalto essendo capace di rinverdire vecchi successi grazie ad una capacità di “inventare musica” che ha davvero del prodigioso.
Se non siete convinti ascoltate i pezzi nuovi contenuti nel doppio album… e se ancora non vi basta vuol dire che proprio Garbarek non vi piace. (G.G.)
- Torna su -
Federica Zammarchi – “Fires ‘n Pyres” – Koine’ records kne002
E’ importante promuovere il lavoro di donne del jazz, soprattutto se non si limitano a fare le cantanti – che e’ la nicchia dove sembrerebbe relegata gran parte del mondo femminile legato a questo genere musicale – ma hanno una proficua attivita’ di compositrici ed arrangiatrici. Federica Zammarchi e’ una di loro, ed e’ anche brava, e per di piu’ firma anche i testi dei brani presenti in questo bel cd, in cui trapela tutto il suo amore per il jazz, per la musica e per la vocalita’ jazzistica in senso stretto. Mi piace presentarla in questo stesso numero di “A proposito di jazz” in cui mi occupo di un’ altra cantante – compositrice, Elisabetta Antonini, perche’ trovo che sia il momento di incoraggiare donne musiciste che siano riuscite ad accreditarsi in un ambito certamente non facile e certamente molto “maschile”.
Con l’ apporto di Marco Bonini alla chitarra, Gianluca Renzi al contrabbasso, Ettore Fioravanti alla batteria , Paolo Recchia ai sax e Aldo Bassi a corno e flicorno, Federica ci regala un’ ora di jazz bello, divertente, in alcuni momenti molto soft senza diventare “trito”, perche’ gli arrangiamenti sono curatissimi e mai banali, e infatti i suoi musicisti hanno il modo di esprimersi in episodi solistici di rilievo (vedi Bassi e Renzi in “Dido’s Pyre” , Recchia in “Dreamin’, Bonini in “Ice Flower”); la batteria di Fioravanti riesce ad essere elegante, raffinata ma anche intensa e dunque molto importante per colorare il contesto; la voce della Zammarchi, che e’ espressiva anche nei momenti improvvisativi e nello scat , e’ bella, sicura, ed ha un bel timbro rotondo risultando anche molto versatile (vedi la ricerca di impasto sonoro con gli strumenti nella bella intro di “Sereno Stabile”). Speriamo che ci sia presto lo spazio di sentirla anche cantare spesso dal vivo. (Daniel Floris)
- Torna su -
Tag:a proposito di jazz, batteria, cantante, chitarra, contrabbasso, Enrico Rava, Jan Garbarek, jazz, pianista, pianoforte
Trackback dal tuo sito.


