Tecnica ed espressività nella musica di Mirabassi
Ancora un’altra serata di grande musica nell’ambito del 33° Roma Jazz Festival quella di venerdì 13 novembre
Gabriele Mirabassi tutt’ altro che appannato dalla stanchezza per il rientro la mattina stessa dal Brasile – sua terra quasi di adozione – ha dato fiato a tutte le note ed i colori possibili del suo clarino, interagendo intensamente con il contrabbasso di Salvatore Maiore e la chitarra di Peo Alfonsi ma anche duettando appassionatamente con la grande voce di Cristina Zavalloni nella serata dedicata alla casa discografica Egea.
In ogni episodio Mirabassi ha dimostrato di essere un virtuoso con l’ anima, e l’ anima trapela da quelle note acute che sanno essere laceranti urli o soffi delicati ma densi di suono, o dalla espressione che si ascolta anche negli arpeggi piu’ frenetici, in cui le dinamiche sono sempre curatissime ma mai solo artifizi per stupire.
Maiore ed Alfonsi hanno con grande sensibilità raccolto ogni piu’ piccolo spunto e hanno creato e non solo accompagnato.
Ascoltare Mirabassi è sempre una sorpresa perché mentre ci si stupisce della tecnica stupefacente si rimane meravigliati dell’ espressività profonda a cui quella tecnica è, in ogni istante, asservita.
Articoli correlati:
Tag:chitarra, concerto, contrabbasso, festival, guinga, jazz
Trackback dal tuo sito.





