LUDOVICO EINAUDI – NIGHTBOOK

Di Redazione. Pubblicato in Appuntamenti

Dopo il grande successo all’ della prima mondiale del nuovo progetto di Ludovico Einaudi, ritorna il 6 dicembre alla Sala dell’Auditorium, Nightbook, l’ultimo progetto del e compositore .
“Un paesaggio notturno. Un giardino rischiarato dalla luce della notte. Nel cielo scuro qualche stella, le ombre degli alberi intorno. Alle mie spalle una finestra illuminata. Quello che vedo è familiare e al tempo stesso sconosciuto. È come in un sogno, tutto può succedere.” Così, come il punto di passaggio tra la luce e il buio, tra il noto e l’ignoto, Ludovico Einaudi descrive Nightbook. La notte è una chiave. Che permette di entrare negli universi del desiderio, del sogno, del mistero.

“Nightbook è un percorso, ogni brano è il capitolo di una storia, la sfaccettatura di un prisma, uno sguardo possibile sulle esperienze che appartengono al lato più onirico, più interno di noi stessi, la musica apre delle porte su mondi nascosti. Ascoltandola, ognuno può riuscire a entrare in contatto con le proprie emozioni profonde”.
La composizione dell’album ha seguito le tappe dei tour in tutto il mondo, nel corso dei quali Einaudi ha continuato a riempire taccuini di pensieri e suggestioni, registrando gli “appunti musicali” che sono diventati l’anima di questo progetto.
“Alcuni eventi in particolare hanno ispirato le atmosfere di Nightbook” racconta Einaudi: “nel 2006 ho suonato a Milano all’Hangar Bicocca circondato da I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer: Quello spazio sterminato, in cui il sembrava perdersi, l’incombenza delle torri, mi hanno spinto a lavorare su forme musicali diverse e tonalità più misteriose. Successivamente il a Villa Adriana a Tivoli per il , con il musicista elettronico Robert Lippok, e quello al Cargo di Londra, con il video-artista Matteo Ferroni, sono stati un’occasione per riflettere su forze musicali che hanno un loro potere primordiale.”

E le atmosfere di cui parla Ludovico Einaudi si riflettono in una grande libertà espressiva, nella scelta di composizioni dalla struttura più aperta, in sonorità originali ottenute da un vero e proprio incontro del pianoforte con archi e percussioni, e da un uso dell’elettronica che – in pezzi come Il giardino e The Crane Dance – amplifica il suono del pianoforte proiettandolo, come un’ombra, in tutte le direzioni. Brani come Tu sei, Rêverie e Indaco, con la sua esplosione finale degli archi, sono invece pervasi dall’aura circolare, ipnotica e struggente, che ha reso inconfondibile la musica di Einaudi. Se Divenire è un album che evoca un movimento verso il mondo, il flusso della vita nella direzione dell’armonia, della luce, della vitalità, “Nightbook” apre una finestra sull’interno, e sulla possibilità di entrare in contatto con quegli aspetti profondi della realtà che rimandano a una dimensione mitica, potremmo dire originaria. “Per esempio un pezzo come Eros” dice Ludovico Einaudi, “è quasi come un rito pagano che, in un crescendo, racconta il raggiungimento di un’estasi.”

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