Tradimenti e fedeltà
un progetto di
MIMMO CUTICCHIO
Da antichi canovacci.
Adattamenti scenici e opranti: Mimmo Cuticchio e Giacomo Cuticchio
Aiutanti di quinta e di palcoscenico: Fulvio Verna, Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
Quattro serate in compagnia del grande cantastorie, puparo e cuntista siciliano che porterà in scena i suoi storici personaggi, pupi e marionette. Dopo il successo dello scorso anno, Mimmo Cuticchio torna al Parco della Musica dal 26 al 29 dicembre con il progetto Tradimenti e fedeltà.
Nella sterminata selva della letteratura epico-cavalleresca, le rivalità, le lotte, gli amori, le nascite prodigiose, sono riflessi e contrasti che l’Opera dei pupi drammatizzava nella forma rituale del racconto e che il pubblico ascoltava dai contastorie e dai pupari.
Nella sterminata selva della letteratura epico-cavalleresca, le rivalità, le lotte, gli amori, le nascite prodigiose, sono riflessi e contrasti che l’Opera dei pupi drammatizzava nella forma rituale del racconto e che il pubblico ascoltava dai contastorie e dai pupari.
Il tradimento e la fedeltà sono temi ricorrenti, che tracciano alcuni sentieri della tradizione popolare e che mettono in evidenza la somiglianza della struttura narrativa di un gran numero di episodi legati al racconto della vita di eroi.
Nelle caratteristiche dello schema narrativo connesse al tradimento, un posto preminente hanno l’inganno, il raggiro, il ricorso all’aiuto di un terzo componente, sia esso persona sia esso un popolo. In tutti i casi il termine tradimento è sinonimo di fellonia, di omissione dei propri doveri fondamentali verso il sovrano, di ricorso a mezzi sleali di lotta.
Nell’Opera dei pupi, la differenza fra gli eroi e i traditori è resa evidente nei caratteri fisici dei personaggi, i quali sono riconoscibili anche esteriormente. Gli eroi sono belli, alti, hanno vesti di colori vivaci. I traditori sono brutti, piccoli e sono vestiti di nero. I primi, nel vendicarsi, si comportano lealmente, mentre i secondi usano mezzi sleali di lotta: fanno agguati nei boschi, combattono armati contro avversari disarmati, si accordano con i nemici, i quali usano spesso metodi altrettanto infami.
Gli spettacoli che presentiamo in questo progetto sono compositi, Mimmo Cuticchio utilizza convenzioni e tecniche tradizionali, rielaborando drammaturgicamente le trame ma rimanendo fedele alla narrazione tradizionale, alla tecnica e alla recitazione improvvisata e sono rappresentati con i pupi nel piccolo boccascena del classico teatrino.
Nei quattro spettacoli che Cuticchio ha scelto per questo programma (Nozze di Re Pipino e tradimento di Falisetta, Amore di Berta e Milone e tradimento di Raimondo il calabrese, Tradimento di Almonte e morte di Milone, Buovo e Lucietta riabbracciano i loro figli) c’è una grammatica teatrale severa e una complessa scenotecnica di straordinario impatto visivo, che mette a nudo l’assoluta semplicità di un “mestiere” nel quale sanno ancora rispecchiarsi il senso antico del teatro e tutta la creatività di un artista che vive la ricerca come strumento indispensabile alla vita stessa e alla poesia del Teatro.
Il tema di riferimento è sempre la contrapposizione del tradimento alla fedeltà. In alcune di queste storie si racconta di personaggi che per varie sfortunate circostanze perdono il proprio rango per poi riconquistarlo dopo lunghe peripezie. L’immagine della perdita di qualcosa si identifica con l’idea di un diritto calpestato, di una giustizia da rivendicare, sostenuta dal coraggio e dal valore, che sulla scena dell’Opera dei pupi è messa in evidenza dalle lotte e dallo smembramento dei nemici uccisi. In altre vicende si mette in evidenza la fedeltà verso il proprio amore, il sovrano o semplicemente un amico.
Gli episodi presentati sono drammaturgicamente completi, nel senso che ogni serata può considerarsi uno spettacolo a se stante. Tuttavia, chi volesse seguirli tutti, potrà cogliere, oltre al materiale fantastico-cavalleresco, la struttura fondamentale dell’Opra, il suo grande rilievo epico, l’ammirazione per chi rispetta le regole della lealtà, in una parte della Storia dei Paladini di Francia che Mimmo Cuticchio ha scelto di rappresentate in ordine di avvenimento.
26 Dicembre – ore 18
Nozze di Re Pipino e tradimento di Falisetta
Da antichi canovacci.
Adattamento scenico di Mimmo Cuticchio
Oprante: Mimmo Cuticchio
Aiutante di prima quinta: Giacomo Cuticchio
Aiutanti di seconda quinta: Fulvio Verna, Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
Il concepimento di Carlo Magno avviene per un caso del tutto fortuito, perché in realtà Pipino, a seguito di un inganno e del tradimento della dama di compagnia di quella che doveva essere la vera Berta, sposerà Falisetta. Il destino vuole che, durante una battuta di caccia, Pipino venga ospitato nella casa di Lamberto il cacciatore, che aveva dato asilo a Berta. Qui si chiarirà il mistero: Pipino viene a sapere la verità e finalmente sarà la vera principessa ad occupare il posto di sovrana.
27 Dicembre – ore 11
29 Dicembre – ore 11
La spada di Orlando
Da antichi canovacci.
Adattamento scenico di Giacomo Cuticchio
Oprante: Giacomo Cuticchio
aiutante di prima quinta:Fulvio Verna
aiutante di palcoscenico: Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
Si racconta di come la principessa Berta, sorella di Carlo Magno e Milone, conte d’Anglante vengono banditi da Carlo Magno e si perdono in alto mare e di come Berta in una grotta presso Sutri dà alla luce il figlio Orlando.
Si racconta delle prime imprese del piccolo Orlando contro un serpente e di come, dopo avere rubato la coppa di Carlo Magno, si scoprirà che è nipote del re di Francia.
Tornati in Francia, Orlando si trova a studiare in seminario quando Carlo Magno parte per la guerra contro Almonte D’Asia nelle terre di Aspromonte.
Orlando fugge dal seminario per raggiungere il padre in guerra, ma arriva tardi perché questi è stato ucciso dal re Almonte. Ancora ignaro della verità, Orlando si inoltra nel bosco e trova suo zio Carlo Magno che, vicino ad una fonte. combatte contro Almonte. Qui viene a conoscenza che il perfido saraceno ha ucciso suo padre, dopo avergli spezzato le armi. Così Orlando prende di peso Almonte e lo getta dentro la fonte, conquistando le sue armi e la spada durlindana.
27 Dicembre – ore 18
Amore di Berta e Milone e tradimento di Raimondo il calabrese
Da antichi canovacci.
Adattamento scenico di Mimmo Cuticchio
Oprante: Mimmo Cuticchio
Aiutante di prima quinta: Giacomo Cuticchio
Aiutanti di seconda quinta: Fulvio Verna, Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
In occasione della sua incoronazione, Carlo Magno bandisce una giostra, invitando tutti, persino Marsilio, re di Spagna, con i fratelli Bulugante e Falserone. Milone, che è stato nominato capitano generale dell’esercito francese, non si presenta al torneo. Chiuso nelle sue stanze, soffre pene d’amore perché è convinto di non essere corrisposto da Berta, sorella di Carlo Magno. Intanto, i mori di Spagna sul campo fanno gli spavaldi e Gano di Magonza si prepara per trasformare la festa in tempesta. L’occasione gliela dà Milone che, dopo aver saputo tramite il piccolo Ruggiero che il suo amore è ricambiato, si presenta al torneo e vince la giostra. Ma l’agguato è pronto.
28 Dicembre ore 18
Tradimento di Almonte e morte di Milone
Da antichi canovacci
Adattamento scenico di Mimmo Cuticchio
Oprante: Mimmo Cuticchio
Aiutante di prima quinta: Giacomo Cuticchio
Aiutanti di seconda quinta: Fulvio Verna, Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
Negli spettacoli dell’Opra e nei racconti dei contastorie, la morte di Milone, padre di Orlando, assume un grande rilievo epico perché egli viene ucciso da Almonte per il vantaggio delle armi incantate e della spada Durlindana, che spezza le armi del paladino pezzo per pezzo. Lo spettacolo è un esempio eclatante di tradimento e lealtà, perché più volte Milone riesce a battere Almonte, mentre questi non gli consentirà di prendere nuove armi uccidendolo, ma è anche uno dei pezzi di bravura la cui perfetta esecuzione della “svestizione” delle armi garantisce la maestria di un puparo.
29 Dicembre – ore 18
Buovo e Lucietta riabbracciano i loro figli
Da antichi canovacci.
Adattamento scenico di Mimmo Cuticchio
Oprante: Mimmo Cuticchio
Aiutante di prima quinta: Giacomo Cuticchio
Aiutanti di seconda quinta: Fulvio Verna, Tania Giordano
Musiche: tradizionale pianino a cilindro
Le numerose coppie di gemelli delle leggende carolinge hanno tutte una nascita straordinaria: i due fratelli vengono perduti dalla madre, allevati da genitori putativi, rapiti da maghi e fate, divisi ed educati in terre nemiche. È il caso di Malagigi e Viviano del Bastone, che vengono separati nel momento in cui Lucietta li partorisce durante un viaggio. Viviano, vissuto ed educato dal re pagano Balante, divenuto adulto combatterà inconsapevolmente contro il vero padre, Buovo d’Agromonte. Quando tutto si scopre e la verità trionfa non c’è colpa, né castigo, né vendetta, ma il perdono.
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