Dino Piana festeggiato per i 50 anni di attività alla Casa del Jazz
Bell’evento, sabato 19 dicembre, alla Casa del Jazz di Roma. Protagonista uno dei più prestigiosi jazzisti italiani, Dino Piana, che festeggiava i suoi 50 anni di carriera con un concerto della sua big band composta nell’occasione dal figlio Franco, tromba e flicorno e poi da Fernando Brusco, Sergio Vitale, Claudio Corvini, David Short, trombe; Mario Corvini, Enzo de Rosa, Stan Adams, Massimo Pirone, tromboni;
Ferruccio Corsi, Alessandro Tomei, Massimo D’Avola, Gianni Savelli, Franco Marinacci, sassofoni; Stefano Sabatini, pianoforte; Francesco Puglisi, contrabbasso; Pietro Iodice, batteria con Enrico Pieranunzi e Roberto Gatto in veste di ospiti d’onore.
Da questa semplice elencazione si può ben capire di come si sia trattato di una serata davvero eccezionale sia per la qualità della musica espressa, sia, una tantum, per il valore “umano” che questa musica proiettava sia all’interno della band sia tra il numeroso pubblico presente.
In effetti si può benissimo essere grandi musicisti senza per questo essere particolarmente simpatici, educati, gentili: bene Dino Piana rappresenta invece quel che nel mondo “normale” si intende “Un vero signore”.
E per un momento lasciamo da parte i suoi meriti musicali per soffermarci sul Piana uomo: ho l’onore di conoscerlo oramai da qualche decennio e l’ho sempre trovato, oltre che di una innata ed invidiabile eleganza, sempre disponibile, cortese, con il sorriso sulle labbra, bendisposto verso tutti…e soprattutto contento della vita di musicista. Talmente contento che queste qualità le ha trasmesse al figlio Franco, anch’egli persona e musicista di assoluto livello…il tutto agevolato dalla compagna di una vita che l’ha sempre sostenuto in questa innata passione.
Data l’atmosfera che si respirava sabato, non sono l’unico a pensarla in questo modo: una tantum era sinceramente piacevole vedere da quale e quanto affetto Dino venisse circondato sia dai musicisti sia dalla gente venuta come noi a festeggiarlo. E lui che non perdeva mai il solito aplomb anche se non era difficile scorgere una certa commozione come quando, ad esempio, Adriano Mazzoletti chiamato sul palco ha rievocato gli inizi della carriera del trombonista piemontese.
E, per l’appunto, a tutto vantaggio di quei quattro o cinque giovanissimi che non lo conoscono, un brevissimo ritratto del Piana musicista. Dino inizia il suo cammino nel 1959 quando si presenta al concorso radiofonico “La coppa del Jazz”, mettendosi immediatamente in luce come solista. Quindi entra nel quintetto Basso-Valdambrini e nelle orchestre radiofoniche e televisive, continuando l’attività jazzistica. Nella sua lunga carriera prende parte a numerosi festival nazionali ed internazionali fra i quali: Comblain la Tour, Lugano, Berlino, Lubiana, Nizza… nonché a numerosi concerti per la RTF a Parigi, per la RTB a Bruxelles, per l’ UER di Stoccolma, Oslo, Barcellona, Londra, Copenaghen.
Reealizza una lunga serie di concerti ed incisioni con propri complessi e musicisti internazionali tra i quali: Chet Baker, Frank Rosolino, Slide Hampton, Kenny Klarke, Charles Mingus, Pedro Iturralde, Paco del Lucia, George Coleman, Kay Winding, con il quale ha inciso il disco “Duo Bones”. Suona nelle Big Bands di Thad Jones, Mel Lewis, Bob Brookmeyer. Nel 1993 partecipa al concerto tenutosi al Town Hall di New York. Nel 1996 realizza, in quintetto con il figlio Franco un CD dal titolo “Together” e nel luglio 2000 forma la “Dino & Franco Piana Jazz Orchestra” con la quale incide il CD “interplay for 20”. Tra il 2006 e 2007 suona a Damasco e S. Pietroburgo con Gianni Coscia e a Tokio con Gianni Basso. In occasione della “Notte Bianca di Roma”, nel settembre 2007, la “Dino & Franco Piana Jazz Orchestra” tiene un concerto in Piazza del Campidoglio in omaggio al Maestro Armando Trovajoli. Nel 2008 esce un cd distribuito in edicola con Repubblica e L’Espresso.
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