Con Bill Frisell ancora attuali le immagini di Buster Keaton

Bill Frisell (foto Daniela Crevena)
Da un po’ di tempo a questa parte è tornata d’attualità una pratica davvero “vecchia” , vale a dire l’accompagnamento “live” di film muti.
Prima dell’avvento del sonoro era questa, ovviamente, la regola e tale terreno era frequentato con eccellenti risultati anche da jazzisti di vaglia quali, tanto per fare qualche nome, Fats Waller e Count Basie.
Successivamente il connubio tra cinema e jazz ha raggiunto forme di sofisticazione molto più elevate grazie alle colonne sonore ed anche in questo caso l’apporto dei musicisti jazz è stato di rilievo: un nome per tutti, Miles Davis.
Oggi, nella cornice di un rinnovato interesse per quanto di buono ci ha lasciato il passato, non sono pochi i jazzisti che si stanno cimentando nell’accompagnare dal vivo le immagini che scorrono sul grande schermo. Così mercoledì 17 febbraio all’Auditorium Parco della Musica , il trio di Bill Frisell con Tony Scherr al basso elettrico e Kenny Wollesen alla batteria si è cimentato con le immagini tratte da animazioni e film muti .
Giovedì pomeriggio, organizzata dall’Ambasciata svedese alla Fonderia delle Arti, l’esibizione dello svedese Mats Hedberg alla chitarra e del napoletano Giovanni Imparato alle percussioni. Il programma si basava su un preciso filo logico: sottolineare in musica i legami che esistono tra il mondo scandinavo e quello napoletano. La chiave scelta è stata quella giusta: far interagire le melodie napoletane e quelle scandinave con un gioco ad incastro impreziosito dalla bravura e dalla sensibilità dei due musicisti. Così, quando il pallino era nelle mani del napoletano, questi intonava i pezzi celebri della tradizione partenopea con un filo di voce nasale ma precisa e tagliente, con scansioni ritmiche assolutamente diverse dall’originale permettendo così al compagno di inserirsi , con la sua chitarra, nelle pieghe del discorso e in tal modo il brano veniva rivissuto dall’interno . Nel caso contrario era Imparato a vestire con una nuova veste ritmica i brani proposti da Hedberg . Insomma si era creato davvero un clima magico tra palco e uditorio quando il musicista napoletano ha pensato bene di ammannirci un discorsetto di circa cinque minuti sui legami tra Napoli e la Svezia e sui guasti delle multinazionali americane in contrapposizione ad Ikea … Che Celentano stia facendo breccia anche al di fuori della musica “leggera” ?
Comunque questa di interrompere i concerti per proporci considerazioni “politiche” il più delle volte non richiese se non inconsistenti è pratica che quanto prima meriterà qualche ulteriore riflessione.
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