La Casa del Jazz compie 5 anni

Di Redazione. Pubblicato in Appuntamenti

Roberto Gatto

Domenica 18 aprile dalle ore 12

La festeggia domenica 18 aprile il suo quinto anno di attività periodo in cui ha avuto oltre 350.000 spettatori , oltre 1.000 eventi con oltre 3.000 musicisti. Per festeggiare degnamente il primo lustro, nell’arco della giornata si svolgeranno ben tre concerti: alle 12 nel parco con ingresso gratuito:Roberto Gatto i-jazz Ensemble con Roberto Gatto e direzione musicale,Gaetano Partipilo sax alto,Max Ionata sax tenore,Giovanni Falzone tromba,Roberto Rossi ,Alessandro Lanzoni pianoforte,Battista Lena chitarra,Dario Deidda contrabbasso e basso elettrico;un nuovo progetto al debutto assoluto per questa occasione.


Alle 17 sempre nel parco con ingresso gratuito, Hot Club de Zazz- Dedicato a – con Xavier Rigaut armonica e voce, Nicola Puglielli chitarra, Augusto Creni chitarra, Roberto Nicoletti chitarra, Pino Sallusti contrabbasso e infine chiusura della giornata alle 21 nella sala concerti della Casa del Jazz con il (ingresso 5 euro) dell’ Antonello Sorrentino S.T. Quintet Blog con Antonello Sorrentino tromba,Daniele Tittarelli sax alto e soprano,Giovanni Ceccarelli pianoforte,Francesco Ponticelli contrabbasso,Alessandro Marzi batteria.

Come si accennava, la giornata sarà aperta dal Roberto Gatto I-Jazz Ensemble 2010 che si esibisce in anteprima nazionale per poi proseguire il giorno dopo il tour a Trento e a maggio esibirsi al festival Vicenza Jazz ,a Novara e a Rimini per la rassegna “Crossroads. Non poteva che essere una proposta originale il Roberto Gatto I-Jazz Ensemble 2010, la prima grande produzione firmata dall’Associazione Nazionale I-Jazz, nata nel febbraio 2008 come rete di festival e realtà dislocate sul territorio e dedite al jazz, che persegue l’obiettivo della diffusione di progetti in ambito nazionale e non solo. I soci fondatori, nonché attivi promulgatori di progetti incrociati nell’ambito dell’associazione, sono infatti: CAM (Catania Jazz), la Casa del Jazz di Roma, Iseo Jazz, Itinerari Jazz di Trento, Musica Oggi di Milano, Novara Jazz, Pomigliano Jazz e Jazz Network di Ravenna , Rumori Mediterranei (Roccella Jonica), Sardegna Jazz e Siena Jazz, TAM (Tutta un’altra Musica nelle Marche), Toscana Music Pool, Una Striscia di Terra Feconda di Roma e Vicenza Jazz.
La proposta è una formazione stabile guidata da Roberto Gatto, un ottetto composto da musicisti che coprono, anagraficamente, tre differenti generazioni che possa esibirsi in seno ai festival e alle realtà dell’Associazione ma che sia esportabile in Italia e anche all’estero. L’organico segue un po’ il tracciato della precedente avventura del batterista e compositore romano, una super band con la quale rendeva omaggio alle gesta del progressive. “Mi sento a mio agio con le formazioni allargate in questo momento – dice Gatto – ed è un’esperienza che mi dà la possibilità di scrivere ed assorbire la musica in maniera totalmente differente rispetto alle piccole formazioni”.
Tra le note qualificanti della nuova formazione c’è la capacità del leader di assortire i musicisti e creare un organico capace di dialogare con differenti estetiche. “Il concetto da cui sono partito per realizzare la formazione è semplice: non è sempre scontato che circondarsi dei musicisti considerati migliori comporti la totale affermazione della formazione; le dinamiche interne sono variabili indipendenti, nascondono sorprese e bisogna essere attenti a percepire ogni segnale. E’ un gruppo misto, seguo alcuni di loro da tempo magari senza mai averci lavorato, altri sono amici di lungo corso. C’è il giovanissimo pianista Alessandro Lanzoni, uno dei nuovi talenti assoluti, che mi affascina anche per la personalità. Mi è capitato già in passato di fidarmi del mio istinto, ad esempio con personaggi come Javier Girotto quando arrivò in Italia e, più recentemente, Daniele Tittarelli. Ho pensato poi di ricontattare Battista Lena, col quale abbiamo a lungo collaborato in passato, e Dario Deidda, professionista maturo e creativo che suona benissimo sia il contrabbasso che il basso elettrico. Ai sassofoni ho coinvolto Partipilo e Ionata, differenti per stile e approccio, ma capaci di dare un apporto fondamentale. Come anche Falzone, in grado di mescolare retroterra colto e avanguardia. Infine Roberto Rossi, uno dei due fuoriclasse del trombone in Italia con Petrella”.
L’ottetto rappresenta il giusto equilibrio tra due anime, coinvolge musicisti creativi sul fronte dell’avanguardia, come Lena, Partipilo, Falzone, e una frangia più tradizionale. Segue diversi indirizzi musicali poiché è aperto, sotto il punto di vista compositivo, a tutti i componenti. Metà repertorio appartiene al leader, con composizioni nuove e vecchie; l’altra metà è divisa tra Lena, Falzone, Deidda e Partipilo nella fase iniziale. Si suona dal funk alle rivisitazioni dei temi di colonne sonore e molto altro: una gradazione moderna del jazz, una panoramica soddisfacente. Eppure la contaminazione tra generi musicali così diversi non diventa mai provocazione sonora, al contrario ogni brano sembra costruito in modo che l’amalgama non risulti mai forzato, né tanto meno posticcio. Una varietà e dinamicità ribadite da un ultimo presupposto di partenza: la possibilità che ci sia un ricambio, che l’ottetto sia un laboratorio aperto: laddove mancherà uno dei musicisti coinvolti sarà presto inserito qualche altro ospite.

Alle 17 il quintetto romano “Hot Club de Zazz” rende omaggio a Django con l’interpretazione di alcune sue composizioni indimenticabili, nella viva memoria della sua magica presenza a Roma tra il 1949 e il 1950.Il gruppo, riunitosi attorno ad una passione comune, l’amore per la musica gitana del grande chitarrista belga Django Reinhardt celebra una data davvero particolare per la storia del jazz. Nelle prime ore del mattino del 23 gennaio 1910 nasce, infatti, il grande maestro della musica zigana europea. Un gigante del swing e del manouche a cui il tragico incidente con il fuoco porterà via tre dita di una mano, ma consegnerà una rivoluzionaria tecnica chitarristica tale da farlo diventare il “Django” da celebrare nel centenario della nascita. La vita di Reinhardt, cioè “l’orgoglio del popolo rom e fratello maggiore di tutti i chitarristi del Mondo”, viene ripercorsa in musica e parole dagli Hot Club de Zazz.

Chiuderà la giornata alle 21 nella sala concerti della Casa del Jazz il concerto(ingresso 5 euro), dell’Antonello Sorrentino S.T. Quintet Blog che presenterà il suo cd di esordio discografico,”Blog”. Appesi in apparente disordine in una bacheca virtuale, circolari nei loro rimandi come le sezioni di un blog che racconta di sé stessi e di altre esistenze, colorati e vividi,gli undici brani che danno vita al primo album dell’Antonello Sorrentino S. T. Quintet appaiono tali, frammenti ben scelti di un percorso collettivo che ha visto il trombettista e compositore romano suonare per anni con l’altista e sopranista Daniele Tittarelli . Insieme costituiscono il nucleo del gruppo cui si aggiungono il pianista Giovanni Ceccarelli, il contrabbassista Francesco Ponticelli ed il batterista Alessandro Marzi. Si fa sentire la formazione plurima di Antonello Sorrentino che è stato arrangiatore e direttore in formazioni estese, oltre a lavorare in combos, big-band ed in ambito pop (è nell’ultimo album di Simone Cristicchi). Didatta da un decennio alla capitolina Scuola Popolare di Musica di Testaccio, il trombettista è anche autore di musiche per il teatro.

19 aprile 2010
Dutch Jazz Showcase

Nel corso della serata del 19 aprile, dopo l’incontro “Le ragioni del jazz” promosso da i-jazz e Casa del Jazz, si esibiranno tre gruppi jazz olandesi di altissimo livello: State of Monc, Simin Tander e Peter Beets Trio ft. Saskia Laroo, in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi e Buma Cultuur.

Da sempre vi è stato un grande interesse in Italia per la musica jazz e improvvisata proveniente dai Paesi Bassi. Ancora oggi sono molto richiesti gruppi storici come l’Instant Composer’s Pool di Micha Mengelberg e il Willem Breuker Kollektief (in programma a Novara Jazz il 5 giugno) e si esibiscono regolarmente in tournée musicisti come Han Bennink, Ernst Reijseger e Ab Baars.

La musica jazz olandese si distingue per una scena vitale, spesso sorprendente e molto variegata dal punto di vista stilistico. Dopo il constante successo di molti jazzisti olandesi in paesi confinanti come la Germania, il Belgio e la Francia e una serie di iniziative olandesi in Italia, la Casa del Jazz si tinge di arancione il 19 aprile prossimo con uno showcase di tre gruppi, che rappresentano stili ben diversi:

Gli State of Monc danno una risposta convincente alla domanda dove sta andando il jazz. Questo sestetto olandese formatosi intorno ad Arthur Flink e Hielke Praagman, mescola un suono elettronico con il jazz puro su strumenti acustici, con una facilità quasi ingannevole. Il risultato è una musica con l’intelligenza e l’anima del jazz e l’energia della dance.

La giovane contante Simin Tander, tedesca di origine afghana, racconta storie anche senza parole. L’improvvisazione gioca un ruolo fondamentale nei suoi brani, come l’impulsività e la spontaneità. Se è esibita al North Sea Jazz Festival, al Women in Jazz Festival Halle, Jazzahead e a maggio sarà sul palco di Catania Jazz.

Nel 1996 il pianista Peter Beets ha registrato un album straordinario in trio chiamato “First Date”, con il batterista Jeff Hamilton. Dopodiché Peter è divenuto un pianista molto richiesto nei Paesi Bassi e all’estero. Ha accompagnato tra l’altro Deborah Brown, Dee Daniels e Rita Reys. È stato in tour in vari paesi europei, nonché in Giappone e negli Stati Uniti. Per l’occasione il suo trio sarà affiancato da Saskia Laroo, trombettista versatile, che unisce con grande facilità vari stili come hip-hop, jazz, salsa, reggae funk, e world.

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