Gonzalo Rubalcaba, quando il jazz diventa poesia

Di Redazione. Pubblicato in Appuntamenti

Gonzalo Rubalcaba

Gonzalo Rubalcaba

Giovedì 27 all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Grande jazz all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Giovedì 27 per il ciclo Solo si esibirà il cubano Gonzalo Rubalcaba, il cui  album “Gonzalo Rubalcaba SOLO” si è aggiudicato due Latin Grammy Award.  Il suo repertorio spazia dal bop al jazz afro-cubano, dalle ballate tradizionali ai boleri cubani e messicani, in una varianza di atmosfere sola dei grandi artisti. In effetti Gonzalo ha raggiunto oramai un tale livello di maturità espressiva e di padronanza tecnica da essere giustamente considerato tra i migliori pianisti jazz attualmente in esercizio sui palcoscenici internazionali.

Attratto in pari misura anche dalla batteria, all’inizio della sua carriera Gonzalo studia sia quest’ultima sia il . La sua formazione classica inizia presso il Conservatorio “Manuel Saumell” all’età di 9 anni, dove infine si decide per il piano; prosegue poi il suo percorso presso il Conservatorio “Amadeo Roldan” per poi, da ultimo, ottenere il diploma in composizione presso l’Havana’s Institute of Fine Arts nel l983. All’epoca Gonzalo si esibisce già presso i club e le sale da dell’Havana; nel 1985 si presenta con il proprio Grupo Projecto al North Sea e Berlin . Dal 1986 Gonzalo inizia ad incidere per l’etichetta tedesca Messidor di Francoforte, portando a termine tre prestigiosi album con il proprio Cuban Quartet: Mi Gran Pasion, Live in Havana e Giraldilla.

Del 1986 si ricorda il suo incontro fortuito a l’Havana con il bassista . Grazie a quest’ultimo viene notato dal presidente dell’etichetta Blue Note Records, Bruce Lundvall, dando così il via ad una collaborazione, dapprima con Toshiba/EMI in Giappone ed in seguito con la Blue Note negli Stati Uniti, che porta alla pubblicazione di ben 11 dischi. Questi sodalizi valgono a Gonzalo in quello stesso anno (2002) sia un Grammy Latino come Album Jazz dell’anno per Supernova, nonché un Grammy per la co-produzione con Charlie Haden di Nocturne, una raccolta apparsa per Verve di boleri e ballate cubani e messicani. In aggiunta a questi riconoscimenti, Gonzalo vanta al suo attivo 8 nomination ai Grammy, tra cui 4 come Album Jazz dell’anno.

A Roma, come si accennava in apertura, si esibirà da solo, una dimensione a lui particolarmente congeniale, una dimensione in cui a trarre dal suo pianismo le infinite raffinatezze di cui è capace.

Il giorno dopo, venerdì 28 gennaio, sarà la volta del trio di Roberto Gatto; l’artista romano, tra i più stimati musicisti della scena jazzistica mondiale, non solo batterista di grande sensibilità ma anche ottimo organizzatore musicale e band leader,  non esita a mettersi in gioco di fronte a nuove idee e raccoglie l’ennesima sfida attraverso questo nuovo progetto in trio. Coprotagonisti sono Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, due dei più interessanti nuovi talenti emersi in Italia negli ultimi anni, già avviati sulla strada di una luminosa carriera professionale.

Viene spontaneo il riferimento all’impegno e alla dedizione all’insegnamento da parte di un grande artista che nonostante il successo a livello internazionale continua a spendersi per la formazione dei giovani. La conoscenza musicale fra i tre è infatti nata durante le lezioni dell’In.Ja.M. – International Jazz Master Program – prestigioso corso biennale di alta specializzazione di , la più importante realtà didattica jazzistica italiana, punto di riferimento nazionale per il perfezionamento e la formazione professionale di giovani musicisti. Quando le lezioni vanno oltre la semplice trasmissione di nozioni musicali e gli allievi raccolgono questo messaggio, le barriere si abbattono e si creano i presupposti per l’affermazione di musicisti completi. A questo punto insegnanti ed allievi si ritrovano insieme sul palco, accantonando differenze di età e di esperienze, in nome di un progetto condiviso e dell’arricchimento reciproco. Le straordinarie doti musicali di Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista si fondono perfettamente con l’esperienza e l’eleganza di un fuoriclasse come Roberto Gatto.

Il trittico di concerti da non perdere si chiude domenica 30 gennaio con “Francesco Bearzatti Tinissima 4et - X (Suite for Malcolm)”   in Sala Santa Cecilia.  Il disco, della Parco della Musica Records, è stato votato dalla giuria del concorso Top Jazz 2010, indetto dalla rivista Musica Jazz, Miglior Disco dell’anno, mentre il Francesco Bearzatti Tinissima Quartet è stato giudicato Migliore Formazione dell’anno e Danilo Gallo è stato votato come miglior bassista. Inoltre altri riconoscimenti sono stati ottenuti per il Jazz It Award: Bearzatti è il vincitore della sezione “Sax Tenore Italia”, il disco è primo classificato nelle sezioni “Miglior album in Italia” e “Miglior grafica dell’album”.

Ad aprire il concerto sarà Don Pasta che condurrà il pubblico in un viaggio tra canzoni e letture, poesie e vinili per raccontare il legame indissolubile tra la musica afroamericana e i movimenti di protesta neri degli anni ’70.

Altri concerti da non perdere, sempre all’Auditorium, venerdì 28 il trio di Roberto Gatto e Domenica 30 il Francesco Bearzatti Tinissima Quartet.

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