I nostri CD

Di Gerlando Gatto. Pubblicato in I nostri CD, Recensioni


KLAN.G – “Resonances Surfers”

KLAN.G – “Resonances Surfers”

KLAN.G – “Resonances Surfers” – nBn 008

Una considerazione basilare per accingersi ad ascoltare il CD: questo non è un album di ma qualcosa di molto, molto diverso. In effetti i due protagonisti, Alessandro Fedrigo e Alfonso Santimone, nonostante importanti trascorsi jazzistici, appartengono oramai a quell’area cd. creativa che con la musica afro-americana poco o nulla ha in comune. In particolare Fedrigo è uno specialista del basso acustico il cui suono viene però modificato dall’uso di effetti elettronici mentre Alfonso Santimone è un grande esperto di musica elettronica. In questo primo CD ufficiale del duo chiamato “Klan. G”,  Fedrigo e Santimone mettono sul tappeto tutte le loro carte vale a dire una musica sperimentale nell’accezione più completa del termine, una  libera improvvisazione portata quasi alle estreme conseguenze nel senso che i musicisti partono e proseguono il loro cammino sulla strada della composizione istantanea senza necessariamente conoscere il punto d’approdo di questa loro fatica. Gli input provengono, così, anche dagli “emettitori di suono” a comporre un puzzle variegato, difficile da leggere anche se non mancano momento di un certo fascino.

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Marcotulli, Girotto, Biondini – “Variazioni sul tema”

Marcotulli, Girotto, Biondini – “Variazioni sul tema”

Marcotulli, Girotto, Biondini – “Variazioni sul tema” – S’Ard 0016

Rita Marcotulli, oramai considerata una delle migliori pianiste a livello internazionale, si ripresenta al suo pubblico in trio con il sassofonista argentino Javier Girotto e con lo specialista dell’accordion Luciano Biondini (con Pasquale Minieri agli effetti elettronici) in questo nuovo progetto prodotto da S’Ardmusic. L’album si focalizza su un lato particolare della variegata personalità di Rita, vale a dire la sua straordinaria capacità di scrivere musiche per film. Così, eccezion fatta per il secondo brano “I due ubriaconi” scritto da Girotto e Biondini, gli altri undici sono tutti  ispirati dalle composizioni della Marcotulli per il cinema e sottoposti ad un intelligente processo di rilettura da parte del trio. Formazione come si accennava, dall’organico affatto insolito: , accordion e sax. E proprio in questa atipica strutturazione sta uno dei motivi fondamentali del fascino di “Variazioni sul tema”. In effetti il pianismo della Marcotulli, sempre così fantasioso, misurato, dolcemente melodico pur nell’originale ricchezza armonica, si sposa alla perfezione con l’accordion di Biondini mentre i sassofoni soprano e baritono di Girotto si inerpicano a disegnare complesse linee sinuose con quella caratteristica sonorità che caratterizza oramai lo stile del musicista argentino.

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Enrico Pieranunzi - “The Rome session”, PANCD MJ11 – 02

E’ veramente una mossa importante questa decisa dall’Edipan, che ha ritenuto (a ragione) fondamentale ristampare due cd che hanno come protagonista Enrico Pieranunzi, in un arco di tempo compreso tra il 1977 e il 1997. Il che ha voluto dire ridare vita, spessore e fisicità a suoni che se fossero stati abbandonati nei loro supporti, a rischio di deterioramento, si sarebbero persi irrimediabilmente. Edipan ha ristampato musica preziosa, della quale vi si da’ conto qui di seguito.

In “The Rome Session” ascoltiamo Pieranunzi accanto al geniale clarinettista Bill Smith.   I brani sono in duo clarino – pianoforte, clarino solo, e un quartetto formato da Pieranunzi, Smith e Roberto Gatto alla e Bruno Tommaso al contrabbasso.  Musica moderna in un modo sorprendente, incisioni molto più innovative di tanto jazz dei giorni nostri.  Smith, con le sovrincisioni, presenti soprattutto nei brani in solo, preconizza l’utilizzo delle sovrapposizioni melodico armoniche permesse dall’elettronica, che oramai è inseparabile strumento per trombettisti e clarinettisti, ma anche cantanti.  Pieranunzi oscilla tra la sperimentazione armonica e melodica (Now and Here) e momenti di lirismo jazzistico puro (Round Midnight).  Dalla prima all’ultima nota c’e’ sempre una affascinante ricerca di bilanciamento tra suoni morbidi e tradizionali e dissonanze e destrutturazioni armoniche.  Dove il pianoforte osa, il clarino si aggancia dolce al tema originale rendendolo persino struggente con un timbro veramente indimenticabile, anche nelle note acute (ascoltate a questo proposito “My Romance”, prima del raddoppio del tempo).  Ma è vero anche il contrario: ove il clarino gioca su echi e sovrapposizioni, il pianoforte crea accordi e fraseggi puramente jazzistici trascinanti, come nel caso di “Lover man”.  E’ il pianoforte che presenta il tema e mantiene il brano armonicamente ben definito, mentre Smith si esprime con suoni destrutturanti, che si potrebbero persino definire “spaziali”; in questo modo il brano si connota per un mix affascinante di atmosfere opposte ma che diventano sapientemente complementari.  Se dal punto di vista esecutivo questo è ciò che accade, dal punto di vista compositivo è stupefacente come siano avanti coi tempi questi due artisti: ascoltate “Incantation”, brano di Smith, clarino solo, che con le sovrapposizioni ottiene sonorità sapientemente vicine a una certa musica tradizionale.  O “Poseida”, di Pieranunzi, dal tema melodico dolce, in cui il clarino vola, quasi lunare, mentre il pianoforte di Pieranunzi rende intenso il clima di attesa dell’intro con accordi e arpeggi che rievocano Thelonius Monk, e che preludono a un solo sognante che la mano sinistra tiene però saldamente “per terra”.

I brani in quartetto ci danno la possibilità di ascoltare i giovanissimi Bruno Tommaso e Roberto Gatto in stato di grazia, tecnicamente già al top e soprattutto splendidamente in sintonia tra loro e con Pieranunzi e Smith. (Daniela Floris).

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“New & Old Jazz Sounds”

“New & Old Jazz Sounds”

“New & Old Jazz Sounds” PANCD MJ1102

Edipan ha ritenuto (a ragione) ugualmente importante ristampare anche le tracce preziosissime di “New & Old Jazz Sounds”, nate come materiale destinato a sonorizzare documentari e film, tutte composizioni originali di Pieranunzi.  Le prime cinque tracce sono in trio, e Pieranunzi suona con Ole Jorgesen alla batteria e Bruno Tommaso al contrabbasso, anno 1977.  La ristampa ha evitato che si perdessero brani a dir poco accattivanti, tra cui un blues trascinante (Play Off), un Medium Fast swingante  fino al midollo (Imminence), un’intensa ballad (Aurora) il cui tema iniziale è demandato al suono rotondo e vibrante del contrabbasso di Tommaso, e un brano “Latin”.  I sei brani seguenti invece sono in stile dixieland e sono imperdibili anch’essi, sia per la perfezione formale, sia perché sono divertentissimi, ma anche perché vi si possono ascoltare insieme a Pieranunzi anche Marcello Rosa al e Alberto Corvini alla .  Infine  è una delle rarissime occasioni, se non l’ unica,  in cui alla chitarra c’e’ il padre di Pieranunzi – Alvaro – che con Enrico è autore dei brani, tutti originali.  Una rarità che per fortuna per merito della lungimiranza di Edipan non andrà perduta.  La musica è eterea, i cd digitali su cui è stata incisa riportata alla luce per fortuna, no! (Daniela Floris).

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