Renzo Ruggieri entusiasma il pubblico
"Jazz e Opera" la guida all’ascolto di Gerlando Gatto
Quanto lontani possono apparire tra loro il Jazz e l’Opera Lirica? Agli antipodi, quasi. Non per chi ha assistito, lunedì 7 novembre, alla prima guida all’ascolto di Gerlando Gatto alla Casa del Jazz. Tra ascolti, video, domande al fisarmonicista Renzo Ruggieri, musica dal vivo e racconti sono tante le cose che si sono venute a scoprire durante il primo incontro, già denso di stimoli e di notizie inaspettate. Ad esempio ci avevate pensato mai che gli italiani emigrando in America, la patria del Jazz, hanno portato con sé le arie d’opera che avevano imparato dal repertorio popolare bandistico?
La musica, si sa, non è statica. La musica viaggia, la musica assorbe ogni tipo di linguaggio, e rintracciarne i percorsi può essere affascinante e persino importante .
E così con tutte le tracce che chi era presente è riuscito a vedere, preso per mano da Gerlando Gatto, quel percorso ha cominciato ad avere una direzione. Si è percepito che qualunque Jazzista abbia deciso di reinterpretare musica operistica ha coltivato una passione per la melodia che soprattutto le arie d’opera hanno come precipua caratteristica; che ognuno dei musicisti ascoltati (Gatto, Trovesi, Danilo Rea) si sono accostati all’opera con un profondo rispetto e tutt’altro che una volontà di scardinamento dei canoni tipici di quel genere musicale, piuttosto una ferrea volontà di assaporarne emotivamente tutta la sua italianità.
Nei live Renzo Ruggieri ha presentato il suo cd “OPERA”, originalissimo e intenso lavoro musicale e teatrale, nel quale personaggi di celeberrime opere liriche diverse interagiscono in un nuovo intreccio fantastico. E se la recitazione è a canovaccio – non a caso, poiché la parte improvvisativa anche dal punto di vista musicale è di fondamentale importanza – il pubblico della casa del Jazz ha apprezzato anche con quanta amorevole cura celeberrime melodie (provenienti da arie quali “E lucean le stelle” tratta dalla Tosca di Puccini) Ruggieri abbia voluto riproporre, non certo pedissequamente ma con un’intensità drammatica di grande efficacia. Gli applausi, infatti, non si sono fatti attendere. Avere la possibilità di capire la musica attraverso il racconto di un artista, attraverso ascolti mirati alla comprensione di misteriosi legami non è cosa che possa accadere tutti i giorni. E infatti accadrà solo per cinque lunedì alla Casa del Jazz. Io stessa che mi occupo di Jazz, ogni anno imparo più che qualcosa di nuovo, in maniera non meccanica e con una visione critica: per di più ascoltando dal vivo ciò di cui si parla. Ve lo consiglio di cuore e anche con la testa di chi non vuole mai smettere di imparare.
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