Puccini affascina anche attraverso il jazz
Le guide all’ascolto alla Casa del jazz
Quasi due ore sono passate in un soffio alla Casa del Jazz, ed è normale che sia stato così, perche’ tra ascolti filmati e musica dal vivo (con il Maestro Gerardo Iacoucci al pianoforte) le melodie indimenticabili di Puccini hanno preso forma passando attraverso il Jazz.
Un percorso diacronico (con racconti biografici relativi a vita e produzione artistica di un grande dell’opera lirica) ma anche sincronico: ascoltare (ad esempio) l’intermezzo della Manon Lescaut interpretato da Rava (in una strepitosa incisione con Palle Danielsson, Richard Galliano e Bruno Tommaso) ha dato modo di annullare le distanze cronologiche che separano artisti, generi musicali, atmosfere. E dopo Rava, Gerlando Gatto (che con un notevole lavoro a monte ha fatto una cernita particolarmente efficace di artisti che hanno voluto rileggere le melodie pucciniane) ha proposto ascolti molto diversi tra loro, dando la possibilità preziosa ai presenti di poter comprendere e conoscere quanto variegata e caleidoscopica sia la produzione artistica che derivi, né più né meno, da un’ispirazione.
Così nell’aria Puccini ha parlato attraverso l’armonica cromatica di Max De Aloe (definito dallo stesso Iacoucci – che ne ascoltava l’incisione di “Mi chiamano Mimi’” –’ armonicista eccezionale che canta con una voce umana’). E ancora poi attraverso Rava, ma anche con Danilo Rea che accarezzala “Recondita Armonia” tratta dalla Tosca; e ancora il “Coro a Bocca chiusa” dalla Butterfly di Claudio Venier; ed infine attraverso lo strepitoso clarino di Don Byron, con Uri Caine al pianoforte, che propongono un intenso e commovente “Nessun Dorma” tratto dalla Turandot.
E Puccini? C’e’ anche Puccini, certo, filmati tratti dalle rappresentazioni delle sue opere, e quanto e’ attuale Puccini, anche se ascoltato un attimo dopo Enrico Rava. La musica, si sottolinea spesso qui su “A proposito di Jazz” e’ musica vera quando rimane sempre espressiva, commovente, ed emozionante, a prescindere dall’epoca e dalla provenienza.
I live del Maestro Iacoucci, Jazzista, arrangiatore, musicista e Maestro anche di garbo e di stile hanno acceso il pubblico in sala: con i suoi “Vissi d’arte”, “O mio babbino caro”, “Chi, il bel sogno di Doretta”, “E lucean le stelle”, densi di swing, blues, e persino un pizzico di Gospel Iacoucci ha quadrato il cerchio non solo mostrando, ma persino creando un legame intenso, inaspettato e saldo tra Jazz e Lirica.
L’opportunità di esplorare questo mondo si riproporrà lunedì prossimo 5 dicembre, con l’ultima di queste 5 guide all’ascolto: consigliata!
Articoli correlati:
Tag:a proposito di jazz, casa del jazz, Enrico Rava, gerlando gatto, jazz, pianoforte, swing


