Anche Cesaria Evora se ne va
Una delle vocalist più amate e rispettate
Era amata e rispettata in tutto il mondo non solo per la sua arte ma anche, e forse soprattutto, per l’intera sua vita, per la coerenza e il coraggio mostrati nell’arco di una carriera certo non facile. Così non è un caso che oggi l’intero mondo della musica pianga, compatto, la scomparsa di Cesaria Evora. Nata il 27 agosto del 1941 a Midelo Capo Verde, Cesaria – “Cize” per gli amici – si mette subito in luce grazie ad una voce stupefacente; il cantante Bana e 1′associazione delle donne di Capo Verde la invitano a Lisbona per incidere, ma nessun produttore si mostra interessato. Nel 1988, finalmente, la svolta decisiva: Josê Da Silva, un giovane francese originario di Capo Verde, le propone di recarsi a Parigi per incidere un album.
Tornando alla carriera di Cesaria, il successo di “La diva aux pieds nus” viene confermato e accresciuto da “Miss Perfumado”del ’92 che proietta definitivamente la cantante nell’Olimpo delle stelle internazionali. Da allora Evora è rimasta una delle artiste più “trasversali” degli ultimi decenni dal momento che ha raccolto consensi nell’ambito degli appassionati di jazz, di blues, di folk, di musica brasiliana. Ciò perché ha saputo coniugare, in mirabile sintesi, tutti questi elementi partendo dalle percussioni dell’Africa occidentale, passando attraverso il fado portoghese e la musica brasiliana per giungere ad uno stile affatto personale in cui è facile riconoscere una fortissima coloritura blues.
Qualche mese fa si ritira dalle scene perché afflitta da una grave malattia che il 17 dicembre scorso, all’età di 70 anni, la costringe ad alzare bandiera bianca a causa di un’insufficienza cardio-respiratoria acuta, presso l’ospedale Baptista de Sousa, sull’isola di São Vicente (Capo Verde).




Commenti (2)
decorazionisegrete
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o amato la sua voce che è la colonna sonora della mia vita.
o avuto la fortuna di incontrarla tante volte e mi sembra di aver perso una persona cara….
Addio Cize!
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ester
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ho conosciuto Cesaria Evora a Capo Verde nel 92, in Italia non era ancora conosciuta e portai con me da quel viaggio la sua voce. Da quel giorno prima che l’Italia conoscesse la grande Cize, ho dovuto farmi arrivare la sua musica dalla Francia, in segiuto ho collezionato con religiosa precisione tutte le sue incisioni. Scompare non solo una grande voce ma anche un simbolo nazionale per Capo Verde, terra, oggi, purtroppo violata dal meccanismo del turismo di massa
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