Montcalm e Hiromi: due splendide artiste in tournée nel nostro Paese

Di Gerlando Gatto. Pubblicato in Appuntamenti

Hiromi

Hiromi

In questo periodo sono in tournée nel nostro Paese due artiste assai prestigiose, la canadese Tèrez Montcalm e la giapponese Hiromi. Si tratta di due personalità molto forti che si sono particolarmente affermate in questi ultimi periodi seppure per caratteristiche totalmente diverse.

Per la Montcalm tra gli appassionati di si è posto un quesito interessante anche se antico: la personalità di un artista si forma strada facendo o, una volta raggiunto un certo status, si cristallizza in formule che ammettono solo poche modificazioni? Chi scrive propende per la prima ipotesi avendo riguardo ad artisti quali Miles Davis che alla fine del suo percorso stilistico suonava in maniera nettamente diversa rispetto agli inizi. E di esempi di questo tipo se ne potrebbero fare molti altri. Comunque, senza proporre accostamenti che potrebbero apparire blasfemi, Tèrez Montcalm ha evidenziato uno sviluppo artistico di evidente accostamento al ben evidenziato dall’ultimo album dedicato a Shirley Horn, la sua preferita. E’ la stessa Montcalm a spiegare questa sua predilezione: “Era l’unica – afferma – che riusciva a cantare ballate così lente, dando un ritmo rilassato e riuscendo a rallentare lo ”. Affermazioni che potrebbero apparire ovvie se non si tenesse conto di che cosa aveva prodotto Tèrez in precedenza: nei suoi due album “Voodoo” e  “Connection”, la aveva evidenziato uno stile in cui le influenze soul e funky erano sicuramente più importanti e forti di quelle jazz. Adesso il discorso è completamente diverso: la Montcalm propone una serie di ballades nel solco di quella sensibilità interpretativa propria della Horn ed anche se, ovviamente, il canto di quest’ultima rimane irraggiungibile, Tèrez si dimostra vocalist di assoluto livello dotata di una voce calda e profonda e di squisita sensibilità.
(L’artista sarà in Italia il 30 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 31 a Le Ciminiere di Catania e il I febbraio al Teatro Dante di Palermo).

Montcalm

Montcalm

Molto più lineare il percorso artistico della giapponese Hiromi considerata a ben ragione una stella del nuovo firmamento jazzistico già dal 2003 quando venne pubblicato il suo album d’esordio “Another Mind”. Il cd vendette in Giappone 100 mila copie e fu premiato come Album of the Year dalla RIAJ (Recording Industry Association of Japan). Successo bissato l’anno dopo dal secondo album della compositrice/tastierista, “Brain”, che ricevette il premio Horizon ai Surround Music Awards, il premio New Star dal Swing Journal, l’album d’oro da Jazz Life, il Best Japanese Jazz Album da HMV Japan, e il premio miglior artista giapponese del Japan Music Pen Club, club di giornalisti di musica jazz e classica. “Brain” è stato anche nominato album dell’anno dai lettori del Swing Journal nel 2005. Ma non è finita perché nel 2006 Hiromi ha vinto il Best Jazz Act ai Boston Music Awards e il premio Rising Star al Guinness Jazz . Ha inoltre meritato i premi Jazzman of the Year, Pianist of the Year e Album of the Year nel sondaggio dei lettori giapponesi del Swing Journal per il suo album del 2006, “Spiral”. Hiromi continua la serie vincente con l’uscita del 2007 “Time Control” e del 2008, “Beyond Standard”. Entrambi i dischi vedono la partecipazione speciale della super band di Hiromi, i Sonic Bloom.
Nel gennaio 2010 è stato pubblicato il suo più recente disco di piano solo, dal titolo “Place to be”.
Insomma la storia di Hiromi è quella di un’artista che individuata precocemente la sua strada non l’ha più abbandonata ottenendo una serie straordinaria di successi frutto di indubbio talento ma anche di tanto, tanto studio.
Nata a Shizuoka, in Giappone, nel 1979, Hiromi Uehara prende le prime lezioni di piano all’età di 6 anni, dimostrandosi subito dotatissima, precoce e rapida nell’apprendere. All’età di 7 anni entra a far parte della prestigiosa Yamaha School of Music, e a 12 anni si esibisce per la prima volta in pubblico con orchestre di prestigio. A 14 anni Hiromi si reca in Cecoslovacchia dove ha modo di suonare con l’Orchestra Filarmonica Ceca. A 17 anni suona dal vivo con il Chick Corea, il quale decide di incontrarla a Tokyo e, dopo un provino, la invita a partecipare al che avrebbe tenuto nella città il giorno seguente. Nel 1999 Hiromi si iscrive al Berklee College of Music di Boston, dove si diploma col massimo dei voti nel 2003. Alla Berklee conosce Ahmad Jamal, che col tempo diventa suo mentore.
Dal debutto del 2003, Hiromi continua il suo tour in tutto il mondo e partecipa ai più prestigiosi Jazz Festival del mondo.
Ma quali sono i motivi del successo planetario di quest’artista? Data per scontata una tecnica sopraffina, quel che come al solito fa la differenza è la sensibilità dell’artista e quindi la sua capacità di comunicare. Ebbene, Hiromi trasmette il suo modo di vedere, di vivere la musica come un punto di incontro in cui confluiscono tutti gli input che l’hanno interessata nel corso della sua vita, dal jazz canonico al free più spinto, dalla musica elettronica a quella colta … per giungere sino alle sonorità orientali. «Io amo Bach, Oscar Peterson e Franz Liszt – spiega Hiromi – ma amo anche Ahmad Jamal e Sly & the Family Stone, Dream Theater e King Crimson. Sportivi come Carl Lewis e Michael Jordan sono mia grandissima fonte di ispirazione: fondamentalmente, mi sento ispirata da chiunque abbia grande, grande energia.» Quella stessa energia che Hiromi trasmette al pubblico durante ogni suo concerto.
(L’artista suonerà in Italia il 27 gennaio a San Giovanni Valdarno (AR) al Teatro Bucci, il 28 gennaio a Roma all’ Auditorium Parco della Musica; il 29 aprile invece sarà a Ravenna con il suo trio).

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