“Improduo” , Pieranunzi e Bianchi due pianoforti, nessun confine

Di Daniela Floris. Pubblicato in Commenti

Coloro i quali, come chi vi scrive, hanno avuto la fortuna di trovarsi domenica 24 gennaio all’ Auditorium san Micheletto a Lucca hanno assistito ad un fluire di musica tra due artisti cosi’ libero e allo stesso tempo cosi’ reciprocamente generato, che e’ uscito dalla sala dopo piu’ di un’ ora e mezzo di quasi spaesato da quanta creativita’ quell’incontro ha fatto scaturire.
“Improduo” e’ il nome del duo Pieranunzi / Bianchi, l’ uno di ma non solo, l’ altro classico ma anch’esso non solo. I mondi musicali di appartenenza sono, se visti in maniera schematica, diversi. Ma la bellezza dell’ Improduo e’ proprio che al di fuori dagli schemi cio’ che unisce due artisti cosi’ differenti e’ la musica, e come gia’ detto tante volte ma mai abbastanza, la musica non ammette fili spinati, ne’ confini, ne’ – a meno che non sia di basso livello – schematizzazioni.

Lara Iacovini e Riccardo Fioravanti al Jazz Club di Bergamo

Di Redazione. Pubblicato in Commenti

Lara Iacovini, Riccardo Fioravanti

“E’ musica raffinata e sottile quella di Lara Iacovini e Riccardo Fioravanti.” Così esordisce nelle note di copertina del nuovo disco di Lara Iacovini e Riccardo Fioravanti: In the mood of Chet. Un omaggio a Chet Baker, trombettista statunitense tragicamente scomparso il 13 maggio 1988, che il quintetto formato da Lara Iacovini (voce), Riccardo Fioravanti (), Mario Rusca (piano), Giovanni Falzone () e Stefano Bagnoli () ha ricordato venerdì 29 gennaio nella sala concerti del Club di Bergamo per la presentazione della stagione 2010.

In un riuscito mix di originalità e mood bakeriano, il progetto propone i più famosi e affascinanti standard jazz in una insolita condotta a due voci: quella di Lara – in grado di evocare, sorprendentemente, il timbro “angelico” di Chet – e quella di Giovanni Falzone alla tromba.

Siena jazz vola a Panama con i suoi migliori allievi

Di Redazione. Pubblicato in Commenti

Una delegazione è partita per incontrare anche il Presidente della Repubblica di Panama Ricardo Martinelli. La prestigiosa istituzione jazzistica senese parteciperà al Internazionale del

La Fondazione è volata a Panama, ospite del Festival Internazionale del Jazz, con una selezione di allievi dell’InJaM-International jazz Master in Tecniche dell’Improvisazione, il prestigioso corso biennale di alta formazione tuttora in corso a Siena. La delegazione senese ha partecipato al primo incontro relativo alla rete internazionale di scambi creata dalla storica scuola statunitense Berklee College of Music, a seguito di un precedente accordo tra la Fondazione e il Conservatorio superiore di Parigi, tenutosi a Siena in novembre, durante il quale le istituzioni si erano impegnate a dare vita ad una serie di scambi e collaborazioni internazionali, coinvolgendo una selezione dei propri migliori allievi.

Il sentimento italiano tra Jazz, Tenco e Bossanova

Di Daniela Floris. Pubblicato in Commenti

Joe Barbieri (Foto )

, Teatro Studio
Joe Barbieri, “Maison Maravilha”

Joe Barbieri e’ innegabilmente cantautore di talento e possiede una voce bella, intensa, garbata, poetica, nonche’ un buon gusto compositivo sia dal punto di vista strettamente musicale che dei testi delle sue canzoni, e sabato sera (9 gennaio) al Teatro Studio all’ Auditorium, gremito, si e’ sentita finalmente una musica leggera molto raffinata, fatta di suggestioni di alto livello: un po’ di Tenco (che Barbieri ha interpretato con passione, ma che trapelava anche dalle composizioni originali), un po’ di musica anni ’60 (con echi a Paoli, Bindi, Martino), un po’ di Bossanova (Jobim, Caetano Veloso per la vocalita’ morbida), un po’ di (per la scelta del quintetto acustico) ed un tocco di musica colta per l’ apporto del (bravissimo) violista Stefano Jorio. Ma Barbieri e’ anche un cantautore napoletano, e questa caratteristica – senza essere olografica – trapela da alcuni istintivi “abbellimenti” vocali, sia per la vicinanza in alcuni momenti melodici e non solo anche a Pino Daniele (che d’ altronde lo ha definito il suo “erede naturale”).

Dino Piana festeggiato per i 50 anni di attività alla Casa del Jazz

Di Gerlando Gatto. Pubblicato in Commenti

Caro Dino, cento di questi giorni

Bell’evento, sabato 19 dicembre, alla Casa del Jazz di Roma. Protagonista uno dei più prestigiosi jazzisti italiani, Dino Piana, che festeggiava i suoi 50 anni di carriera con un della sua big band composta nell’occasione dal figlio Franco, tromba e flicorno e poi da Fernando Brusco, Sergio Vitale, Claudio Corvini, David Short, trombe; Mario Corvini, Enzo de Rosa, Stan Adams, Massimo Pirone, tromboni;
Ferruccio Corsi, Alessandro Tomei, Massimo D’Avola, Gianni Savelli, Franco Marinacci, sassofoni; Stefano Sabatini, ; Francesco Puglisi, ; Pietro Iodice, con e Roberto Gatto in veste di ospiti d’onore.

Bobo Stenson distillatore di note

Di Gerlando Gatto. Pubblicato in Commenti

Bobo Stenson

Certo che il pubblico romano è davvero strano: di recente ho organizzato , presso la , un ciclo di ascolto dedicato alla musica del Nord Europa temendo che non ci sarebbero stati molti romani interessati al tema ed invece ho avuto una presenza di circa 500 spettatori in sei serate; poi, il 4 dicembre viene all’Auditorium di Roma uno dei massimi esponenti di questa musica, Bobo Stenson, e ugualmente ci sono un’ottantina di persone…fors’anche perché la stessa serata c’era un altro importante dell’”Italian Instabile Orchestra”!

Il jazz del profondo nord: fra modernità e tradizione

Di Daniela Floris. Pubblicato in Commenti

Guida all’ascolto a cura di

Venerdi 20 novembre si e’ concluso il nuovo ciclo delle “guide all’ ascolto” a cura di Gerlando Gatto, e come ogni anno il bilancio e’ stato a dir poco positivo.
Eppure l’ ambito musicale coraggiosamente scelto questa volta non era certo facile, ne’ “friendly” – eccezion fatta forse per Svensson o Garbarek e pochi altri oramai noti alla maggior parte degli amanti del . E se il titolo delle conferenze fa riferimento ad una modernita’ e ad una tradizione del nordico, per la maggior parte di noi gli jazzmen norvegesi, svedesi, finlandesi rappresentano la novita’, ed e’ stata una sorpresa imparare ad ascoltare non solo questa musica – per molti aspetti totalmente diversa da quella a cui siamo abituati – ma anche il suo mutare negli anni, fino ad arrivare ai giorni nostri .

Dalla Nuova Zelanda, Cina e Francia i vincitori del terzo festival internazionale della fisarmonica digitale

Di Redazione. Pubblicato in Commenti

Vincitori fisarmonica digitale

Vincitori fisarmonica digitale

Più di 1000 persone alla Sala Sinopoli dell’ di Roma per la terza edizione del Internazionale della Fisarmonica Digitale. Può sembrare inconsueto, ma è sicuramente confortante sapere che esistono davvero tanti appassionati di questo particolarissimo strumento. Lo testimonia la presenza di un pubblico venuto da tante parti d’Italia e del mondo per ascoltare i finalisti virtuosi di quattordici nazioni che sul palco hanno saputo interpretare con uno stile personalissimo sia composizioni individuali che medley di melodie evergreen arrangiate appositamente per le molteplici sonorità prodotte dalla tecnologia della Roland. Un connubio di atmosfere timbriche, tecnica ed emozionanti interpretazioni hanno mostrato all’opera i migliori talenti, molti dei quali giovanissimi, giudicati da una giuria di sette prestigiosi componenti capitanati dallo spagnolo Angel Luis Castaño.

Cagliari a tutto jazz

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Oltre 200 musicisti per una cinquantina di concerti ospitati in 7 diverse location: anche quest’anno, nel week end del 20-22 novembre, l’ “European Expo/27° in Sardegna” di Cagliari ha proposto una inebriante scorpacciata di musica, e non solo.
La formula, inaugurata cinque anni fa, prevede infatti tutta una serie di interessanti corollari, dal coinvolgimento di un gran numero di addetti ai lavori internazionali (responsabili di , etichette discografiche, scuole di musica, agenzie e istituzioni di una dozzina di paesi), presenti anche con spazi espositivi, all’organizzazione di masterclass e seminari. Quest’anno, poi, si è aggiunta anche una lodevolissima iniziativa di carattere enogastronomico, Jazzin’Chefs, che ha raccolto un vero poker d’assi della ristorazione isolana (Rita Denza del Gallura di Olbia, Achille Pinna del Moderno di S. Antioco, Cristiano Andreini dell’omonimo locale di Alghero e Luigi Pomata, animatore di ristoranti a Cagliari e Carloforte, creatore della manifestazione insieme a Massimo Palmas, direttore artistico del ), raggiungendo un momento d’assoluta eccellenza con il pranzo del 22 novembre, orchestrato a “otto mani”…

Mai note burrose di Renato Mambor

Di Redazione. Pubblicato in Commenti

11 novembre – 1 dicembre 2009

Dall’11 novembre al 1 dicembre 2009 lo spazio AuditoriumArte, presso il Parco della Musica di Roma, ha ospitato la mostra Mai note burrose di Renato Mambor, una silenziosa installazione “orchestrale” appositamente pensata per l’Auditorium.
L’esposizione si situa all’interno di un percorso espositivo sui maestri dell’arte italiana del XX secolo che la Fondazione Musica per Roma porta avanti da tempo con mostre dedicate a grandi artisti quali Burri, Matta nel suo periodo italiano, Novelli e ancora Consagra, Perilli e poi Accardi, Baruchello e Mauri.

Renato Mambor è tra i protagonisti, insieme a Schifano, Pascali, Angeli, Festa, Lombardo e Tacchi, di quella declinazione della sperimentazione artistica di ambito romano che è stata la Scuola di Piazza del Popolo degli anni ’60.

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