<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per A proposito di Jazz, di e con Gerlando Gatto</title>
	<atom:link href="http://www.online-jazz.net/wp/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.online-jazz.net/wp</link>
	<description>Newsletter dedicata alla musica Jazz, e dintorni. Jazz italiano, jazz svedese, concerti, recensioni di dischi e commenti sul mondo della musica e del Jazz</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 15:12:28 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Commenti su High Five Quintet di daniela floris</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/22/high-five-quintet/comment-page-1/#comment-6511</link>
		<dc:creator>daniela floris</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:12:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4615#comment-6511</guid>
		<description>Carissimi Maria Rosaria e Gianni, con grande ritardo mi rendo conto dei vostri commenti, e mi scuso per la mia imperdonabile disattenzione.  Grazie delle vostre parole! E&#039; stato un concerto bellissimo, e quindi di conseguenza lo è anche l&#039; articolo.  Grazie ai musicisti e grazie a Gerlando che mi offre il suo spazio per descrivere a voi lettori  il Jazz, che quando è bello è veramente un onore descrivere.  

Daniela Floris</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi Maria Rosaria e Gianni, con grande ritardo mi rendo conto dei vostri commenti, e mi scuso per la mia imperdonabile disattenzione.  Grazie delle vostre parole! E&#8217; stato un concerto bellissimo, e quindi di conseguenza lo è anche l&#8217; articolo.  Grazie ai musicisti e grazie a Gerlando che mi offre il suo spazio per descrivere a voi lettori  il Jazz, che quando è bello è veramente un onore descrivere.  </p>
<p>Daniela Floris</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I nostri CD di Gerlando Gatto</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2012/01/15/i-nostri-cd-47/comment-page-1/#comment-6427</link>
		<dc:creator>Gerlando Gatto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:15:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4712#comment-6427</guid>
		<description>E bravo “cosialbi” ; che giudizio illuminante; quale capacità di analisi e allo stesso tempo di sintesi…davvero straordinario. Peccato che abbia sbagliato indirizzo. Caro “cosialbi” questo blog ha voluto essere, sin dall’inizio, una sorta di palestra in cui tutti gli appassionati di jazz potessero confrontarsi indipendentemente dal ruolo che ricoprono in questo microcosmo. Un confronto caratterizzato da educazione di linguaggio e onestà intellettuale. Dote, quest’ultima, che Lei non sembra particolarmente apprezzare. In effetti è fin troppo facile gettare la pietra e nascondere la mano. Noi critici forse non capiamo alcunché ma abbiamo il coraggio di metterci la faccia; Lei no. E questo già la duce lunga: ma “cosialbi” cos’è una sorta di crasi tra nome e cognome? Uno pseudonimo? O forse un nome d’arte? Comunque, anche se si fosse firmato con il suo vero nome e cognome avrebbe detto un’enorme stupidaggine. Affermare, come Lei fa, “i soliti critici che non sanno cosa dicono…” significa nulla. A cosa si riferisce? A tutte le recensioni, ad una in particolare, ad un passaggio di qualcuna? Lei ci accusa di non capire nulla… allora perché non ci illumina Lei dall’alto della sua evidentemente enorme competenza; perché non ci scrive le sue opinioni al riguardo, perché non argomenta – se pur ne è capace – in modo da farci ricredere sulle nostre opinioni? In attesa di leggerLa – ma nella quasi certezza che ciò non accadrà – cordialmente la saluto.
Suo Gerlando Gatto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E bravo “cosialbi” ; che giudizio illuminante; quale capacità di analisi e allo stesso tempo di sintesi…davvero straordinario. Peccato che abbia sbagliato indirizzo. Caro “cosialbi” questo blog ha voluto essere, sin dall’inizio, una sorta di palestra in cui tutti gli appassionati di jazz potessero confrontarsi indipendentemente dal ruolo che ricoprono in questo microcosmo. Un confronto caratterizzato da educazione di linguaggio e onestà intellettuale. Dote, quest’ultima, che Lei non sembra particolarmente apprezzare. In effetti è fin troppo facile gettare la pietra e nascondere la mano. Noi critici forse non capiamo alcunché ma abbiamo il coraggio di metterci la faccia; Lei no. E questo già la duce lunga: ma “cosialbi” cos’è una sorta di crasi tra nome e cognome? Uno pseudonimo? O forse un nome d’arte? Comunque, anche se si fosse firmato con il suo vero nome e cognome avrebbe detto un’enorme stupidaggine. Affermare, come Lei fa, “i soliti critici che non sanno cosa dicono…” significa nulla. A cosa si riferisce? A tutte le recensioni, ad una in particolare, ad un passaggio di qualcuna? Lei ci accusa di non capire nulla… allora perché non ci illumina Lei dall’alto della sua evidentemente enorme competenza; perché non ci scrive le sue opinioni al riguardo, perché non argomenta – se pur ne è capace – in modo da farci ricredere sulle nostre opinioni? In attesa di leggerLa – ma nella quasi certezza che ciò non accadrà – cordialmente la saluto.<br />
Suo Gerlando Gatto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I nostri CD di cosialbi</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2012/01/15/i-nostri-cd-47/comment-page-1/#comment-6416</link>
		<dc:creator>cosialbi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 21:57:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4712#comment-6416</guid>
		<description>i soliti critici che non sanno cosa dicono....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i soliti critici che non sanno cosa dicono&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Francesco Cusa</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6377</link>
		<dc:creator>Francesco Cusa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:50:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6377</guid>
		<description>A me pare molto interessante il commento fatto da Lamberto Cesaroni. La realtà è che la logica del pop è entrata bruscamente (soprattutto per una evidente crisi del settore) nel mondo del jazz. Il risultato è chimerico e aberrante: abbiamo trasposto il suono dell&#039;osteria nel patinato marchio DOC del famigerato &quot;jazzitaliano&quot;. Non esiste un mercato del jazz. E&#039; una favoletta creata ad arte da parte di quegli speculatori che lucrano in questa situazione. E&#039; il mercato del pop sotto mentite spoglie ad animare il cadavere (ciò-che-ne-rimane-del). Personaggi che indossano il loden e la camicia a quadrettoni, pur essendo magari dei musicisti apprezzabili, non potranno mai &quot;comparire&quot; in una simile logica, se non di rimpallo e per riconoscimenti tardivi e relativi alla carriera di decenni fa. Da qui la snaturazione. Da qui la morte della biodiversità in questo paese. Aggiungiamoci un&#039;assurda normativa fiscale e di tassazione che vessa oltremodo l&#039;artista italiano e la frittata è fatta. Questa patetica corsa al nuovo talento che transita dalla De Filippi di turno segna l&#039;ora fatidica di questa iperbole. Da anni personalmente e come Improvvisatore Involontario, siamo interessati a queste fenomenologie. Lo abbiamo anche &quot;artisticamente&quot; denunciato per tempo, leggasi anni fa...E&#039; una situazione indecente che fa il paio con tutto il resto. Non oso immaginare cosa accadrà quando Legioni di &quot;Studenti Jazz&quot; fuoriusciranno urlanti e affamate dalla classi in cerca di lavoro. &quot;Antropofagy&quot; potrebbe essere il titolo di un nuovo standards sempre al verde. Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me pare molto interessante il commento fatto da Lamberto Cesaroni. La realtà è che la logica del pop è entrata bruscamente (soprattutto per una evidente crisi del settore) nel mondo del jazz. Il risultato è chimerico e aberrante: abbiamo trasposto il suono dell&#8217;osteria nel patinato marchio DOC del famigerato &#8220;jazzitaliano&#8221;. Non esiste un mercato del jazz. E&#8217; una favoletta creata ad arte da parte di quegli speculatori che lucrano in questa situazione. E&#8217; il mercato del pop sotto mentite spoglie ad animare il cadavere (ciò-che-ne-rimane-del). Personaggi che indossano il loden e la camicia a quadrettoni, pur essendo magari dei musicisti apprezzabili, non potranno mai &#8220;comparire&#8221; in una simile logica, se non di rimpallo e per riconoscimenti tardivi e relativi alla carriera di decenni fa. Da qui la snaturazione. Da qui la morte della biodiversità in questo paese. Aggiungiamoci un&#8217;assurda normativa fiscale e di tassazione che vessa oltremodo l&#8217;artista italiano e la frittata è fatta. Questa patetica corsa al nuovo talento che transita dalla De Filippi di turno segna l&#8217;ora fatidica di questa iperbole. Da anni personalmente e come Improvvisatore Involontario, siamo interessati a queste fenomenologie. Lo abbiamo anche &#8220;artisticamente&#8221; denunciato per tempo, leggasi anni fa&#8230;E&#8217; una situazione indecente che fa il paio con tutto il resto. Non oso immaginare cosa accadrà quando Legioni di &#8220;Studenti Jazz&#8221; fuoriusciranno urlanti e affamate dalla classi in cerca di lavoro. &#8220;Antropofagy&#8221; potrebbe essere il titolo di un nuovo standards sempre al verde. Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Newsletter di Redazione</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/newsletter/comment-page-1/#comment-6353</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:20:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?page_id=3366#comment-6353</guid>
		<description>Gentile Antonella la abbiamo iscritta noi deve solo confermare all&#039;email che le è arrivata. Il sistema sembra comunque funzionare correttamente. Buona lettura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Antonella la abbiamo iscritta noi deve solo confermare all&#8217;email che le è arrivata. Il sistema sembra comunque funzionare correttamente. Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Andrea</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6350</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 23:50:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6350</guid>
		<description>Posso solo dire che fare classifiche riguardo all&#039;arte, alla musica e al jazz, che forse meno di tutte le arti ha un canone estetico rigido sul quale basarsi per giudicare un&#039;artista (regole flessibili per l&#039;armonia, il suono, lo stile e la tecnica), è arbitrario e proprio stupido: una vera e propria perdita di tempo. 
La musica funziona ed ha sempre funzionato così, ci sono artisti che emergono anche per caso, o per conoscenze, e una volta entrati nel giro acquistano sempre più attenzione mediatica, quando altri  incredibilmente bravi restano in penombra o vengono riscoperti molto dopo.
Non c&#039;entra niente la meritocrazia, il governo ladro, l&#039;italia che va a rotoli, e non ci sono più le mezze stagioni. E&#039; sempre stato così, punto.  Se abitavi a new orleans o a chicago sei entrato nei libri di swing, se suonavi da dio ma stavi in alaska probabilmente non ti ha cagato nessuno. Ultima cosa, se volete veramente emergere e pensate sia colpa del paese, abbiate le palle di emigrare invece che minacciarlo sempre (più fatti, meno parole). VI assicuro che il giorno che suonerete meglio di bollani avrete tutta o quasi l&#039;attenzione di bollani, e se così non è forse dovreste umilmente tenere in conto l&#039;ipotesi di non essere così bravi e originali come pensate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso solo dire che fare classifiche riguardo all&#8217;arte, alla musica e al jazz, che forse meno di tutte le arti ha un canone estetico rigido sul quale basarsi per giudicare un&#8217;artista (regole flessibili per l&#8217;armonia, il suono, lo stile e la tecnica), è arbitrario e proprio stupido: una vera e propria perdita di tempo.<br />
La musica funziona ed ha sempre funzionato così, ci sono artisti che emergono anche per caso, o per conoscenze, e una volta entrati nel giro acquistano sempre più attenzione mediatica, quando altri  incredibilmente bravi restano in penombra o vengono riscoperti molto dopo.<br />
Non c&#8217;entra niente la meritocrazia, il governo ladro, l&#8217;italia che va a rotoli, e non ci sono più le mezze stagioni. E&#8217; sempre stato così, punto.  Se abitavi a new orleans o a chicago sei entrato nei libri di swing, se suonavi da dio ma stavi in alaska probabilmente non ti ha cagato nessuno. Ultima cosa, se volete veramente emergere e pensate sia colpa del paese, abbiate le palle di emigrare invece che minacciarlo sempre (più fatti, meno parole). VI assicuro che il giorno che suonerete meglio di bollani avrete tutta o quasi l&#8217;attenzione di bollani, e se così non è forse dovreste umilmente tenere in conto l&#8217;ipotesi di non essere così bravi e originali come pensate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Marco Pezzola</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6347</link>
		<dc:creator>Marco Pezzola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:09:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6347</guid>
		<description>Giampaolo sei sempre un grande,ottima la risposta che hai dato!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giampaolo sei sempre un grande,ottima la risposta che hai dato!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Marco Pezzola</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6346</link>
		<dc:creator>Marco Pezzola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:05:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6346</guid>
		<description>Condivido pienamente l&#039;articolo,vada a farlo leggere al sig. Mario Guidi che quando uno gli si presenta per promuovere un CD o dei concerti gli dice: si si,sei bravo ma qui se non mi porti anche un musicista di nome è un problema!!!!!!   In che mani siamo!!    Il bello è che ha ragione,basti pensare a Roberto Gatto che il padre gli pagava le jam sessions con Chet Baker!! Ad Arezzo si direbbe: coglioni babo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido pienamente l&#8217;articolo,vada a farlo leggere al sig. Mario Guidi che quando uno gli si presenta per promuovere un CD o dei concerti gli dice: si si,sei bravo ma qui se non mi porti anche un musicista di nome è un problema!!!!!!   In che mani siamo!!    Il bello è che ha ragione,basti pensare a Roberto Gatto che il padre gli pagava le jam sessions con Chet Baker!! Ad Arezzo si direbbe: coglioni babo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Marco Pezzola</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6345</link>
		<dc:creator>Marco Pezzola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:58:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6345</guid>
		<description>Cari amici e colleghi,anche quest&#039;anno è arrivata puntualmente la classifica TOP JAZZ 2011 che indica i nomi di quei musicisti che si sono distinti nei vari strumenti.

Come era successo negli anni precedenti i nomi che la fanno da padrone sono sempre i soliti,vale a dire Rava,Bollani,Petrella,Bosso,Guidi,Giuliani,Pietropaoli,Evangelista,Marcotulli, ecc ecc ecc.

Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è che gran parte di questi musicisti appartengono o hanno registrato per le etichette &quot;Parco della Musica&quot;,&quot;Egea&quot; e &quot;Casa del Jazz&quot;. Insomma un bel monopolio &quot;Made in Rome&quot;.

Premesso il rispetto e la professionalità dei musicisti che ho citato qui sopra,giudico questa classifica molto aleatoria e poco credibile poichè si basa su dati incompleti circa le tantissime e validissime produzioni di musica jazz che ogni anno vengono proposte dalle varie etichette presenti sul territotio nazionale.

Il problema infatti sta proprio qui.Questa classifica viene effettuata con il &quot;patrocinio&quot; delle due principali riviste di musica jazz italiane &quot;Musica Jazz&quot; e &quot;Jazz It&quot; le quali pubblicano recensioni sui migliori lavori discografici.

Gran parte delle recensioni che leggo sul jazz italiano,sono sempre riferite ai soliti nomi che circolano ormai da anni e che anche quando queste sono di scarso livello vengono sempre enfatizzate come capolavori dai giornalisti di turno autori delle recensioni.

Se si vanno poi a vedere i CD recensiti di musicisti sconosciuti possiamo notare che moltissimi di loro inseriscono sempre un ospite di riguardo appartenente alla &quot;top ten&quot; senza il quale la loro produzione non verrebbe presa neanche in considerazione e allora ecco che uno come Danilo Rea (per esempio) oltre al Cd del suo trio compare in una miriade di produzioni come ospite e lo stesso fanno i suoi colleghi musicisti.

Tutto questo per dire che,a mio avviso,i giornalisti &quot;esperti del settore&quot; dovrebbero prestare più attenzione alle realtà musicali meno conosciute (ma pur sempre fatte da validissimi musicisti) ascoltandosi magari i CD prodotti da etichette più piccole e ricercando anche lì i talenti che sono sconosciuti al pubblico ma che nulla hanno da invidiare ai nomi più blasonati.

Sinceramente mi viene da mettere in dubbio la reale preparazione di certi giornalisti quando vedo ad esempio Stefano Bollani con 53 punti superare Enrico Pieranunzi con 51! Questo mi lascia quanto mai esterrefatto e sorpreso considerato il fatto che Pieranunzi,come del resto un Franco D&#039;Andrea,ha fatto e continua a fare la storia del jazz italiano ed internazionale e che ora viene superato da Bollani! Non lo dite neanche per scherzo.

Come intendo contestare il sistema di voto on line dove se ne vedono di tutti i colori (tipo musicisti che si votano tre volte da soli) ormai al punto da non essere più credibile.

In Italia ci sono tantissime etichette minori che producono jazz di tutto rispetto e che non vengono minimamente prese in considerazione per il solo fatto di non far parte di certi &quot;canali&quot;. Cito ad esempio la Drycastle Records,piccola etichetta di Arezzo di proprietà di Maurizio Bozzi (musicista di altissimo livello) che vanta dal 2004 decine di produzioni discografiche. Questa etichetta ha avuto riconoscimenti internazionali tra i quali il Los Angeles Music Award con alcuni suoi artisti italiani ed internazionali come la cantante danese Lene Riebau che ha vinto il Nashville Music Award in Tennessee;è conosciuta perfino in Giappone ma non riesce nonostante la tanta buona volontà ad affermarsi qui in Italia. E come questa ce ne sono tante altre.

Fino a quando questi giornalisti non allargheranno le loro conoscenze a tutto questo sottobosco discografico,non si può parlare in modo serio di jazz italiano e tantomeno etichettarlo con tanto di classifiche!!.Lo stesso avviene per i concerti. Ci sono centinaia di musicisti preparatissimi e competenti che vivono nel limbo della musica rimanendo dei perfetti sconosciuti che suonano nei club a 50 euro,mentre tutte queste grandi associazioni musicali oltretutto finanziate con soldi pubblici fanno sempre lavorare i soliti noti.

Questo sistema deve finire,in questo modo non solo non si rende credibile il jazz italiano ma lo si danneggia.

Un&#039;associazione come UMBRIA JAZZ deve cominciare a dare più spazio ai musicisti italiani meno famosi,perchè

è quello che fanno tutti gli altri festivals internazionali. Un impresario come Mario Guidi (quello di Umbria Jazz nel mondo) deve capire che non deve spingere solo quelle produzioni dove compare il &quot;nome&quot; altrimenti i nostri jazzisti non andranno da nessuna parte se tutti facessero come lui. E deve capire anche,il Sig. Mario Guidi,che non da il buon esempio a far bruciare tutte le tappe al figlio Giovanni (pianista che ancora tanta strada deve fare prima di affermarsi ma che in classifica supera Dado Moroni!!!) mandandolo a suonare in mezzo mondo senza che questo abbia fatto la sua doverosa gavetta di apprendistato come abbiamo fatto tutti.Facendo questo,non solo danneggia il figlio,ma fa la figura del classico italiota che dice &quot;io ho il potere in mano,vi faccio vedere dove faccio arrivare questo qui!&quot;. Il jazz italiano ha bisogno di ben altro per essere rilanciato!! Prendiamo esempio dal sistema a campionatura dei Grammy Awards americani. E comunque anche questa è la conferma di come in Italia non si riesce a fare niente di serio e trasparente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici e colleghi,anche quest&#8217;anno è arrivata puntualmente la classifica TOP JAZZ 2011 che indica i nomi di quei musicisti che si sono distinti nei vari strumenti.</p>
<p>Come era successo negli anni precedenti i nomi che la fanno da padrone sono sempre i soliti,vale a dire Rava,Bollani,Petrella,Bosso,Guidi,Giuliani,Pietropaoli,Evangelista,Marcotulli, ecc ecc ecc.</p>
<p>Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è che gran parte di questi musicisti appartengono o hanno registrato per le etichette &#8220;Parco della Musica&#8221;,&#8221;Egea&#8221; e &#8220;Casa del Jazz&#8221;. Insomma un bel monopolio &#8220;Made in Rome&#8221;.</p>
<p>Premesso il rispetto e la professionalità dei musicisti che ho citato qui sopra,giudico questa classifica molto aleatoria e poco credibile poichè si basa su dati incompleti circa le tantissime e validissime produzioni di musica jazz che ogni anno vengono proposte dalle varie etichette presenti sul territotio nazionale.</p>
<p>Il problema infatti sta proprio qui.Questa classifica viene effettuata con il &#8220;patrocinio&#8221; delle due principali riviste di musica jazz italiane &#8220;Musica Jazz&#8221; e &#8220;Jazz It&#8221; le quali pubblicano recensioni sui migliori lavori discografici.</p>
<p>Gran parte delle recensioni che leggo sul jazz italiano,sono sempre riferite ai soliti nomi che circolano ormai da anni e che anche quando queste sono di scarso livello vengono sempre enfatizzate come capolavori dai giornalisti di turno autori delle recensioni.</p>
<p>Se si vanno poi a vedere i CD recensiti di musicisti sconosciuti possiamo notare che moltissimi di loro inseriscono sempre un ospite di riguardo appartenente alla &#8220;top ten&#8221; senza il quale la loro produzione non verrebbe presa neanche in considerazione e allora ecco che uno come Danilo Rea (per esempio) oltre al Cd del suo trio compare in una miriade di produzioni come ospite e lo stesso fanno i suoi colleghi musicisti.</p>
<p>Tutto questo per dire che,a mio avviso,i giornalisti &#8220;esperti del settore&#8221; dovrebbero prestare più attenzione alle realtà musicali meno conosciute (ma pur sempre fatte da validissimi musicisti) ascoltandosi magari i CD prodotti da etichette più piccole e ricercando anche lì i talenti che sono sconosciuti al pubblico ma che nulla hanno da invidiare ai nomi più blasonati.</p>
<p>Sinceramente mi viene da mettere in dubbio la reale preparazione di certi giornalisti quando vedo ad esempio Stefano Bollani con 53 punti superare Enrico Pieranunzi con 51! Questo mi lascia quanto mai esterrefatto e sorpreso considerato il fatto che Pieranunzi,come del resto un Franco D&#8217;Andrea,ha fatto e continua a fare la storia del jazz italiano ed internazionale e che ora viene superato da Bollani! Non lo dite neanche per scherzo.</p>
<p>Come intendo contestare il sistema di voto on line dove se ne vedono di tutti i colori (tipo musicisti che si votano tre volte da soli) ormai al punto da non essere più credibile.</p>
<p>In Italia ci sono tantissime etichette minori che producono jazz di tutto rispetto e che non vengono minimamente prese in considerazione per il solo fatto di non far parte di certi &#8220;canali&#8221;. Cito ad esempio la Drycastle Records,piccola etichetta di Arezzo di proprietà di Maurizio Bozzi (musicista di altissimo livello) che vanta dal 2004 decine di produzioni discografiche. Questa etichetta ha avuto riconoscimenti internazionali tra i quali il Los Angeles Music Award con alcuni suoi artisti italiani ed internazionali come la cantante danese Lene Riebau che ha vinto il Nashville Music Award in Tennessee;è conosciuta perfino in Giappone ma non riesce nonostante la tanta buona volontà ad affermarsi qui in Italia. E come questa ce ne sono tante altre.</p>
<p>Fino a quando questi giornalisti non allargheranno le loro conoscenze a tutto questo sottobosco discografico,non si può parlare in modo serio di jazz italiano e tantomeno etichettarlo con tanto di classifiche!!.Lo stesso avviene per i concerti. Ci sono centinaia di musicisti preparatissimi e competenti che vivono nel limbo della musica rimanendo dei perfetti sconosciuti che suonano nei club a 50 euro,mentre tutte queste grandi associazioni musicali oltretutto finanziate con soldi pubblici fanno sempre lavorare i soliti noti.</p>
<p>Questo sistema deve finire,in questo modo non solo non si rende credibile il jazz italiano ma lo si danneggia.</p>
<p>Un&#8217;associazione come UMBRIA JAZZ deve cominciare a dare più spazio ai musicisti italiani meno famosi,perchè</p>
<p>è quello che fanno tutti gli altri festivals internazionali. Un impresario come Mario Guidi (quello di Umbria Jazz nel mondo) deve capire che non deve spingere solo quelle produzioni dove compare il &#8220;nome&#8221; altrimenti i nostri jazzisti non andranno da nessuna parte se tutti facessero come lui. E deve capire anche,il Sig. Mario Guidi,che non da il buon esempio a far bruciare tutte le tappe al figlio Giovanni (pianista che ancora tanta strada deve fare prima di affermarsi ma che in classifica supera Dado Moroni!!!) mandandolo a suonare in mezzo mondo senza che questo abbia fatto la sua doverosa gavetta di apprendistato come abbiamo fatto tutti.Facendo questo,non solo danneggia il figlio,ma fa la figura del classico italiota che dice &#8220;io ho il potere in mano,vi faccio vedere dove faccio arrivare questo qui!&#8221;. Il jazz italiano ha bisogno di ben altro per essere rilanciato!! Prendiamo esempio dal sistema a campionatura dei Grammy Awards americani. E comunque anche questa è la conferma di come in Italia non si riesce a fare niente di serio e trasparente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Al Top Jazz questa volta non vincono i &#8220;soliti noti&#8221; di Marco Pezzola</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2012/01/11/al-top-jazz-questa-volta-non-vincono-i-soliti-noti/comment-page-1/#comment-6344</link>
		<dc:creator>Marco Pezzola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:52:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4697#comment-6344</guid>
		<description>LA CLASSIFICA TOP JAZZ 2011 NON E&#039; CREDIBILE,IL JAZZ ITALIANO NON E&#039; SOLO RAVA,BOLLANI E c.
 --------------------------------------------------------------------------------------------------
 Cari amici e colleghi,anche quest&#039;anno è arrivata puntualmente la classifica TOP JAZZ 2011 che indica i nomi di quei musicisti che si sono distinti nei vari strumenti.
 
Come era successo negli anni precedenti i nomi che la fanno da padrone sono sempre i soliti,vale a dire Rava,Bollani,Petrella,Bosso,Guidi,Giuliani,Piatropaoli,Evangelista,Marcotulli, ecc ecc ecc.
 
Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è che gran parte di questi musicisti appartengono o hanno registrato per le etichette &quot;Parco della Musica&quot;,&quot;Egea&quot; e &quot;Casa del Jazz&quot;. Insomma un bel monopolio &quot;Made in Rome&quot;.
 
Premesso il rispetto e la professionalità dei musicisti che ho citato qui sopra,giudico questa classifica molto aleatoria e poco credibile poichè si basa su dati incompleti circa le tantissime e validissime produzioni di musica jazz che ogni anno vengono proposte dalle varie etichette presenti sul territotio nazionale.
 
Il problema infatti sta proprio qui.Questa classifica viene effettuata con il &quot;patrocinio&quot; delle due principali riviste di musica jazz italiane &quot;Musica Jazz&quot; e &quot;Jazz It&quot; le quali pubblicano recensioni sui migliori lavori discografici.
 
Gran parte delle recensioni che leggo sul jazz italiano,sono sempre riferite ai soliti nomi che circolano ormai da anni e che anche quando queste sono di scarso livello vengono sempre enfatizzate come capolavori dai giornalisti di turno autori delle recensioni.
 
Se si vanno poi a vedere i CD recensiti di musicisti sconosciuti possiamo notare che moltissimi di loro inseriscono sempre un ospite di riguardo appartenente alla &quot;top ten&quot; senza il quale la loro produzione non verrebbe presa neanche in considerazione e allora ecco che uno come Danilo Rea (per esempio) oltre al Cd del suo trio compare in una miriade di produzioni come ospite e lo stesso fanno i suoi colleghi musicisti.
 
Tutto questo per dire che,a mio avviso,i giornalisti &quot;esperti del settore&quot; dovrebbero prestare più attenzione alle realtà musicali meno conosciute (ma pur sempre fatte da validissimi musicisti) ascoltandosi magari i CD prodotti da etichette più piccole e ricercando anche lì i talenti che sono sconosciuti al pubblico ma che nulla hanno da invidiare ai nomi più blasonati.
 
Sinceramente mi viene da mettere in dubbio la reale preparazione di certi giornalisti quando vedo ad esempio Stefano Bollani con 53 punti superare Enrico Pieranunzi con 51! Questo mi lascia quanto mai esterrefatto e sorpreso considerato il fatto che Pieranunzi,come del resto un Franco D&#039;Andrea,ha fatto e continua a fare la storia del jazz italiano ed internazionale e che ora viene superato da Bollani! Non lo dite neanche per scherzo.
 
Come intendo contestare il sistema di voto on line dove se ne vedono di tutti i colori (tipo musicisti che si votano tre volte da soli) ormai al punto da non essere più credibile.
 
In Italia ci sono tantissime etichette minori che producono jazz di tutto rispetto e che non vengono minimamente prese in considerazione per il solo fatto di non far parte di certi &quot;canali&quot;. Cito ad esempio la Drycastle Records,piccola etichetta di Arezzo di proprietà di Maurizio Bozzi (musicista di altissimo livello) che vanta dal 2004 decine di produzioni discografiche. Questa etichetta ha avuto riconoscimenti internazionali tra i quali il Los Angeles Music Award con alcuni suoi artisti italiani ed internazionali come la cantante danese Lene Riebau che ha vinto il Nashville Music Award in Tennessee;è conosciuta perfino in Giappone ma non riesce nonostante la tanta buona volontà ad affermarsi qui in Italia. E come questa ce ne sono tante altre.
 
Fino a quando questi giornalisti non allargheranno le loro conoscenze a tutto questo sottobosco discografico,non si può parlare in modo serio di jazz italiano e tantomeno etichettarlo con tanto di classifiche!! Lo stesso avviene per i concerti. Ci sono centinaia di musicisti preparatissimi e competenti che vivono nel limbo della musica rimanendo dei perfetti sconosciuti che suonano nei club a 50 euro,mentre tutte queste grandi associazioni musicali oltretutto finanziate con soldi pubblici fanno sempre lavorare i soliti noti.
 
Questo sistema deve finire,in questo modo non solo non si rende credibile il jazz italiano ma lo si danneggia.
 
Un&#039;associazione come UMBRIA JAZZ deve cominciare a dare più spazio ai musicisti italiani meno famosi,perchè
 
è quello che fanno tutti gli altri festivals internazionali che ricevono soldi pubblici. Un impresario come Mario Guidi (quello di Umbria Jazz nel mondo) deve capire che non deve spingere solo quelle produzioni dove compare il &quot;nome&quot; altrimenti i nostri jazzisti non andranno da nessuna parte se tutti facessero come lui. E deve capire anche,il Sig. Mario Guidi,che non da il buon esempio a far bruciare tutte le tappe al figlio Giovanni (pianista che ancora tanta strada deve fare prima di affermarsi ma che in classifica si piazza addirittura prima di Dado Moroni))mandandolo a suonare in mezzo mondo senza che questo abbia fatto la sua doverosa gavetta di apprendistato come abbiamo fatto tutti.Facendo questo,non solo danneggia il figlio,ma fa la figura del classico italiota che dice &quot;io ho il potere in mano,vi faccio vedere dove faccio arrivare questo qui!&quot;. Il jazz italiano ha bisogno di ben altro per essere rilanciato!! Prendiamo esempio dal sistema a campionatura dei Grammy Awards americani. Tutto ciò è la conferma di come in Italia non si riesce a fare niente di serio e trasparente. Così come il silenzio di tanti musicisti convinti ancora che un domani arriverà un Robin Hood a tirarli fuori da questa situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA CLASSIFICA TOP JAZZ 2011 NON E&#8217; CREDIBILE,IL JAZZ ITALIANO NON E&#8217; SOLO RAVA,BOLLANI E c.<br />
 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
 Cari amici e colleghi,anche quest&#8217;anno è arrivata puntualmente la classifica TOP JAZZ 2011 che indica i nomi di quei musicisti che si sono distinti nei vari strumenti.</p>
<p>Come era successo negli anni precedenti i nomi che la fanno da padrone sono sempre i soliti,vale a dire Rava,Bollani,Petrella,Bosso,Guidi,Giuliani,Piatropaoli,Evangelista,Marcotulli, ecc ecc ecc.</p>
<p>Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è che gran parte di questi musicisti appartengono o hanno registrato per le etichette &#8220;Parco della Musica&#8221;,&#8221;Egea&#8221; e &#8220;Casa del Jazz&#8221;. Insomma un bel monopolio &#8220;Made in Rome&#8221;.</p>
<p>Premesso il rispetto e la professionalità dei musicisti che ho citato qui sopra,giudico questa classifica molto aleatoria e poco credibile poichè si basa su dati incompleti circa le tantissime e validissime produzioni di musica jazz che ogni anno vengono proposte dalle varie etichette presenti sul territotio nazionale.</p>
<p>Il problema infatti sta proprio qui.Questa classifica viene effettuata con il &#8220;patrocinio&#8221; delle due principali riviste di musica jazz italiane &#8220;Musica Jazz&#8221; e &#8220;Jazz It&#8221; le quali pubblicano recensioni sui migliori lavori discografici.</p>
<p>Gran parte delle recensioni che leggo sul jazz italiano,sono sempre riferite ai soliti nomi che circolano ormai da anni e che anche quando queste sono di scarso livello vengono sempre enfatizzate come capolavori dai giornalisti di turno autori delle recensioni.</p>
<p>Se si vanno poi a vedere i CD recensiti di musicisti sconosciuti possiamo notare che moltissimi di loro inseriscono sempre un ospite di riguardo appartenente alla &#8220;top ten&#8221; senza il quale la loro produzione non verrebbe presa neanche in considerazione e allora ecco che uno come Danilo Rea (per esempio) oltre al Cd del suo trio compare in una miriade di produzioni come ospite e lo stesso fanno i suoi colleghi musicisti.</p>
<p>Tutto questo per dire che,a mio avviso,i giornalisti &#8220;esperti del settore&#8221; dovrebbero prestare più attenzione alle realtà musicali meno conosciute (ma pur sempre fatte da validissimi musicisti) ascoltandosi magari i CD prodotti da etichette più piccole e ricercando anche lì i talenti che sono sconosciuti al pubblico ma che nulla hanno da invidiare ai nomi più blasonati.</p>
<p>Sinceramente mi viene da mettere in dubbio la reale preparazione di certi giornalisti quando vedo ad esempio Stefano Bollani con 53 punti superare Enrico Pieranunzi con 51! Questo mi lascia quanto mai esterrefatto e sorpreso considerato il fatto che Pieranunzi,come del resto un Franco D&#8217;Andrea,ha fatto e continua a fare la storia del jazz italiano ed internazionale e che ora viene superato da Bollani! Non lo dite neanche per scherzo.</p>
<p>Come intendo contestare il sistema di voto on line dove se ne vedono di tutti i colori (tipo musicisti che si votano tre volte da soli) ormai al punto da non essere più credibile.</p>
<p>In Italia ci sono tantissime etichette minori che producono jazz di tutto rispetto e che non vengono minimamente prese in considerazione per il solo fatto di non far parte di certi &#8220;canali&#8221;. Cito ad esempio la Drycastle Records,piccola etichetta di Arezzo di proprietà di Maurizio Bozzi (musicista di altissimo livello) che vanta dal 2004 decine di produzioni discografiche. Questa etichetta ha avuto riconoscimenti internazionali tra i quali il Los Angeles Music Award con alcuni suoi artisti italiani ed internazionali come la cantante danese Lene Riebau che ha vinto il Nashville Music Award in Tennessee;è conosciuta perfino in Giappone ma non riesce nonostante la tanta buona volontà ad affermarsi qui in Italia. E come questa ce ne sono tante altre.</p>
<p>Fino a quando questi giornalisti non allargheranno le loro conoscenze a tutto questo sottobosco discografico,non si può parlare in modo serio di jazz italiano e tantomeno etichettarlo con tanto di classifiche!! Lo stesso avviene per i concerti. Ci sono centinaia di musicisti preparatissimi e competenti che vivono nel limbo della musica rimanendo dei perfetti sconosciuti che suonano nei club a 50 euro,mentre tutte queste grandi associazioni musicali oltretutto finanziate con soldi pubblici fanno sempre lavorare i soliti noti.</p>
<p>Questo sistema deve finire,in questo modo non solo non si rende credibile il jazz italiano ma lo si danneggia.</p>
<p>Un&#8217;associazione come UMBRIA JAZZ deve cominciare a dare più spazio ai musicisti italiani meno famosi,perchè</p>
<p>è quello che fanno tutti gli altri festivals internazionali che ricevono soldi pubblici. Un impresario come Mario Guidi (quello di Umbria Jazz nel mondo) deve capire che non deve spingere solo quelle produzioni dove compare il &#8220;nome&#8221; altrimenti i nostri jazzisti non andranno da nessuna parte se tutti facessero come lui. E deve capire anche,il Sig. Mario Guidi,che non da il buon esempio a far bruciare tutte le tappe al figlio Giovanni (pianista che ancora tanta strada deve fare prima di affermarsi ma che in classifica si piazza addirittura prima di Dado Moroni))mandandolo a suonare in mezzo mondo senza che questo abbia fatto la sua doverosa gavetta di apprendistato come abbiamo fatto tutti.Facendo questo,non solo danneggia il figlio,ma fa la figura del classico italiota che dice &#8220;io ho il potere in mano,vi faccio vedere dove faccio arrivare questo qui!&#8221;. Il jazz italiano ha bisogno di ben altro per essere rilanciato!! Prendiamo esempio dal sistema a campionatura dei Grammy Awards americani. Tutto ciò è la conferma di come in Italia non si riesce a fare niente di serio e trasparente. Così come il silenzio di tanti musicisti convinti ancora che un domani arriverà un Robin Hood a tirarli fuori da questa situazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Andrea</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6342</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:01:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6342</guid>
		<description>La sopracitata lista non include jazzisti..i signori sopracitati non sono a mio avviso nè jazzisti nè tantomeno artisti ma solo figli di un mondo fatto di apparenza,denaro e soprattutto di pecoroni che si seguono a vicenda senza capirne il motivo.Ecco perchè Allevi registra il tutto esaurito!!!Sveglia gente è ora di spegnere la tv e di pensare col proprio cervello!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La sopracitata lista non include jazzisti..i signori sopracitati non sono a mio avviso nè jazzisti nè tantomeno artisti ma solo figli di un mondo fatto di apparenza,denaro e soprattutto di pecoroni che si seguono a vicenda senza capirne il motivo.Ecco perchè Allevi registra il tutto esaurito!!!Sveglia gente è ora di spegnere la tv e di pensare col proprio cervello!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Lamberto Cesaroni</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6339</link>
		<dc:creator>Lamberto Cesaroni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:03:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6339</guid>
		<description>Vabbeh, il povero Allevi mi pare citato a sproposito: che piaccia o meno non lo definirei propriamente &quot;jazz&quot;, né per la musica che scrive né per tutto il resto (pubblico, contesto ecc), anche se ha suonato al Blue Note di NY. Detto questo, la prospettiva degli organizzatori in generale - che siano festival, tour, concerti, televisione - è e resta di mercato: se l&#039;artista &quot;tira&quot; (porta pubblico) allora entra in cartellone,  purtroppo è inutile organizzare una serata di cui non si riescono a pagare le spese.  Al momento, anche al di fuori del jazz, stanno lavorando solo i soliti &quot;superbig&quot; : ho vissuto per 10 anni nella produzione di tour (pop) ma da un paio di anni le tournée di artisti che non siano Vasco Rossi, Ligabue o Laura Pausini quasi non esistono più. Questo è il mercato: la gente non ha più i soldi nemmeno per bersi un cocktail, Milano è stata sapientemente e drammaticamente &quot;svuotata&quot; di musica dal vivo e non ci sono quasi più nemmeno le serate da qualche decina di euro  (nemmeno per le coverband degli U2, figuriamoci per cose con un pubblico verticale come il jazz).
La conseguenza di tutto ciò è la cristallizzazione del mercato musicale, ancora più nel jazz dove tutto sommato si inventa poco e quindi - parlando con un pubblico esperto ma &quot;ristretto&quot; - tutti i temi esposti fin qui divengono una conseguenza logica.
Non so quale potrebbe essere la soluzione, certamente oggi ci si deve dare da fare come matti per raccogliere qualche risultato, ancora più di qualche anno fa: essere dei grandi musicisti non vuol dire automaticamente essere dei grandi artisti, e quello che è peggio è che anche essere dei grandi artisti non vuol dire essere anche dei grandi manager. La musica per me è arte, ma per il &quot;mercato&quot; è anche idee, comunicazione, e altre alchimie che creano i paradossi di cui tutti soffriamo. Con il rischio di essere subissato di critiche posso dire che un aspetto spesso sottovalutato è che il pregio dell&#039;era attuale è che i recording cost sono crollati (gli studi sono vuoti e in ogni caso con un pc e i microfoni ci si registra anche da soli), e gli spazi di visibilità sulla rete sono enormemente aumentati. Credo che l&#039;unica chance sia produrre, creare, comunicare, altrimenti la conseguenza è l&#039;ovvio correre delle pecore ad ascoltare &quot;All the things you are&quot; suonata dai soliti (è una provocazione, io adoro tutti quei big di cui sopra - cui mi pare manchino drammaticamente almeno Franco D&#039;Andrea e un altro paio di artisti). Scusate, non sono un jazzista ma non ho resistito all&#039;invito a commentare. Buona musica a tutti, L</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbeh, il povero Allevi mi pare citato a sproposito: che piaccia o meno non lo definirei propriamente &#8220;jazz&#8221;, né per la musica che scrive né per tutto il resto (pubblico, contesto ecc), anche se ha suonato al Blue Note di NY. Detto questo, la prospettiva degli organizzatori in generale &#8211; che siano festival, tour, concerti, televisione &#8211; è e resta di mercato: se l&#8217;artista &#8220;tira&#8221; (porta pubblico) allora entra in cartellone,  purtroppo è inutile organizzare una serata di cui non si riescono a pagare le spese.  Al momento, anche al di fuori del jazz, stanno lavorando solo i soliti &#8220;superbig&#8221; : ho vissuto per 10 anni nella produzione di tour (pop) ma da un paio di anni le tournée di artisti che non siano Vasco Rossi, Ligabue o Laura Pausini quasi non esistono più. Questo è il mercato: la gente non ha più i soldi nemmeno per bersi un cocktail, Milano è stata sapientemente e drammaticamente &#8220;svuotata&#8221; di musica dal vivo e non ci sono quasi più nemmeno le serate da qualche decina di euro  (nemmeno per le coverband degli U2, figuriamoci per cose con un pubblico verticale come il jazz).<br />
La conseguenza di tutto ciò è la cristallizzazione del mercato musicale, ancora più nel jazz dove tutto sommato si inventa poco e quindi &#8211; parlando con un pubblico esperto ma &#8220;ristretto&#8221; &#8211; tutti i temi esposti fin qui divengono una conseguenza logica.<br />
Non so quale potrebbe essere la soluzione, certamente oggi ci si deve dare da fare come matti per raccogliere qualche risultato, ancora più di qualche anno fa: essere dei grandi musicisti non vuol dire automaticamente essere dei grandi artisti, e quello che è peggio è che anche essere dei grandi artisti non vuol dire essere anche dei grandi manager. La musica per me è arte, ma per il &#8220;mercato&#8221; è anche idee, comunicazione, e altre alchimie che creano i paradossi di cui tutti soffriamo. Con il rischio di essere subissato di critiche posso dire che un aspetto spesso sottovalutato è che il pregio dell&#8217;era attuale è che i recording cost sono crollati (gli studi sono vuoti e in ogni caso con un pc e i microfoni ci si registra anche da soli), e gli spazi di visibilità sulla rete sono enormemente aumentati. Credo che l&#8217;unica chance sia produrre, creare, comunicare, altrimenti la conseguenza è l&#8217;ovvio correre delle pecore ad ascoltare &#8220;All the things you are&#8221; suonata dai soliti (è una provocazione, io adoro tutti quei big di cui sopra &#8211; cui mi pare manchino drammaticamente almeno Franco D&#8217;Andrea e un altro paio di artisti). Scusate, non sono un jazzista ma non ho resistito all&#8217;invito a commentare. Buona musica a tutti, L</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Newsletter di Antonella Catanese</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/newsletter/comment-page-1/#comment-6338</link>
		<dc:creator>Antonella Catanese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:52:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?page_id=3366#comment-6338</guid>
		<description>Non riesco ad iscrivermi alla newsletter..
grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco ad iscrivermi alla newsletter..<br />
grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di carlo pecoraro</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6337</link>
		<dc:creator>carlo pecoraro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:27:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6337</guid>
		<description>Caro Gerlando, condivido ma mi piacerebbe inserire un paio di elementi di riflessione: il pubblico e i musicisti. Siamo realmente convinti che la gran parte del pubblico - oggi più di quella amata nicchia di un tempo - comprenda realmente il valore del jazz? Ed ancora, quanta responsabilità hanno certi musicisti - pure arcinoti - nel deviare e alterare il pubblico? Mi spiego: secondo gli appassionati di jazz c&#039;è o non c&#039;è differenza se taluno trombettista o pianista o sassofonista suona con il gruppo con il quale ha registrato, per esempio, un disco piuttiosto che con una ritmica (anche buona) trovata in un club? Per me assolutamente sì. Ma questo, al pubblico - molto più ampio di quella nicchia - questo non importa. Cosicché è il nome del solista e non più la sua musica (che ovviamente cambia) ad attirare il pubblico. Che il solista sia importante, non vi è dubbio alcuno, ma quanta curiosità di ascoltare i contenuti (e di fatto scoprire nuovi solisti) c&#039;è da parte del pubblico? Nessuno. Sempre una risicata nicchia - che non fa mercato -. Perché il teatro dovrebbe far suonare tale musicista (ad un prezzo) se due sere prima ha fatto una jam nel locale della stessa città (ad un altro prezzo)? Chi sarà disposto ad ascoltarlo in teatro? Chi si è perso la jam, chi capisce di jazz, o chi ha ascoltato anche la jam? Questi ultimi, la maggior parte, non credo proprio. Allora, nel jazz e solo nel jazz, sarà sempre come un cane che si morde la coda....e forse è meglio che sia così. Un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gerlando, condivido ma mi piacerebbe inserire un paio di elementi di riflessione: il pubblico e i musicisti. Siamo realmente convinti che la gran parte del pubblico &#8211; oggi più di quella amata nicchia di un tempo &#8211; comprenda realmente il valore del jazz? Ed ancora, quanta responsabilità hanno certi musicisti &#8211; pure arcinoti &#8211; nel deviare e alterare il pubblico? Mi spiego: secondo gli appassionati di jazz c&#8217;è o non c&#8217;è differenza se taluno trombettista o pianista o sassofonista suona con il gruppo con il quale ha registrato, per esempio, un disco piuttiosto che con una ritmica (anche buona) trovata in un club? Per me assolutamente sì. Ma questo, al pubblico &#8211; molto più ampio di quella nicchia &#8211; questo non importa. Cosicché è il nome del solista e non più la sua musica (che ovviamente cambia) ad attirare il pubblico. Che il solista sia importante, non vi è dubbio alcuno, ma quanta curiosità di ascoltare i contenuti (e di fatto scoprire nuovi solisti) c&#8217;è da parte del pubblico? Nessuno. Sempre una risicata nicchia &#8211; che non fa mercato -. Perché il teatro dovrebbe far suonare tale musicista (ad un prezzo) se due sere prima ha fatto una jam nel locale della stessa città (ad un altro prezzo)? Chi sarà disposto ad ascoltarlo in teatro? Chi si è perso la jam, chi capisce di jazz, o chi ha ascoltato anche la jam? Questi ultimi, la maggior parte, non credo proprio. Allora, nel jazz e solo nel jazz, sarà sempre come un cane che si morde la coda&#8230;.e forse è meglio che sia così. Un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Sergio Veschi</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6278</link>
		<dc:creator>Sergio Veschi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 19:04:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6278</guid>
		<description>caro Gerlando, condivido in toto. E&#039; ora che si inizi a parlare di queste cose. La situazione é diventata insostenibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Gerlando, condivido in toto. E&#8217; ora che si inizi a parlare di queste cose. La situazione é diventata insostenibile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su High Five Quintet di maria rosaria nese</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/22/high-five-quintet/comment-page-1/#comment-6277</link>
		<dc:creator>maria rosaria nese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:50:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4615#comment-6277</guid>
		<description>Aprire l&#039;anno con un pezzo così - quello scritto - che fa da chiosa efficace e accattivante dei pezzi suonati dall&#039;High Five è di buon auspicio per tutti gli appassionati del buon jazz.. Complimenti all&#039;autrice, ai Maestri e buon 2012 in jazz...!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aprire l&#8217;anno con un pezzo così &#8211; quello scritto &#8211; che fa da chiosa efficace e accattivante dei pezzi suonati dall&#8217;High Five è di buon auspicio per tutti gli appassionati del buon jazz.. Complimenti all&#8217;autrice, ai Maestri e buon 2012 in jazz&#8230;!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Newsletter di Redazione</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/newsletter/comment-page-1/#comment-6210</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:27:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?page_id=3366#comment-6210</guid>
		<description>Antonio grazie per la segnalazione, il problema dovrebbe essere stato risolto e abbiamo provveduto ad iscriverla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio grazie per la segnalazione, il problema dovrebbe essere stato risolto e abbiamo provveduto ad iscriverla.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Newsletter di Antonio Tarantino</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/newsletter/comment-page-1/#comment-6209</link>
		<dc:creator>Antonio Tarantino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:46:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?page_id=3366#comment-6209</guid>
		<description>non riesco a iscrivermi alla vs newsletter - amicijazzsansevero@yahoo.it
Associazione &quot;AMICI JAZZ SAN SEVERO&quot;
Pres./dir.art. Antonio Tarantino
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non riesco a iscrivermi alla vs newsletter &#8211; <a href="mailto:amicijazzsansevero@yahoo.it">amicijazzsansevero@yahoo.it</a><br />
Associazione &#8220;AMICI JAZZ SAN SEVERO&#8221;<br />
Pres./dir.art. Antonio Tarantino<br />
Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su High Five Quintet di Gianni</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/22/high-five-quintet/comment-page-1/#comment-6187</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 18:45:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4615#comment-6187</guid>
		<description>Bellissimo articolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il jazz in Italia, un mondo ingessato di Giampaolo Ascolese</title>
		<link>http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/comment-page-1/#comment-6184</link>
		<dc:creator>Giampaolo Ascolese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 07:10:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-jazz.net/wp/?p=4595#comment-6184</guid>
		<description>Carissimo Gerlando , anzitutto ti ringrazio di cuore per aver fatto quest&#039;articolo veramente veritiero nei confronti della situazione del Jazz italiano.
Ora , i miei amicio colleghi jazzisti diranno : &quot; vedi... Ascolese è risentito perchè non lavora&quot; e quindi bando subito alle ciance dicendo che io lavoro per quello che merito e mi basta così perchè ho fatto delle cose stupende , ne faccio e ne farò( spero..) .
Questo articolo è importante per la grandissima massa di giovani e non che sono iscritti nei Conservatori di musica a studiare questo benedetto , maledetto , amatissimo e difficilissimo Jazz , e che poi non risescono a trovare alcun sbocco lavorativo se non il solito gestore che chiede loro &quot; ma .. mi mandi un video , un film , una radiografia , una ortopanoramica.. , di quello che fate ?&quot; in pratica vogliono già il concerto ancora pria di decidere se sono degni.
Questa è la cosa assurda e se poi ci fosse anche più visibilità per tutti noi che , come me sono più di 40 anni che fanno questa musica , beh , allora sarebbe carino.
Ti ringrazio tanto per l&#039;articolo , un grande Buon Natale (sono le 7 del 25 Dicembnre , sono andato a fare una passeggiata e non c&#039;è in giro nessuno!) e ci sentiamo per gli auguri del primo del 2012 , un grazie di cuore anche a tutti i tuoi collaboratori anche da parte di Marie Reine , 
Giampaolo Ascolese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Gerlando , anzitutto ti ringrazio di cuore per aver fatto quest&#8217;articolo veramente veritiero nei confronti della situazione del Jazz italiano.<br />
Ora , i miei amicio colleghi jazzisti diranno : &#8221; vedi&#8230; Ascolese è risentito perchè non lavora&#8221; e quindi bando subito alle ciance dicendo che io lavoro per quello che merito e mi basta così perchè ho fatto delle cose stupende , ne faccio e ne farò( spero..) .<br />
Questo articolo è importante per la grandissima massa di giovani e non che sono iscritti nei Conservatori di musica a studiare questo benedetto , maledetto , amatissimo e difficilissimo Jazz , e che poi non risescono a trovare alcun sbocco lavorativo se non il solito gestore che chiede loro &#8221; ma .. mi mandi un video , un film , una radiografia , una ortopanoramica.. , di quello che fate ?&#8221; in pratica vogliono già il concerto ancora pria di decidere se sono degni.<br />
Questa è la cosa assurda e se poi ci fosse anche più visibilità per tutti noi che , come me sono più di 40 anni che fanno questa musica , beh , allora sarebbe carino.<br />
Ti ringrazio tanto per l&#8217;articolo , un grande Buon Natale (sono le 7 del 25 Dicembnre , sono andato a fare una passeggiata e non c&#8217;è in giro nessuno!) e ci sentiamo per gli auguri del primo del 2012 , un grazie di cuore anche a tutti i tuoi collaboratori anche da parte di Marie Reine ,<br />
Giampaolo Ascolese</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

