Bosso, Silvestri ed…Ellington: grande Jazz all’ Auditorium

romajazz

Fabrizio Bosso Quartet & Paolo Silvestri Ensemble “Swinging Duke”
Auditorium Parco della Musica – Roma
SALA SINOPOLI ore 21.00

Fabrizio Bosso, tromba, flicorno; Julian Oliver Mazzariello, pianoforte; Luca Alemanno, contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria;
Claudio Corvini, tromba; Fernando Brusco, tromba; Mario Corvini, trombone; Gianni Oddi, sax alto; Michele Polga, sax tenore; Marco Guidolotti, sax baritono. Arrangiamenti e direzione Paolo Sivestri.

 

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Cominciamo col dire che va dato il merito a questo Roma Jazz Festival di un cartellone estremamente vario che davvero percorre tutte le strade possibili dello swing. Ogni serata ne propone un aspetto e questo viaggiare per le mille possibilità è bellissimo. Mercoledì è stata la volta del Fabrizio Bosso quartet & Paolo Silvestri ensemble Swinging Duke. Ascoltare la musica di Duke Ellington è vivificante, quasi terapeutico per chi, appassionato di Jazz , ne ascolta tutte le innumerevoli strade , alcune piene di bellissime sorprese, altre un po’ meno, a dire la verità. E’ una sorta di ritorno benefico in un luogo conosciuto ma per certi versi inesplorato: non un passato vetrificato o iconografico, ma l’ affascinante, vitale, inesauribile riscoperta di un patrimonio musicale che non appartiene oramai solo al Jazz, ma alla musica tutta.

Perché avvenga questo, ci vogliono musicisti all’ altezza di tale repertorio, che può essere base feconda, ma purtroppo anche oggetto di esile ripetitiva banalizzazione, che è sempre in agguato quando si propongono brani stranoti come “Caravan”, o “In a sentimental mood”. Ma in questo caso la band è di altissimo livello: Fabrizio Bosso alla tromba , Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Luca Alemanno al contrabbasso e Nicola Angelucci, unita all’ ensemble “Swingin’ Duke” diretto da Paolo Silvestri, che ha curato anche tutti gli arrangiamenti.

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Steve Coleman & Five Elements a Mestre in esclusiva triveneta il 24 novembre

Comune di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali
Centro Culturale Candiani
Caligola Circolo Culturale

“Candiani Groove”
Autunno 2014

lunedì 24 novembre, ore 21.00 >>>Unica data nel Triveneto<<<
STEVE COLEMAN & FIVE ELEMENTS
Functional Arrhythmias
Steve Coleman (sax alto), Jonathan Finlayson (tromba),
Anthony Tidd (basso), Sean Rickman (batteria)

posto unico: € 15 intero, € 12 ridotto; GaT 2,50 euro

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AUDITORIUM CENTRO CULTURALE CANDIANI
Piazzale Candiani 7 – MESTRE (VENEZIA)

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Profilo Facebook: facebook.com/caligola.circolo ; pagina fan: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Circuito biglietto.it acquistabile presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it. La biglietteria è aperta con il seguente orario: martedì-domenica 16.00/ 20.00 fino alle 22.00 in occasione di spettacoli. Giorno di chiusura: lunedì.

Riduzioni per possessori Candiani Card e Carta Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

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Spazi Jazz al Bomben 2014 – dal 10 novembre all’11 dicembre a Treviso

Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con Caligola Circolo Culturale

SPAZI JAZZ al BOMBEN
novembre-dicembre 2014

spazi jazz al bomben 1

lunedì 10 novembre
GENESIS PIANO PROJECT
ADAM KROMELOW pianoforte
ANGELO DI LORETO pianoforte

spazi jazz al bomben 2

martedì 25 novembre
MARCELLO BENETTI TRIO
PASQUALE MIRRA vibrafono
SILVIA BOLOGNESI contrabbasso
MARCELLO BENETTI batteria

Spazi Jazz al Bomben 3

giovedì 11 dicembre
MARCO PONCHIROLI TRIO
MARCO PONCHIROLI pianoforte
MARCO PRIVATO contrabbasso
MAURO BEGGIO batteria

Auditorium della Fondazione Benetton Studi Ricerche
Palazzo Bomben
Via Cornarotta 7, Treviso

Inizio concerti ore 21.00.
Biglietti: intero € 10, ridotto € 5 (studenti fino a 25 anni)

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ICI PARIS. IL JAZZ COLORE BLU ORIZZONTE

La scena francese del jazz è ricca della sua diversità musicale… e della sua giovinezza

Guillaume Perret

Trad. Gerlando Gatto - Trovare la propria voce nel mondo del jazz, anche se si è all’interno delle frontiere dell’Esagono (Francia), non è cosa facile. Guillaume Perret ha definitivamente scelto di marcare con una impronta assai personale la sua musica, lontano dai canoni abituali. Il sassofonista-tenore savoiardo, di 34 anni, e il suo gruppo elettrico “The Electric Epic”, (Jim Grandcamp, chitarra elettrica ; Philippe Bussonnet, basso elettrico ; Yoann Serra, batteria/ sampler) hanno risolutamente fatto la scelta d’uno stile aperto e particolarmente attraente. Neo jazz-rock o jazz fusion, neo jazz-elettrico, neo jazz-funk: basta ascoltare il suo nuovo album, “Open Me” (Kakoum ! Records/Harmonia Mundi), per rimanere colpiti dalla vitalità, l’energia e la potenza, anche ritmiche e armoniche, che emanano da questo ensemble. La musica, fortemente caratterizzata da ritmi binari ed elettrici, fa l’effetto di un pugno: spinge, picchia, esplode. E quando la voce “elettrica” del sassofono del leader s’invola, portata dagli altri membri del gruppo, lo charme si avverte in tutta la sua evidenza. Anche nel tumulto di una musica viva che fa un discorso assolutamente nuovo.

Emile Parisien Quartet

Questa volontà pervicace di far avanzare le cose in modo differente si ritrova egualmente nei discorsi di un altro sassofonista (tenore e soprano), Emile Parisien. A 32 anni, diplomato della prima classe di jazz a Marciac, può vantare un curriculum di tutto rispetto : l’anno scorso ha costituito un duo con Vincent Peirani (accordéon), e da circa una dozzina d’anni dirige un Quartetto solido, caratterizzato da grande empatia (Julien Touéry, piano ; Ivan Gélugne, basso ; Sylvain Darrifourcq, batteria & percussione). Musicisti perfettamente rodati che praticano una musica saldamente ancorata alla liberta d’improvvisazione europea e al free jazz, come dimostra il loro ultimo lavoro “Spezial Snack” (Act Records/Harmonia Mundi). Siamo in presenza di un laboratorio di idee, di esplorazioni e di rotture, tutte estremamente libere, lontano dagli standard, intelligentemente deregolate. Insomma del jazz senza freni.

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Vent’ anni di musica insieme: Aires Tango all’ Auditorium Parco della Musica

Aires Tango

Venti anni di sodalizio, 590 concerti, il tango, certo, ma anche una poderosa volontà innovativa che porta quel tango a mescolarsi con il Jazz, aprendo ad episodi di improvvisazione ampi e ricchi che trascendono la musica argentina, e a parti di musica scritta raffinata e complessa. Una coesione che non lascia alcuno spazio all’ abitudine o alla mera reiterazione ma che invece dà vita ad un continuo arricchimento sonoro e di idee che, con un tale interplay, possono essere meravigliosamente estemporanee: è la creatività che può contare sulla sicurezza di capirsi al volo, di lanciare idee in maniera incessante senza mai lasciare che esse svaniscano. 
Javier Girotto al sax soprano, Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso elettrico e Michele Rabbia a batteria e percussioni, hanno ripercorso i brani più significativi di ogni loro disco (raccolti, per la cronaca, in un prezioso cofanetto che li contiene tutti e 11, edito da CAM jazz) , e hanno deliziato il pubblico della sala Petrassi che li ha applauditi, ha cantato con loro, e ha riso ascoltando i racconti bellissimi di venti anni magici raccontati sul palco da Girotto e Gwis.
Temi melodici vibranti e pieni della esplosiva vitalità di Girotto partono sommessi e arrivano a momenti di intensità inarrestabile. Il pianoforte appassionato di Gwis è tango allo stato puro ma anche Jazz allo stato puro: un mix di stilemi armonico ritmici argentini, di, blues , di improvvisazione a tratti dissonante eppure sempre gradevolmente “rotonda” e morbida.

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