Il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi vi da appuntamento ad ottobre

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Il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi, impegnato per tutta l’ estate in una serie di concerti e a settembre in importanti progetti musicali, saluta i suoi affezionati lettori dando appuntamento al mese di ottobre, quando i giovedì di “A proposito di Jazz” torneranno ad essere connotati dalle preziose indicazioni per gli ascolti di musica classica e contemporanea. Un saluto affettuoso e grato a Massimo da tutta la redazione e a presto!

Gerlando Gatto e Daniela Floris

Ici France, Ici Paris. Parigi il 30 aprile capitale mondiale del jazz

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Trad. Gerlando Gatto – In occasione della quarta edizione della giornata Internazionale del Jazz, il 30 aprile Parigi diventerà la capitale mondiale del jazz.

Proclamata sotto l’egida dell’UNESCO e con Herbie Hancock elevato al rango di “ambasciatore di buona volontà”, questa giornata eccezionale, co-organizzata dal Thelonious Monk Institute of Jazz (di cui H. Hancock è il presidente), sarà celebrata in circa 185 altri Paesi.

La citta di Parigi sarà quindi l’ospite di queste celebrazioni che si iscrivono nel quadro delle festività del 70° anniversario dell’UNESCO e il clou sarà un concerto internazionale che si terrà presso la sede dell’organizzazione e che verrà trasmesso nel mondo intero. Questo concerto riunirà sulla scena artisti di rinomanza internazionale; oltre Herbie Hancock ci saranno, infatti, come vocalist Dee Dee Bridgewater (il cui ultimo CD, « Dee Dee’s Feathers » registrato con la New Orleans Jazz Orchestra diretta dal trombettista Irvin Mayfield è appena uscito), Annie Lennox (ex-Eurythmics), Diane Reeves e Al Jarreau, mentre tra gli strumentisti vanno segnalati Kenny Garrett (alto-sax), Marcus Miller e Avishai Cohen (contrabbasso), Eliane Elias (piano),

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Guida all’ ascolto: “La chitarra nel Bebop”

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Martedì scorso si è svolta quella che nel gergo televisivo si chiama la “puntata zero” di un potenziale nuovo ciclo di Guide all’ ascolto di Gerlando Gatto . Il nuovo ciclo si potrebbe tenere in uno spazio che al Jazz sembra congeniale, il teatro Keiros di via Padova, 70 posti ed un palco spazioso, circondato dai posti a sedere che lo accerchiano, come nei Jazz Club più prestigiosi.

Questo appuntamento “sperimentale” (come location e non certo come contenuti) ha visto come protagonista la chitarra Be Bop, e Gerlando Gatto ha replicato la fortunatissima formula che struttura questi affascinanti viaggi nella musica, che non sono solo sterilmente didascalici: ai racconti, sempre ricchi di aneddoti e di informazioni , agli ascolti di brani spesso rari si affianca un solista che con i suoi live rende reali le suggestioni di cui si parla.

Questa volta il musicista che ha affiancato Gatto è stato il chitarrista bop Nicola Mingo, che come sempre ha padroneggiato in maniera inappuntabile il suo strumento sia tecnicamente che espressivamente, regalando al pubblico l’ esecuzione di brani originali quali “The tumb” e “OGD” di Wes Montgomery” , “So what” di Miles Davis”, ma anche ottimi brani del suo ultimo cd “Swingin” (uscito per l’ etichetta UNIVERSAL): “My bop”, “Black Horse”, per citarne solo due. Mingo ha suonato su basi preregistrate d’ eccellenza: gli stessi suo compagni di viaggio di “Swingin”, niente di meno che Antonello Vannucchi al pianoforte, Dario Rosciglione al basso e Gegè Munari alla batteria, che contestualmente all’ incisione di “Swingin” hanno inciso anche queste preziose e pregevoli tracce su cui Nicola Mingo ha eseguito ed improvvisato con entusiasmo ed energia i brani in programma nella Guida all’ ascolto. 
Gli ascolti registrati hanno aperto la porta sul bebop più prestigioso, quello di Charlie Parker e Dizzy Gillespie (con Groovin’ High”) , Wes Montgomery (Billie’s Bounce) , Tal Farlow (“Blue Lou” ) , tanto per citarne alcuni: e Gerlando Gatto ha fatto intendere da subito in modo molto efficace cosa si intenda per Bebop, aprendo l’ incontro con un brano swing rappresentativo di quel Jazz “bianco” per eccellenza, al quale il “bebop” nero si contrappose, per contrasto, a partire dagli anni 40: “In the mood” cavallo di battaglia di Glen Miller . L’ ascolto subito dopo di “Groovin’ High” ha chiarito prima ancora delle parole di quanta sia stata la differenza espressiva tra le due “correnti”.

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Ciao, Giampiero

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Gerlando Gatto, Daniela Floris e tutta la redazione di A Proposito di Jazz salutano il leggendario Giampiero Rubei: Roma perde un pezzo storico del suo Jazz.
Presto Gerlando ne pubblicherà un ricordo: intanto abbracciamo la famiglia tutta, quella vera e quella altrettanto autentica degli appassionati e degli artisti che lo hanno conosciuto in questi lunghi anni di musica.

Ciao Giampiero

Ici France – Ici Paris. Vento di freschezza sul jazz francese

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trad. Gerlando Gatto – I successi del rock saranno i nuovi standards degli anni 2000 per le nuove generazioni di jazzmen? Sembrerebbe proprio di sì. Dopo Coldplay, Portishead e altri gruppi ecco i successi dei Doors ripresi nel jazz grazie a Samy Thiébault. Il giovane sassofonista-tenore nonché flautista si è appena appropriato in “« A Feast of Friends » (Gaya Music Production/Socadisc) alla testa del suo quartetto (Adrien Chicot, piano ; Sylvain Romano, contrabbasso ; Philippe Soirat, batteria) dell’universo musicale così particolare d’uno dei gruppi più importanti del rock psichedelico americano degli anni ’60. In effetti si tratta di tre riprese del repertorio della formazione di Jim Morrison, tra cui il famoso « Riders On The Storm », mescolati a composizioni originali, il tutto convogliato su aspetti musicali assai innovativi, coniugando rock underground, jazz binario e intonazioni blues-rock. Un bell’omaggio ad una musica divenuta senza tempo.

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Nicolas Folmer

Il jazz binario, detto jazz-rock o jazz fusion, non ha segreti per Nicolas Folmer. Trombettista, co-fondatore della Paris Jazz Big Band (con il sassofonista Pierre Bertrand), direttore artistico di parecchi festival e allo stesso tempo insegnante, ben conosciuto per le sue molteplici collaborazioni, ha appena licenziato un CD, « Horny Tonky » (Création Jazz – Cristal Records/Harmonia Mundi), che è risolutamente un ritorno verso il futuro … del jazz ritmato ed elettrico degli anni ’70! Ascoltando i temi originali dovuti alla sua penna si ha come la sensazione di essere tornati ai bei vecchi tempi dei « Weather Report “, “Return To Forever” (di Chick Corea), “Spectrum” (del batterista Billy Cobham) et altri gruppi come gli Headhunters (di Herbie Hancock). In definitiva una musica caratterizzata da una tromba le cui sonorità evocano quelle di un certo Miles Davis, con riffs di chitarra e di tastiera particolarmente funky, ottoni in abbondanza e un gioco di batteria iper-rockizzante. Del jazz che cambia casa!

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Casa del Jazz: MC3 (Marco Colonna Trio) presenta il CD “Our Ground Live” – 28Records- Ven 27/02

Venerdi 27 Febbraio, alla Casa del Jazz (www.casajazz.it)
Marco Colonna (in trio) presenta il disco MC3 “Our Ground Live” (“28Records”) con un concerto eccezionale che verrà impegnati nella prima parte della serata il trio MC3 e la presentazione cd, mentre nella seconda parte… spazio al nuovo quintetto MC”Unity”

MC3 (Marco Colonna Trio)
Marco Colonna, Clarinetti, Sx t.
Fabio Sartori, hammond
Stefano Cupellini, batteria

MC UNITY
Marco Colonna, Clarinetti, Sx t.
Danielle Di Majo, sax alto
Caludio Martini, fagotto
Fabio Sartori, hammond
Stefano Cupellini, batteria

…”Spazio all’originalità , Non un semplice concerto. Facciamolo diventare un evento. Che permetta a chiunque in questa città di essere più forte della sua originalità, della sua volontà di creare e sperimentare. E che sia credibile e rispettato. Conquistiamoci uno spazio. E questa volta vi invito a farlo sostenendo questo concerto. Sostenendo il progetto culturale del 28Divino Jazz.”… ( Marco Colonna)

Il CD sarà disponibile in loco e se non potete venire ma volete avere il cd potete ordinarlo a 28divino@libero.it
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