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AFFLUENZA RECORD PER L’8° ACCORDION ART FESTIVAL

Scritto da Redazione on . Postato in News

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Il 14 e 15 giugno 2014 si è svolto a Roseto degli Abruzzi l’ottava edizione dell’Accordion Art Festival ideata e diretta dal noto jazzista Renzo Ruggieri e patrocinata dall’assessorato alla cultura di Roseto. Fra gli eventi l’ “Italia Award” (concorso internazionale), l’ “Orpheus Award” (premio della critica), Selezioni Italiane C.M.A. per il Trofeo Mondiale 2014 e concerti.

Applauditissimi i concerti serali con l’anteprima mondiale dello spettacolo sul tango e sulla vita di Rodolfo Valentino “Valentino è Tango” con l’attore Umberto Fabi e il fisarmonicista Renzo Ruggieri e con il trio macedone “Akordiom” composto da fisarmonicisti fra i più importanti dell’area balcanica: Zorica Karakutovska, Bojan Volchevski e Philip Stamevski. Il giovanissimo Lorenzo Bosica, vincitore nel 2013 dei più importanti concorsi mondiali di fisarmonica ha riscosso notevole interesse e ha presentato il suo primo CD “Virtuosity”.

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Il jazz italiano sotto la Tour Eiffel

Scritto da Didier Pennequin on . Postato in Appuntamenti, Primo piano

Nico Morelli

Nico Morelli

trad. Gerlando Gatto – “Ho due amori. Parigi e l’Italia” potrebbero intonare i jazzisti italiani che da qualche decennio vivono e operano nella capitale francese e nell’Esagono. (Appellativo con cui i francesi amano riferirsi alla loro patria n.d.t.)

Un adagio che dovrebbe confermarsi nel corso della “Settimana del jazz italiano” che sarà organizzata dal Sunside (dal 31 marzo al 6 aprile) uno dei club di jazz della ben nota  “rue des Lombards” a Parigi nel quartiere des Halles dove trovano posto altri locali di jazz.

Talenti conosciuti si alterneranno a nomi tutti da scoprire per il pubblico parigino. Tra gli artisti oramai affermati a livello internazionale il batterista Aldo Romano che vive a Parigi da molto tempo ; Aldo suonerà alla testa di un trio completato  da Jean-Pierre Como (tastiere) cofondatore del solo autentico gruppo francese di jazz-rock « Sixun » e da Michel Benita al contrabbasso,

Il campo delle scoperte per il pubblico parigino sarà molto importante e ricco. Con una  netta preferenza per i pianisti.

Le grandi donne del ‘900

Scritto da Luigi Onori on . Postato in News

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Giampaolo Ascolese festeggia i quarant’anni di attività musicale (ed il lungo sodalizio artistico-esistenziale con Marie Reine Levrat) con una produzione multimediale. “Elle, singulière, plurielle” è un CD + DVD firmato a quattro mani da Ascolese e Levrat, con gli arrangiamenti e la direzione musicale di Gerardo Iacoucci nonché  la collaborazione di Massimo Achilli.

Nato come performance pluriartistica, “Elle, singulière, plurielle” è stato presentato al romano Parco della Musica, seguito e recensito sul nostro sito: oggi è possibile ripercorrerlo (anche attraverso modalità e sentieri inediti) grazie alla (auto)produzione dei RealTimeStudios.

“Questo terzo progetto che presento con Marie Reine Levrat – spiega nel booklet il batterista-compositore-performer Giampaolo Ascolese – è senz’altro il più impegnativo perché (…), oltre a contenere anch’esso alcuni brani originali, ha la peculiarità che le musiche siano state scelte proprio per adattarle ad argomenti prestabiliti. In parole povere questo progetto è l’unico in cui sia stata creata prima la sceneggiatura e poi sia le musiche che il visivo ne sono stati una diretta conseguenza.

E’ un progetto dedicato alle donne importanti e non, dal 1900 al 1965”.

Festival Jazz EU 2013 – Santiago del Cile

Scritto da Luigi Bozzolan on . Postato in Dalla Svezia, Primo piano

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Ho colto con entusiasmo l’invito di Gerlando Gatto a scrivere del recente tour che ha visto protagonisti me ed Eugenio Colombo in Cile. L’occasione è d’oro per ricordare e condividere con i lettori, una delle rare volte in cui, nella movimentata carriera di un musicista (specie se dedito al Jazz ed Improvvisazione), ci si trova a viaggiare ancora una volta, per andare a suonare lontano la propria musica.

Dal 2009 collaboro stabilmente in Duo con Eugenio Colombo. Tutto è nato grazie ad un casuale incontro su un treno di ritorno da Siena Jazz nel 2005, in cui ci siamo trovati seduti uno di fronte all’altro. L’allievo ed il maestro. Poi un cenno a sedersi vicini ed una chiaccherata su “Brillant Corners” di T.Monk, è stata la scintilla iniziale di un incontro umano che è diventato anche un sodalizio musicale. Con Eugenio abbiamo viaggiato moltissimo in Europa, Africa e Sud America. Suonando sempre quello che ci piaceva suonare, improvvisando e leggendo, quasi sempre senza parlare mai di cosa si sarebbe suonato una volta saliti sul palco. Quattro anni fa, un’occasione (quasi) irripetibile: il lungo tour in Sud America lungo il Guatemala, Brasile, Colombia, Cile, Perù ed Argentina.

Un Tour di un mese e mezzo con più di 20 concerti  quasi del tutto improvvisati, durante i quali  quali è stato registrato il disco “Sud America” (Zonedimusica 2009). Potete leggere il “diario” che Eugenio aggiornava ogni giorno su http://www.zonedimusica.com/index.php?option=com_content&view=article&id=147&Itemid=163 .

Chi fa il musicista, sa che viaggiare e suonare sono i due capisaldi di una condizione ideale. Il viaggio è parte integrante dei concerti. E’ quello spazio di tempo fuori dal palco in cui, in realtà, si preparano i presupposti per la performance musicale vera e propria. Si parla moltissimo, si tace, si dorme molte ore in aereo e si mangia insieme ed ovviamente di suona. Eugenio fa parte di quei musicisti che in Italia, ed in Europa, hanno fatto grande la parola Improvvisazione. E’ sempre un po’ importante ricordare che In Italia abbiamo una generazioni di Maestri in giro per lo stivale, qui vicino senza andare oltreoceano, che sono musicalmente attivi e ricchi di un patrimonio da passare alle generazioni come la mia. Non accorgersene è un vero peccato. Per questo motivo quando, tramite l’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile ,io ed Eugenio siamo stati invitati a suonare al Festival Jazz EU 2013 ( http://www.goethe.de/ins/cl/prj/jaz/esindex.htm ), per me è stato un bel momento da cogliere a pieno.

 

Siamo partiti il 26 di Novembre e siamo tornati il 3 Dicembre. Una settimana di musica, decine di ore in volo, tre concerti, un workshop ed incontri importanti. Potrebbe essere la semplice storia di un tour qualsiasi se non fosse che siamo stati chiamati a partecipare, con altri sei paesi europei (Belgio, Germania, Svizzera, Norvegia, Francia e Polonia) , ad un festival di Jazz ed Improvvisazione in cui ci siamo esibiti anche in formazione mista con improvvisatori Cileni. Significativa la cerimonia di apertura del festival svoltasi la sera del 27, in una piazza di Santiago con tanto di discorso del sindaco della città, direttori di Istituti di Cultura dei paesi ospiti, Ambasciatori e direttori Artistici del festival. Il clima era quello delle belle feste di popolari (dando alla parola “popolare” il senso più alto del suo significato), molto sereno e senza l’ombra di un vigile o una guardia del corpo. Non è un dettaglio da poco in un festival gratutito che ha visto una grande affluenza di pubblico.

Il nostro primo “impegno musicale” è stato il 28 Novembre. Io ed Eugenio siamo stati baciati dalla fortuna avendo avuto modo di suonare, presso il club Thelonious, con il RAM Trio, formato da Ramiro Molina (chitarra elettrica), Angelo Cassanello (trombone) e Isidora O’Ryan (violoncello). Un Trio giovane molto maturo, attento ai silenzi e ad una gestione dei ruoli molto equilibrata. Negli ultimi anni ho vissuto e suonato molto in Scandinavia, ed ho trovato quel genere di maturità espressiva, molto genuina, contemporanea, rilassata e musicalmente valida.

Al concerto di giovedi 28  è seguito il live in Duo presso il “Projazz”, una bella scuola di Jazz di Santiago, ed il 30 sera un house concert presso il “Piso3” con altri validissimi giovani musicisti improvvisatori Cileni.

Mercoledì 11 dicembre Dario Germani alla Casa del Jazz

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Guide all'ascolto, Primo piano

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Dopo tre lunghe settimane di interruzione, sabato 7 dicembre la Casa del Jazz ha ripreso le sue normali attività per cui mercoledì 11dicembre, nell’ambito delle guide all’ascolto curate da Gerlando Gatto, sarà di scena il trio del contrabbassista Dario Germani con Stefano Preziosi al sax e Luigi Del Prete alla batteria. Si tratta, in sostanza, della stessa formazione che, con l’aggiunta di Max Ionata quale ospite d’onore, ha inciso l’album “For Life” prodotto dall’etichetta romana Tosky Records, diretta da Giorgio Lovecchio e Davide Belcastro, che ha curato la registrazione del CD nella meravigliosa Villa d’Este di Tivoli (su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali). Mercoledì il trio eseguirà due brani di Monk (“Well you needn’t” e “Crepuscule with Nellie”), un pezzo di Coltrane (Mr. P.C.), uno standard del ’38 scritto da Sammy Fain e Irving Kahal (“I’ll be seeing you”) ed un solo original – “Lullaby for Bianca” – tratta dal già citato “For Life”.

Ciò detto, vale forse la pena soffermarsi sull’incresciosa vicenda della Casa del Jazz. Come molti lettori ricorderanno, a causa del nubifragio abbattutosi sulla Capitale nella notte tra il 19 e il 20 novembre scorsi, uno dei grandi pini siti nel giardino della struttura è caduto sull’edificio principale dove si svolgono le serate-concerto. Di qui la cancellazione di tutti gli eventi in programma, proprio per l’inagibilità del sito.

Convince il pianismo di Antonio Figura. Nuovo appuntamento con Antonella Vitale

Scritto da Redazione on . Postato in Guide all'ascolto, Primo piano

Antonio Figura by Dante Corsetti

Antonio Figura by Dante Corsetti

Prosegue con successo, alla Casa del Jazz,  anche questo nuovo ciclo di guide all’ascolto dedicato agli standard e condotto da Gerlando Gatto. Ospite nella serata del 13 novembre il trio del pianista Antonio Figura con Francesco Puglisi al contrabbasso e Michele Salgarello alla batteria.

Dopo la sigla, “Estate”, eseguita da Michel Petrucciani, si è passati all’ascolto del primo standard in programma, “Time remembered”, e la serata è salita immediatamente di tono. Il brano di Bill Evans è infatti una delle pagine più sofisticate e preziose dell’intera letteratura jazzistica e ottima è apparsa la scelta di Gatto di far vedere un celebre video dello stesso Evans accompagnato da Eddie Gomez al contrabbasso e Marty Morell alla batteria. Come è nella natura della formula scelta dal conduttore, abbiamo riascoltato “Time remebered” in una esecuzione totalmente diversa, quella del Kronos Quartet, esecuzione davvero straordinaria per originalità e pertinenza.

Dopo queste due bellissime pagine era davvero difficile  esibirsi; eppure il trio di Figura ha affrontato la prova con giusto cipiglio meritandosi un lungo e convinto applauso; fin dalle primissime note, il pianista siciliano ha evidenziato uno stile del tutto proprio che, pur prendendo le mosse proprio da Bill Evans, ha saputo elaborare uno stile affatto personale. E ben si capisce perché molti critici hanno sottolineato il fatto che Figura lavora spesso per sottrazione: in parole semplici, il pianista si guarda bene dallo scaricare addosso all’ascoltare una miriade di note (pur essendo in grado di farlo) e preferisce disegnare lunghe linee melodiche, con poche note, lasciando quindi all’ascoltatore il tempo di assorbire, assimilare ciò che va ascoltando. E in questo senso ha trovato una particolare rispondenza nei compagni di viaggio con un Puglisi sempre preciso e propulsivo e un Salgarello superlativo anche con le spazzole.