Anche d’estate il jazz non si ferma, al via il programma di luglio dell’Elegance Cafè

Anche la domenica, tutti i giorni un concerto, tutti i giorni i migliori artisti della scena jazz romana e non solo. Situato nel cuore del centro storico della Capitale lungo la strada più famosa della Dolce Vita, Elegance Cafè è un locale che si propone come punto d’incontro che mescola diverse tipologie di clienti da Roma e da tutto il mondo, i frequentatori dell’Elegance Cafè si riuniscono in un ambiente esclusivo e ricercato. Salotto di altissimo livello, la venue è ideale per colazioni di lavoro, a pranzo offre giornalmente una vasta scelta di proposte enogastronomiche. Al calar delle luci si trasforma nel luogo perfetto per un aperitivo con gli amici, nell’elegante sala interna climatizzata oppure nel comodo salotto su strada. Per poi arrivare al momento dinner, dove la carta del menu è continuamente aggiornata per soddisfare i palati più esigenti con offerte di crudi di carne e di pesce e una selezione di dolci raffinati. Nella lussuosa e riservata cornice, spicca una programmazione di musica live che offre giornalmente i migliori artisti che calcano i palchi nazionali e internazionali proponendo una selezione di jazz, swing, nu jazz, smooth jazz, easy jazz e tutte le sue contaminazioni e per i gusti più adulti e sofisticati. La serata prosegue con un drink nel cocktail bar, che si propone di perseguire la strada del buon bere con prodotti di eccellente qualità. Il maestro barman propone un’offerta sempre varia e accattivante di proposte originali e fresche, oppure è possibile usufruire dell’ampia carta dei vini presentata dall’esperto sommelier per continuare fino a tarda notte a godere l’atmosfera unica.
Proseguono le jam session con nove nuovi appuntamenti sotto la guida di Giuseppe Ricciardo e Andrea Romanazzo, che con le loro band daranno il via al concerto, alternandosi sul palco con il pubblico che potrà partecipare improvvisando su standard, temi conosciuti o qualsiasi combinazione musicale possa statuire dall’incontro tra musicisti, come nella vera tradizione jazz. Tra i vari appuntamenti la data del collettivo funk Capital Strokes, Andrea Garibaldi Trio, il Duke Ellington songbook e la giovane promessa Ainè. Nella foto la contrabbassista Federica Michisanti, che con il suo trio sarà tra i protagonisti del cartellone di luglio.

Elegance Café
da domenica a giovedì ore 22.30
venerdì e sabato ore 23
via Vittorio Veneto, 83/87 – Roma
Ingresso Libero (consumazione minima euro 10)
Infoline 0642016745

+ Il programma completo +
Mercoledì 1 – Jam session jazz
Giovedì 2 – I Trovatori (Giuseppe Verdi in jazz)
Venerdì 3 – Da Nu Jazz Quartet
Sabato 4 – Ainè
Domenica 5 – Roy Panebianco Soulside
Lunedì 6 – Jam session night
Martedì 7 – 4tunity Group (omaggio a Pat Metheny)
Mercoledì 8 – Jazz jam session
Giovedì 9 – Massimo Pirone evergreen
Venerdì 10 – Botta Band
Sabato 11 – Capital Strokes Big Band Funk
Domenica 12 – Guarino, Iodice, Pirozzi Trio
Lunedì 13 – Jam session night
Martedì 14 – Carucci, Puglisi, Ciniglio Trio
Mercoledì 15 – Jazz jam session
Giovedì 16 – Laura Taglialatela Quartet
Venerdì 17 – Caruso Project
Sabato 18 – Marilena Paradisi Trio
Domenica 19 – Pepper & the Jellies
Lunedì 20 – Jam session night
Martedì 21 – Andrea Garibaldi Trio
Mercoledì 22 – Jazz jam session
Giovedì 23 – Cecilia Sanchetti Circle Time Jazz Project
Venerdì 24 – Sticky Bones
Sabato 25 – Buscaja (omaggio a Fred Buscaglione)
Domenica 26 – Trioness
Lunedì 27 – Jam session night
Martedì 28 – Chiara Padellaro Quartet
Mercoledì 29 – Jazz jam session
Giovedì 30 – Duke Ellington songbook
Venerdì 31 – Notadez

primavera 2015: nusica.org “on tour”. Ecco tutte le date!‏

Siamo lieti di annunciare che, per nusica.org, questa primavera sarà un periodo ricco di eventi, che vedranno partecipi i nostri progetti, i cd, le band in numerosi appuntamenti in Italia.Sarà un’occasione per incontrarti e conoscerti, farti scoprire chi siamo, presentarti la nostra realtà e ascoltare la nostra musica dal vivo.
Ecco dove saremo: vieni a vedere! Ti aspettiamo.

30 aprile, ore 14.00 @ Sala Petrarca, Teatro MPX, PadovaInternational Jazz DayBig Band Unipd (Università degli Studi di Padova)

diretta da Alessandro Fedrigo

MusiCafoscari Ensemble (Università Ca’ Foscari di Venezia)

diretto da Nicola Fazzini

Maggiori info: http://m.unipd.it/ilbo/international-jazz-day

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1 maggio, ore 21.00 @ Spazio Aereo, Marghera, Venezia

nusica.org dal vivo per “Power Acoustic Sunday”

Luigi Vitale and Luca Colussi “Stilelibero” 

HYPER+ 

Info sull’evento qui e qui

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4 maggio @ Radio Veneto Uno, Treviso

HYPER+ a “Garage Music”, live e intervista

Info qui: http://www.venetouno.it/ e qui

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16 maggio, ore 21.00 @ Museo Toni Benetton, Mogliano Veneto, Treviso

Luigi Vitale e Luca Colussi “Stilelibero”

Info qui

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23 maggio, ore 11.30

XYQuartet dal vivo @ “Young Jazz Festival”, Foligno (PG) Info: http://www.youngjazz.it/programma-young-jazz-2015-foligno-umbria.html
23 maggio, ore 21.00
nusica.org presenta
XYQuartet
Alessandro Fedrigo Solitario
Nicola Fazzini “Minimum Sax” Random2 (anteprima nuova uscita)
@ Casa del Jazz, Roma
Info: http://www.casajazz.it/pagine/eventi-000

il quartetto e il progetto;

su Facebook: https://www.facebook.com/XyQuartet

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10 giugno, ore 21.30 @ Vitraria Glass +A Museum, Venezia

Nicola Fazzini – Minimum Sax

Random2

Info qui: http://explore.vitraria.com e qui

PercFest 2015, XX edizione: la serata finale

Una serata finale all’ insegna di grandi nomi del Jazz e della musica. Il primo concerto previsto è quello di Avishai Cohen alla tromba con Roberto Gatto alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Subito dopo salirà sul palco la grande interprete Sarah Jane Morris. Già dai sound check si intuisce che la piazza sarà “sold out” . Un gran finale, come è giusto che sia per una edizione importante come la Ventesima. Ma ecco cosa abbiamo ascoltato e visto!
Ore 21:30 Avishai Cohen – Roberto Gatto special Trio

Avishai Cohen: tromba
Rosario Bonaccorso: contrabbasso
Roberto Gatto: batteria
Avishai Cohen è come se quadrasse un cerchio: il suo modo di suonare è modernissimo. Il suo fraseggio è pulito e senza sbavature. Riesce a rendere la pienezza armonica dei brani che esegue atterrando strategicamente su note “chiave” che danno l’ orientamento, nonostante (in questo caso) il trio non preveda né pianoforte né chitarra, ovvero, appunto, la parte “armonica” dell’ ensemble. E’ un trombettista indiscutibilmente innovativo: eppure ha un mood in cui è percepibile un legame (creativo) con la tradizione. Al Percfest esordisce con “Our love is here to stay” e poi continua per un’ ora e mezzo ad incantare il pubblico con brani originali e non. Con lui Roberto Gatto, che è in stato di grazia e interagisce con gusto e con garbo ed energia, a seconda del clima (ed è un clima variabilissimo, per fortuna); e Rosario Bonaccorso, che mostra tutta la sua forza di Jazzista puro e forte nei dialoghi e negli assoli grintosi e negli scambi proficui con quella tromba spettacolare e con la batteria di un vecchio amico come Gatto. La loro intesa è evidente e giova all’ assetto generale del Trio.
L’ equilibrio tra i tre musicisti è perfetto: il che non è facile da ottenere, se pensate proprio a quella “mancanza” del pianoforte. Potrebbe prevalere il suono della batteria: ma non accade. Potrebbe scomparire il contrabbasso: ma non accade. La tromba potrebbe decidere di urlare per prevalere sulla batteria: ma non accade. La musicalità complessiva del trio è costante,  in ogni brano presentato, sia che esso sia malinconico e struggente, sia che prevalga un adrenalinico swing, sia che esso sia centrato in senso “drammatico”: in questo caso abbiamo ascoltato la tromba indugiare sulla dominante, assumendo il timbro di una vera e propria voce umana, per poi cadere in una tonica volutamente non centrata. Il contrabbasso in quel momento ha vibrato di note ribattute per sottolineare la tensione emotiva, in un crescendo in cui la batteria ha centrato il groove perfettamente con battiti destrutturanti ma incalzanti. Questo si chiama “interplay” , e quando lo si ascolta dal vivo, si ha un’ esperienza bellissima.
Di “Peace” di Horace Silver viene centrata l’ essenza emozionale, innanzitutto da Cohen, che con la sua tromba rimane su un volume sommesso e disegna piccoli tocchi intimi e intensi. Durante il complesso e intenso assolo  di contrabbasso, in cui Bonaccorso sfodera tutte le sue doti di jazzista puro, le misurate incursioni della tromba sono volte a centrare totalmente il riferimento armonico. La batteria è elegante e morbida. E la citazione del volo del calabrone è un geniale diversivo per sciogliere la tensione.
Un concerto esaltante, bello da ascoltare, denso di spunti e mai monocorde: la piazza premia il trio con applausi, sorrisi e un’ atmosfera elettrizzante .

 

Ore 2230: Sarah Jane Morris

Sarah Jane Morris, vocals
Tim Cansfiels, chitarra
Tony Remy, chitarra

Quando sale sul palco Sarah Jane Morris emana da subito un carisma che quasi acceca. E’ una questione di personalità, che trapela dallo sguardo, dalle movenze, dal modo di porsi verso il pubblico.. E, non appena comincia a cantare, dalla sua voce possente e dal timbro indimenticabile. Anche perché l’ impianto armonico creato da una simile voce accompagnata da due chitarre è certamente particolare, nonostante sembri il più naturale del mondo: in fondo una cantautrice la immaginiamo accompagnata prima di tutto con la chitarra.
Il realtà la Morris ha una voce talmente potente ed aspra e dal timbro “rotondo” che l’ effetto è tutt’ altro che usuale . Si comincia con “Into my arms” di Nick Cave  e subito salta all’ occhio quanto sia enorme la sua capacità di interpretare il materiale che decide di affrontare. E al di la del suo indiscusso impegno sociale, umano, politico, il messaggio insito nelle sue canzoni esce fuori a colori sgargianti, arriva forte e chiaro anche se non comprendi esattamente il testo della canzone: perché Sarah Jane Morris è espressiva, interpreta, non canta soltanto. La sua voce racconta molto più delle parole.
E forse è anche per questo che quando canta canzoni altrui (che conosciamo benissimo e sentiamo filtrate da quella sua voce) ancora di più capiamo quanto la sua personalità sia forte: riconosciamo quei testi, riconosciamo quella musica, ma capiamo quanto di proprio metta in campo Sarah Jane. Voce incredibile, dinamiche, interazione con i suoi bravissimi chitarristi, musicalità da vendere, tutto parla di una personalità spiccata, di passione, di impegno, di carattere. Quando intona “Take a little piece of my heart” ci si emoziona. Si, abbiamo tutti in mente Janis Joplin. Ma questa è “Take a little piece of my heart” di Sarah Jane Morris, e la cantiamo con lei tutti insieme con lo stupore di ascoltarla quasi per la prima volta. Arriva sul palco Avishai Cohen e i loro duetti sono incredibilmente lirici, fino ad arrivare, al bis, alla lacerante e struggente interpretazione di “Fragile”, alla quale partecipano anche Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto. Non capita spesso di ascoltare qualcosa di così intenso, e la piazza intera canta, applaude. Il PercFest arriva al gran finale in un crescendo di pathos comune.
Tutti sul palco, il pubblico ed i musicisti intonato la canzone che tradizionalmente chiude questo Festival e si ha la sensazione netta che ancora una volta Laigueglia parli direttamente con Naco Bonaccorso. Il tutto con gioia e con la bellezza di immaginarsi insieme ancora qui l’ anno prossimo. Il PercFest chiude in bellezza, e l’ estate può cominciare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cueva Summer Jazz 2015

CUEVA SUMMER JAZZ 2015

V Edizione
04 luglio – 22 agosto 2015

L’incantevole giardino estivo del ristorante La Cueva, che vanta una quinta teatrale d’eccezione come la millenaria Abbazia di Pomposa, riapre i battenti pronto a puntare i riflettori su una nuova e coinvolgente edizione di Cueva Summer Jazz.
La rassegna concertistica, giunta quest’anno alla quinta edizione, è realizzata in collaborazione con Jazz Club Ferrara, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Codigoro, dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po e di Ferrara Terra e Acqua.
Saranno sei gli imperdibili appuntamenti ad ingresso gratuito che, tra luglio e agosto, dispenseranno un raffinato connubio fatto di note e alta gastronomia elaborata dall’estro dello chef Luca Agnelli.

Sonorità afro-brasiliane, musica manouche, groove d’autore e tanto jazz costituiscono la miscela esplosiva di questa nuova stagione che aprirà il sipario, in occasione della Notte Rosa, sabato 04 luglio (ore 22.00) con un maestro assoluto del bebop, il trombettista americano Tom Kirkpatrick e la sua Jazz Workshop Orchestra. Formatosi presso la Juilliard School of Music di New York, Kirkpatrick ha collaborato con mostri sacri del jazz quali Chet Baker, Lou Donaldson, George Coleman e Clifford Jordan, solo per citarne alcuni.Purezza del suono, versatilità ritmica e cangianti sfumature timbriche costituiscono la cifra stilistica di Kirkpatrick con cui anche gli standards più battuti vibrano di nuova luce. Il bandleader si esibirà in quartetto affiancato dal sax tenore di Valerio Pontrandolfo, Luca Pisani al contrabbasso e Alberto Chiozzi alla batteria.

Atmosfere straight ahead e un’aura di elegante classicità trovano un ideale compendio espressivo nel timbro fluido e intenso di Chiara Pancaldi (sabato 11 luglio, ore 22.00), la cui scioltezza nella tecnica scat e la versatilità con cui passa dallo swing al bop, ne fanno una delle voci emergenti più interessanti del panorama jazz. Già al fianco di artisti del calibro di Cyrus Chestnut e Kirk Lightsey, la giovane cantante bolognese parteciperà a breve alla competition indetta dal prestigioso Montreaux Jazz Festival. Affiancata da Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Mirko Scarcia al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria, la Pancaldi presenterà I Walk A Little Faster, cd edito da Challenge Records (Aprile, 2015) che sancisce il debutto internazionale dell’apprezzata jazz singer.

Ma Cueva ama anche spaziare lungo le rotte musicali più variegate, alla scoperta delle matrici primigenie e delle contaminazioni che rendono il jazz materia assolutamente fluida e permeabile. È per questo che, sabato 25 luglio (ore 22.00), seguendo le orme del celebre Quintette du Hot Club de France formato da Django Reinhardt, la rassegna propone le travolgenti sonorità manouche del Gipsy Strike Quintet che, oltre al contrabbasso magistralmente ‘manipolato’ da Pietro Cavalieri D’Oro, vede ben tre chitarre imbracciate rispettivamente da Martino Salvo, Diego Rossato e Carlo Stupiggia, atte a sostenere le rapinose iperboli del clarinetto di Michele Uliana in prima linea. La serata sarà arricchita da un menù degustazione dei prodotti Andalini, pasta dal 1956.

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Corinaldo Jazz Festival 2015 – XVII Edizione

L’Associazione culturale Roundjazz, con la collaborazione del Comune di Corinaldo – Assessorato alla Cultura presenta :

CORINALDO JAZZ FESTIVAL 2015 – XVII Edizione
Dal 3 all’ 11 agosto

Con l’aria d’estate arriva come ogni anno, puntuale e sempre ricco di stile, il calendario dei concerti di Corinaldo Jazz, l’amato festival organizzato dall’associazione culturale Round Jazz nello scenario di uno dei borghi più belli d’Italia.
Siamo alla diciassettesima edizione e le serate da segnarsi sull’agenda sono tre, nel mese di agosto, tutte con inizio alle 21.45 e, come tradizione vuole, seguite da jam session imperdibili per gli appassionati di jazz e di buona musica in generale, ai 9 Tarocchi.

La rassegna si apre lunedì 3 agosto nel luogo più scenografico di Corinaldo, la scalinata della Piaggia, con ingresso libero: l’affascinante pianista e cantautrice Mala Waldron si esibirà con Alessandro Napolitano alla batteria e Maurizio Rolli al basso elettrico. La Waldron, newyorkese con radici che affondano nell’R&B, porterà sul palco l’eredità del padre recentemente scomparso, il grande Mal Waldron, leader e pianista nelle formazioni di miti del jazz come Charles Mingus e John Coltrane. Mala, nuova al palco europeo, omaggerà il grande jazz, la madrina Billie Holiday e regalerà alcuni inediti di grande intensità.

Il 5 agosto, mercoledì, presso la Piazza del Terreno, il concerto del Joey Calderazzo Trio, con Joey al piano, Justin Faulkner alla batteria ed Jasper Somsen al contrabbasso (ingresso 10€). Di origini calabresi, Calderazzo è nato negli Stati Uniti nel 1965 e a sette anni già muoveva i primi passi musicali: la vera rivelazione per lui, dopo anni di rock, fu ascoltare la musica di Oscar Peterson e Chick Corea. Negli anni 80 si rivela uno dei migliori talenti del piano jazz, collabora con i migliori musicisti fino a quando Brandford Marsalis lo chiama per sostituire il leggendario Kenny Kirkland. Il suo stile spettacolare, di classe, mescola grande lirismo e profondità, soprattutto nei pezzi a piano solo, a uno swing istintivo e deciso. Da segnalare alla batteria il funambolico Faulkner, giovanissimo ma adorato dalla critica internazionale.

Ultimo appuntamento quello di martedì 11 agosto, sempre nella Piazza del Terreno, ingresso a 10€, con Steve Kuhn al piano, Steve Swallow al basso elettrico e Joey Baron alla batteria. La serata finale, notte di stelle, vedrà brillare Kuhn e i suoi 55 anni di carriera, un vero maestro (come disse Gary Burton: “Due musicisti mi hanno veramente illuminato: Miles Davis e Steve Kuhn”), scelto nel 1960 da John Coltrane per il suo quartetto e uno dei massimi esponenti della new thing degli anni 60. Genialità e classe in lui si sposano con uno stile che parte dal classico per lanciarsi in un’esplorazione musicale senza limiti. Ottimi, ovviamente, i suoi partner sul palco, entrambi americani, che vantano collaborazioni con i migliori jazzisti viventi.

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PERCFEST XX edizione – seconda serata

Ore 21:30 Concerto a sorpresa “All Stars”

Il sabato sera siamo al centro del Festival ed il primo concerto è una vera festa . Un “All stars” tutti sul palco, per suonare 5 brani e festeggiare il 20simo anno di musica qui a Laigueglia. L’ atmosfera è gioiosa, la piazza pienissima ed ecco arrivare Ellade Bandini, Bebo Ferra, Dado Moroni, Riccardo Fioravanti, Marco Fadda, e naturalmente Rosario Bonaccorso, che intona la “Canzone di Laigueglia”, scritta con Gino Paoli.
Dado Moroni  abbraccia il suo pianoforte e inventa migliaia di note, si diverte e diverte, Bebo Ferra alla chitarra stupisce con i suoi soli morbidi e creativi, Bonaccorso accarezza ed abbraccia il suo contrabbasso e canta , canta ancora. Poi è la volta di un brano di Bebo Ferra, “Adele”: batteria e le percussioni si intrecciano e anch’ esse cantano: soprattutto quando sale sul palco Gilson Silveira , e si prosegue così per quasi un’ ora in cui arrivano anche Giorgio Palombino e Nicola Angelucci. “I wanna tell you I love you” conclude questo spettacolo che contagia la piazza. Swing, melodia, Jazz, batteria, percussioni, momenti energici e momenti di dolcezze sonore: sono concerti che si incontrano qui a Laigueglia, generati dalla voglia di suonare insieme e di festeggiare con tutta la gente possibile, sul palco e fuori del palco.

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Moroni Ferra Bonaccorso Angelucci

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Angelucci – Fioravanti

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Riccardo Fioravanti

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Ferra – Moroni

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Riccardo Fioravanti

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Bebo Ferra

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Marco Fadda

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Fadda – Ferra

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Ellade Bandini

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Gilson Silveira

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Giorgio Palombino

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Ore 22 : Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazziariello incontrano Fabio Concato .

Fabrizio Bosso: tromba
Julian Oliver Mazziariello: pianoforte
Fabio Concato: voce

Il concerto più emozionante.
Sono sempre sincera quando scrivo e dunque dico che sono approdata a questo concerto un po’ prevenuta:  ho, in modo snobistico,  immaginato una musica che non mi avrebbe convinta più di tanto, nonostante il grande valore che da sempre attribuisco a due musicisti come Bosso e Mazzariello e ancora, nonostante abbia sempre cantato le canzoni più note di Concato e anche riconosciuta la sua indubbia musicalità.
E’ una sorta di colpevole e vacuo pregiudizio del quale mi accollo tutta la responsabilità, forse dato dal fatto che di “progetti” a cavallo tra il pop ed il Jazz (o tra i cantautori e il jazz, o tra la musica tradizionale ed il Jazz) ne è piena la scena in Italia, e non tutti sono  validi. Alcuni fanno si che ognuno dei  due generi in scena ne perda irrimediabilmente.
Quando Bosso e Mazzariello introducono il concerto con due brani tratti dal loro cd Tandem, noto quell’ affiatamento che questo duo ha avuto sin dai primi concerti insieme. Mazzariello ha il suo tocco così intenso e personale, ci sono i suoi arpeggi che rendono indefinita e suggestiva la base su cui entra la tromba di Bosso, da subito tarata su un timbro morbido e caldo che supporta un’ esposizione del tema netta e pulita. Domande e risposte, l’ aria carica di suono per quegli accordi al pianoforte di Mazzariello così pieni.
Ed ecco salire sul palco Concato.  Intona “Gigi”, e la sua voce è bella. Ha quel timbro inconfondibile, ha una musicalità anche nel sussurare le frasi che è talmente intensa e trasparente che anche quando la voce si smorza ha una forza espressiva tale che emerge potente come quando dispiega la voce. Accenti, sottigliezze, dinamiche, che si intersecano con il pianoforte di Mazzariello, che attende la fine delle frasi per ricamare un dialogo struggente con la voce.  Quando è il momento dell’ assolo di Bosso, è come se la voce della tromba raccontasse da capo la storia, in un’ altra lingua, che si capisce nel suo senso come se fosse cantata a parole.
Mazzariello e Bosso impregnano di Jazz le canzoni di Concato. Lui dona  canzoni belle a  Mazzariello e Bosso, su cui creare.  E’ una complementarietà che frutta musica fatta di emozioni, ma non “da poco.”  Alle note lunghe della tromba corrispondono piccoli tocchi del pianoforte.  Al dispiegarsi della voce di Concato corrispondono accordi e arpeggi che creano uno spessore sonoro intenso ma mai sopra le righe.
Il bello di un concerto come questo è che si ascoltano canzoni ben scritte, ben concepite, e che queste vengono interpretate, passate al vaglio, rilette, da tre musicisti che creano un’ atmosfera particolare e che ha bisogno di tutti e tre per ottenere quell’ effetto così coinvolgente ed emozionante.
La stessa “Anna Verrà” non è un tributo a Pino Daniele, come i mille che sono stati resi, un po’ opportunisticamente, in questi mesi. Anna Verrà è una canzone , toccante di per sé, viene eseguita senza annunci, e Pino Daniele è lì con la sua bella canzone, riletta dal pianoforte delicato ma palpitante di Mazzariello, dalla voce di Concato e dal suo improvviso accendersi e poi sparire, e dalla tromba fremente di note di Bosso.
Poi c’è anche l’ ironia e la leggerezza: lo swing di “Mille lire al mese” e il ritmo latin della celebre “Rosalina”, che tutto il pubblico canta insieme a Concato. E poi “Non smetto di aspettarti”, dall’ impianto armonico semplice che diventa un ricamo di accordi e frasi per Bosso e Mazzariello, mentre la voce di Concato tiene in punto con un’ interpretazione commovente. Anche questo è Jazz, si, lo è. O mettetela come volete, è bello.

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Mazzariello – Bosso- Concato

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Julian Oliver Mazzariello

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Fabio Concato

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Concato – Mazzariello

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Mazzariello – Concato

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Fabio Concato

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Julian Oliver Mazzariello

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Fabrizio Bosso

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Concato – Mazzariello

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Fabio Concato

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Fabio Concato

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Fabrizio Bosso

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Fabio Concato

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Fabio Concato

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Bosso – Concato

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Fabio Concato

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Fabio Concato

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