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	<title>A Proposito di Jazz - Di e con Gerlando Gatto &#187; maria pia de vito</title>
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	<description>Newsletter dedicata alla musica Jazz, e dintorni. Jazz italiano, jazz svedese, concerti, recensioni di dischi e commenti sul mondo della musica e del Jazz</description>

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		<title>Il linguaggio sempre nuovo del Jazz puro</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Floris</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6686" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/05/Fabrizio-Bosso-Crevena.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6685];player=img;"><img class="size-large wp-image-6686" alt="Fabrizio Bosso (foto Daniela Crevena)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/05/Fabrizio-Bosso-Crevena-580x386.jpg" width="580" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Bosso (foto Daniela Crevena)</p></div>
<p>E’ bello vedere che il <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">Jazz</a> è vivo e vegeto anche nei conservatori di musica, dove è ormai da tempo diventato importante materia di insegnamento. Molti sono i Jazzisti che hanno importanti cattedre nei più prestigiosi istituti italiani, compreso naturalmente quello di Santa Cecilia a Roma. E proprio il dipartimento di <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">Jazz</a> del suddetto conservatorio ha organizzato anche quest’anno la rassegna “Percorsi <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">Jazz</a>”, in scena dal 20 aprile al 12 maggio, che è giunta alla VII edizione, e a cui hanno partecipato tutti i docenti dello stesso conservatorio ed anche ospiti.  Molti i concerti cui non abbiamo potuto assistere ma che ci sono stati raccontati come importanti occasioni di musica, e su questo non abbiamo alcun dubbio. Protagonisti, per citarne alcuni, Roberto Gatto, <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/maria-pia-de-vito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con maria pia de vito">Maria Pia De Vito</a>, Danilo Rea,  ma anche ospiti come Ralph Towner e <strong>Ulrich Gumpert.</strong></p>
<p>Nell’ambito di questa importante rassegna domenica 28 aprile hanno suonato anche Fabrizio Bosso (tromba) e Julian Oliver Mazzariello (pianoforte) invitati come ospiti dal direttore del dipartimento Paolo Damiani, che hanno regalato un’ora di Jazz così fluente, accattivante, divertente da conquistare già dai primi minuti una platea numerosa e attenta.</p>
<p>Il Jazz è fatto di suggestioni infinite, e per la sua versatilità naturale può davvero comprendere sonorità variegate. Ma ci sono concerti in cui il Jazz è Jazz in maniera totalmente evidente all’ascolto, lo possiamo anche definire “mainstream” senza che quest’accezione diventi limitante: è il Jazz con i suoi stilemi, con i suoi accenti, i suoi fraseggi, i suoi accordi… e allo stesso tempo, anche se riconoscibile non è mai (se i musicisti sono di calibro) uguale a se stesso.  Bosso e Mazzariello all’Auditorium di via dei Greci hanno fatto un’ora di Jazz pulsante, vivace, di gusto, scegliendo grandi classici come <i>But not for me, Bye bye blackbird, Dizzy’s Blues, Lady be good</i>, ma anche brani originali come <i>Wide green eyes</i> (dello stesso Bosso), reinterpretandoli in maniera totalmente originale: da veri Jazzisti e di certo non da replicanti.</p>
<p><span id="more-6685"></span>Ovvero, sono partiti dalla tradizione, viaggiando però con un linguaggio che di certo non è semplice riproposizione didascalica. Mazzariello e Bosso collaborano da tanti anni e si sono ritrovati a formare questo duo quasi essi stessi con stupore, per la semplicità che hanno nell’interagire. Suonano con il piacere di suonare e questo è di assoluta evidenza. Virtuosi entrambi, possono permettersi uno swing incredibile a velocità fulminante ma sempre espressivamente efficace, giocando su episodi a domanda e risposta e mostrandosi stilisticamente irreprensibili. Ma dimostrano anche la morbida intensità d’intro pianistiche dolci, sospese e misteriose, totalmente indefinite, e presentazione di temi melodici dolcemente perseguiti alla tromba con tutta la cura dei fraseggi e delle dinamiche (come in <i>Luiza</i> di Jobim). Possono essere deflagranti e simulare quasi lo spessore sonoro di una Big Band (come in <i>Bye Bye Blackbird</i>) (non facendo rimpiangere la mancanza di contrabbasso e batteria per la capacità ritmica possente di Mazzariello), ma sanno anche produrre poetici e delicati “pianissimo”, che denotano anche lunghi assoli da brivido, giocati sulle sottigliezze di frasi e dinamiche, come in <i>Taxi Driver</i>, in cui Bosso è tanto misurato quanto intenso. A questo aggiungete dialoghi serratissimi, fantasia improvvisativa e voglia di giocare suonando e avrete un’idea completa di cosa sia accaduto a Santa Cecilia.</p>
<p>Gli applausi erano assolutamente scontati: il Jazz suonato così non può che entusiasmare.</p>
<div id="attachment_6687" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/05/Oliver-Mazzariello-Crevena.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6685];player=img;"><img class="size-large wp-image-6687" alt="Oliver Mazzariello (foto Daniela Crevena)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/05/Oliver-Mazzariello-Crevena-580x385.jpg" width="580" height="385" /></a><p class="wp-caption-text">Oliver Mazzariello (foto Daniela Crevena)</p></div>
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		<title>&#8220;Percorsi Jazz&#8221; raddoppia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 10:13:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6562" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/04/DaniloRea1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6561];player=img;" title="Danilo Rea (foto Francesco Truono)"><img class="size-medium wp-image-6562 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Danilo Rea (foto Francesco Truono)" alt="Danilo Rea (foto Francesco Truono)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/04/DaniloRea1-250x167.jpg" width="250" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Danilo Rea (foto Francesco Truono)</p></div>
<p>Giunto felicemente alla VII edizione, Percorsi Jazz raddoppia il numero degli appuntamenti: quelli consueti della domenica pomeriggio (sempre alle ore 18) nella bellissima Sala Accademica del Conservatorio romano (diretto da Edda Silvestri) saranno preceduti dalle <i>performances</i> del sabato (alle 16,30) in Piazza Campitelli &#8211; l&#8217;iniziativa è promossa in collaborazione con l&#8217;assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, per  concerti che vedranno confrontarsi il meglio del <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz-italiano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz italiano">jazz italiano</a> ed europeo.</p>
<p>Il festival propone alcuni dei migliori musicisti che insegnano nel Dipartimento Jazz del Conservatorio della Capitale &#8211; nomi che non hanno bisogno di presentazioni come Danilo Rea, Paolo Damiani, Roberto Gatto, che allestiscono veri e propri progetti originali, spendendosi in molte formazioni e da solisti, coinvolgendo colleghi, studenti , i migliori solisti del Teatro dell’Opera di Roma, il pianista gallese Huw Warren e la vocalist napoletana Maria Pia De Vito, Fabrizio Bosso e due pilastri del jazz tedesco come Ulrich Gumpert e Silke Eberhard (domenica 21 aprile).</p>
<p>In particolare sabato 20 aprile nella  Sede dell&#8217;Assessorato alle Politiche Culturali, in Piazza Campitelli, Stefano Pagni, contrabbasso con Claudio Giusti sax alto, Daniele Malvisti sax tenore, Onur Mulayim chitarra, Fabio Parodi pianoforte, Manuel Bastioni batteria.</p>
<p>Nella Sala Accademica del Conservatorio <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/santa-cecilia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con santa cecilia">Santa Cecilia</a>, domenica 21 aprile, “Improvvisi” con Paolo Damiani, violoncello, Ulrich Gumpert, pianoforte, Silke Eberhard, sax e clarinetto, Antonio Jasevoli, chitarra, Michele Rabbia, percussioni, Daniele Malvisi sax, Ludovica Manzo,voce. Un nuovo progetto del versatile compositore romano Paolo Damiani, direttore del dipartimento jazz del conservatorio di <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/santa-cecilia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con santa cecilia">Santa Cecilia</a> e qui alla testa di un ottetto eccellente e nuovo di zecca, comprendente due giganti del jazz tedesco ed alcuni tra i più creativi musicisti italiani nell&#8217;area del jazz più innovativo e meno prevedibile. Ascolteremo composizioni originali del leader , di Gumpert e di Eberhard; il concerto e&#8217; realizzato in coproduzione con il Goethe institut. La serata si chiude con la big band del conservatorio, diretta da Mario Corvini e Stefano Pagni.</p>
<p><span id="more-6561"></span></p>
<p>Sabato 27 aprile nella  Sede dell&#8217;Assessorato alle Politiche Culturali, il trio composto da Gianluca Figliola, chitarra, Giulio Scarpato, basso e  Emanuele Zappia, batteria. Nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, domenica 28 aprile, un quartetto inedito e atipico di altissimo livello guidato da Fabrizio Bosso, tromba, con  Julian Oliver Mazzariello, pianoforte, Alessio Sebastio pianoforte e Graziano Nori violoncello; in programma composizioni originali..</p>
<p>Sabato  4 maggio nel cortile della sede dell’Assessorato alle Politiche, la Santa Cecilia Big Band composta da: Aris Ozols, chitarra, Onur Mulayim, chitarra, Fabio Parodi, pianoforte, Manuel Bastioni, batteria, Elena D&#8217;Alò ,flauto, Adriano Fabio Testa ,clarinetto, Michele Napoli ,oboe e sax, Mauro Massei ,sax, Luigi Di Marco, sax, Tomoe Yamamoto ,sax, Claudio Giusti sax, Daniele Malvisi sax, Leonardo Radicchi sax, Teodorico Zurlo trombone, Elisabetta Mattei, trombone, Valerio Prigiotti, tromba, Mario Barletta tromba, Stefano Battaglia contrabbasso, Leonardo Giuntini basso, Giulio Scarpato basso, Giuseppe Pantano, voce, Sebastiano Forti ,voce, Sara Jane Ceccarelli ,voce, Gianfranco Aghedu voce, Daniela Troilo, voce, Gisela Oliveiro ,voce, Maria Rosaria De Leo ,voce, Oona Rea, voce, Valentina Prosperi, voce; direttori Mario Corvini, Stefano Pagni e Paolo Damiani.</p>
<p>Domenica 5 maggio, nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, lo splendido duo composto da Maria Pia De Vito voce, e Huw Warren ,pianoforte e a seguire la Santa Cecilia Big Band diretta da  Mario Corvini, Stefano Pagni e Paolo Damiani.</p>
<p>Ultimi appuntamenti con progetti originali: sabato 11 maggio Sabato, nel cortile della sede dell’Assessorato alle Politiche Culturali in piazza Campitelli il trio inedito composto da Danilo Rea, pianoforte, Paolo Damiani ,violoncello, Roberto Gatto ,batteria, presenteranno composizioni originali.</p>
<p>Chiusura dell’edizione 2013 di Percorsi Jazz, nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, un altro duo inedito e atipico composto da Vittorio Mezza, pianoforte e Danilo Rea, pianoforte, che presenteranno composizioni originali.</p>
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		<title>I nostri CD. Area international popular group</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 09:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Onori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Area international popular group, “Live 2012” (Up Art Records) Non è il revival di un gruppo simbolo degli anni ‘70 (e della loro eversività musicale, politica e comunicativa) perché – come ha dichiarato a &#8220;Musica Jazz&#8221; il pianista-tastierista Patrizio Fariselli- &#8220;(…) ribadisco ancora una volta che noi non abbiamo rifatto gli Area: noi siamo gli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Area international popular group, “Live 2012” (Up Art Records)</strong></p>
<p><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/03/area.jpg" rel="shadowbox[sbpost-6416];player=img;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6417" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="area" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2013/03/area-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Non è il revival di un gruppo simbolo degli anni ‘70 (e della loro eversività musicale, politica e comunicativa) perché – come ha dichiarato a &#8220;Musica Jazz&#8221; il pianista-tastierista Patrizio Fariselli- &#8220;(…) ribadisco ancora una volta che noi non abbiamo rifatto gli Area: noi siamo gli Area! Che suoniamo o non suoniamo, lo eravamo e lo saremo (…) non a caso l’arma principale che abbiamo, musicalmente parlando, è l’improvvisazione, con la quale trituriamo tante cose, compreso il repertorio storico&#8221; (R.Crisafi, “Parlano Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi”, in &#8220;Musica Jazz&#8221; febbraio 2013, p. 11).</p>
<p>Nel 2012 i membri del gruppo ancora vivi ed attivi hanno riunito le rispettive strade sonore ed esistenziali per un tour da cui provengono le tredici tracce del doppio Cd. Registrato nei teatri di Pesaro, Porto Sant’Elpidio, Orvieto e Follonica, alla Casa del Jazz di Roma ed in piazza a San Giovanni Valdarno e Torino, il disco conserva la vibrante tensione del recital, l’energia e la creatività di una ripresa di temi storici (soprattutto “La mela di Odessa”, “Cometa rossa”, “Luglio, agosto, settembre (nero)” e “Arbeit macht frei”), la novità di molti brani originali, il felice incontro con un pubblico ampio. Se Fariselli (piano e synth), Paolo Tofani (strumenti indiani e autocostruiti, chitarra elettrica, live electronics), Ares Tavolazzi (contrabbasso, basso elettrico), Walter Paoli (batteria) e <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/maria-pia-de-vito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con maria pia de vito">Maria Pia De Vito</a> (straordinaria ospite in “Cometa rossa” nell’evocare Demetrio Stratos) suonano insieme è perché – nell’Italia del XXI secolo – hanno ancora qualcosa da dire e le radici della loro musica sono vive.</p>
<p><span id="more-6416"></span></p>
<p>Il linguaggio degli Area, infatti, univa ed unisce la tensione del rock progressive, suoni e procedure della musica contemporanea e del jazz, utopie di trasformazione rivoluzionaria degli anni ’70, codici comunicativi complessi e multisensioriali (si guardi il manifesto interno). Questa musica in un periodo di ripiegamenti, revival, cover ed “X factor” ha una forza straordinaria ed un’inventiva dirompente. Sia nella rilettura del repertorio storico (in quartetto) che nei nuovi brani (in trio, nel Cd 2) passato e presente interagiscono e ciascuno porta le esperienze sonore ed umane dei decenni passati: molta improvvisazione jazzistica (il disco si chiude con “Aten”, variazione su “Nefertiti” di <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/wayne-shorter/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Wayne Shorter">Wayne Shorter</a>), elettronica o meglio un’elettroacustica che non è schiava della digitalizzazione ma espansione-invenzione di suoni, influenze della musica indiana, la lezione del rock più autentico. Area, che colpiscono come la fionda che Patrizio Fariselli impugna ironicamente nella bella copertina.</p>
<p><em>N.B. Per chi volesse rileggere la storia degli Area consiglio tre volumi: Domenico Coduto, “il libro degli Area”, Auditorium, Milano 2005; Patrizio Fariselli, “Storie elettriche”, Auditorium, Milano 2008, Gianpaolo Chiriacò, &#8220;Area. Musica e rivoluzione&#8221;, Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, Viterbo 2005.</em></p>
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		<title>Il mondo del jazz lancia un S.O.S.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 18:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Minzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro, attualmente, è davvero un Paese strano… per usare un eufemismo. Siamo considerati in tutto il mondo il Paese dell’Arte, deteniamo oltre il 50% delle opere d’arte sparse in tutto il mondo e gli unici a non accorgersene sono i nostri politici. A questa regola non sfugge – anzi! – il cosiddetto governo dei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5944" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/11/MariaPDeVito.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5943];player=img;" title="Maria Pia De Vito"><img class="size-medium wp-image-5944" title="Maria Pia De Vito" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/11/MariaPDeVito-250x171.jpg" alt="Maria Pia De Vito" width="250" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Pia De Vito</p></div>
<p>Il nostro, attualmente, è davvero un Paese strano… per usare un eufemismo. Siamo considerati in tutto il mondo il Paese dell’Arte, deteniamo oltre il 50% delle opere d’arte sparse in tutto il mondo e gli unici a non accorgersene sono i nostri politici. A questa regola non sfugge – anzi! – il cosiddetto governo dei tecnici anch’esso convinto che l’arte non è una risorsa. E quindi via con i tagli che se toccano un po’ tutte le manifestazioni artistiche, hanno ripercussioni ancora più pesanti sul mondo del <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">jazz</a> da sempre considerato una cenerentola in una sorta di classifica delle musiche degne d’attenzione da parte dei potenti di questo Paese. E così si chiudono gli spazi in cui soprattutto i più giovani possono esprimersi, si riducono drasticamente i fondi anche a favore di quelle manifestazioni storiche italiane, vetrine del <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">jazz</a> nostrano anche all’estero.</p>
<p>Il tutto, quindi, senza tenere minimamente conto del fatto che oggi , nel campo del Jazz, l’Italia rappresenta una vera e propria “eccellenza” con una serie di artisti che primeggiano a livello mondiale e che tengono alto nel mondo il nome della nostra patria.</p>
<p>Ma come, si potrebbe obiettare, in un momento in cui molti non arrivano a fine mese, molti perdono il lavoro, voi vi preoccupate della musica, del jazz? Sì, perché in  una società complessa come la nostra , tutto si tiene. Forse – anzi sicuramente – non ci si rende conto che indebolire il coté artistico di una società significa automaticamente indebolire la società tutta nella sua essenza, nell’essere, per l’appunto, un insieme di uomini e donne che vivono non solo per lavorare… magari come vorrebbe qualche ministro attuale. Ed inoltre, in un periodo come l’attuale, attraversato da innumerevoli tensioni anche a livello internazionale, da sempreil jazz èl’emblema dell’incontro e del confronto tra più culture, è il simbolo della libertà d’espressione.</p>
<p><span id="more-5943"></span></p>
<p>Il mondo del jazz quindi si ribella con le armi a sua disposizione – la musica – e lancia un grido d’allarme: alla “<a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/casa-del-jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con casa del jazz">Casa del Jazz</a>” di Roma, lunedì 26 novembre dalle 18, una maratona jazz da<em> </em>un’idea di Giampiero Rubei e Fabrizia Ferrazzoli<em> </em>nel corso della quale moltissimi artisti suoneranno per aprire le orecchie a politici ed economisti esprimendo il loro talento e raccontando le loro esperienze all’estero in cui hanno tenuto alto il nome dell’Italia. L’arte, quindi, come risorsa, la creatività come volano per uscire dalla crisi e come strumento per alleggerire la pesantezza di un momento storico che intristisce e abbrutisce.</p>
<p>Una maratona per mettere nero su bianco quei “criteri di qualità” che fanno la differenza in un paese sbiadito anche da una politica che punta il dito solo su tecnicismi economici. Una maratona per dire che la crisi può “suonare bene” e portare quel cambiamento che tutti auspichiamo. Una maratona per uscire dalle polemiche degli ultimi giorni e dimostrare con concretezza cheil jazz italianoc’è!</p>
<p>Intendiamoci: musicisti e noi addetti ai lavori non chiediamo più di quello che abbiamo avuto fino a ieri. Invitiamo, quindi, alla “conservazione” di quello che c’era e all’attenzione, da parte delle istituzioni, per quello che c’è. Pretendiamo, questo sì, di essere “ascoltati” e “non dimenticati” ma soprattutto “possibilmente incoraggiati”.<br />
Magari in tempi di crisiil jazz potrebbe svelarsi come fonte di ricchezza non solo culturale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ed ecco un primo elenco, in ordine alfabetico, dei musicisti che, finora, hanno aderito alla manifestazione:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nicola Angelucci (batteria) ;Elisabetta Antonini, (voce); Luca Chiaraluce (contrabbasso); Gabriele Coen (sax, clarinetto)<em> </em>; Mario Corvini (trombone); Paolo Damiani,(violoncello); Maria Pia De Vito(voce); Riccardo Fassi (pianoforte); Luca Fattorini (contrabbasso); Massimo Fedeli (pianoforte)<em> </em>; Roberto Gatto (batteria); Rosario Giuliani (sax); Pietro Iodice ( batteria); Max Ionata,(sax); Silvia Manco ( pianoforte, voce); Natalio Mangalavite (pianoforte); Ada Montellanico (voce); Enrico Morello (batteria); Luca Nostro (chitarra); Massimo Nunzi +  Orchestra di giovani talenti ; Angelo Olivieri (<a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/tromba/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tromba">tromba</a>); Marilena Paradisi (voce); Alessandro Paternesi (batteria); Enzo Pietropaoli (contrabbasso); Luca Pirozzi (contrabbasso, basso elettrico); Piji; Danilo Rea (pianoforte); Stefano Rossini (batteria); Stefano Sabatini ( pianoforte); Domenico Sanna (pianoforte) ; Susanna Stivali ( voce); Fabrizio Sferra (batteria); Stefania Tallini (pianoforte); Roberto Tarenzi (pianoforte); Luca Velotti (sax)</p>
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		<title>I numeri vincenti del St. Louis College of Music</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 19:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Floris</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/09/LOGO.png" rel="shadowbox[sbpost-5645];player=img;" title="saint louis"><img class="alignleft size-medium wp-image-5646" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="saint louis" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/09/LOGO-250x119.png" alt="saint louis" width="250" height="119" /></a>Fa bene il St. Louis College of Music a sottolineare i numeri che ne contraddistinguono la costante ascesa da tutti i punti di vista,soprattutto dopo il conseguimento della equiparazione ai Conservatori di musica con decreto del Ministero dell’ Istruzione. Un bel risultato se si pensa al percorso svolto in questi decenni, praticamente senza mai ottenere (o solo in specifici sporadici casi) contributi pubblici. Numeri elargiti in abbondanza durante la conferenza stampa iniziale per la cerimonia di apertura dell’ anno scolastico.</p>
<p>Grande varietà di corsi, borse di studio autofinanziate, in quattordici anni docenti passati da 26 a 92, approccio didattico teso ad inserire gli allievi nel mondo del lavoro legato alla musica con il “lab on the road”, che vede allievi affiancati da musicisti professionisti cominciare a suonare nei luoghi più prestigiosi appena possibile; corsi di Jazz, corsi di Composizione per colonne sonore, corsi di Musica Elettronica, fonia, rilascio di attestati professionali di tecnico del suono promossi dalla regione Lazio. Insomma di certo una attività che ferve e che promette ulteriori sorprese, dato il trend positivo.<br />
<span id="more-5645"></span>Una realtà capace di permettere la realizzazione (con <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/adriano-mazzoletti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con adriano mazzoletti">Adriano Mazzoletti</a>) dell’ Archivio Nazionale del Jazz, che ha l’ ambizioso ed auspicabile scopo di recuperare tutti i materiali sonori relativi a concerti live avvenuti in Italia, e che sta decollando con successo, il che ci sembra di capitale importanza; ma anche concorsi internazionali di musica, produzioni discografiche con ben due etichette, scambi culturali, produzioni di videoclip.</p>
<p>Insomma un anno accademico che parte sotto ottimi auspici, e una serata inaugurale (che preludeva al <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/festival/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con festival">Festival</a> Jammin’ 2012, in corso in questi giorni) che è sfociata nell’ allegro concerto della St. Louis Big Band, diretta dal Maestro Solimene: una formazione “scolastica” ben in grado però di interagire con due mostri sacri del Jazz: <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/maria-pia-de-vito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con maria pia de vito">Maria Pia De Vito</a> e Rosario Giuliani. Il che vuol dire che la scelta didattica di affiancare il prima possibile studenti e musicisti affermati, è di certo una scelta vincente.</p>
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		<title>Joshua Redman e Dee Dee Bridgewater al Festival della Casa del Jazz</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 17:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerlando Gatto</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5359" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/06/joshua-redman-colore-e1339176008285.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5357];player=img;" title="Joshua Redman"><img class="size-large wp-image-5359" title="Joshua Redman" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/06/joshua-redman-colore-e1339176008285-580x350.jpg" alt="Joshua Redman" width="580" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Joshua Redman</p></div>
<p>Un programma ben concepito e ben articolato, impreziosito da importanti presenze con alcune punte di assoluta eccellenza: queste le caratteristiche del “CASA DEL JAZZ FESTIVAL”,che si terrà dal 4 al 31 luglio nel Parco della Casa del Jazz, a Roma.</p>
<p>Ben concepito e ben articolato, dicevamo, in quanto una tantum non sono stati affastellati una serie di nomi, ma sono stati scelti precisi musicisti secondo un criterio che ha individuato otto precise aree.</p>
<p>“<strong>Il grande evento</strong>” è costituito dal concerto, giovedì 26 luglio, di Dee Dee Bridgewater, universalmente riconosciuta come una delle più importanti cantanti jazz contemporanee con il suo ultimo progetto, “To Billie With Love: a Celebration of Lady Day”, dove celebra una icona del jazz come Billie Holiday.</p>
<p><span id="more-5357"></span></p>
<p>La sezione “<strong>Le cantanti</strong>” si sostanzia in tre concerti che vedranno protagoniste, rispettivamente il 9, 10 e il 23 luglio Maria Pia De Vito, Roberta Gambarini e Cristina Zavalloni. La vocalist partenopea presenta il progetto con Huw Warren al pianoforte e Gabriele Mirabassi al clarinetto. Roberta Gambarini rappresenta un caso più unico che raro nella storia del jazz italiano: in pochissimo tempo è riuscita a conquistare il mondo del jazz a stelle e strisce, partendo dall’Italia ed eleggendo a sua dimora la città di New York; a Roma si esibirà con Eric Gunnison al pianoforte, Neil Swainson al <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/contrabbasso/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con contrabbasso">contrabbasso</a> e Willie Jones III alla <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/batteria/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con batteria">batteria</a>. Cristina Zavalloni canterà conla Radar Band,composta da giovani talenti emergenti del jazz italiano; vocalist di sicuro spessore, presenta il suo ultimo album “La donna di cristallo” , la prima opera di cui  ha firmato integralmente i testi, oltre alle musiche, arrangiate da Cristiano Arcelli.</p>
<p>“<strong>I trombettisti</strong>” scelti per questa edizione del Festival sono tre assoluti fuoriclasse: ad aprire la rassegna sarà il grande Enrico Rava con i suoi “Tribe”, una splendida formazione comprendente Gianluca Petrella al trombone, , il pianista Giovanni Guidi, il giovanissimo e  talentuoso contrabbassista Gabriele Evangelista e l’originale batterista Fabrizio Sferra. Mercoledì 11 luglio, il graditissimo ritorno di Flavio Boltro come leader sulla scena jazz italiana; alla testa di un quintetto ”all stars” composto da André Ceccarelli batteria, Darryl Hall basso, Rosario Giuliani sax, Pietro Lussu piano, presenterà il cd “Joyful”. Il 22 luglio sarà la volta del Ray Hargrove Quintet con, oltre al leader, Justin Robinson sax e flauto, Sullivan Fortner pianoforte, Ameen Saleem al contrabbasso e Quincy Phillips alla batteria; considerato uno dei più autorevoli trombettisti jazz al mondo, Hargrove si è ritagliato un ruolo di primissimo piano tra i grandi maestri del jazz contemporaneo, ottenendo innumerevoli riconoscimenti internazionali tra cui due Grammy Award.</p>
<div id="attachment_5360" class="wp-caption alignnone" style="width: 248px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/06/Dee_Dee_Bridgewater_foto_Philippe_Pierangeli_3s1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5357];player=img;" title="Dee Dee Bridgewater (foto Philippe Pierangeli)"><img class="size-full wp-image-5360" title="Dee Dee Bridgewater (foto Philippe Pierangeli)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/06/Dee_Dee_Bridgewater_foto_Philippe_Pierangeli_3s1.jpg" alt="Dee Dee Bridgewater (foto Philippe Pierangeli)" width="238" height="355" /></a><p class="wp-caption-text">Dee Dee Bridgewater (foto Philippe Pierangeli)</p></div>
<p>“<strong>La novità</strong>” è costituita dal concerto, il 13 luglio dei “The Bad Plus” con Joshua Redman quale ospite d’onore; Ethan Iverson al piano, Reid Anderson al contrabbasso e David King alla batteria sono i componenti di The Bad Plus, uno dei gruppi piu&#8217; originali del momento. Con loro in questo concerto, Joshua Redman, una stella di prima grandezza della scena jazzistica mondiale.</p>
<p>“<strong>I batteristi</strong>” sono due: Brian Blade e Roberto Gatto. Il primo si esibirà il 25 luglio; dopo aver affiancato il suo nome a quello di Brad Mehldau, Joshua Redman e a cantanti come Bob Dylan, Joni Mitchell e Marianne Faithful, senza dimenticare l’esperienza nel quartetto di Wayne Shorter, il batterista americano presenta a Romala Fellowship Band,una formazione che travalica i confini del jazz prendendo a pretesto umori della tradizione folklorica di altri Paesi. Il batterista italiano avrà l’onore di chiudere il Festival il  31 luglio alla testa del suo “New York Quartet” completato dalla giovane tenorsassofonista di origine cilena Melissa Aldana, dal chitarrista Nir Felder e dal contrabbassista Joseph Lepore.</p>
<p>Ancora due sia “<strong>I contrabbassisti</strong>”  sia “<strong>I pianisti</strong>”. Alla prima categoria appartengono Omer Avital e Enzo Pietropaoli. Omer è strumentista straordinario che taluni accostano addirittura a Charles Mingus e William Parker.Con lui sul palco della Casa del Jazz, alcuni tra i più brillanti musicisti dell&#8217;attuale scena Usa: il trombettista Avishai Cohen, il sassofonista Joel Frahm, il pianista Jason Lindner e il batterista Johnathan Blake. Enzo Pietropaoli si esibirà il 30 luglio con il suo collaudato quartetto completato da Julian Oliver Mazzariello,al pianoforte, Fulvio Sigurtà alla <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/tromba/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tromba">tromba</a> e Alessandro Paternesi alla batteria.</p>
<p>Nella sezione dedicata ai pianisti potremo ascoltare due grandissimi artisti quali David Kikoski e Aaron Goldberg. Il primo si esibirà sabato 14 luglio, in trio con il solido Ed Howard al contrabbasso e il creativo Nasheet Waits alla batteria.</p>
<p>Martedì 17 luglio il connubio perfetto tra il pianoforte di Aaron Goldberg, sicuramente uno dei più quotati tra i giovani musicisti di jazz, e il rhodes  di Guillermo Klein, argentino d.o.c. che ha trascorso molti anni a New York; insieme a loro Mark Turner, sax tenore, altro grande talento, Matt Penman, contrabbasso e Eric Harland, batteria.</p>
<p>Dal 17 al 21 luglio la rassegna “<strong>Decontaminate Roma</strong>” che rappresenta anche l’ultima sezione individuata dai curatori del Festival; la manifestazione è ideata da Music Zone in collaborazione con Percentomusica nell’ambito del progetto di cooperazione europeo “YOUME YOUng Musicians play Europe”, che nasce per riconcettualizzare la performance jazz dal vivo e per rendere Roma un polo di coordinamento e sviluppo per le attività artistiche dei giovani musicisti europei.</p>
<p>I giovani YOUME’s verranno selezionati  da strutture di grandissimo prestigio quali il Conservatorio Reale de l’Aja e la International Association of School of Jazz in Olanda, la Fundacja Jazzarium e il Conservatorio di Katowice in Polonia e il Centro per la Formazione Artistica Percentomusica in Italia e porteranno in scena la nascente scena Jazz europea e artisti affermati con  le partecipazioni in termini di artisti di rilievo internazionale e di jazzisti italiani rinomati  tra i quali Antonio Ciacca, Ramberto Ciammarughi, Stefano Micarelli, Fabio Zeppetella e Luca Nostro, di importanti musicisti provenienti dalla musica elettronica e contemporanea come Tommaso Cancellieri e di artisti visivi di grandissimo rilievo come Claudio Sinatti, Stefano Tonelli e Lara Pacilio.</p>
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		<title>La vocalist Lara Iacovini con il chitarrista Alessio Menconi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 07:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5108" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/04/1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5107];player=img;" title="Alessio Menconi"><img class="size-large wp-image-5108" title="Alessio Menconi" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/04/1-450x270.jpg" alt="Alessio Menconi" width="450" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Menconi</p></div>
<p>Tre serate da non perdere:la <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/vocalist/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vocalist">vocalist</a> LaraIacovini, con il chitarrista Alessio Menconi sarà a Roma dal 18 al 20 rispettivamente al Bebop, al Music Inn e allo Charity Cafè.</p>
<p>Si tratta di un duo di assoluta eccellenza dato il livello dei protagonisti.</p>
<p><span id="more-5107"></span></p>
<p><strong>Lara Iacovini</strong> ha conseguito il diploma di compimento inferiore di pianoforte classico al Conservatorio S. Cecilia di Roma ed il Diploma di compimento inferiore di canto lirico al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia. Si è laureata al triennio sperimentale di jazz del Conservatorio &#8220;F. E. Dall&#8217;Abaco&#8221; di Verona, studiando con Diana Torto e Francesca Bertazzo, ed è altresì laureata in Lettere moderne all&#8217;Università La Sapienza di Roma. Ha seguito diversi seminari di canto jazz con le cantanti Rachel Gould, Sheila Jordan, Maria Pia De Vito e Ann Malcom. Nel2000 havinto la prima edizione del concorso musicale Bresciaonline perla categoria Musicajazz. Insegna Canto Jazz al Conservatorio “Ghedini” di Cuneo ed al Conservatorio “Boito” di Parma. Da diversi anni è attiva come <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/cantante/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cantante">cantante</a> jazz in formazioni con musicisti comeRiccardo Fioravanti, Alessio Menconi, Fabrizio Bosso, Andrea Dulbecco, Francesco D’Auria,Giulio Visibelli, Riccardo Zegna, Roberto Soggetti,Massimo Colombo, Mario Rusca, Stefano Bagnoli, Giovanni Falzone, Riccardo Arrighini, Luciano Poli, e con l&#8217;E.S.P. trio di Attilio Zanchi, Roberto Cipelli e Gianni Cazzola. Di recente ha inciso due splendidi album dedicati il primo &#8211; “In the mood of Chet” &#8211; al grande trombettista, il secondo &#8211; “S’Wonderful” – a George Gershwin e Stevie Wonder.</p>
<div id="attachment_5109" class="wp-caption alignnone" style="width: 326px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/04/2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5107];player=img;" title="Lara Iacovini"><img class="size-large wp-image-5109" title="Lara Iacovini" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/04/2-316x450.jpg" alt="Lara Iacovini" width="316" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Lara Iacovini</p></div>
<p><strong>Alessio Menconi</strong> viene notato giovanissimo dai migliori musicisti con cui collabora e suona in tutto il mondo, alternando le frequentazioni jazz a quelle pop. Tra i nomi più rappresentativi citiamo: Billy Cobham, Danny Gottlieb, Daniel Humair, Enrico Rava, Marcio Montarroyos,Roberto Gatto, Dado Moroni, Carl Anderson, Franco Cerri, Albert &#8220;Tootie&#8221; Heath, Paolo Fresu, Franco Ambrosetti. In ambito rock/pop: Paolo Conte, Anna Oxa, Gianni Morandi, Tullio De Piscopo, Alexia, Elio e le Storie Tese, Cheryl Porter ed altri. Con questi musicisti ha suonato nei più importanti <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/festival/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con festival">festival</a> e teatri del mondo in Europa, Nord e Sud America ed Asia.  Ultimamente è stato inserito in una compilation come unico italiano presente tra i migliori chitarristi jazz del mondo.</p>
<p>Di qui, come si accennava in apertura, un duo di assoluto talento, originalità e creatività in quanto la voce sensibile e raffinata di Lara si sposa magnificamente con l’originalità chitarristica di Alessio, artista di rara sensibilità sia in funzione solistica sia in funzione di accompagnamento.</p>
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		<title>Al Top Jazz questa volta non vincono i &#8220;soliti noti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerlando Gatto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allora è proprio vero: il jazz italiano non si limita ai quei tre &#8211; quattro nomi che dominano il mercato, ma è molto più complesso. La conferma, se pur ce ne fosse stato bisogno, arriva comunque, clamorosa, dal recente “Top Jazz” il referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” tra i giornalisti “specializzati”. Ebbene, sorpresa delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4696" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/01/20120111-001057.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4697];player=img;" title="Franco D’Andrea (foto R. Cifarelli)"><img class="size-large wp-image-4696" title="Franco D’Andrea (foto R. Cifarelli)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2012/01/20120111-001057-300x450.jpg" alt="Franco D’Andrea (foto R. Cifarelli)" width="300" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Franco D’Andrea (foto R. Cifarelli)</p></div>
<p>Allora è proprio vero: il jazz italiano non si limita ai quei tre &#8211; quattro nomi che dominano il mercato, ma è molto più complesso. La conferma, se pur ce ne fosse stato bisogno, arriva comunque, clamorosa, dal recente “<a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/top-jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con top jazz">Top Jazz</a>” il referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” tra i giornalisti “specializzati”. Ebbene, sorpresa delle sorprese, nessuno dei “soliti noti” ha vinto questa volta in alcuna categoria.<br />
<span id="more-4697"></span><br />
Tutto ciò dimostra quanto sostenuto in <a title="Il jazz in Italia, un mondo ingessato" href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/15/il-jazz-in-italia-un-mondo-ingessato/">un nostro recente articolo dedicato alla situazione del jazz italiano</a>: purtroppo, anche nel nostro microcosmo, il grande successo è determinato non solo dalla bravura ma anche – e forse soprattutto – da una serie di altri fattori (organizzazione, ufficio stampa influente, rilevanza mediatica) comunque legati al mercato. E che, come si accennava nel già citato articolo, l’eccellenza artistica spesso non fa premio su altri elementi si evince dal fatto che il personaggio risultato vincitore di questa tornata è Franco D’Andrea, giustamente considerato dalla stampa specializzata secondo a nessuno… e non solo a livello italiano.</p>
<p>Quest’anno il pianista di Merano ha vinto in due categorie (miglior formazione e miglior tastierista/pianista), si è classificato secondo come musicista dell’anno, terzo nella categoria dedicata al miglior album con “Sorapis”, quarto come compositore/arrangiatore, e – caso più unico che raro – nella classifica dei gruppi oltre al primo posto ha occupato anche il quinto con il trio.</p>
<p>Eppure D’Andrea non suona spessissimo, eppure D’Andrea non è molto conosciuto al di fuori dell’ambiente jazzistico, eppure D’Andrea non va in televisione. A quest’ultimo riguardo, ci si aspettava che Bollani vincesse in carrozza in parecchie categorie (musicista dell’anno, miglior disco, miglior pianista) dato che è stato praticamente l’unico jazzista italiano ad aver ottenuto spazi (e che spazi…) in televisione da Mamma Rai. Ciò non è accaduto perché ancora oggi i gusti del pubblico spesso non coincidono con quelli dei critici dal momento che necessariamente si usano parametri diversi senza che per questo si gridi allo scandalo.</p>
<p>In linea con queste considerazioni anche la vittoria del chitarrista Lanfranco Malaguti; da anni sulla cresta dell’onda, responsabile di un percorso stilistico quanto mai originale e personale, documentato da tutta una serie di album, Lanfranco non è certo artista da grandi numeri: dopo aver vinto il referendum quale miglior nuovo talento nel 1989, ha dovuto aspettare più di vent’anni per ottenere quest’ulteriore prestigioso riconoscimento.</p>
<p>Un’altra piacevole novità viene, questa volta, dalla classifica dedicata al musicista dell’anno, a prevalere Rita Marcotulli che corona così un periodo d’oro avendo vinto, nel recente passato, il Premio Ciak D’Oro, il Nastro D’Argento e il David di Donatello per la Miglior Colonna Sonora per il film Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo. Tornando al “Top Jazz” era dal 1982 che tale riconoscimento non andava ad una donna e se in Italia c’è una jazzista che merita questo premio, per l’originalità dell’ispirazione, la costanza, la serietà che ha sempre messo nella sua musica, questa è certamente Rita Marcotulli. Non è questa la sede per ripercorrere la ricca carriera artistica di Rita ma egualmente piace ricordare come ancora giovanissima venne chiamata nel 1988 da Billy Cobham a far parte delle sue formazioni.</p>
<p>Un altro elemento che si può trarre da questo referendum è l’ottimo stato di salute del jazz romano; due musicisti che vivono nella Capitale vincono il TOP JAZZ : oltre a Rita Marcotulli, c’è anche Enzo Pietropaoli, miglior bassista. Tra i vincitori anche musicisti prodotti da Etichette romane: miglior disco «Around Ornette», Giovanni Falzone Quintet (Parco della musica Records); migliori ance : Francesco Bearzatti (Parco della Musica Records); Giovanni Falzone, miglior ottone (Parco della Musica Records); miglior nuovo talento Fulvio Sigurtà (CamJazz); <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/maria-pia-de-vito/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con maria pia de vito">Maria Pia De Vito</a>,miglior voce (Parco della Musica Records). Enzo Pietropaoli è prodotto da Jandomusic,altra etichetta romana. Anche l’ultimo cd di Rita Marcotulli,la colonna sonora di “Basilicata Coast to Coast” è prodotto da un’etichetta romana, Alice Records.</p>
<p>Ciò detto diamo ora uno sguardo più da vicino alle varie classifiche. Il “Premio Arrigo Polillo” – miglior disco dell’anno – è andato ad “Around Ornette” del Giovanni Falzone Quintet; la scelta non è stata facile in quanto l’annata era stata contrassegnata da molti album di sicuro interesse tra cui “Tribe” di Enrico Rava classificato secondo, il già citato “Sorapis” e “In Sicilia una suite” di Giovanni Mazzarino.</p>
<p>La classifica del musicista dell’anno è una sorta di gota del jazz italiano presentando nell’ordine, alle spalle della Marcotulli, D’Andrea, Bollani, Fresu, Rava, Petrella, Bosso, Danilo Gallo, Falzone e Ottolini.</p>
<p>Per la formazione dell’anno, il primo premio è andato ex aequo ad un veterano (il più volte citato D’Andrea) e ad un giovane vale a dire Livio Minafra con il suo quartetto, che hanno preceduto “Tinissima” e il “Falzone quintet”.</p>
<p>Ancor più difficile la scelta del nuovo talento : l’ha spuntata per pochi volti Fulvio Sigurtà su Mattia Cigalini; più distanziato Claudio Filippini che, a nostro avviso, meriterebbe di più… così come Dino Rubino.</p>
<p>Nella classifica dedicata al miglior/compositore/arrangiatore non c’è stata invece storia: Dino Betti Van Der Not ha vinto con 138 punti mentre il secondo classificato, Maurizio Giammarco, ne ha avuti solo 44. Terzo Riccardo Brazzale.</p>
<p>Tra gli ottoni vittoria non scontata di Giovanni Falzone a precedere Petrella, Bosso e Aquino mentre Rava e Fresu sono stati un po’ abbandonati dai rispettivi sostenitori rispettivamente con 29 e 21 voti.</p>
<p>Nel comparto ance vittoria scontata di Francesco Bearzatti su Max Ionata e Francesco Cafiso mentre tra i tastieristi alle spalle di D’Andrea si sono classificati nell’ordine Giovanni Guidi, <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/stefano-bollani/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con stefano bollani">Stefano Bollani</a> e Dado Moroni; in questa categoria figura anche Rita Marcotulli con 19 preferenze.</p>
<p>Tra i chitarristi bella affermazione del già citato Malaguti che ha preceduto altri due eccellenti musicisti quali Roberto Cecchetto e Maurizio Brunod, mentre qualcosa in più era attesa per Nicola Mingo autore di un eccellente album dedicato a Clifford Brown.</p>
<p>Giusto riconoscimento anche ad Enzo Pietropaoli che ha vinto tra i bassisti con largo margine su Rosario Bonaccorso e Paolino Dalla Porta mentre tra i batteristi il dominio di Roberto Gatto (per altro secondo) è stato infranto da Zeno De Rossi mentre un bel terzo posto è andato a Fabrizio Sferra a parere di chi scrive uno dei batteristi più immaginifici e originali che il jazz europeo possa vantare.</p>
<p>Tra i cantanti scontata affermazione di Maria Pia De Vito che si riconferma giustamente ai vertici dato che mai si è fermata sugli allori andando sempre a cercare nuove e più ardue vie espressive.<br />
Infine nella categoria miscellanea primo il violinista Stefano Pastor sull’armonicista Max De Aloe e il flautista Massimo De Mattia; ottima quinta l’arpista Marcella Carboni.</p>
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		<title>I nostri CD</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerlando Gatto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas” – Crocevia di suoni 006 Barber Mouse – “Plays Subsonica” – Auand 9026 Big Blue – “Big Blue” – CamJazz 3311-2 Samuel Blaser – “Boundless” – Hat ology 706 Luca Cacucciolo – “Evolving” – Radio SNJ 023 Enzo Favata/Mario Crispi – “Insulae” – Isola dei Suoni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2009/05/cd.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4643];player=img;" title="cd"><img class="alignnone size-full wp-image-159" title="cd" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2009/05/cd.jpg" alt="" width="400" height="305" /></a></p>
<ul>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/#top_page">Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas” – Crocevia di suoni 006</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=2">Barber Mouse – “Plays Subsonica” – Auand 9026</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=3">Big Blue – “Big Blue” – CamJazz 3311-2</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=4">Samuel Blaser – “Boundless” – Hat ology 706</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=5">Luca Cacucciolo – “Evolving” – Radio SNJ 023</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=6">Enzo Favata/Mario Crispi – “Insulae” – Isola dei Suoni 005</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=7">Claudio Filippini – “The enchanted garden” – CamJazz 7839</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=8">Giovanni Francesca – “Genesi” . Auand 9027</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=9">Giorgio Gaslini – “Piano solo – Incanti” CamJazz 7846-2</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=10">Keith Jarrett – “Rio” – ECM 2198/99 2CD</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=11">Gianluca Salvadori – “Due Passanti” – pus(H)in 1006.2</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=12">Giovanni Tommaso – “BassoProfilo” – CamJazz 7844</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=13">Antonio Tosques – “Block Notes” – Dodicilune 288</a></li>
<li><a href="http://www.online-jazz.net/wp/2011/12/27/i-nostri-cd-46/?page=14">Vertere String Quartet &amp; Robertinho De Paula – “Vera Cruz” – Dodicilune 291</a></li>
</ul>
<div><span id="more-4643"></span></div>
<p><a name="top_page"></a><br />
<div id="attachment_4645" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2011/12/Bach-off-beat-1.png" rel="shadowbox[sbpost-4643];player=img;" title="Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas”"><img class="size-thumbnail wp-image-4645" title="Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas”" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2011/12/Bach-off-beat-1-150x150.png" alt="Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas”" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas”</p></div></p>
<p><strong>Bach off beat – “Johann Sebastian Bach Trio Sonatas” – Crocevia di suoni 006</strong><br />
Si fanno sempre più frequenti le commistioni tra <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">jazz</a> e musica colta e occorre sottolineare come oramai questo tipo di operazione sia supportato da una ben definita progettualità e da una approfondita conoscenza di ambedue le materie trattate. Questo album non sfugge alla regola ché anzi ci presenta un gruppo di tutto rispetto composto sia da jazzisti sia da musicisti provenienti dall’area colta, in grado di ben eseguire le partiture bachiane. In realtà qui ci si rivolge ad un aspetto precipuo della vastissima produzione di Bach, vale a dire il “Trio Sonatas” per organo cioè la II in do minore BWV 526, la I in mi bemolle maggiore BWV 525 e la VI in sol maggiore BWV 530. Il gruppo, come si accennava, è misto: Omar Zoboli (oboe, corno inglese, sax soprano) è solista avvezzo a frequentare la musica da camera, quella contemporanea e quella barocca; anche la <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/vocalist/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vocalist">vocalist</a> e solista di corno inglese Yael Zamir e il clarinettista Sergio Delmastro appartengono più o meno allo stesso ambiente; viceversa Massimo Colombo, (<a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/pianista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pianista">pianista</a> di vaglia e valido arrangiatore) e Ferdinando Faraò (batterista e compositore) sono due fra i più acclamati solisti della scena jazzistica nazionale; ebbene il connubio è perfettamente riuscito e le improvvisazioni di Colombo si legano perfettamente con quelle dei compagni d’avventura dando all’album un’assoluta coerenza di fondo. Obiettivo particolarmente difficile da raggiungere in quanto non ci si è limitati ad arrangiare le composizioni di Bach ma intorno e dentro le stesse sono state inserite, come le definiscono gli stessi musicisti, delle “brevi pause di riflessione improvvisata” che se mal concepite avrebbero rischiato di rovinare il tutto.</p>
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		<title>Tanto jazz nel programma dell’Auditorium Parco della Musica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerlando Gatto</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4323" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2011/10/Fuortes-e-Regina.jpg" rel="shadowbox[sbpost-4322];player=img;" title="Carlo Fuortes e Aurelio Regina (foto Musacchio &amp; Ianniello)"><img class="size-large wp-image-4323" title="Carlo Fuortes e Aurelio Regina (foto Musacchio &amp; Ianniello)" src="http://www.online-jazz.net/wp/wp-content/uploads/2011/10/Fuortes-e-Regina-450x300.jpg" alt="Carlo Fuortes e Aurelio Regina (foto Musacchio &amp; Ianniello)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Fuortes e Aurelio Regina (foto Musacchio &amp; Ianniello)</p></div>
<p>Una conferenza stampa assolutamente atipica quella con cui martedì 4 ottobre è stata presentata la stagione 2011-2012 dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Alla presenza del presidente della Fondazione Musica per Roma, Regina, del sindaco di Roma, Alemanno, del presidente della Regione, Polverini, nonché dell’ assessore alla Cultura della Provincia Cecilia D’Elia e del presidente della Camera di Commercio di Roma, Cremonesi, i lavori sono stati introdotti da uno spiritoso e ben fatto filmato che faceva praticamente annunciare a tutti i più grandi attori del momento il programma della stagione, evidentemente con un sapiente uso di montaggio e doppiaggio.. tanto che alla fine della proiezione l’applauso è partito spontaneo.</p>
<p><span id="more-4322"></span></p>
<p>Filmato a parte, l’appuntamento è servito, come al solito, per fare il punto della situazione e tracciare le linee d’azione per il prossimo futuro. Quanto al bilancio dello scorso anno, sia Carlo Fuortes, ad della Fondazione, sia la Polverini hanno tenuto ad evidenziare un dato di rilevante importanza: nonostante la pesante crisi, l’Auditorium è riuscito ad incassare, dalla vendita di biglietti, più dello scorso anno, grazie sia all’incremento del costo-biglietto sia alla crescita degli spettatori. In particolare  fino al 30 settembre, all&#8217;Auditorium c&#8217;e&#8217; stato &#8220;l&#8217;11 per cento in più di biglietti venduti&#8221;,passando da 4 milioni e 900 mila a 5 milioni e mezzo di biglietti venduti rispetto allo scorso anno&#8221;.</p>
<p>Un grande risultato che conferma ancora una volta, se pur ce ne fosse stato bisogno, come la cultura possa essere – se giustamente valorizzata &#8211;  un elemento determinante nell’ambito della strategia economica del sistema Paese.</p>
<p>Esaminando il cartellone, un altro dato balza evidente: sono programmati per i prossimi mesi più di 500 appuntamenti a dimostrazione di come la cultura possa scomporsi in innumerevoli campi sì da accontentare il più vasto numero possibile di spettatori… anche se in questa sede, come al solito, ci soffermeremo soprattutto su quanto ci interessa maggiormente, vale a dire il <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/jazz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con jazz">jazz</a>.</p>
<p>Ebbene, sotto questo specifico aspetto, ce n’è davvero per tutti i gusti. Così, con riferimento all’interdisciplinarietà – sempre ricercata da Musica per Roma &#8211; nel corso di una delle novità di quest’anno, “<em>Quadrivio – sei serate tra musica, aritmetica, geometria e astronomia”</em>, Danilo Rea incontrerà PieroAngela in un inedito duetto tra tastiera e divagazione scientifica. Oltre alle serate in compagnia di artisti comeChick Corea, GaryAllen, Mike Stern, <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/paolo-fresu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Paolo Fresu">Paolo Fresu</a>, proseguono le attività della PMJO Parco dellaMusica Jazz Orchestra e del PMJL Parco dellaMusica Jazz Lab diretto da Enrico Rava.</p>
<p>Ci sarà, poi, una delle più “antiche” manifestazioni promosse da Musicaper Roma, il Roma Jazz Festival, che, in programma dall’8 al 30 novembre, metterà in risalto gli elementi di fascino che, con lo scorrere del tempo, hanno fatto del jazz una musica sempre attuale; tra gli appuntamenti: Wayne Shorter Quartet, Pat Metheny Trio, Dee Dee Bridgewater ,&#8230; senza dimenticare gli italiani tra cui Stefano Bollani con Hamilton De Holanda, Danilo Rea e Flavio Boltro che presenteranno il loro ultimo lavoro “Opera”,  Roberta Gambarini, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti , ancora Fabrizio Bosso con Javier Girotto, Paolo Fresu con Daniele di Bonaventura e “A Filetta”, Enrico Rava con il Parco della Musica Jazz Lab. Una prima Carta Bianca per Roberto Gattomentre la seconda CartaBiancadi questa stagione è stata assegnata a Brad Mehldau, ospite dell’Auditorium sin dai primordi, che si esibirà, tra l’altro, in <em>Solo </em>e<em> </em>in <em>Trio</em> con una delle migliori sezioni ritmiche della storia: Larry Grenadier e Jeff Ballard. Costola del festival – e altro apprezzato incrocio &#8211; sarà la mostra <em>A</em><em>rtisti Italiani</em><em> Contemporanei per il Jazz.</em></p>
<p>Ma ascolteremo artisti jazz anche in altri contesti; così, nell’ambito della rassegna “Dialogo” proprio domani (6 ottobre) l’arpistaMarcella Carboniela <a href="http://www.online-jazz.net/wp/tag/vocalist/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vocalist">vocalist</a> ElisabettaAntoninipresenteranno il loro delizioso album “Nuance”; il 12 ottobre sarà la volta del chitarrista Bebo Ferra conJavier Girotto; il 24 novembre il chitarrista Michele Ascolese dialogherà con Bungaro. Per “Autumn in jazz” il 18 ottobre ci sarannoil Paolo DamianiEnsemble, il duo Rea-Damiani e il quartetto di Rosario Giuliani seguiti il giorno dopo dalla PMJO diretta nell’occasione da Bruno Biriaco.</p>
<p>Nell’ambito della “Contemporanea” il 17 ottobreEnrico Pieranunziin piano solo…</p>
<p>senza considerare gli altri concerti jazz in programma di cui vi daremo conto man mano e il sempre coinvolgente “Roma Gospel Festival” che quest’anno si svolgerà dal 20 al 31 dicembre .</p>
<p>Comunque, a ulteriore conferma della passione con cui Musica per Roma ha sempre seguito il jazz c’è da considerare  che proprio in chiave di jazz sono la maggior parte dei dischi pubblicati dalla <em>Parco della Musica Records</em>. Tra gli altri, <em>A</em><em>round Ornette </em>di<em> </em>Giovanni Falzone Quintet, <em>O papa pata</em> di Maria Pia de Vito e Huwe Warren, il cd di successo <em>A</em><em>uditorium Recording Studio</em> &#8211; Un incontro in Jazz conGino Paoli, Flavio Boltro, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto.</p>
<p>Come si accennava, il jazz occupa solo una parte del programma; scorrendo gli eventi in cartellone ognuno potrà veramente trovare ciò che maggiormente gli interessa… dalla musica evergreen, al pop più coinvolgente, dalle lezioni di storia ai monologhi di Bergonzoni, dalle lezioni di fumetto alla rassegna “Generazione X”, dalla musica contemporanea al Festival delle Scienze… e via dicendo in una cavalcata straordinaria attraverso i vari campi del sapere.</p>
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