Al KaamosJazz il mainstream fa la voce grossa

Saariselkä

Saariselkä

Ciò detto veniamo alla musica. Come accennato, il Festival si è svolto dal 20 al 23 novembre ed ha interessato quattro località: Saariselkä, centro nevralgico delle operazioni, Kakslauttanen, Ivalo, Inari. Già da queste primissime notazioni vi sarete resi conto che si tratta di un festival assolutamente anomalo per cui sono necessarie alcune considerazioni di fondo: in queste località manca una sala da concerto per cui le performances si svolgono in ristoranti dotati di capienti sale; in secondo luogo nelle ultime due settimane di novembre in Lapponia si trasferiscono molti turisti che amano sciare e che, probabilmente , non sono particolarmente attratti dal jazz. Di qui la difficoltà di approntare un cartellone capace di soddisfare i gusti più eterogenei, né troppo moderno (ché manca il pubblico adatto), né troppo legato alla tradizione (ché potrebbe in ogni caso risultare stucchevole) salvaguardando, comunque, una complessiva valenza artistica della manifestazione. E devo dire che il patron del Festival, Aarno Cronvall, ha fatto davvero un ottimo lavoro approntando un programma con alcune punte di eccellenza, globalmente di buon livello che, a giudicare dall’affluenza del pubblico, ha soddisfatto appieno le aspettative degli organizzatori…e quelle dei finlandesi sfegatati amanti del ballo (ho visto con i miei occhi una coppia lanciarsi in un improbabile ballo sulla musica di Eric Satie, arrangiata da Kukko).

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Vi spiego… la marimba: Massimo Barbiero

BarbieroOdwalla

D. Massimo volevo intanto sapere come mai hai cominciato a suonare la marimba. E’ uno strumento che prima o poi i batteristi prendono in esame o tu l’ hai eletta a tuo strumento?
B. “Non credo: non è che ne conosco tanti che suonano la marimba. Di solito si suona il vibrafono, anche per motivi economici, la marimba costa molto di più del vibrafono. Io l’ho scoperta subito, ma c’è un disco famoso, “Conference of the bird”, di Dave Holland, in cui nel brano che da il titolo al disco Barry Altschul suona il tema principale proprio con la marimba: forse quello è il disco in cui me ne sono innamorato. C’è da dire che quando suoni il vibrafono cominci a suonare anche la marimba. La differenza sta nell’ affinità che hai tu, musicista, più con il legno o più con il metallo”.


D. Ecco allora dobbiamo cominciare proprio dall’ inizio. La marimba è uno strumento idiofono… [ [comp. di idio- e -fono]. – Termine usato, per lo più al plurale, per indicare tutti gli strumenti musicali il cui suono è producibile unicamente mediante la messa in vibrazione del materiale da cui è costituito lo strumento stesso, senza l’ausilio di superfici o parti poste in tensione (corde, membrane, ecc.); gli strumenti idiofoni si suddividono in sei categorie principali: a percussione, a scuotimento, a pizzico, ad aria, a raschiamento e a frizione. ] (fonte Treccani)

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Ferrara in Jazz 2014-2015, al via la seconda parte

Ferrara in Jazz 2014 – 2015
XVI Edizione
18 ottobre 2014 – 27 aprile 2015

Con la partecipazione di oltre tremila visitatori provenienti dall’intera Penisola e da svariate nazioni estere nei primi mesi di programmazione, il Jazz Club Ferrara si appresta ad inaugurare la seconda parte della sedicesima edizione di Ferrara in Jazz, che si svolgerà nell’incantevole cornice del Torrione San Giovanni dal 31 gennaio al 27 aprile 2015 grazie al contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Banca di Romagna, Endas Emilia-Romagna e del main sponsor Caffè Meseta oltre ad altri partner privati.

La riapertura, fissata per sabato 31 gennaio, è affidata al trio del pianista e compositore statunitense Kenny Werner.Lo splendido bastione rinascimentale patrimonio UNESCO, recentemente incluso tra le prestigiose location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission, riserva ad un pubblico trasversale ed in costante crescita conferme e novità, spettacoli e didattica, nella prospettiva di un ampio sguardo alla musica internazionale con radici saldamente affondate nel territorio.

Lungo ben tre mesi di grande musica, atti a ricreare l’atmosfera di un vero e proprio festival, si rinnovano le co-produzioni con Ferrara Musica e Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna unitamente a “The Unreal Book”, nuovo progetto didattico realizzato in collaborazione con Endas Emilia-Romagna.

Con la consueta cadenza di tre concerti settimanali (venerdì, sabato e lunedì), la seconda parte di Ferrara in Jazz 2014-2015 consta di quindici Main Concerts tenuti da grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale come Kenny Werner, Roberto Gatto, Craig Taborn, Domenico Caliri, Chris Potter, Javier Girotto, Miguel Zenon, Wayne Escoffery , Jack Walrath e Gary Smulyan, Antonio Faraò, Joey DeFrancesco, Mark Turner, Peter Bernstein, Steve Lehman, Ambrose Akinmusire, Omer Avital, Michael Blake, David King, Billy Drummond e molti altri.

Affiancano gli appuntamenti principali: i lunedì di Happy Go Lucky Local con immancabili jam session, concerti e presentazioni discografiche dei migliori talenti del jazz italiano; i venerdì firmati Somethin’Else caratterizzati da itinerari gastronomico-musicali sempre nuovi e sfiziosi, alla scoperta di suoni e sapori del mondo.

Prosegue anche quest’anno la prestigiosa rassegna OFF, realizzata da Ferrara Musica in collaborazione con Jazz Club Ferrara, che vede esibirsi sul palco del Torrione i solisti della Mahler Chamber Orchestra e della Chamber Orchestra Of Europe, due tra le più importanti orchestre da camera d’Europa.

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Ici France, Ici Paris. I festival del jazz del 2015, le prime date da ricordare

DidierTraduzione: Gerlando Gatto - Anthony Braxton, i cui concerti in Francia sono estremamente rari, sarà la principale vedette della 24° edizione dei “Sons d’Hiver” (Val-de-Marne – regione parigina – dal 23 gennaio al 15 febbraio). Poli-sassofonista (suona praticamente tutti gli strumenti inventati da Adolphe Sax) e multistrumentista (flauto, piano) questo membro fondatore dell’AACM di Chicago, la città ove è nato circa 69 anni fa, è anche un compositore inclassificabile che, attraverso brani dai titoli talvolta esoterici, è riuscito ad abbattere i limiti della creazione e soprattutto dell’improvvisazione.
Il suo concerto (in apertura il 23 gennaio al Kremlin-Bicêtre) preceduto da quello del pianista Matthew Shipp (in trio), sarà l’evento clou della manifestazione. Tanto più che si esibirà con molto materiale elettronico: Il festival, che si propone come vetrina d’un jazz concettualmente libero e avanguardista, ospiterà anche Graig Taborn (piano), Nicole Mitchell (flauto), James “Blood” Ulmer (chitarra), il gruppo sperimentale americano “Massacre”, guidato da Bill Laswell (contrabbasso) e Fred Frith (chitarra), Archie Shepp alla guida dell’”Attica Blues Big Band” e uno dei cantori del free jazz, il tedesco Petr Brotzmann (sax in trio con Hamid Drake alla batteria e Williams Parker al contrabbasso). Senza dimenticare una delle stelle più luminose del jazz odierno, il trombettista Ambrose Akinmusire o ancora la Compagnie Lubat condotta dal batterista francese Bernard Lubat.

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I nostri CD. Musique sans frontieres: quando due mondi si incontrano

musique sans frontieresQuando ho aperto questo cd ero piuttosto intimorita dalla possibilità di assistere ad un incontro potenzialmente pericoloso, stridente, deflagrante. Non che sia la prima volta che musica colta e Jazz si intrecciano. Però qui siamo in un ambito particolare: Ravel e Debussy, due compositori non a caso definiti “impressionisti” per la raffinatezza estrema delle dinamiche, la rarefazione delle atmosfere, le armonie sospese, che generano però una fortissima espressività. La precisione delle indicazioni nelle partiture obbligano l’ interprete a seguire alla lettera proprio quella rarefazione, eleganza, bellezza impalpabile. Pur nella loro diversità. A questo aggiungete che il pianista è Michele Campanella, grande, perfetto interprete della musica colta che del rigore interpretativo è indimenticabile e strenuo fautore.
Dall’ altra parte uno strepitoso sassofonista e jazzista argentino. Passionale, eccellente improvvisatore, un mondo che si immagina completamente diverso: il tango, il Jazz, il ritmo sincopato, la composizione estemporanea.
Cosa potrà mai accadere mi dicevo… come possono essere compatibili due mondi così lontani.

E invece l’ emozione è stata quella di ascoltare e quasi addirittura visualizzare un incontro di reciproca meraviglia tra artisti che entrano in contatto, dando il via ad una gentilezza creativa quasi stupita.

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