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Pozza Ghiglioni Zunino e Angelucci presentano a Genova ‘Four Streams’ Sabato 12 aprile 2014

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Sabato 12 aprile, la cantante Tiziana Ghiglioni, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, presenteranno al Borgoclub di Genova (Via Vernazza 7/9r San Martino), il nuovo progetto live intitolato “Four Streams”. “Quattro fiumi” in piena, quattro personalità carismatiche di altissimo livello del panorama jazzistico nazionale che si sono unite per passione e affinità musicali e che proporranno composizioni di Thelonious Monk, Mal Waldron, Cedar Walton ed altri famosi standards.

Tiziana Ghiglioni è considerata una delle più importanti cantanti jazz italiane di sempre, vanta collaborazioni con personaggi di spicco della storia del jazz come Mal Waldron, Steve Lacy, Kenny Drew e molti altri. Torna a Genova, al Borgoclub dopo tanti anni e accompagnata da una ritmica d’eccezione.

Andrea Pozza ha una solida carriera nazionale ed internazionale ed è riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione. Pianista eclettico capace di affrontare con grande disinvoltura qualsiasi repertorio, è sia leader carismatico sia partner ideale per grandi artisti che trovano in lui empatia e innato interplay. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con George Coleman, Enrico Rava, Steve Grossman, Scott Hamilton (col quale ha recentemente inciso in duo “I Could Write a Book” super audio cd e vinile edito da Fonè Jazz), Franco Ambrosetti, Fabrizio Bosso e tanti altri.

Aldo Zunino intraprende la carriera professionale a 18 anni esibendosi in tutto il Nord Italia con i musicisti più rappresentativi del territorio. La sua attività concertistica si estende rapidamente in vari paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Slovenia, Croazia, Spagna. Lunghissimo è l’elenco delle sue collaborazioni: Gianni Basso, Franco D’Andrea, Enrico Rava, Pietro Tonolo, Benny Golson, Harry Sweets Edison, Clark Terry, Ben Riley, Albert Heath, Cedar Walton, Nat Adderley, Clifford Jordan, Horace Parlan, Shirley Scott,  Joe Newman , Lew Tabakin e molti altri.

Nicola Angelucci, sicuramente uno dei batteristi più richiesti in Italia in questo momento per le sue doti di accompagnatore, di solista e per la musicalità, pertinenza e duttilità che rende il suo supporto ritmico insostituibile. Oltre alle prestigiose collaborazioni con importanti jazzisti  come Dave Kikosky, Jeremy Pelt, Enrico Pierannunzi è leader anche di proprie formazioni con cui ha inciso numerosi cd.

Alla scoperta dell’Africa

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti

Duke_Ellington

Luigi Onori, firma che conoscono senz’altro i lettori di questo sito, ha iniziato il 5 aprile scorso una serie di quattro incontri alla Casa del Jazz (ogni sabato dalle 12 alle 13,15 ; prossimi appuntamenti il 12, il 19 ed il 26 di questo mese).

La tematica, a cui lo studioso ha dedicato due libri, è “Il Jazz e l’Africa. Radici, Miti, Suoni”. Ha disegnato un viaggio in quattro tappe nell’immaginario africano presente nel jazz, sotteso alla sua secolare vicenda. Non un itinerario musicologico quanto una ricerca per trovare nella musica afroamericana le molte, vivide e preziose tracce di un’Africa che si è voluta spesso dimenticare e rimuovere. Così si viaggerà dallo “stile giungla” di Duke Ellington e degli anni Venti fino ai jazzisti africani del XXI secolo.

Il primo appuntamento (quello del 5 aprile) è stato dedicato ad una mappa sonora che ha toccato New Orleans, i legami tra l’Islam, Cuba ed il bop, Louis Armstrong in Ghana, Archie Shepp ed il jazz vicino al Black Power ad Algeri nel 1969, gli incontri tra kora (Foday Musa Suso) e sintetizzatore (Herbie Hancock) degli anni ’80, le narrazioni di Hannibal Lokumbe, il chitarrista del Benin Lionel Loueke. Insomma. un rapido affresco per una trama densa e complessa, spesso poco conosciuta.

I prossimi due appuntamenti sono dedicati a Duke Ellington e Randy Weston. Ecco le relative schede di presentazione. Si tornerà tra qualche tempo a parlare dell’ultimo appuntamento (26 aprile) dedicato al jazz sudafricano.

I NOSTRI CD

I nostri CD. Un salvifico salto nel passato grazie a sette titoli ECM

Scritto da Gerlando Gatto on . Postato in I nostri CD, Primo piano, Recensioni

I NOSTRI CD

Come tutti i diversi comparti dell’arte anche il jazz sta attraversando un momento non particolarmente felice attraversato com’è da una serie di paradossi che non si riesce a sciogliere. Così, tanto per citarne alcuni, alla sempre più marcata carenza di fondi fa da contraltare un numero enorme di festival, i musicisti invece di coalizzarsi non si risparmiano frecciatine spesso non innocue, i dischi non si vendono eppure si continuano a produrre in quantità industriale, i media mostrano un crescente disinteresse verso questa musica. Ci si potrà obiettare: tutto questo è vero, ma è altrettanto vero che fior di talenti si evidenziano un po’ ovunque… ma è proprio qui, a nostro avviso, che casca il classico asino. E’ indubbio che talenti in giro ce ne siano moltissimi ma nessuno di questi è in grado di apparire il leader del domani, colui che effettivamente sappia indicare una nuova strada. Così, per ascoltare dei veri capolavori, bisogna volgere la testa all’indietro, verso il passato.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa della ECM che ha deciso di proporci, nell’ambito di una nuova collana, sette titoli, incisi tra il 1969 e il 1981, che costituiscono una vera e propria gioia per l’ascolto.

L’offerta della casa tedesca si articola, questa volta, su tre piani: vinile da 180 grammi, cd e files scaricabili.

Lasciamo a colleghi più esperti la disamina tecnica sulle varie caratteristiche della triplice offerta e soffermiamoci, invece, sui sette titoli che presentiamo in ordine cronologico.

Il 30 marzo a Venezia CREI, il nuovo ensemble fondato dal sassofonista Nicola Fazzini debutta al MusiCaFoscari Jazz Fest

Scritto da Alessandra Trevisan on . Postato in Comunicati stampa

Una grande attenzione alla contemporaneità, all’innovazione e alla ‘costruzione’ musicale: sono questi alcuni tra i caratteri di CREI (Composizione, Ricerca e Improvvisazione) neonato ensemble a geometria variabile, fondato e diretto dal sassofonista Nicola Fazzini in collaborazione con il progetto MusiCafoscari dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’etichetta musicale nusica.org, che vede una nutrita front-line di strumenti a fiato e una vigorosa sezione ritmica a ‘creare’ (come già dice il nome) un suono che evoca sì il jazz ma che ha l’ambizione di rappresentare e interpretare il luogo, il tempo e la realtà in cui viviamo e in cui siamo quotidianamente immersi.
Il gruppo è formato da alcuni tra i migliori e caparbi esecutori e compositori del Nordest Italia ossia, Ettore Martin al sax tenore, Gianluca Carollo e Daniele Goldoni alla tromba, Federico Pierantoni al trombone, Alberto Prandina al corno, Glauco Benedetti alla tuba, Saverio Tasca al vibrafono, Alessandro Fedrigo al basso elettrico e Luca Colussi alla batteria.
Questa formazione esordirà domenica 30 marzo (ore 21.00) presso il Teatro Ca’ Foscari Santa Marta di Venezia (Dorsoduro 2137), nell’ambito e a chiusura della seconda edizione del MusiCaFoscari Jazz Fest, una tre giorni di concerti gratuiti dentro e attorno al jazz e alla musica d’improvvisazione contemporanei.

Andrea Pozza Mattia Cigalini Duo a La Moscabianca di Ventimiglia. Mercoledì 19 marzo

Scritto da Top1 Communication on . Postato in Comunicati stampa

Mercoledì 19 marzo  il pianista jazz Andrea Pozza e il sassofonista Mattia Cigalini si esibiranno in duo a La Moscabianca di Ventimiglia (Via Varaldo zona biscione, ore 21.30). La loro formula vincente consiste in un interplay disinvolto ed innato capace di dare risalto all’ispirazione del momento, nella migliore delle tradizioni jazz. Pozza e Cigalini proporranno brani di loro composizione oltre che una selezione di standard da Thelonious Monk a Billy Strayhorn, omaggiando così artisti che sono stati per entrambi fonte di ispirazione.

JAM Jazz A Mira: il decennale il 14, 15 e 16 marzo a Mira (VE)

Scritto da Alessandra Trevisan on . Postato in Comunicati stampa

JAM 2014
rassegna dedicata al JAZZ indipendente
suoni, immagini e parole dal jazz del futuro
venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 marzo 2014
a Mira, Venezia

Quella del 2014 sarà la decima edizione di “JAM, Jazz A Mira”: l’anniversario dei dieci anni sarà caratterizzato da una tre giorni di proposte che provengono dall’ambito jazzistico italiano e internazionale, con protagonisti ‘suoni, immagini e parole dal jazz del futuro’ e un legame che JAM ha con il territorio in cui nasce.

La rassegna si terrà il 14, 15 e 16 marzo, ed è organizzata dall’Associazione Culturale Keptorchestra e dalla Scuola di Musica Thelonious Monk di Mira (VE), con la direzione artistica del sassofonista, compositore e docente Nicola Fazzini, la collaborazione e il contributo del Comune di Mira, in partnership con la Fondazione Riviera-Miranese, il network JJU (acronimo che include le rassegne Jazznostop e Ubi Jazz), l’etichetta nusica.org, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Padova.

Novità e rinnovamento che caratterizza il jazz contemporaneo ma anche attenzione nei confronti della tradizione e della dimensione ‘didattica’, con protagonista assoluta la musica, che troverà spazio in luoghi intimi e suggestivi quali il ‘JAM Club’ presso le Cantine di Villa dei Leoni, che ospiterà le serate del 14 e 15 marzo.

Ospiti saranno alcuni giovani musicisti e bandleader che, grazie alla loro originalità, sono stati in grado di creare una poetica musicale degna di nota, ma anche ensemble nati sia nell’ambito della Scuola Monk, vero motore di JAM, sia all’interno dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università degli Studi di Padova.

In concomitanza a JAM si svolgerà, infine, la manifestazione “I fiumi del vino”, nata dall’impegno dell’Assessorato al Turismo del Comune di Mira, organizzata per il terzo anno consecutivo dalla Fisar, per il 2014 in partnership con Pro Loco di Mira e Associazione Culturale Keptorchestra. Avrà luogo presso gli spazi di Villa dei Leoni il 15 e 16 marzo mentre gli espositori delle oltre 40 aziende coinvolte, saranno presenti durante le serate che si terranno al ‘JAM Club’ (http://www.fisarvenezia.com/).

Si parte venerdì 14 marzo presso il ‘JAM Club’ con il quartetto guidato dal trombettista Gabriele Mitelli, classe 1988, e l’album-progetto “Hymnus ad nocturnum” (PDM REC, 2014) con Alfonso Santimone al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Nelide Bandello alla batteria; ospite Francesco Bigoni al sax. Le composizioni sono firmate da Mitelli stesso e dedicate a figure a tuttotondo del suo percorso artistico quali Pier Paolo Pasolini, Amedeo Modigliani, Antonin Artaud e molti altri; esse si muovono tra melodia e forma canzone, armonie astratte, ricerca e improvvisazione, lasciando da lì fluire la bellezza del ‘canto’ che le distingue. (Ore 21.00 primo set, ore 22.00 secondo set; ingresso: intero euro 7, ridotto euro 5).

Il sassofonista statunitense Logan Richardson e il suo quartetto con Tony Tixier al piano, Simon Tallieu al contrabbasso e Gautier Garrigue alla batteria, saranno ospiti del ‘JAM Club’ sabato 15 marzo. Tra i più innovativi giovani strumentisti e compositori rivelatisi negli ultimi tempi sulla scena newyorkese, classe 1980, Richardson è originario di Kansas City nel Missouri ma vive oggi tra New York e Parigi. Designato come “una ventata d’aria fresca per la futura scena musicale” statunitense e mondiale, la sua grande consistenza espressiva è stata in grado di sfondare i confini della ‘musica moderna improvvisata’: con essa ha dimostrato di sapersi muovere compiutamente nell’area più avanzata del post-bop di oggi e non solo. I suoi lavori discografici da leader “Cerebral Flow” (Fresh Sound New Talent, 2007) e “Ethos” (Inner Circle Music, 2009) hanno ricevuto ottime accoglienze dalla critica; attualmente sta preparando il suo terzo album in solo per la Concord Records. (Ore 21.00 primo set, ore 22.00 secondo set; ingresso a biglietto unico: intero euro 10, ridotto euro 8).

Amiri Baraka poeta performer lascia un vuoto incolmabile

Scritto da Luigi Onori on . Postato in News

Amiri Baraka giovane

Repentina la scomparsa, il 9 gennaio a Newark, di Amiri Baraka. Il settantanovenne poeta afroamericano (narratore, autore teatrale, saggista, critico musicale, editore e attivista politico che molti metaforici orfani lascia) fino all’autunno 2013 conduceva la sua solita esistenza, divisa tra militanza politica, conferenze, performance. In ottobre era stato in Italia: a Milano per “Aperitivo in concerto” e nella capitale per il “Roma Jazz Festival”, dedicato al rapporto tra musica e letteratura. Baraka era apparso un po’ affaticato ma sempre militante e battagliero, con la borsa di cuoio piena di pubblicazioni autoprodotte e la parola che – sul palco e dentro il microfono – si muoveva ritmando come una batteria ed improvvisando come un sassofono.

Davvero sterminata la produzione/azione di Baraka, una galassia, come sottolineava Franco Minganti, curatore con Giorgio Raimondi della caleidoscopica ed eccellente antologia “Amiri Baraka. Ritratto dell’artista in nero” (Bacchilega 2007). Letteratura (poesia, teatro, narrativa, saggistica, spoken word e performance poetry), politica culturale, politica come azione concreta e musica. In essa è oggi, tempo di veloci bilanci post-mortem, importante individuare  il seminale e costante lavoro critico di Amiri Baraka  come il suo essere “un jazzista della parola”.

Franco D’Andrea. Monk and the Time Machine

Scritto da Luigi Onori on . Postato in News

Franco D'Andrea - foto Andreas Pichler

Effervescente conferenza stampa di presentazione incentrata su Franco D’Andrea il 10 mattina all’auditorium Parco della Musica. Carlo Fuortes (amministratore delegato della fondazione “Musica per Roma”), Roberto Catucci (responsabile dell’etichetta Parco della Musica Records) e soprattutto D’Andrea (proclamato miglior musicista del 2013 dal referendum della rivista “Musica Jazz”) hanno illustrato vari progetti e dialogato con giornalisti ed addetti ai lavori per circa un’ora; c’è stato anche il tempo per una breve esibizione in piano solo nonché per aneddoti e ricordi del musicista meranese, particolarmente comunicativo.

In buona sostanza è stato presentato il doppio Cd “Monk and the Time Machine” (uscita ufficiale 13 gennaio), registrato il 22-23 aprile 2013 al Parco della Musica e realizzato da D’Andrea insieme al suo rodato sextet: Mauro Ottolini, Andrea Ayassot, Daniele D’Agaro, Aldo Mella e Zeno De Rossi. “Monk – ha spiegato il pianista – è arrivato tardi nel mio  immaginario sonoro, negli anni ’80. Prima non l’avevo capito bene; è un musicista emblematico che porta in sé tutte le tracce della storia del jazz, avendo cominciato dallo stride piano. E’ una personalità avventurosa, molto avanti rispetto alla sua epoca, e c’è qualcosa che sempre sfugge. All’interno della sua musica ci sono una serie di mondi che si possono scomporre”. Dopo alcune registrazioni in piano solo, questo è il primo album con formazione allargata da lui dedicato al magistero di Thelonious Monk.

De Vito e Marcotulli alla Casa del Jazz

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Guide all'ascolto, Primo piano

Rita Marcotulli

Per chi ama gli standards derivanti dal jazz una buona notizia: mercoledì 6 novembre, alla Casa del Jazz, un nuovo ciclo dedicato alle melodie immortali ideato e condotto da Gerlando Gatto.

Il perché questa iniziativa ha ottenuto un clamoroso successo di pubblico è racchiuso in due semplici considerazioni: la bellezza dei brani conosciuti anche da chi non ama il jazz, la bontà delle esecuzioni sia quelle in disco o in video sia quelle live. Al riguardo da non perdere la prima puntata che vedrà, in veste di ospiti, due straordinarie artiste, ai massimi livelli internazionali: la vocalist Maria Pia De Vito e la pianista Rita Marcotulli.

Da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, Maria Pia De Vito si dedica allo studio del canto lirico e contemporaneo, concentrandosi anche sulla composizione e l’arrangiamento. Intraprende l’attività concertistica nel 1976: le prime esperienze le consentono inoltre di sviluppare doti di strumentista, dedicandosi alla chitarra, vari strumenti a plettro  e alle percussioni. Le sperimentazioni avvengono in gruppi di ricerca sulla musica etnica, interessati alla polifonia etnica ma non solo, con particolare attenzione alle tradizioni dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana. Nel 1980 avvia l’attività in ambito jazzistico e nel giro di pochi anni si ritroverà a collaborare stabilmente con riconosciuti musicisti: John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi. Oggi è considerata una delle voci più interessanti dell’intero Vecchio Continente.

Rita Marcotulli è una delle pianiste italiane più apprezzate a livello internazionale, dotata di una sensibilità e di capacità compositive e improvvisative uniche. Nata a Roma, dopo una formazione classica presso il Conservatorio di Santa Cecilia, inizia a collaborare dai primi anni ‘80 con importanti musicisti europei e americani come Jon Christensen, Richard Galliano, Steve Grossman, Joe Henderson, Pat Metheny, Michel Portal, Enrico Rava, Aldo Romano e Kenny Wheeler. Nel 1987 viene nominata Miglior nuovo talento da “Musica Jazz”. Nel 1988 entra a far parte della Billy Cobham’s band. Ha composto numerose colonne sonore, musiche per progetti di danza per Roberta Garrison e Teri J. Weikel. Attualmente suona in numerose formazioni e l’ultimo suo album racchiude la colonna sonora del film “Una piccola impresa meridionale”.

Questo duo, di straordinaria caratura, presenterà alcuni brani brasiliani ben distanti sia dal samba sia dalla bossa-nova; in particolare ascolteremo “Beatriz” di Chico Buarque de Holanda ed Edu Lobo , “Essa mulher” di Joyce e Ana Terra, “Ohla Maria” di Tom Jobim, Chico Buarque e Vinicius de Moraes, “Chorinho pra ele” di Hermeto Pascoal.

I nostri CD. IN DUE SI SUONA MEGLIO

Scritto da Gerlando Gatto on . Postato in I nostri CD, Primo piano, Recensioni

I NOSTRI CD

In campo musicale la formula del duo è particolarmente rischiosa in quanto se è vero che esalta ogni potenzialità dell’artista, è altrettanto vero che nulla perdona: ogni minimo sbaglio, ogni incertezza viene evidenziato e denunciato senza scampo. Per fortuna, negli album che vi presento in questa sede di incertezze non ne ho sentite in quanto si tratta di artisti davvero di grande statura.

Ralph Alessi, Fred Hersch – “Only Man” – Cam Jazz 7864-2

Questo è il secondo album del trombettista Ralph Alessi per la Cam dopo il debutto con “Cognitive Dissonance”. Questa volta Ralph si presenta in duo con Fred Hersch , un pianista che in questi ultimissimi tempi sta raccogliendo i favori del pubblico e della critica anche italiani avendo firmato un altro eccellente album in duo, con il clarinettista Nico Gori (“DaVinci” Bee Jazz, 2012) . Questo “Only Man” non è certo di facile ascolto data anche la particolarità dell’organico; eppure, se si supera lo scoglio dei primi due, tre minuti d’ascolto, poi il CD presenta come una sorta di forza ipnotica che ti porta alla fine dei sessanta minuti di musica. Tuttavia, per una piena comprensione, il disco necessita almeno di due, tre ascolti. In effetti il percorso disegnato dai due si svolge attraverso un sentiero stretto, difficile, composto da brani originali con l’eccezione di due composizioni altrui: “San Francisco Holiday” di Thelonious Monk e “Blue Midnight” di Paul Motian. Ciò detto va rilevata la forza espressiva dei due musicisti che si muovono con grande musicalità e sensibilità sia che improvvisino sia che eseguano parti totalmente scritte. In particolare il pianista evidenzia un eccellente controllo della propria energia oscillando tra romanticismo e astrattismo mentre il trombettista si muove su uno spettro sonoro molto ampio ,utilizzando anche la sordina, con un fraseggio stretto, asciutto, breve, caratterizzato da un costante controllo della dinamica. Di qui una musica in costante equilibrio creativo e sonoro in cui mai, neppure per un momento, si ha la sensazione che il tecnicismo prevalga sulla sincerità dell’ispirazione; anzi, in alcuni momenti si ha la sensazione che i due procedano per sottrazione, lasciando respirare le note, lasciando all’ascoltare il tempo di assorbirle, di comprenderne la portata.