Il 30 marzo a Venezia CREI, il nuovo ensemble fondato dal sassofonista Nicola Fazzini debutta al MusiCaFoscari Jazz Fest

Una grande attenzione alla contemporaneità, all’innovazione e alla ‘costruzione’ musicale: sono questi alcuni tra i caratteri di CREI (Composizione, Ricerca e Improvvisazione) neonato ensemble a geometria variabile, fondato e diretto dal sassofonista Nicola Fazzini in collaborazione con il progetto MusiCafoscari dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’etichetta musicale nusica.org, che vede una nutrita front-line di strumenti a fiato e una vigorosa sezione ritmica a ‘creare’ (come già dice il nome) un suono che evoca sì il jazz ma che ha l’ambizione di rappresentare e interpretare il luogo, il tempo e la realtà in cui viviamo e in cui siamo quotidianamente immersi.
Il gruppo è formato da alcuni tra i migliori e caparbi esecutori e compositori del Nordest Italia ossia, Ettore Martin al sax tenore, Gianluca Carollo e Daniele Goldoni alla tromba, Federico Pierantoni al trombone, Alberto Prandina al corno, Glauco Benedetti alla tuba, Saverio Tasca al vibrafono, Alessandro Fedrigo al basso elettrico e Luca Colussi alla batteria.
Questa formazione esordirà domenica 30 marzo (ore 21.00) presso il Teatro Ca’ Foscari Santa Marta di Venezia (Dorsoduro 2137), nell’ambito e a chiusura della seconda edizione del MusiCaFoscari Jazz Fest, una tre giorni di concerti gratuiti dentro e attorno al jazz e alla musica d’improvvisazione contemporanei.

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Andrea Pozza Mattia Cigalini Duo a La Moscabianca di Ventimiglia. Mercoledì 19 marzo

Mercoledì 19 marzo  il pianista jazz Andrea Pozza e il sassofonista Mattia Cigalini si esibiranno in duo a La Moscabianca di Ventimiglia (Via Varaldo zona biscione, ore 21.30). La loro formula vincente consiste in un interplay disinvolto ed innato capace di dare risalto all’ispirazione del momento, nella migliore delle tradizioni jazz. Pozza e Cigalini proporranno brani di loro composizione oltre che una selezione di standard da Thelonious Monk a Billy Strayhorn, omaggiando così artisti che sono stati per entrambi fonte di ispirazione.

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JAM Jazz A Mira: il decennale il 14, 15 e 16 marzo a Mira (VE)

JAM 2014
rassegna dedicata al JAZZ indipendente
suoni, immagini e parole dal jazz del futuro
venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 marzo 2014
a Mira, Venezia

Quella del 2014 sarà la decima edizione di “JAM, Jazz A Mira”: l’anniversario dei dieci anni sarà caratterizzato da una tre giorni di proposte che provengono dall’ambito jazzistico italiano e internazionale, con protagonisti ‘suoni, immagini e parole dal jazz del futuro’ e un legame che JAM ha con il territorio in cui nasce.

La rassegna si terrà il 14, 15 e 16 marzo, ed è organizzata dall’Associazione Culturale Keptorchestra e dalla Scuola di Musica Thelonious Monk di Mira (VE), con la direzione artistica del sassofonista, compositore e docente Nicola Fazzini, la collaborazione e il contributo del Comune di Mira, in partnership con la Fondazione Riviera-Miranese, il network JJU (acronimo che include le rassegne Jazznostop e Ubi Jazz), l’etichetta nusica.org, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Padova.

Novità e rinnovamento che caratterizza il jazz contemporaneo ma anche attenzione nei confronti della tradizione e della dimensione ‘didattica’, con protagonista assoluta la musica, che troverà spazio in luoghi intimi e suggestivi quali il ‘JAM Club’ presso le Cantine di Villa dei Leoni, che ospiterà le serate del 14 e 15 marzo.

Ospiti saranno alcuni giovani musicisti e bandleader che, grazie alla loro originalità, sono stati in grado di creare una poetica musicale degna di nota, ma anche ensemble nati sia nell’ambito della Scuola Monk, vero motore di JAM, sia all’interno dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università degli Studi di Padova.

In concomitanza a JAM si svolgerà, infine, la manifestazione “I fiumi del vino”, nata dall’impegno dell’Assessorato al Turismo del Comune di Mira, organizzata per il terzo anno consecutivo dalla Fisar, per il 2014 in partnership con Pro Loco di Mira e Associazione Culturale Keptorchestra. Avrà luogo presso gli spazi di Villa dei Leoni il 15 e 16 marzo mentre gli espositori delle oltre 40 aziende coinvolte, saranno presenti durante le serate che si terranno al ‘JAM Club’ (http://www.fisarvenezia.com/).

Si parte venerdì 14 marzo presso il ‘JAM Club’ con il quartetto guidato dal trombettista Gabriele Mitelli, classe 1988, e l’album-progetto “Hymnus ad nocturnum” (PDM REC, 2014) con Alfonso Santimone al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Nelide Bandello alla batteria; ospite Francesco Bigoni al sax. Le composizioni sono firmate da Mitelli stesso e dedicate a figure a tuttotondo del suo percorso artistico quali Pier Paolo Pasolini, Amedeo Modigliani, Antonin Artaud e molti altri; esse si muovono tra melodia e forma canzone, armonie astratte, ricerca e improvvisazione, lasciando da lì fluire la bellezza del ‘canto’ che le distingue. (Ore 21.00 primo set, ore 22.00 secondo set; ingresso: intero euro 7, ridotto euro 5).

Il sassofonista statunitense Logan Richardson e il suo quartetto con Tony Tixier al piano, Simon Tallieu al contrabbasso e Gautier Garrigue alla batteria, saranno ospiti del ‘JAM Club’ sabato 15 marzo. Tra i più innovativi giovani strumentisti e compositori rivelatisi negli ultimi tempi sulla scena newyorkese, classe 1980, Richardson è originario di Kansas City nel Missouri ma vive oggi tra New York e Parigi. Designato come “una ventata d’aria fresca per la futura scena musicale” statunitense e mondiale, la sua grande consistenza espressiva è stata in grado di sfondare i confini della ‘musica moderna improvvisata’: con essa ha dimostrato di sapersi muovere compiutamente nell’area più avanzata del post-bop di oggi e non solo. I suoi lavori discografici da leader “Cerebral Flow” (Fresh Sound New Talent, 2007) e “Ethos” (Inner Circle Music, 2009) hanno ricevuto ottime accoglienze dalla critica; attualmente sta preparando il suo terzo album in solo per la Concord Records. (Ore 21.00 primo set, ore 22.00 secondo set; ingresso a biglietto unico: intero euro 10, ridotto euro 8).

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Amiri Baraka poeta performer lascia un vuoto incolmabile

Amiri Baraka giovane

Repentina la scomparsa, il 9 gennaio a Newark, di Amiri Baraka. Il settantanovenne poeta afroamericano (narratore, autore teatrale, saggista, critico musicale, editore e attivista politico che molti metaforici orfani lascia) fino all’autunno 2013 conduceva la sua solita esistenza, divisa tra militanza politica, conferenze, performance. In ottobre era stato in Italia: a Milano per “Aperitivo in concerto” e nella capitale per il “Roma Jazz Festival”, dedicato al rapporto tra musica e letteratura. Baraka era apparso un po’ affaticato ma sempre militante e battagliero, con la borsa di cuoio piena di pubblicazioni autoprodotte e la parola che – sul palco e dentro il microfono – si muoveva ritmando come una batteria ed improvvisando come un sassofono.

Davvero sterminata la produzione/azione di Baraka, una galassia, come sottolineava Franco Minganti, curatore con Giorgio Raimondi della caleidoscopica ed eccellente antologia “Amiri Baraka. Ritratto dell’artista in nero” (Bacchilega 2007). Letteratura (poesia, teatro, narrativa, saggistica, spoken word e performance poetry), politica culturale, politica come azione concreta e musica. In essa è oggi, tempo di veloci bilanci post-mortem, importante individuare  il seminale e costante lavoro critico di Amiri Baraka  come il suo essere “un jazzista della parola”.

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Franco D’Andrea. Monk and the Time Machine

Franco D'Andrea - foto Andreas Pichler

Effervescente conferenza stampa di presentazione incentrata su Franco D’Andrea il 10 mattina all’auditorium Parco della Musica. Carlo Fuortes (amministratore delegato della fondazione “Musica per Roma”), Roberto Catucci (responsabile dell’etichetta Parco della Musica Records) e soprattutto D’Andrea (proclamato miglior musicista del 2013 dal referendum della rivista “Musica Jazz”) hanno illustrato vari progetti e dialogato con giornalisti ed addetti ai lavori per circa un’ora; c’è stato anche il tempo per una breve esibizione in piano solo nonché per aneddoti e ricordi del musicista meranese, particolarmente comunicativo.

In buona sostanza è stato presentato il doppio Cd “Monk and the Time Machine” (uscita ufficiale 13 gennaio), registrato il 22-23 aprile 2013 al Parco della Musica e realizzato da D’Andrea insieme al suo rodato sextet: Mauro Ottolini, Andrea Ayassot, Daniele D’Agaro, Aldo Mella e Zeno De Rossi. “Monk – ha spiegato il pianista – è arrivato tardi nel mio  immaginario sonoro, negli anni ’80. Prima non l’avevo capito bene; è un musicista emblematico che porta in sé tutte le tracce della storia del jazz, avendo cominciato dallo stride piano. E’ una personalità avventurosa, molto avanti rispetto alla sua epoca, e c’è qualcosa che sempre sfugge. All’interno della sua musica ci sono una serie di mondi che si possono scomporre”. Dopo alcune registrazioni in piano solo, questo è il primo album con formazione allargata da lui dedicato al magistero di Thelonious Monk.

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De Vito e Marcotulli alla Casa del Jazz

Rita Marcotulli

Per chi ama gli standards derivanti dal jazz una buona notizia: mercoledì 6 novembre, alla Casa del Jazz, un nuovo ciclo dedicato alle melodie immortali ideato e condotto da Gerlando Gatto.

Il perché questa iniziativa ha ottenuto un clamoroso successo di pubblico è racchiuso in due semplici considerazioni: la bellezza dei brani conosciuti anche da chi non ama il jazz, la bontà delle esecuzioni sia quelle in disco o in video sia quelle live. Al riguardo da non perdere la prima puntata che vedrà, in veste di ospiti, due straordinarie artiste, ai massimi livelli internazionali: la vocalist Maria Pia De Vito e la pianista Rita Marcotulli.

Da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, Maria Pia De Vito si dedica allo studio del canto lirico e contemporaneo, concentrandosi anche sulla composizione e l’arrangiamento. Intraprende l’attività concertistica nel 1976: le prime esperienze le consentono inoltre di sviluppare doti di strumentista, dedicandosi alla chitarra, vari strumenti a plettro  e alle percussioni. Le sperimentazioni avvengono in gruppi di ricerca sulla musica etnica, interessati alla polifonia etnica ma non solo, con particolare attenzione alle tradizioni dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana. Nel 1980 avvia l’attività in ambito jazzistico e nel giro di pochi anni si ritroverà a collaborare stabilmente con riconosciuti musicisti: John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi. Oggi è considerata una delle voci più interessanti dell’intero Vecchio Continente.

Rita Marcotulli è una delle pianiste italiane più apprezzate a livello internazionale, dotata di una sensibilità e di capacità compositive e improvvisative uniche. Nata a Roma, dopo una formazione classica presso il Conservatorio di Santa Cecilia, inizia a collaborare dai primi anni ‘80 con importanti musicisti europei e americani come Jon Christensen, Richard Galliano, Steve Grossman, Joe Henderson, Pat Metheny, Michel Portal, Enrico Rava, Aldo Romano e Kenny Wheeler. Nel 1987 viene nominata Miglior nuovo talento da “Musica Jazz”. Nel 1988 entra a far parte della Billy Cobham’s band. Ha composto numerose colonne sonore, musiche per progetti di danza per Roberta Garrison e Teri J. Weikel. Attualmente suona in numerose formazioni e l’ultimo suo album racchiude la colonna sonora del film “Una piccola impresa meridionale”.

Questo duo, di straordinaria caratura, presenterà alcuni brani brasiliani ben distanti sia dal samba sia dalla bossa-nova; in particolare ascolteremo “Beatriz” di Chico Buarque de Holanda ed Edu Lobo , “Essa mulher” di Joyce e Ana Terra, “Ohla Maria” di Tom Jobim, Chico Buarque e Vinicius de Moraes, “Chorinho pra ele” di Hermeto Pascoal.

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