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Se non fosse stato per che mi ha avvisato con una mail, probabilmente avrei saputo della morte di Lucien Malson ancora con maggior ritardo.
Scusandoci per questo con i nostri lettori, pubblichiamo una corrispondenza da Parigi del nostro Didier Pennequin.

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Critico di jazz mondialmente riconosciuto e apprezzato, professore, scrittore, filosofo e sociologo, Lucien Malson è deceduto il 27 gennaio a Parigi.
Nato Lucien Patte il 14 maggio 1926 a Bordeaux, professore universitario di lettere e aggregato di filosofia, è diventato dopo la guerra una delle “penne” del mondo del jazz in Francia. Dapprima attraverso una collaborazione, nel1946, alla rivista “Jazz Hot” allora diretta da uno dei suoi fondatori Charles Delaunay. Poi lavorando una dozzina d’anni più tardi con il mensile "Jazz Magazine", fondato da Nicole e Eddie Barclay nel 1954, poi ripreso dal tandem Frank Ténot/Daniel Filipacchi. E questo mentre contemporaneamente animava alla Radio di Stato una serie di programmi dedicati al jazz come “Visages du jazz” e “Tribunes des critiques de jazz”. Successivamente tra il 1959 e il 1971, prende la direzione di “Cahiers du jazz”, una rivista musicale trimestrale che è stata un luogo di dibattito e di riflessione per critici, musicisti e appassionati di jazz. Membro dell’Académie Charles-Cros, una istituzione che difende la diversità musicale dopo il 1947, Lucien comincia a lavorare per il quotidiano della sera “Le Monde”.
Parallelamente a queste collaborazioni giornalistiche, redige parecchie opere di sicuro livello come “Les Maîtres du Jazz” (1952), “Le jazz moderne”(1961) o ancora “Histoire du jazz” (1967) e “Histoire du jazz et de la musique afro-américaine” (1976). Insomma tanti libri che hanno apportato uno sguardo intelligente e illuminante su questa tanto da divenire opere di culto presso parecchie generazioni di fans e critici di jazz.
Nel 1961 ha creato a Radio France il “Bureau du jazz”, e animato tra il 1956 e il 1996 su France Culture e France Musique, numerose emissioni.Come scrittore lo si ricorda soprattutto per “Les Enfants sauvages”(apparso nel 1964), che è stato portato sul grande schermo dal regista François Truffaut nel 1970. Agli inizi degli anni 2000, aveva pubblicato dei libri dedicati a Charles Delaunay e al critico, pedagogo e musicologo André Hodeir.
Insomma con Lucien Malson scompare un altro pezzo importante della storia del jazz non solo francese, non solo europea…

 

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