LORENZO TUCCI TRIO a Gianicolo in Jazz

Tutte le foto sono di ADRIANO BELLUCCI

GIANICOLO IN JAZZ
Terrazza del Gianicolo, 11 giugno 2019, ore 21:30

LORENZO TUCCI TRIO

Lorenzo Tucci, batteria
Luca Mannutza, pianoforte
Jacopo Ferrazza, contrabbasso

Gianicolo in Jazz è una location suggestiva, con concerti ad ingresso libero, un panorama notturno mozzafiato, un po’ di quel vento che a Roma viene chiamato ponentino e che dona refrigerio, la sera, dopo giornate cittadine ormai torride: il cielo, stasera, è limpido.  Comincia la musica.

Il primo brano si intitola Afrodolce, ed è una nuova composizione di Lorenzo Tucci, che evidenzia ancora una volta  la propensione di un batterista dalle lampanti, inconfutabili doti ritmiche, per melodie cantabili, dolci, ma persistenti, anche quando inserite in schemi armonici per nulla scontati, e che mantengono la loro forza melodica anche durante l’intensificarsi dei volumi e della polifonia del suo strumento.
L’andamento è cullante e terzinato, le bacchette percuotono soprattutto i ride e il rullante (sui bordi).  I tamburi appaiono meno, inizialmente, ma poi i colori aumentano, complice anche il pianoforte di Luca Mannutza, che interviene con accordi sempre più pieni.

L’intenzione dolce, poetica, però rimane intatta, e l’assolo di Jacopo Ferrazza è la pausa sospesa che prelude al finale, in cui il tema ritorna.

Si prosegue con brano imperniato su un martellante riff di pianoforte fatto di note ribattute, discendenti nell’ambito di un intervallo di terza minore, in progressione cromatica, che contrasta con la leggerezza della batteria. Il tutto avviene su un ostinato di contrabbasso. Il loop iniziale di pianoforte e contrabbasso è sottolineato dai contrasti timbrici e dinamici creati da questo schema fisso, in cui paradossalmente la parte più “melodica” è quella attribuita alla batteria: a lungo il clima rimane quello, tanto da diventare quasi ipnotico.


Improvvisamente però tutto muta: è proprio Lorenzo Tucci a cambiare le carte in tavola con la sua batteria, prende ad improvvisare, intensificando battiti, schemi ritmici, introducendo variazioni continue, seguito da Luca Mannutza, che a quel punto alla batteria si intreccia, percussivamente, con accordi pieni e percorrendo tutta la tastiera: Ferrazza invece strenuamente mantiene il punto con il suo ostinato, fino ad un istante in cui la batteria tace. Il cerchio si chiude su quel riff potente iniziale di note ribattute discendenti.

 


Si prosegue con Hope, una delle composizioni più note di Tucci, un brano intenso, placido, il cui tema classicamente è affidato al contrabbasso: Ferrazza lo espone accendendolo con accenti e dinamiche poetici.
Tucci suona inizialmente con i mallets, toccando soprattutto i ride.

All’assolo di pianoforte, in cui Mannutza improvvisa intensificando il volume, allargando lo spessore sonoro con accordi complessi, le bacchette sostituiscono i mallets. Eppure non viene smentita l’atmosfera iniziale, sognante, placida: come? il Trio è sempre, costantemente bilanciato. Non vi sono strappi improvvisi. I volumi si alzano in maniera costante, le note aumentano mentre i battiti aumentano, l’insieme rimane “armonico”.


Il concerto prosegue con i brani presenti nel cd Sparkle, tra assoli sinceramente stupefacenti della batteria ed improvvisazioni intense del pianoforte e del contrabbasso. Fino ad un Bis richiestissimo , e applauditissimo.

L’IMPATTO SU CHI VI SCRIVE

Un concerto divertente, travolgente, a tratti delicato e suggestivo. Tutta musica originale: originale anche perché Tucci compone con una sua cifra precisa, presentando melodie e arrangiamenti che hanno il pregio di rimanere impressi anche molto dopo che la musica è terminata. Sono efficaci, mai banali. E soprattutto vengono continuamente sottolineati, coccolati, incorniciati da continue varianti che sgorgano da un drumming veramente inarrestabile, in cui le capacità tecniche sono asservite ad una incessante fantasia creativa. La batteria canta, insieme al pianoforte di Mannutza (che raccoglie e offre continui spunti), i ruoli si scambiano, il contrabbasso di Ferrazza è presente sia nelle situazioni dai volumi sommessi che nei momenti più vigorosi, risultando persino, appropriatamente, sgargiante.

L’intesa tra Tucci, Mannutza e Ferrazza è totale, e questo si traduce in un bilanciamento continuo, qualsiasi sia l’atmosfera, dalla più lieve a quella più adrenalinica: la musica, quando è così, semplicemente, è bella.

 

Sarah Stride al TrentinoInJazz 2019

TRENTINOINJAZZ 2019
e
TrentinoIn Jazz Club

presentano:

Domenica 23 giugno 2019
ore 19.00
Circolo Operaio Santa Maria
Via Santa Maria 18
Rovereto

SARAH STRIDE DUO

Terzo concerto estivo per il TrentinoInJazz 2019, giunto alla sua ottava edizione, in una location ormai fedelissima come il Circolo Operaio Santa Maria di Rovereto. Nel cartellone del TrentinoIn Jazz Club – ideato da Emilio Galante – domenica 23 giugno torna Sarah Stride in duo con il chitarrista Frank Martino. E un atteso ritorno per la vocalist protagonista di un’intensa attività live, tanto da aver aperto concerti di importanti artisti (Morcheeba, Television, Morgan, Joan as Police Woman…)

Con uno stile cantautorale unico nel suo genere, Sarah Stride ha dato un assaggio della sua singolarità artistica con il nuovo album Prima Che Gli Assassini, realizzato con Kole Laca (Il Teatro degli Orrori, 2Pigeons) e Manuele Fusaroli (The Zen Circus, Nada, Andrea Mirò). Insieme ai precedenti lavori, il disco ha messo in risalto le sonorità personali dell’artista: rock, elettronica e industrial a fare da tappeto a una voce che riporta alla memoria i timbri tipici delle grandi interpreti anni ’60 – Mina, Ornella Vanoni, Nada – e che a tratti rimanda anche agli anni ’80 della Bertè. Una voce, quella di Sarah, che in alcuni momenti, d’un tratto, quasi nevroticamente, si comprime e si scurisce, per poi esplodere in sprazzi di suoni dal sapore internazionale. Il duo riproduce le sonorità granitiche dell’album attraverso un’elettronica asciutta e minimale e un uso della voce e delle chitarre onirico e rarefatto.

Prossimo appuntamento: venerdì 28 giugno Tino Tracanna Double Cut a Villa Lagarina (TN).