Perfetto l’interplay tra Giuliani e Folmer

Di Daniela Floris. Pubblicato in Commenti

Rosario Giuliani

Venerdì 19 Febbraio 2010

Il sax di Rosario Giuliani e la di Nicolas Folmer hanno incantato all’ Alexanderplatz di Roma con dialoghi appassionanti e quell’ estro improvvisativo che si crea tra musicisti quando l’ atmosfera e’ quella giusta. In un club, poi, le note si respirano, i suoni sono percettibili in un senso quasi “fisico” rispetto a spazi piu’canonici: situazione perfetta per farsi accarezzare dai pianissimo della tromba di Folmer e del sax di Giuliani, che in “Estate” di Bruno Martino hanno dato prova di quanto intensi e delicati allo stesso tempo possano essere due strumentisti che solo qualche minuto prima avevano dato prova di energia in “More than Ever” dello stesso Giuliani.
Il dialogo si e’ svolto sia nei momenti di improvvisazione libera, in una continua – ma istintiva – ricerca del bilanciamento sonoro, sia nei momenti “obbligati” (e la cura esecutiva delle parti scritte nel jazz ha sempre qualcosa di affascinante, per il contrasto con l’ improvvisare).

Questa riuscita alchimia sonora ha naturalmente coinvolto anche la ritmica: Pietro Lussu al piano ha uno stile affascinante per l’ ampiezza delle soluzioni e delle dinamiche cercate (e trovate) con grande creativita’ e sensibilita’ , Enzo Pietropaoli al ha la musicalita’ e l’ esperienza che gli hanno consentito di viaggiare con sicurezza (dunque con estrema liberta’ stilistica) nel mare di note e di suggestioni createsi al momento; Marcello Di Leonardo alla ha una tecnica raffinatissima che e’ pero’ al servizio di un istinto fuori dal comune, il che vuol dire non essere mai “sofisticato” o freddo (prova ne e’ stata la performance in “Femme blues” di Folmer: esplosiva in alcuni punti, ed in altri capace di disegnare una atmosfera morbida ed intensa).
Il jazz e’ questo che vuole: parte da un assunto di base e crea se stesso in modo sempre diverso a seconda dell’ ambiente, dell’ indole dei musicisti, della loro modalita’ di ascolto reciproca e di impercettibili segnali che tra loro si generano, e all’ Alexanderplatz e’ andato in scena esattamente il jazz.

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