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Hairy Bones

Torino – 18 febbraio 4 maggio 2010

Continua la celebrazione dei XX anni dell’Associazione Culturale Musica 90 e della sua creatura più preziosa, la stagione Dalle nuove musiche al suono mondiale. Un momento di festa e di orgoglio per il percorso di straordinaria esplorazione nella migliore musica attuale, al contempo occasione per ricordare Gianpiero Gallina, direttore artistico scomparso lo scorso anno.
Vent’anni di musica a Torino e in Italia, con una serie incredibile di prime assolute, hanno reso Musica 90 riferimento fondamentale nell’attivare la passione per tutta la musica che viene da lontano e non necessariamente dal mondo anglosassone. Una rassegna per dare i giusti spazi al meglio della musica colta contemporanea nel suo contaminarsi fra rock folk jazz e avanguardia e sdoganare l’elettronica dal mondo dell’underground.

Saranno dodici i di questa seconda parte di stagione, un appassionante viaggio attraverso le tendenze che non dimentica le tradizioni, le origini del jazz e trasporta nell’innovazione di oggi. Un percorso che include anche due tappe del Progetto Unita che continua a sottolineare il valore delle musiche popolari italiane e una incursione nel mondo della performance. Vediamo quindi i fino a tutto marzo

Il debutto spetta agli Ulver, attesissimi alla prima data italiana della loro carriera, alla Sala Espace il 18 febbraio. I “lupi” norvegesi sono un gruppo cult, e la loro presenza non deve stupire nel cartellone di Musica 90, perché se è vero che sono nati – nel 1992 – come uno dei gruppi del grande movimento black metal scandinavo hanno da sempre coltivato una profonda attitudine alla ricerca musicale e concettuale. Il loro percorso è un cerchio concentrico che dalle sonorità più scure si apre negli anni all’elettronica più raffinata, riuscendo ad includere folk e rock.

Il 26 febbraio al Teatro Vittoria – ritrovato spazio per le proposte culturali cittadine – verrà presentata The Open, performance di audio, video e danza prodotta da Musica 90 per la regia di Mark Clear e con Chiara Rosenthal protagonista. Il progetto, che coniuga le nuove tecnologie e il movimento del corpo, allarga i confini dell’interazione fra l’artista e l’ambiente scenico.

Il 4 e l’11 marzo, ancora all’Espace, due tappe di Progetto Unita. Fabio Barovero – fondatore dei Mau Mau, produttore e compositore con la passione per le musiche di tradizione – esplora l’Italia per tracciare una vera e propria mappa musicale. Musiche popolari e nuove tendenze, storie e credenze si mescolano sul palco dando la possibilità ai musicisti selezionati di comporre una vera orchestra che nel 2011 celebrerà i 150 anni dell’Unità d’Italia. I due concerti di questa stagione saranno dedicati alle grandi isole italiane, Sicilia e Sardegna e agli italiani “santi, poeti e navigatori”.

Sabato 13 marzo, all’Espace, saranno protagonisti gli inglesi Broadcast. James Cargill e Trish Keenan con la collaborazione di Julian House, la mente che sta dietro il progetto The Focus Group, propongono una visione dell’elettronica intensa, profonda, lontana dalla musica pop, capace di creare un umore, un’atmosfera, un brivido. Si uniscono così cadenze tipicamente britanniche a venature algide ed eteree generando un’inquietudine costante che sa di paganesimo folk. Sono reduci dalla pubblicazione di un fortunato EP che The Wire ha segnalato come miglior disco del 2009.

Il Teatro Vittoria accoglierà poi, il 17 marzo, il progetto Hairy Bones di Peter Brötzmann. Il sassofonista tedesco è uno dei padri fondatori del europeo e per Musica 90 si esibirà in concerto con una formazione unica che include tre fuoriclasse della scena improvvisativa internazionale: il batterista norvegese Paal Nilssen-Love, il bassista italiano Massimo Pupillo, membro degli acclamatissimi Zu, e il trombettista giapponese Toshinori Kondo già al fianco di Brötzmann nel gruppo Die Like a Dog. Il risultato è una musica di pura improvvisazione che si muove tra intensi groove e momenti free molto forti, in un continuo interplay sonoro che spinge tutti i componenti del gruppo verso nuove direzioni.

Ancora improvvisazione all’Astra il 23 marzo. Le immagini di Roberto Masotti – noto fotografo della migliore musica italiana, per lungo tempo fotografo ufficiale del Teatro alla Scala – sono la scenografia ideale per la serata di improvvisazione jazz. Il progetto, intitolato Improwysiwyg riprende il concept del Wysiwyg, acronimo del mondo dell’informatica ai limiti del pronunciabile, che significa What You See Is What You Get, ovvero la (im)possibilità di ottenere nella pratica un’immagine identica a quella visualizzata sullo schermo del computer. L’idea viene tramutata in “gioco” attraverso la proiezione e l’elaborazione in tempo reale di immagini fotografiche ora astratte, ora narrative, scelte di volta in volta, sulle quali interagiscono dal vivo, in un vero concerto per suoni e immagini, i musicisti-improvvisatori Gianluca Petrella al trombone, Michele Rabbia alle percussioni e Eivind Aarset alla chitarra.

Il 25 marzo approda all’Espace Saba Anglana, pronta a presentare in anteprima il suo secondo disco, Biyo. Padre italiano ex ufficiale dell’esercito, madre etiope nata e cresciuta in Somalia, Saba è un intreccio vivente di storie, destini, umori che riguardano da vicino la memoria italiana e sempre di più il futuro di una società dove le origini possono essere uno straordinario bagaglio culturale e non un discrimine.

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