Jazz e francobolli in Italia, un rapporto da costruire

Il rapporto tra jazz ed emissioni filateliche nel nostro Paese è uno di quegli argomenti non proprio ‘battuti’ che “A proposito di jazz” ha trattato con attenzione grazie soprattutto alla passione del nostro collaboratore Amedeo Furfaro.

Proprio un anno fa, per l’esattezza il 24 marzo 2017, Furfaro con l’articolo “Affrancare il jazz. Con una serie di francobolli sul “grande jazz italiano” si augurava che il jazz italiano potesse costituire oggetto di emissioni molto più ricorrenti dato che, mentre hanno avuto il proprio meritato spazio i vari Leoncavallo e Rossini, Verdi e Puccini, Vivaldi e Casella, Pavarotti e Mino Reitano, come anche “Tintarella di luna” e “Nel blu dipinto di blu” fra le canzoni, l’industria della fisarmonica e persino zampogna e launeddas fra gli strumenti etnici, poca attenzione è stata riservata al mondo della musica afro-americana.

Purtroppo anche quest’anno l’appello è caduto nel vuoto, in quanto ancora i nostri francobolli non ospiteranno alcunché concernente il jazz, come si evince dal programma di emissioni filateliche 2018 definito di recente a cura del competente Sottosegretariato di Stato allo Sviluppo Economico.

Debutta, lo si rileva dal comunicato ufficiale, la serie tematica “Le eccellenze italiane dello spettacolo” con due emissioni dedicate a Domenico Modugno e Mia Martini.

Una lodevole iniziativa che conferma e stabilizza un’attenzione già manifestata in precedenza, come il postcard dedicato a Luigi Tenco dello scorso anno. Per il Mimmo nazionale si tratta di una sorta di bis dopo l’emissione 2008 che ne celebrava ‘Nel blu dipinto di blu’ affiancato a ‘Tintarella di luna’ di Mina (per la cronaca peraltro Volare si cantava a ritmo di swing).

A volte, giustamente, ritornano. Ed ecco ora questo “ritorno” giornalistico per perorare la causa di dar spazio raffigurativo, magari anche all’interno di questa nuova serie tematica, ad aspetti e protagonisti del jazz italiano, secondo quanto proposto, su queste colonne, nel già citato articolo peraltro poi riassunto in una specifica istanza al Ministero dello Sviluppo Economico.

A dire il vero il protocollo d’intesa stipulato di recente fra MiBACT e neonata Federazione nazionale “Il jazz italiano”, presieduta da Paolo Fresu, tendente alla valorizzazione e sviluppo dell’attività artistica con particolare riferimento al jazz, aveva fatto ben sperare che si sarebbe estesa, per collegialità, tale motivazione pro-jazz anche ad altri settori dell’attività governativa. Come quello dei francobolli ordinari destinati, oltre che ai collezionisti, a viaggiare ed a portarsi un po’ ovunque per essere visti di sfuggita o semplicemente scrutati, comunque vettori di un messaggio comunicativo importante, “immortalato” in una composizione grafica stampata su pochi millimetri di carta.

da Redazione

Novità editoriali: “L’altra metà del jazz” il nuovo libro di Gerlando Gatto al Salone del Libro di Torino

Domenica 13 maggio appuntamento da non perdere al Salone Internazionale del Libro di Torino per gli appassionati di jazz della capitale piemontese (e dintorni).

Sarà presentato in anteprima il libro di Gerlando Gatto “L’altra metà del jazz – Voci di donne nella musica jazz” (KappaVu / Euritmica edizioni) con la partecipazione dello stesso autore, di Giancarlo Velliscig direttore artistico di Udin&Jazz e di Claudia Fayenz, giornalista Rai, autrice della prefazione.

Dopo la raccolta di interviste “Gente di Jazz” (2017) in cui Gerlando Gatto ci ha fatto scoprire aspetti artistici ed umani di una nutrita schiera di musicisti, tutti protagonisti in varie edizioni del festival Udin&Jazz, casualmente tutti maschi, questa nuova pubblicazione racchiude una serie di interviste raccolte nel ricchissimo panorama del jazz al femminile nazionale e internazionale. Donne che amano il jazz, lo vivono e ne fanno territorio in cui esprimere una creatività intensa e spesso dirompente, attraverso scelte anche non facili come emerge chiaramente da molte di queste interviste. Non solo cantanti, ma molte strumentiste, compositrici, arrangiatrici, vere protagoniste del jazz moderno in cui hanno trovato una loro forte dimensione con personalità, capacità, determinazione e con una profondità che può emergere solo dall’Altra Metà del Jazz.

Trenta interviste a personaggi assai noti – e meno noti –tutti accomunati, come si diceva, dall’essere donna e, in quanto tali, dall’avere una storia da raccontare, da rivivere assieme al lettore.

Eh sì perché questa rappresenta la cifra stilistica dell’autore: Gatto approccia l’interlocutore senza alcuna idea pregiudiziale, e lo invita, attraverso le domande, ad aprirsi, a raccontarsi non solo come artista ma soprattutto come essere umano che al di fuori del palco conduce una vita pressoché simile a quella di tutti gli altri.

Di qui un caleidoscopio di situazioni, di atmosfere, di motivazioni artistiche e di vita che il lettore potrà assaporare pagina dopo pagina.

Il libro sarà a breve disponibile online sul sito della KappaVu edizioni

Salone Internazionale del Libro di Torino / Lingotto Fiere – Via Nizza 280 / Padiglione 1 – Stand B13 Regione Friuli Venezia Giulia

Simone Graziano è il nuovo presidente di Midj

©_ANGELO_TRANI 

 

Il 2 maggio scorso si è riunito il neo-comitato direttivo di Midj (Associazione nazionale dei musicisti di jazz) eletto lo scorso 8 aprile in occasione dell’assemblea svoltasi a Milano, nelle persone di: Marcello Allulli, Romina Capitani, Claudio Carboni, Claudio Fasoli, Alessandro Fedrigo, Simone Graziano, Lucia Ianniello, Antonio Ribatti, Gianni Taglialatela.

Primo atto del nuovo direttivo è stato quello di votare le due cariche previste dallo statuto e sono stati eletti presidente, il pianista toscano Simone Graziano, e vicepresidente, l’avvocato e sassofonista campano Gianni Taglialatela.

A quasi 3 mesi dalla nascita della Federazione nazionale Il Jazz Italiano, che ha riunito soggetti già operanti e nuove associazioni, Midj è forte degli importanti risultati raggiunti dal direttivo uscente e orientata a consolidarli e a tracciare nuovi percorsi verso i quali indirizzare l’attività.

“Sono stati quattro formidabili anni, abbiamo lavorato con onestà e serietà – sono le parole di Ada Montellanico ex presidente per due mandati consecutivi – Un lavoro molto faticoso che però ha creato basi solide e impensabili risultati, di cui vado fiera. C’è sicuramente tanto altro da fare. La mia esigenza è stata quella di vivere l’essere artista con un coinvolgimento anche sul versante sociale e politico, un impegno che a partire da oggi sarà profuso nell’ambito della Federazione.”

Il neopresidente Simone Graziano dichiara “Sono felice e onorato dell’incarico che mi è stato attribuito. Nella difficoltà del ruolo che dovrò coprire è nascosta una bellezza immensa che è il patrimonio musicale di tutti noi jazzisti italiani. Cercherò di dar voce a questa fantastica risorsa.”

Un addio a Michiko Hirayama: una delle più importanti voci del ‘900

Se ne è andata il 1 aprile scorso, la grandissima Michiko Hirayama, un personaggio che ha impregnato di sé la musica contemporanea dello scorso secolo: era la più grande interprete di Giacinto Scelsi e credo che non ci sia bisogno di ulteriori parole.

Figlia di due avvocati, Michiko Hirayama nasce a Tokyo il 14 luglio 1923; cresciuta in un ambiente di alto livello culturale, conosce l’importante musicista giapponese Fumio Hayasaka, che fu anche maestro di Toru Takemitsu.

Dopo aver studiato musica all’Università delle arti di Tokyo, nel 1957 si trasferisce in Italia; studia all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, all’Accademia Chigiana di Siena e al Mozarteum di Salisburgo. Conosce Domenico Guaccero e soprattutto Giacinto Scelsi, del quale eseguì numerosi lavori, tra cui il ciclo di lieder i Canti del Capricorno a lei dedicati.

Dotata di una vocalità assolutamente particolare (aveva un’estensione vocale di quattro ottave) si dedicò spesso a lavori sperimentali e d’avanguardia.

Siamo ben lieti di pubblicare un ricordo di questa straordinaria interprete ad opera di Marilena Paradisi, una delle migliori vocalist italiane, che con Michiko ha studiato a lungo e ha inciso il bellissimo album di improvvisazione totale per solo due voci “PRELUDE FOR VOICE AND SILENCE” ( Siltaclassics 2011)

ph: Paolo Soriani

L’appuntamento con lei era davvero una festa. Al citofono rispondeva la sua voce squillante, e si apriva la sua porta con lei chinata a cercare  la ciabattina di paglia adatta al tuo piede. All’ingresso ne aveva di tutti i numeri! Era vietato entrare con le scarpe in casa! Ti accomodavi sul suo divanetto vicino al pianoforte, carico di preziose  partiture, mentre lei, sempre elegante e col viso fresco, ti preparava  un te’ giapponese e cercava la sua amata tartaruga, per darle la lattuga. Se aveva tempo, non si cominciava mai la lezione senza una chiacchiera e un te’. Erano così preziose quelle chiacchierate con Michiko Hirayama, una delle più grandi interpreti di Gicinto Scelsi, icona del canto contemporaneo del 900, vocalità eccelsa, inarrivabile livello artistico, voce unica, primitiva, selvaggia e allo stesso tempo consapevole, tagliente, toccante, percussiva, invasiva di qualsiasi resistenza all’ascolto.

Avevo ascoltato per la prima volta I Canti del Capricorno, ed ero rimasta folgorata da quella voce. Quando seppi che viveva a Roma e dava anche lezioni di canto, non ero nella pelle dalla gioia. Volevo conoscerla! Arrivava col te’, si sedeva e iniziavano i suoi affascinanti racconti. Su  Giacinto Scelsi,  il misterioso “ Conte” del piano di sopra, “uno un po’ matto”,  girava questa voce per i salotti romani frequentati dalla giovane Michiko, appena arrivata dal Giappone; uno stravagante, che di notte iniziava a suonare ininterrottamente e per ore la sua “ ondiola”, il che, sicuramente, non era la gioia dei suoi vicini. Ma per una come Michiko, uno che riesce a fare musica improvvisata per tutta la notte non era affatto matto, forse aveva qualcosa di grosso da esprimere, forse era un grande artista da conoscere meglio. E allora lei, dopo la festa al piano  di sotto, fa finta di uscire ma in realtà, sale di sopra e si siede al freddo, davanti alla porta del “ Conte”, ad ascoltare. E finalmente inizia; dapprima note incerte, frammentate, e poi… arriva un’onda di calore, un vortice di bellezza e lei rimane li’, tutta la notte, ad ascoltare. E per più di una notte! Ma questo non è un po’ matto, questo è un genio! Il carpire a sua insaputa il suo inconscio musicale, i suoi segreti… e così lei aveva capito la più profonda, intima natura di Giacinto, ne aveva colto l’essenza, poteva ora interpretare la sua musica, poteva interpretare ,” Ho”,  poteva interpretare “ Khoom” e  i “Canti del Capricorno”, dare vita, con la sua voce, a qualcosa che per Scelsi forse era ancora solo inconscio.  E quella nota sola, quella unica nota intonata, di una pianola abbandonata e devastata dalle stonature, si quell’unica nota suonata da Giacinto in modo quasi ossessivo, cercandone ogni sfumatura, ogni armonico, racchiudeva un mondo, un  mondo di colori e di espressioni differenti, la musica indiana? La microtonalità? Nasce  il “ Concerto su una nota sola” un altro capolavoro.

L’attenzione al “ suono, il suono come nota che racchiude mondi misteriosi, se si pone un orecchio che non e’ solo “razionale”, ma un ascolto totale, quasi di tutta la superficie del corpo, quasi di tutta la pelle. Senza il “suono”, inteso in questo modo, non si fa vera musica. E la voce? La voce deve essere una bella voce? E chi dice se una voce è bella o brutta?  “ La voce può anche essere una brutta voce, ma esprimere in quel momento il tutto, l’essenza, essere o non essere di Amleto. La propria identità… la voce come “identità. Ricercare la propria voce come un iniziale flusso di un respiro ventrale, profondo, viscerale, l’ascoltare la propria produzione sonora fino al più nascosto degli armonici, dimenticarti del tuo corpo, e diventare “tu stesso” il suono.

E l’improvvisazione?  La vera essenza dell’improvvisazione, intesa come rapporto strettissimo e profondo tra il mio suono e quello di chi sta improvvisando insieme a me. Quel diventare come un enorme orecchio, teso a cogliere tutto, si, qualsiasi movimento, nel suono degli altri, sia bello sia brutto, e trasformarlo in un input di risposta sonora, che sia presenza pura, io, in quel momento, sono  “assolutamente insieme a te”, e che ti consente di aprire quella porta magica dentro di te, di far uscire “ il tuo flusso  sonoro”. L’improvvisazione come “presenza”.

E inizia la lezione: lei in piedi dietro al pianoforte, tu in piedi di fronte a lei. Sembra un botta e risposta, lei chiede, è esigente, incalza, e tu devi rispondere con un suono non “ giusto”  ma un suono “ vero”. Cerchi, cadi, sbagli, ti rialzi, non ci stai, non va bene, più dentro, stacci più dentro, troppa testa, non pensare, dimenticati di stare qui, non vedo più niente, un fremito, sento come un fulmine che dai piedi, dalla radice, percorre il midollo e esce su dal cranio. Non capisco più niente, che è successo? Quasi quasi mi sento mancare. “Era vera!” – dice lei – “questa nota era vera!!!  Ma è accaduto qualcosa? Si qualcosa di indelebile.

Le  ore sono trascorse velocemente, un tempo dilatato, un tempo umano, mi avvio alla porta un po’ intontita, carica di cose da elaborare, lascio le ciabattine e mi rimetto le mie scarpe, la saluto con un bacio, lei sorridente chiude la porta.

Ciao Michiko grazie per tutto questo… Marilena Paradisi

La redazione di A Proposito di Jazz ringrazia Marilena Paradisi per il suo ricordo e Paolo Soriani per le immagini www.paolosoriani.com

Parte dal Teatro Fontana di Milano il 7 aprile il tour europeo di eMPathia Jazz Duo

L’eMPathia Jazz duo della vocalist Mafalda Minnozzi con il chitarrista newyorchese Paul Ricci, feat. Giovanni Falzone (tromba), sul palco del Teatro Fontana di Milano il 7 aprile 2018 (h 21) – prima data italiana del “Cool Romantics Tour 2018”

Il duo è da poco rientrato da una tournée di oltre due mesi negli Stati Uniti: sold-out in alcuni dei più importanti jazz club del mondo!

Biglietti on line su Vivaticket.it e nelle prevendite collegate / Info e prenotazioni: +39 02 6901 5733 / fontana.teatro@elsinor.net / www.teatrofontana.it

Milano, 13 marzo 2018  – Il Teatro Fontana di Milano ospita, il 7 aprile, la prima data italiana del “Cool Romantics Tour 2018” di eMPathia Jazz Duo, della vocalist Mafalda Minnozzi, ambasciatrice della musica italiana nel mondo e star in Brasile, paese in cui vive da vent’anni, e del chitarrista newyorchese Paul Ricci. Assieme ai due artisti, sul palcoscenico del teatro milanese in un featuring prestigioso, l’eclettico trombettista siciliano Giovanni Falzone, figura di spicco del jazz italiano ed europeo.

La Minnozzi e Ricci sono reduci da un lungo tour negli Stati Uniti, iniziato a gennaio con un sold-out al leggendario Birdland di NYC ed esibizioni da tutto esaurito in diversi locali culto della musica jazz quali il Mezzrow, il Jazz Forum a New York e il Trumpets di Montclair. Dagli States, il Cool Romantics Tour si trasferisce dunque in Europa, dove è in allestimento un calendario di concerti organizzati dalla Mbm Management di Marco Bisconti; dopo la premiére milanese e la data di Alessandria del 14 aprile, il duo debutterà con il nuovo spettacolo anche in Germania, il 18 aprile a Monaco di Baviera e il 21 a Brema, partecipando alla prestigiosa Jazzahead Clubnight.

Cool Romantics” (Mpi-2017) è il titolo dell’album che sta per essere distribuito in Italia e che completa una trilogia composta da “eMPathia Jazz Duo” (Mpi/Egea 2015), album di esordio del progetto omonimo, cui è seguito “Inside” (Mpi/Onerpm 2016).

In “Cool Romantics” il duo ha raggiunto un perfetto equlibrio di fattori in cui emerge la ricerca dell’essenzialità, grazie ai raffinati arrangiamenti e allo stile peculiare del fingerpicking di Paul Ricci, chitarrista di fama internazionale, e all’approccio estetico-espressivo di Mafalda, intriso da una forte teatralità, che inventa, trasforma, traduce ritmi, timbri e gesti; questa combinazione di elementi crea il linguaggio personale e distintivo di eMPathia.

Sul palco del teatro milanese, situato nel cuore del quartiere Isola e luogo d’incontro delle arti, il duo, supportato dalle preziose sottolineature della tromba del funambolico Giovanni Falzone, musicista di razza dalla personalità prorompente, volteggia tra samba, bossa nova, swing, blues e musica d’autore, firmando inconfondibili interpretazioni che vanno dalla lettura struggente di “Insensatez”, di Antonio Carlos Jobim, al “divertissement” musicale creato in “Via con me” di Paolo Conte e ad una versione piena di temperamento “di Triste sera” di Luigi Tenco.

Mafalda, interprete poliedrica di levatura internazionale, canta nella sua lingua madre, in inglese (“Dindi”, “My shining hour”), in francese (nella rilettura blues di “Nuages” di Django Reinhardt) e in portoghese, sebbene il vero linguaggio di eMPathia sia quello creato dal dialogo tra la sua voce e la chitarra di Paul, le cui linee digradano fino ad accogliere la tromba di Falzone, in un sempre più effuso paesaggio sonoro.

L’incontro tra Mafalda e Paul è avvenuto nel 1996, in Brasile, paese dove lei è famosissima; da allora, ha avuto inizio una parabola artistica sfociata nel loro attuale progetto. La vocalist vanta collaborazioni con Martinho da Vila, Milton Nascimento, Leny Andrade, Toquinho, Guinga, Paulo Moura, Art Hirahara, Jane Duboc, Gene Bertoncini, Gabriele Mirabassi, mentre Ricci ha suonato con Roy Haynes, Kenny Barron, Gary Burton, Sonny Fortune, Bebel Gilberto, Astrud Gilberto, Mino Cinelu, Randy Brecker, Manolo Badrena e il grande Harry Belafonte. Riferendosi alla Minnozzi, il critico musicale Gerlando Gatto ha scritto: “… Mafalda è un artista veramente cosmopolita, che canta in diverse lingue con piena padronanza delle stesse e con estrema disinvoltura … mi viene in mente Caterina Valente …”

 Biglietti on line su Vivaticket.it e nelle prevendite collegate. Info e prenotazioni: +39 02 6901 5733 / fontana.teatro@elsinor.net

 

 

 

Comunicato stampa