In programma dal 23 novembre al 6 dicembre

Tempo di lettura stimato: 1 minuto

Marcus Miller

Marcus Miller

Fedele alla sua politica d’apertura e d’innovazione, Jean-René Palacio, il direttore della manifestazione e della SBM (Société des bains de mer) attribuirà una ‘carte blanche’ al contrabbassista/compositore Avishai Cohen. Colui che era stato scoperto negli anni ’90 da Chick Corea e che successivamente ha affermato il proprio stile non etichettabile dal momento che trae spunto da diverse fonti, jazz, hard-bop, world, musiche tradizionali,  pop…, presenterà il 26 novembre una creazione originale durante una serata di gala, sotto gli ori della magnifica sala Garnier dell’Opera, con la partecipazione del suo abituale (Nitai Hershkovits, piano e Daniel Dor, batteria) e  l’Orchestra Filarmonica del Principato che aveva già avuto l’opportunità di accompagnare a due riprese – nel 2008 e nel 2013 – il multistrumentista Marcus Miller.

Bassista elettrico, specialista del clarinetto basso, compositore, arrangiatore e leader, Marcus Miller premiato diverse volte nel corso della sua oramai lunga carriera, presenterà il suo “Afrodeezia” assieme a musicisti gnawa e africani. Un incontro che, questa estate a “Jazz à Juan” aveva dato luogo ad una musica estremamente festosa, colorata e ricca di groove.

Se il festival aprirà le sue porte con “James Farm”, il gruppo del sassofonista Joshua Redman (23 novembre), la parte più interessante sarà forse quella riservata alle voci maschili e femminili. Dal lato femminile sono attese Melody Gardot, la cui voce carezzevole si è recentemente orientata verso il soul, la diva classica  Barbara Hendricks che ha fatto registrare un ritorno alle sue radici, in particolare agli spirituals, al gospel al blues e la giovane belga Selah Sue.

Dal punto di vista maschile, due italiani , un americano e  un britannico saranno le attrazioni del festival.

Con la sua voce di crooner dal timbro rauco, supportata da un pianismo graffiante e swingante, Paolo Conte saprà ancora una volta affascinare il pubblico mentre il siciliano Mario Biondi, dalla voce calda e sensuale, presenterà il suo nuovo album, “Beyond” ,  in cui echi jazzistici si fondono con rock, soul e funk.

Rivelazione maschile del canto jazz, Gregory Porter evocherà l’ombra di Nat King Cole così come il « molto british » Hugh Coltman, dopo aver frequentato all’inizio della carriera il territorio del pop, adesso si è incamminato lungo i sentieri del jazz.

Le giovani generazioni, su cui sono poste le speranze del jazz, potrà fare sentire la sua voce spesso contrassegnata da una sorta di crossover. E’ questo il caso di  Kyle Eastwood, figlio di cotanto padre, che flirta con il funk e la fusion; dell’eccellente trio inglese GoGo Penguin che mescola allegramente  jazz acustico e ritmi al limite dell’elettronico; del giovane (25 anni) virtuoso pianista francese Thomas Enhco (in solo); del chitarrista manouche Richard Manetti e del pianista/organista Cory Henry ascoltato al fianco di Puff Daddy e Bruce Springsteen, e che ugualmente partecipa a tournées con il collettivo di Brooklyn, Snarky Puppy.

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti