Tango Tres al TrentinoInJazz!

TRENTINOINJAZZ 2018
e
Suoni d’acqua
presentano:

Domenica 29 luglio 2018
ore 15.30
Parco delle Feste
Lagolo (TN)

TANGO TRES

ingresso gratuito

Secondo appuntamento con la sezione Suoni d’acqua, la parte del TrentinoInJazz in collaborazione con il Comune di Madruzzo, nata attorno all’idea della residenza di alcuni musicisti nella Casa degli Artisti di Lagolo. Domenica 29 luglio al Parco delle Feste di Lagolo, il concerto pomeridiano del trio Tango Tres!

Nato nel 1997, Tango Tres propone una ricerca sulle origini del tango e sul repertorio noto come “Guardia Vieja” (Vecchia Guardia), negli stili più in voga tra il 1880 e il 1920 tra Buenos Aires e Montevideo: canzone folklorica e fandango iberico, tanguillo andaluso, contradanza habanera e danza cubana, maxixe brasiliano, milonga creola e candombe uruguayano, milonga campera argentina. Gli autori prediletti sono Agustín Bardi, Eduardo Arolas, Vicente Greco, Enrique Saborido, Angel Villoldo, Rosendo Cayetano Mendizábal, Ernesto Ponzio, Vicente Loduca, Luis Teisseire, Francisco Hargreaves, Gerardo Mattos Rodríguez. Gli arrangiamenti, tutti originali, sono elaborati dal sassofonista ed ideatore del progetto Silvio Zalambani, che si esibirà con Donato D’Antonio (chitarra) e Vittorio Veroli (violino). Tango Tres ha debuttato nel 1997 al Palau de la Musica di Valencia in occasione del “XI Festival Mondiale del Sassofono” esibendosi poi con successo in tutta Italia e anche in Argentina, Cile, Germania e Spagna.

Corinaldo Jazz Festival 2018 – venti anni di grande jazz

L'immagine può contenere: una o più persone e testo

Venti anni di grande attività per il Corinaldo Jazz: un compleanno importante da non perdere quest’anno in uno dei borghi più belli d’Italia! Due i concerti per questa ventesima edizione, il 5 e il 7 di agosto nella splendida cornice della Piazza Il Terreno. L’inizio dei concerti è fissato per le 21.45 e, come tradizione vuole, saranno seguiti dalle jam session ai 9 Tarocchi.
Apriranno la rassegna gli YELLOWJACKETS domenica 5 agosto. Quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo per gli Yellowjackets che sono la più longeva e creativa fusion band del panorama musicale. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. E’ stato l’ingresso del sassofonista, arrangiatore e compositore Bob Mintzer a far compiere agli Yellowjackets il definitivo salto di qualità da eccellente band di fusion al perfetto ingranaggio di jazz elettro-acustico. Il loro sound e il loro stesso nome sono oggi molto più di un marchio di fabbrica: attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto e preciso, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti di calibro mondiale.
Martedì 7 agosto, a conclusione di questa breve ma intensa edizione, sarà la volta di uno dei migliori altosassofonisti di tutti i tempi: KENNY GARRETT. Nei suoi trenta anni di brillante carriera, Kenny Garrett è divenuto uno dei principali altosassofonisti della sua generazione e il più imitato al mondo. Dall’esordio con la Duke Ellington Orchestra e dalle collaborazioni con Freddie Hubbard, Woody Shaw, Art Blakey & The Jazz Messengers e Miles Davis, Garrett ha sempre apportato il suono vigoroso, melodico e inconfondibile del suo sax alto. Nella stagione 2008-2009 ha suonato nel supergruppo di Chick Corea e John McLaughlin “Five Peace Band” e ha inciso il disco che si è aggiudicato il Grammy Award nel 2010. Con l’album “Seeds From The Underground” (2012), Garrett presenta un quartetto rigorosamente acustico e un ritorno allo straight-ahead, che mette in risalto le sue straordinarie doti musicali. In Germania si aggiudica dagli Echo Awards il premio “Best International JazzSaxophone Performance”. Con l’ultimo album “Pushing the World Away” riceve la nomination ai Grammy come “Best Jazz Instrumental Album”. A luglio 2016 è uscito il nuovo album “Do Your Dance” che già dal titolo segnala la volontà di Garrett di continuare a far divertire il suo pubblico.

Ingresso € 15

In caso di maltempo i concerti si terranno presso il Teatro Goldoni di Corinaldo.
Per informazioni www.corinaldojazz.com
Tel :071 67782 int 236 (Ufficio Turismo)
Cell : 329 4295102
Email :roundjazz@gmail.com

 

TT Jazz Collective al TrentinoInJazz 2018!

Mercoledì 25 luglio 2018
ore 21.00
Albergo Ristorante Pizzeria Valcanover
Loc. Valcanover
Pergine Valsugana (TN)

FUNK PARK QUARTET

ore 21:00
Piazza Regina Elena
Malé (TN)

In caso di pioggia: Teatro Comunale

TT JAZZ COLLECTIVE: LIKE SONNY

Giovedì 26 luglio 2018
ore 12.00
Col Margherita – Passo San Pellegrino
Moena (TN)

TT JAZZ COLLECTIVE: LIKE SONNY

ingresso gratuito

Mercoledì 25 e giovedì 26 luglio due concerti imperdibili per uno dei gruppi di punta dell’edizione 2018 del TrentinoInJazz: TTJazz Collective in Like Sonny! Un incontro tra Trento e Torino, che dà il nome al collettivo TT, formato da musicisti per metà piemontesi e per metà trentini, frutto della coproduzione fra Piemonte e Trentino Jazz e composto da Diego Borotti (sassofono), Fulvio Albano (sassofono), Emilio Galante (flauto), Alberto Marsico (organo hammond), Mirko Pedrotti (vibrafono) e Enrico Tommasini (batteria). Con lo stesso spirito del SFJazz Collective di San Francisco, che ogni anno crea programmi ispirati a grandi personalità del jazz come John Coltrane, Thelonious Monk e Horace Silver, l’agile sestetto, compatibile con l’intimità di un jazzclub ma estremamente originale timbricamente, propone un innovativo approccio al repertorio di Sonny Rollins, riarrangiando brani celebri come Oleo, Airegin, Pentuphouse, St Thomas, Doxy e tanti altri. Il fine ultimo è tendere un filo che lega indissolubilmente il jazz della grande tradizione con i linguaggi contemporanei, con rispetto ma senza tentazioni nostalgiche. Quello del 25 sarà l’ultimo evento per le Valli del Noce, il 26 invece è nel cartellone di Panorama Music (in caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 14.30 presso l’Hotel Arnika a Passo San Pellegrino).

Mercoledì 25 sarà anche la volta del terzo appuntamento per Valsugana Jazz Tour con il Funk Park Quartet a Valcanover, una formazione funky-soul di ispirazione New Orleans dall’energia e dalla sonorità travolgenti, formata da elementi di spicco della scena nostrana (Davide Dalpiaz, tastiere; Valerio De Paola, chitarra; Flavio Zanon, basso) e dal cantante/batterista altoatesino Roland Egger. La band ha debuttato nel 2017 come gruppo di apertura del virtuoso chitarrista Matt Schofield, che ha trovato parole di ammirazione per la particolarità del sound e degli arrangiamenti melodici e allo stesso tempo graffianti dei Funk Park.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 domenica 29 luglio: Tango Tres a Lagolo (TN).

Due appuntamenti con Emilio Galante al TrentinoInJazz

Lunedì 23 luglio 2018
ore 21.00
Grand Hotel Terme
Loc. Terme Comano, 8
Comano Terme (TN)

SONATA ISLANDS

ingresso gratuito con offerta libera

Martedì 24 luglio 2018
ore 21:00
Sala Borghesi Bertolla
Piazza Navarrino, 19
Cles (TN)

OSSO, MASTROSSO E CARCAGNOSSO

Testo di Antonia Sorce e Paride Benassai
Musiche di Emilio Galante
Illustrazioni di Enzo Patti

ingresso gratuito

Una nuova settimana di musica al TrentinoInJazz, con i primi due concerti che vedono la partecipazione di una delle figure più attive nella storia della rassegna, il flautista Emilio Galante. Galante sarà presente in entrambi gli appuntamenti, a partire da quello di lunedì 23 luglio, primo dei cinque eventi della IV edizione di GiudiJazz, dedicata alla diffusione della musica jazz e della nuova musica nelle valli Giudicarie, che si terrà nel prestigioso Grand Hotel Terme di Comano Terme, organizzato dall’Associazione Ars Modi con la direzione artistica del pianista e compositore trentino Edoardo Bruni.

Primo appuntamento, dunque, lunedì 23 con Sonata Islands, l’anomalo quartetto composto da Emilio Galante (flauti), Eloisa Manera (violino), Bianca Fervidi (violoncello) e Davide Tedesco (contrabbasso), che emula l’organico classico sostituendo la viola con il contrabbasso, evocativo di tracce rock e jazz. In programma musiche degli anni 2000: una suite da Spasimo di Giovanni Sollima, ispirata alla chiesa sconsacrata sulle mura dell’antica Palermo; una reinvenzione post-moderna di un song della grande tradizione del musical, May in Paris di Galante, ricostruzione di sapore stravinskiano di April in Paris; un Phase quartet della Manera, ispirato al modello di Steve Reich. Infine alcune nuove versioni di tre composizioni di Fred Frith tratte dal pregevole album Sonata Islands goes RIO.

Secondo appuntamento con Galante martedì 24 a Cles (TN) per la sezione Valli del Noce, dal titolo Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Un progetto nato a Palermo, al quale Galante ha partecipato come autore delle musiche, insieme a Enzo Patti, artista e docente all’Accademia di Belle Arti, che ha illustrato il libro Osso, Mastrosso e Carcagnosso – Immagini, miti e misteri della ‘ndrangheta, dal quale è tratto lo spettacolo. In occasione del TrentinoInJazz 2018, Galante ha completamente riscritto la musica per flauto e ensemble vocale, Paride Benassai ha reinventato in siciliano il testo originale di Antonia Sorce, utilizzato per la scrittura corale, in una sorta di contrappunto fra voce della narrazione in siciliano e commento del coro. Il risultato dell’operazione è un viaggio tra parole, immagini e musica che racconta l’origine leggendaria delle Mafie: i tre fratelli Osso, Mastrosso e Carcagnosso vendicano sanguinosamente lo stupro della sorella, per fuggire alla giustizia approdano a Favignana, dove ideano un codice d’onore che porteranno con sé “colonizzando” Sicilia, Calabria e Campania, fondando Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra. Con Paride Benassai (voce recitante e cunto) e Emilio Galante (flauto ed elettronica), l’Ensemble vocale Celestino Eccher diretto da Chiara Biondani.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 Mercoledì 25 luglio: TTJazz Collective a Malé (TN).

Nella musica di Randy Weston il mistero dell’amore

 

“The Power of Music”, “the Power of Spirit”: queste due frasi  potrebbero sintetizzare il radioso, energetico, coinvolgente concerto del Randy Weston’s African Rhythms Quintet alla Casa del Jazz il 19 luglio, per il “Roma Jazz Festival 2018. Jazz Is Now”.

Il direttore artistico Mario Ciampà ha in breve presentato il recital, affermando di aver fortemente voluto la presenza di Weston – splendido novantaduenne, nato lo stesso anno di Miles Davis – proprio nella dimensione contemporanea del jazz esplorata dal festival; è quella che nella programmazione vede, tra gli altri, Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso, Corey Harris acoustic trio, il settetto di Vijay Iyer, i Five Elements di Steve Coleman e la New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini. In questa “cornice” il pianista e compositore afroamericano rappresenta sì la “tradizione” ma non il “mainstream”, perché la ricerca e il valore delle musiche westoniane sono duraturi e si sviluppano in un percorso Africa-Afroamerica cominciato nei tardi anni ’50 e nutrito da innumerevoli esperienze, progetti, organici, iniziative. Tutto nel nome di una rigorosa coerenza che ha guidato Weston a generare la propria musica senza nessuna concessione al “mercato” o alle “tendenze”, in un’ampia dimensione che rivendica e valorizza l’enorme contributo dato dall’Africa e dai suoi “figli diasporici” alla storia dell’umanità, dalla musica all’economia.

Pubblico abbastanza numeroso e piuttosto partecipe, considerando la situazione jazzistica romana che soffre – in questo luglio – per eccesso di proposte, per la mancanza di una “cabina di regia” (strutture museali che fanno rassegne musicali…), per il conflitto fra concerti gratuiti e a pagamento, per i prezzi non differenziati (perché non fare biglietti ed abbonamenti “giovani”?), insomma per una situazione complessiva che tende ad affastellare date (spesso in concorrenza) e a non valorizzare gli artisti. Lo stesso “Roma Jazz Festival” ha dovuto annullare (e sostituire) l’annunciato concerto dei Freexielanders, da tempo in cartellone, dopo che i musicisti non hanno accettato il tardivo cambio delle condizioni d’ingaggio, con inevitabili code polemiche.

Si diceva del repertorio di Weston e dei suoi African Rhythms: l’ottimo T.K.Blue (sax alto e flauto), l’originale Billy Harper (sax tenore; collaboratore del pianista dal 1972), Alex Blake (contrabbassista virtuoso ed estroverso, dalla tecnica chitarristico-percussiva) e Neil Clarke (percussioni, infaticabile ma in alcuni episodi troppo presente). Randy Weston ha proposto, insieme al ben affiatato gruppo, lunghi brani “storicizzati” che, però, nei rispettivi arrangiamenti (uno della compianta ed eccellente Melba Liston) e nella concreta, vivace e dialettica esecuzione non hanno mostrato rughe. Si parla del fiammeggiante “African Cookbook” (nell’album omonimo del 1964), dell’orchestrale e trascinante “African Sunrise” che rievoca le atmosfere afrolatine di Dizzy Gillespie e Machito (si trova, tra l’altro, nel doppio “The Spirit of Our Ancestors”, 1992), della ballad in tempo dispari “Hi-Fly” (incisa nel 1958), del corposo “Berkshire Blues” che dà il titolo ad un long playing Black Lion del 1965, di “Blue Moses” ispirato alla musica devozionale gnawa (nel nord dell’Africa; il pezzo risale agli anni ‘70) e, come bis, del lento, mistico, profondo “The Mistery of Love” del compositore ghaniano Guy Warren (inserito nel disco “Highlife”, registrato nel 1963 dopo uno dei primi viaggi di Weston in Africa).

Occorrerebbe troppo spazio per descrivere in dettaglio ciascuno dei sei brani ma su qualche prassi esecutiva è utile soffermarsi per avere un quadro della musica westoniana e del suo livello. Intanto il pianista ha ancora oggi un carisma fortissimo, sa comunicare con semplicità ed efficacia, dirige i suoi musicisti con piccoli cenni e lascia loro ampi spazi, si ritaglia rari momenti solistici ma costruisce il tessuto vivo della musica a livello armonico, timbrico e ritmico: non a caso è un discepolo di Duke Ellington e Thelonious Monk. Gli African Rhythms non utilizzano batteria ma un set di percussioni (congas, soprattutto, ma anche bongo, timbales e piatti): ciò evita un drumming jazzistico (tranne in rare situazioni) e favorisce una costruzione poliritmica dei brani, vivida e stratigrafica. Spesso i pezzi sono introdotti da preludi pianistici a tempo libero, delle autentiche e vertiginose escursioni in cui Weston accenna alla melodia del pezzo variandola già in modo radicale, inserendo i trilli, le ottave contrapposte, i ribattuti, i cluster e le dissonanze che seducono e rapiscono chi ascolta.  Le composizioni sono strutturate in più episodi scanditi dalla presenza dei due fiati usati in varie combinazioni: T.K.Blue ha uno stile alla Johnny Hodges ma modernizzato mentre Billy Harper evoca la lezione di Sonny Rollins però come prosciugata, essenzializzata. Antifonia, senso del blues e polifonia sono spesso presenti, come una dimensione ritmico-danzante: a volte il pianista sospende la sua azione e ascolta, compiaciuto, il gruppo, accennando qualche movenza di danza. Le alternanze tra tempi liberi e fortemente scanditi è un altro elemento della musica caleidoscopica di Weston, una miscela di collettivo e individuale che è l’essenza del jazz. A volte le personalità esplodono, come nel caso del funambolico Alex Blake il cui contrabbasso diventa chitarra flamenca, gumbri (strumento gnawa), percussione. Innumerevoli i momenti pregevoli ma chi scrive ha apprezzato – in un generale alto livello espressivo – l’esplosiva sezione B di “African Cookbook”, tutti i “preludi/introduzioni” di Randy Weston, sempre altamente ispirati ed intensi, il formidabile senso del blues collettivo, l’alternarsi di quattro battute tra T.K.Blue e Blilly Harper in “Hi-Fly”, il misticismo di “Blue Moses”, la potenza spirituale e melodica di “Mistery of Love”.

Una vita in un concerto, senza retorica e senza presunzione, con una freschezza ed un’immediatezza che rendono Weston e la sua musica campioni di una “saggezza giovanile”, di un desiderio di vivere e di suonare che sembra abbattere il tempo e lo spazio, una musica per tutti gli uomini e contro tutte le violenze: “Mistery of Love”.

22 luglio: una grande domenica al TrentinoInJazz

TRENTINOINJAZZ 2018
Panorama Music
e
Valli del Noce
presentano:

Domenica 22 luglio 2018
ore 12
Buffaure
Pozza di Fassa (TN)

DOLOMITI BRASS QUINTET

ore 14.30
Lago di Tovel
Ville d’Anaunia (TN)
In caso di pioggia: Teatro Parrocchiale di Tuenno

BIG BAND GIOVANILE DELL’ALTO ADIGE

ore 15.30
Spiaggia del Centro Visitatori
Lago di Tovel

HELGA PLANKENSTEINER & REVENSCH

Una domenica di jazz! TrentinoInJazz presenta un cartellone perfetto per i weekend in compagnia di ottima musica, e anche domenica 22 luglio ci saranno due iniziative in luoghi e per palati differenti. A mezzogiorno al Buffaure nuovo appuntamento con Panorama Music, la sezione che si svolge nel palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, organizzata dalle società di impianti a fune della Val di Fassa, con la direzione artistica di Enrico Tommasini. Il Quintetto Dolomiti Brass, nato in concomitanza con il Primiero Dolomiti Festival (rassegna Internazionale dedicata agli ottoni), è un gruppo cameristico formato da musicisti provenienti da diverse esperienze professionali. Mirko Bellucco e Renato Pante (tromba), Stefano Rossi (corno), Mauro Piazzi (trombone) e Roberto Ronchetti (tuba) vantano un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, maturata sia in veste orchestrale che solistica, con formazioni di prestigio quali La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, Accademia di Santa Cecilia di Roma e Maggio Fiorentino di Firenze. Hanno al loro attivo numerose registrazioni discografiche e ricoprono tutt’ora ruoli didattici e artistici di primo piano. Il quintetto presenta un repertorio che spazia dal classico al moderno, dalla musica popolare alla colonna sonora curando particolarmente l’arrangiamento dei brani proposti. I concerti Panorama Music sono gratuiti. Il biglietto di andata/ritorno degli impianti di risalita è a carico dei partecipanti. In caso di maltempo il concerto si terrà presso il Padiglione Manifestazioni di Pozza di Fassa alle ore 14.30.

Terzultimo appuntamento per i concerti delle Valli del Noce con un evento all’aperto al Lago di Tovel. In apertura la Big Band Giovanile dell’Alto Adige: tredici giovani musicisti, tra i 16 e i 21 anni, diretti da Helga Plankensteiner in persona, che suonano composizioni e arrangiamenti originali dei più famosi musicisti jazz della regione (Stefano Colpi, Michael Lösch, Bernhard Brugger, Florian Bramböck, Damian Dalla Torre). Un concerto itinerante che rievoca la gioia dei primi tempi del jazz, quelli delle marching band. Formazione composta da Tobias Leiter, Stefano Eccher (tromba), Joy-Kirstin Schulte, Sofia Carlone, Felix Nussbaumer, Alex Radmȕller, Johannes Winkler (sassofono), Michael Taschler, Stefan Kamelger (trombone), Tobias Psaier (pianoforte), Victoria Winkler (basso), Valentin Ambach (batteria). Nel pomeriggio tocca proprio alla direttrice Helga Plankensteiner, che porta al TrentinoInJazz un progetto consolidato e amatissimo, quello di Revensch, artefice di un repertorio che spazia tra dixieland, klezmer e chanson degli anni venti, come la Moritat di Brecht /Weill, Smile di Charlie Chaplin, brani del repertorio di Marlene Dietrich e qualche brano originale. Un incontro/scontro tra generi musicali differenti, tra divertimento, ironia, rigore e grande professionalità. Con la fiatista ci saranno straordinari strumentisti quali Paolo Trettel (tromba), Hannes Mock (trombone), Michael Engl (tuba), Michael Lösch (pianoforte e fisarmonica), Paolo Mappa (batteria).

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz 2018 lunedì 23 luglio: Sonata Islands a Comano (TN).