Gente di Jazz alla Casa del Jazz

Casa del Jazz, 5 dicembre 2017, ore 20:30

Le foto sono scattate e concesse da Massimo De Dominicis

Gerlando Gatto

Gerlando Gatto ha presentato il suo libro di interviste, con foto di Luca D’Agostino, Gente di Jazz ( KAPPA VU edizioni ed Euritmica) alla Casa del Jazz. Un luogo familiare per l’autore, che qui ha tenuto diversi cicli delle sue fortunate Guide all’Ascolto, che negli anni scorsi hanno registrato sempre il sold out e hanno avvicinato molti alla conoscenza di un genere musicale spesso considerato a torto “di nicchia”-
A parlare del libro, che raccoglie interviste realizzate da Gatto tra gli anni 80 e “ieri” ad artisti che hanno partecipato al prestigioso Festival di Udine Udin’&JazzAda Montellanico, cantante, presidente del Midj,  (Associazione Italiana Musicisti Jazz), Luciano Linzi, direttore artistico della Casa del Jazz, Marco Giorgi, giornalista e critico musicale e il trombonista Marcello Rosa, amico addirittura cinquantennale di Gerlando Gatto.Tra il pubblico non solo appassionati ma anche molti musicisti.
Un’ora di considerazioni e di pensieri tra persone che il Jazz lo vivono, lo producono, lo suonano, ne tutelano l’unicità: un pomeriggio dimostratosi molto al di là del semplice “pubblicizzare” un libro.
Si è parlato, in maniera anche appassionata, di come le interviste contenute in questo libro (molto numerose, a Jazzisti italiani e internazionali) siano un modo bellissimo di percorrere trent’anni di storia del Jazz, attraverso le parole degli stessi protagonisti. Di quanto sia importante, e sempre più rara, la figura del giornalista e critico musicale vero, quello che ai concerti va veramente, che i dischi li ascolta veramente, e che ne parla con cognizione di causa.
E anche di quanto sia importante che i Festival del Jazz promuovano oltre che la musica internazionale anche gli artisti locali, spesso meritevoli di attenzione ma quasi sempre oscurati dai soliti noti: tornando qui alla necessità di una particolare sensibilità di direttori artistici e di giornalisti illuminati che possono, per il loro ruolo, dare ossigeno a un ramo della musica davvero in fermento per il particolare e connaturato estro creativo che la contraddistingue.
Un dibattito vivace e pieno di spunti per un libro oggettivamente di notevole interesse non solo per addetti ai lavori, e che sta avendo un grande riscontro di vendite. Con molto orgoglio di noi della redazione di A Proposito di Jazz.

Luciano Linzi

Ada Montellanico

Marcello Rosa

Marco Giorgi

Gerlando Gatto

ROBERTO MASOTTI ‘LIFE-SIZE-ACTS’

 

Nell’ambito di JAZZMI di cui vi abbiamo riferito nei giorni scorsi, si svolgerà la mostra di Roberto Masotti “Life-Size-Acts”. Ma come nasce questa nuova fatica del noto fotografo ravennate?

Roberto Masotti riceve un invito a Berlino dall’organizzazione del Total Music Meeting per la mostra ‘Diario dal Sud’ e contemporaneamente per una residenza. Ha a disposizione un atelier adiacente alla sala da concerto dove invita molti dei musicisti in programma a brevi sessioni fotografiche. Le immagini realizzate sono nate per costruire ritratti singoli o, accostate, a comporre un gruppo per essere poi esposte a grandezza naturale. Sono composizioni che legano la figura ad uno o più particolari il più delle volte in stretta relazione con il personaggio, in altri casi in modo più enigmatico e astratto.

L’installazione ’Life-Size-Acts’ che si sviluppa attraverso un percorso per le magnifiche sale di Palazzo Litta, comprende 34 composizioni fotografiche con figure di musicisti a grandezza naturale stampati su pvc. Ad accogliere il pubblico nella sala d’ingresso sarà esposto un grande disegno su carta raffigurante l’abbozzo d’ombra di un grande tavolo, che richiama il tavolino sempre presente nel lavoro ‘You Tourned the Tables on Me’ con due ‘repliche’ ingrandite dello stesso

Parte integrante della mostra sono due video, il primo in proiezione è frutto di un montaggio che percorre solo parzialmente il vasto archivio di foto di Roberto Masotti. Le riprese sui provini a contatto, che si intrecciano con tutte le foto, le composizioni in mostra e altre ancora, si ricongiungono a formare un flusso d’immagine che si affianca a quello sonoro realizzato in modo assai originale da Dj Spooky.

L’altro video alterna la presenza di alcuni dei musicisti presenti nella serie colti mentre raccontano o interpretano brevi frammenti di improvvisazione.

Il nucleo originario d’immagini realizzate per la prima esibizione prodotta da Novara Jazz è stato qui rivisto e integrato da diverse nuove composizioni inedite, testimonianza questa di una modalità in progress cara all’autore.

 

‘Masotti – afferma Roberto Mutti –  intende trasformare la staticità della fotografia –la cui natura consiste nel cogliere l’attimo come sintesi del movimento- in un elemento dinamico e per questa ragione fa ricorso ad una macchina fotografica decisamente insolita come la panoramica. Proponendo una estetica che gli appartiene da sempre Roberto Masotti ha creato un allestimento di grande fascino che circonda il visitatore e lo coinvolge emotivamente’.

La mostra sarà inaugurata il 4 novembre con gli interventi di Luciano Linzi (direttore artistico di JAZZMI), Riccardo Bertoncelli (giornalista, critico musicale), Corrado Beldì (direttore artistico di Novara Jazz). Azione sonora: Massimo Falascone (sax alto), Claudio Lugo (sax soprano) / TAI NO-ORCHESTRA

 

REPORTAGE MORONI – LA BARBERA – GOMEZ AL LECCO JAZZ FESTIVAL

Dado Moroni, Eddie Gomez, Joe La Barbera

Un altro bellissimo reportage della nostra Daniela Crevena.
Siamo al Lecco Jazz Festival , martedì 11 luglio.
Sul palco un trio pazzesco. Il progetto è “KIND OF BILL”
Loro sono:

Dado Moroni, pianoforte
Eddie Gomez, contrabbasso
Joe La Barbera, batteria

Daniela Crevena era lì per noi e ci racconta con le sue foto un concerto bellissimo. La musica, ve lo diciamo sempre, si ascolta anche guardando. E qui di foto ce ne sono tante, e bellissime.







PETER ERSKINE AND THE Dr. UM BAND a Lecco Jazz Festival 2017

Jazz per immagini per i nostri lettori con il ritorno delle bellissime foto di Daniela Crevena. La musica si ascolta anche guardando!

Al LECCO JAZZ FESTIVAL sul palco Peter Erskine e la sua DR. UM BAND.

Peter Erskine and the Dr. UM Band

Lecco, 27 luglio 2017
Piazza Garibaldi
Ore 21
John Beasley, tastiere
Benjamin Shepherd, basso
Peter Erskine, batteria
Bob Sheppard, sassofono

Peter Erskine

Benjamin Shepherd

Peter Erskine, Bob Sheppard

Peter Erskine

Benjamin Shepherd

Benjamin Shepherd

Benjamin Shepherd

John Beasley

Peter Erskine

Peter Erskine

Benjamin Shepherd

Bob Sheppard

 

Bob Sheppard

Peter Erskine

Peter Erskine

Peter Erskine

 

U.T. Gandhi & Coleto Blues Syndicate: nasce il cd in una serata di festa

Foto di Gabriele Tiso

Agriturismo Tonutti, Tavagnacco, Udine
30 giugno 2017, ore 18:30 fino a notte fonda

Patrizio Forgiarini Coleto voce
U.T. Ghandi betteria
Giorgio Pacorig Fender Rhodes
Emiliano Visentini basso.
Paolo Rovere chitarra.
Stefano Natali chitarra
Marco Furlan percussioni

Puntata seconda, il giorno è arrivato: il sogno si avvera. La cover band U.T.Ghandi & Coleto Blues Syndicate registra il suo primo album per Artesuono, del mago dei suoni Stefano Amerio.
Se non sapete di cosa io stia parlando, potete leggerlo qui.
Arriviamo all’ Agriturismo Tonutti che il tutto è in fase di allestimento. U.T. Ghandi monta il palco, controlla la logistica, Stefano Amerio ha tutti i device in funzione, i microfoni sono già piazzati. Si allestiscono le luci, e gli effetti speciali. C’è tutto: il proiettore di immagini, la Mirrorball e anche gli sparafiamme. Per terra i tappeti, gli amplificatori e i monitor sono sistemati.
Il tempo è buono ma a tratti incerto: si montano gli ombrelloni per riparare le attrezzature in caso di pioggia.
Io ed Ermanno Basso, leggendario produttore della CAM Jazz, sistemiamo 50 sedie, ma il cortile è capiente, ci sono anche i tavoli dove sarà possibile mangiare e bere le specialità offerte dalla famiglia Tonutti, proprietaria dell’Agriturismo dove tutto, a febbraio, è cominciato, con la festa per il decennale dell’ apertura dell’attività.
Arriva Claudio Filippini, che era ad Udine al conservatorio in un giorno di esami, e ha deciso di partecipare al concerto: magari suonerà il Rhodes in qualche brano anche lui.
Sono pronti anche gli anelli – gadget fatti con la parte metallica dei tappi degli innumerevoli prosecchi prodotti da Tonutti stappati in passato: in vendita per beneficenza.
Il concerto è previsto in due set: uno preparatorio alla registrazione, e poi il live vero e proprio. Si comincerà alle 18,30: arrivano i musicisti, sound check d’obbligo, e dopo poco comincia ad arrivare gente. Molta gente.
E puntuale, minuto più minuto meno, la musica comincia.

The thrill is gone parte e si crea subito l’atmosfera che si era creata a febbraio: il groove della batteria di Ghandi, le chitarre di Paolo Rovere e Stefano Natali,  il basso di Emiliano Visentini, il pianoforte di Giorgio Pacorig sono lì con il loro sound e la loro energia pazzeschi, le percussioni di Marco Furlan enfatizzano con eleganza . E la voce di Patrizio Forgiarini Coleto è quella: no, non sbagliavo nel mio precedente articolo. Ho scritto il giusto. Questa sarà anche “solo” una cover band ma suonano di brutto, trascinano, fanno musica, e durante questo primo set, che è quasi una prova generale, continua ad arrivare gente. “E’ la vostra band!!” esclama sorridendo sornione Forgiarini, ironico ma anche sinceramente pieno di entusiasmo, e cominciano gli applausi, le incitazioni ai musicisti. La batteria di Ghandi macina, il basso è lì che tesse le trame di blues, rock, pop, senza mai un’incertezza, mentre le percussioni aggiungono un timbro fondamentale.
Si arriva al break e i musicisti si disperdono tra la gente, siamo almeno in 300: si beve, si assaggiano le specialità che Marzia e Marco Tonutti hanno predisposto per l’occasione, si stappano bottiglie si ride, si parla e… si riprende la musica.

Da adesso in poi siamo nel live vero.

L’impianto luci è a mille, si alza il fumo di scena, sul palco vengono proiettate immagini psichedeliche, la mirrorball gira e la U.T. Ghandi & Coleto Blues Syndacate suona per un’ora di fila, con la voce pazzesca di Forgiarini che non si capisca come faccia a non incrinarsi mai, nonostante la fatica di cantare con quel timbro graffiante, e potente: la risposta è che Forgiarini Coleto è un cantante autentico, interprete di livello, la voce la sa usare, e i componenti della band, come lui, riescono a tenere il confronto con Giorgio Pacorig e Ghandi, che i musicisti lo fanno di mestiere, così come con Claudio Filippini, che sale sul palco dando temporaneamente il cambio a Pacorig improvvisando senza aver mai provato con loro nemmeno un minuto: gli comunicano il titolo del pezzo in scaletta e lui parte come un treno,  come se niente fosse.

St. James Infirmary, The Spy, I got the blues, Honky Tonky Woman, i brani si susseguono con un’energia che non è solo quella intrinseca alla musica e ai brani scelti per l’occasione. E’ l’energia della felicità di esserci: che accomuna musicisti e il pubblico, che continua ad arrivare.

Tra introduzioni suggestive, assoli avvincenti, crescendo inarrestabili, una voce potente e graffiante, dialoghi con il pubblico irresistibili, applausi, fischi di approvazione, entusiasmo, e le fiammate degli sputafiamme come in un vero concerto rock si arriva a Money on the pocket di Zawinul, con una sorpresa: un testo scritto da Patrizio Forgiarini Coleto che è una delizia, e tra il groove pazzesco e la poesia surreale di quelle parole la serata termina (come musica) e continua fuori dal palco per ore, ancora, in una festa lunghissima. Con tutta la gioia che ha riunito per questo vero e proprio evento quasi quattrocento persone, felici di esserci insieme a musicisti felici di suonare. Il cd uscirà e chi vi scrive avrà l’onore di scriverne le liner notes. Io c’ero, e anche per me è stata una serata indimenticabile.


Il testo di “Money on the pocket”? Eccolo
Come un’ape volo qua e là
Ogni fiore è casa mia
Nei tuoi colori mi son perso già
Forse è meglio, vado via
Ma ad un tratto penso 
Non ce la faccio senza te…. (continua) (il resto lo ascolterete quando avrete tra le mani il cd)

Guida all’ascolto con Gerlando Gatto e Silvia Manco

Officine San Giovanni, martedì 20 giugno 2017

Silvia Manco, pianoforte e voce

La stagione delle Guide all’ascolto di Gerlando Gatto, prima della pausa estiva, si chiude in bellezza con la pianista e vocalist Silvia Manco, che sceglie di presentare un programma di standard classici, con una caratteristica: tutti i brani selezionati sono armonicamente complessi, o hanno costituito per il mondo del Jazz una novità, un passo in avanti rispetto al passato.
A Silvia Manco dunque piace il Jazz cosiddetto “mainstream” ma piace anche sottolinearne aspetti musicalmente non privi di (bellissime) asperità.
Nelle Guide all’Ascolto la particolarità e quella di poter godere di musica dal vivo intervallata da interventi competenti e anche divertenti ed accattivanti che quella musica non solo spiegano, ma anche contestualizzano.


Non è cosa di tutti i giorni poter ascoltare Old Devil Moon in versione live, cantata con voce profonda e pianoforte swingante, per poi conoscerne la storia, i motivi del raggiunto successo, e dopo poter godere anche magari della versione strumentale di Ahmad Jamal. O Lush Life di Billy Strayhorn nella versione intima, garbata e intensa che ha scelto di eseguire Silvia Manco per poi venire a scoprire che l’autore si arrabbiò moltissimo con Nat King Cole, reo a suo dire di aver stravolto il brano in una sua esecuzione, che a noi alle Officine San Giovanni non è sembrata così disdicevole: lo sappiamo perché Gerlando Gatto dopo averci raccontato l’aneddoto ce l’ha fatta anche ascoltare. Nothing like You, altro brano complesso e affascinante, o Midnight Sun, brano modernissimo di Lionel Hampton. o I’m Hip – “mamma mia questo brano ha mille parole!” – esclama Silvia Manco per poi snocciolarlo con ironia e disinvoltura – si susseguono tra aneddoti e chiacchiere che rendono il pomeriggio un’occasione preziosa per ascoltare, conoscere e divertirsi piacevolmente con il Jazz.


E poi con l’occasione Gerlando Gatto presenta anche il suo libro, edito da Kappavu – Euritmica, “Gente di Jazz – interviste e personaggi dentro un festival jazz“, da poco presentato con successo al Salone del Libro di Torino. Interviste a Jazzisti (con le bellissime foto di Luca D’Agostino) che l’autore ha incontrato negli anni durante il Festival Udin&Jazz. Ventitre jazzisti italiani e internazionali (Bollani, Fresu, D’Andrea, Rava, Battaglia, Bearzatti, Petrucciani, Rubalcaba, Solal, Tyner, tanto per citarne alcuni) che rappresentano un vero e proprio interessante ed istruttivo viaggio nel Jazz.
Le Guide all’Ascolto riprenderanno dopo l’estate e Gerlando Gatto ci sta già lavorando. Silvia Manco chiude questo primo ciclo con grazia, eleganza e bravura.
Ci rivediamo a settembre!