Le canzoni di “Grace in Town” arrivano live al Monk

“Grace in Town” è il nuovo progetto autorale del noto batterista Fabrizio Sferra e della cantante Costanza Alegiani, insieme in questa avventura di 10 brani originali. Un lavoro in cui Sferra è compositore delle musiche e nella veste inedita di cantante, e Costanza Alegiani è autrice dei testi in inglese.
“Grace in Town” lo scorso maggio è diventato un album prodotto da Parco della Musica Records e Jando Music e presentato per la prima volta all’Auditorium Parco della Musica. Domenica 27 gennaio il progetto torna nella Capitale, per un grande concerto alle ore 21 sul palco del Monk insieme a band di eccellenza, composta da musicisti versatili e creativi, affermati protagonisti dell’area jazz contemporanea: i chitarristi Francesco Diodati e Roberto Cecchetto, il tastierista Alessandro Gwis, il bassista Francesco Ponticelli e il batterista Federico Scettri. A coronare la suggestione, i live visual di Loredana Antonelli.

Nei brani di Grace in Town vi è una varietà di influenze provenienti dalla grande stratificazione di esperienze e ascolti maturati da Sferra nel corso dei decenni (dalla musica italiana pop e d’autore alla grande Opera, dal rock progressive inglese alla canzone americana nelle sue diverse declinazioni). Il rock di matrice anglosassone e il pop raffinato si sposano con il carattere espressivo dell’elettronica, attraverso un lungo lavoro di pre e post produzione e di ricerca sul suono. Il titolo del progetto, “Grace in Town”, vuole rimandare a un’idea di grazia e ‘classicità’ che pervade gli elementi compositivi ed interpretativi, calata in un contesto di sound contemporaneo.

L’effetto, amplificato altresì da un consistente uso delle voci, è di una musica corale, dal forte impatto emotivo.

L’ingresso al Monk è riservato ai soci ARCI tesserati 2018-2019. Per tesserarsi, è necessaria 24h prima dell’evento la registrazione online sul sito http://www.monkroma.it/registrazione/. La tessera potrà essere ritirata al botteghino, versando il contributo annuo di €5.

INFO E CONTATTI
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35
Ingresso gratuito con tessera ARCI: www.monkroma.it
www.graceintown.com
Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei – tel. 3281743236  info@fiorenzagherardi.com

Teatro Pasolini Cervignano (ud): il 2019 in musica si apre con Roots&Future di Franco D’Andrea, musicista italiano dell’anno, in trio con D’Agaro e Ottolini

FRANCO D’ANDREA, UNO DEI PIÙ GRANDI PIANISTI CONTEMPORANEI, APRE IL 2019 IN MUSICA DEL TEATRO PASOLINI DI CERVIGNANO DEL FRIULI

Dal jazz-prog dei Perigeo, più di cinquant’anni di musica e un nuovo progetto: Roots&Future, in trio con Daniele D’Agaro al clarinetto e Mauro Ottolini al trombone

Cervignano del Friuli, Teatro Pasolini, giovedì 17 gennaio 2019, ore 21:00 – Nel cartellone della stagione musicale 2018/2019, curata da Euritmica

La stagione musicale 2018/2019 del Teatro Pasolini di Cervignano, curata da Euritmica, entra nel vivo con una serie di quattro concerti di livello assoluto! Si parte giovedì 17 gennaio 2019 (inizio alle 21.00) con un concerto che chiama a raccolta i jazzofili di tutta la regione: Franco D’Andrea, tra i più grandi pianisti contemporanei, già leader dei mitici Perigeo (la band di jazz-prog che ebbe un successo strepitoso negli anni ’70), presenta sul palco del Pasolini il suo recente progetto, Roots&Future, con il friulano Daniele D’Agaro al clarinetto e l’iridescente Mauro Ottolini al trombone. (Info&Biglietti: 0431 370273 – Il giorno del concerto, alla cassa del Teatro, dalle 20:00 – intero € 15 / ridotto € 12 / ridotto giovani e studenti under 26 € 8).

La scintillante sapienza creativa di Franco D’Andrea – che ha recentemente vinto, per la dodicesima volta,  il Top Jazz 2018, lo storico riconoscimento assegnato dalla rivista Musica Jazz, come “Musicista italiano dell’anno” e quello per “Disco italiano dell’anno” con Intervals I – è un poliedro tendente alla sfera. L’estensione della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica, trova in questo concerto in trio una rappresentazione adamantina, straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile, appuntita, magmatica, scattante e raffinata, innovativa e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale, completamente jazz. Tra i brani in repertorio figurano i notissimi Basin Street Blues, Naima, I Got Rhythm e molti altri.

È di certo un trio atipico quello che vede D’Andrea al piano insieme a Daniele D’Agaro al clarinetto e Mauro Ottolini al trombone. “La banda è stata il colore di riferimento del jazz tradizionale, che è la musica che mi ha affascinato ai miei esordi – dichiara Franco D’Andrea – la formazione degli “Hot Five” di Louis Armstrong comprendeva tromba, clarinetto, trombone, piano e batteria o banjo. Questa combinazione di strumenti, per me assolutamente magica, ha ancora molto da offrire anche alla musica jazz dei nostri tempi. Questo trio contiene in sé l’essenza del suono di una banda, nella quale strumenti caratteristici sono sicuramente il clarinetto, in rappresentanza delle ance, e il trombone, per gli ottoni. Il pianoforte in questo contesto può giocare una molteplicità di ruoli grazie alla sua tipica orchestralità. La musica si sviluppa tra riff, poliritmie, contrappunti improvvisati, astrazioni contemporanee e sonorità talvolta ispirate al “jungle style” ellingtoniano”.

La stagione musicale del Pasolini prosegue il 9 febbraio con Marc Ribot e le sue canzoni di resistenza; il chitarrista statunitense, che gravita nell’alveo di John Zorn e collabora con il mitico Tom Waits, è annoverato da parecchi critici tra i top guitar player di tutti i tempi.

La programmazione giungerà al capolinea con i concerti del re dello scat italiano, il poliedrico Gegè Telesforo (22 febbraio) e della North East Ska Jazz Orchestra (26 marzo), che presenta in anteprima il suo nuovo album.

 

Info: www.euritmica.it

euritmica / Via C. Percoto, 2 – 33100 UDINE – Italy / tel. +39 0432 1720214

Ufficio Stampa (Marina Tuni +39 339 4510118 o 345 6968954)

 

 

Alessandro Scala Groovology Trio @ Rossini Jazz Club, Faenza

Giovedì 10 gennaio 2019, alle 22, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza riprende con il concerto dell’Alessandro Scala Groovology Trio, formazione composta da Alessandro Scala ai sassofoni, Sam Gambarini all’organo Hammond e Stefano Paolini alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Un trio energico, di grande impatto e dallo stile immediatamente riconoscibile. Il Groovology Trio capitanato da Alessandro Scala è composto da tre musicisti di primo piano della scena del jazz italiano e internazionale e propone una efficace miscela di jazz, funk, bossanova e boogaloo. Il repertorio del trio è originale e si ispira in modo molto accattivante al sound Blue Note degli anni Cinquanta e Sessanta per arrivare alle sonorità più attuali del nujazz. Il tutto amalgamato con feeling sicuro, con l’esperienza maturata da Alessandro Scala, Sam Gambarini e Stefano Paolini e con l’interplay oramai collaudato della formazione.

Nella serata, verranno suonati i brani degli album più recenti pubblicati da Alessandro Scala a suo nome per Schema Records, Groovology e Viaggio Stellare, e brani inediti di nuova produzione.

Alessandro Scala è un valente sassofonista e compositore della scena jazz nazionale. È apprezzato per il suo sound personale e per l’attitudine versatile ed elegante con cui riesce passare dall’hard bop al soul jazz. Ha al suo attivo una lunga serie di collaborazioni, tanto negli album a suo nome quanto nei diversi progetti realizzati con altri musicisti. Nel corso degli anni, ha suonato, tra gli altri, con Bob Moses, Marylin Mazur, Steve Lacy, Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Sam Gambarini, Sam Paglia, Nico Menci, Stefano Paolini, Lorenzo Tucci, Roberto Gatto, Nigel Price, Antonello Salis, Gianluca Petrella, Mario Biondi, Cheryl Porter, Massimo Manzi, Paolo Ghetti,Gegè Munari, Rosalia De Souza, Giovanni Amato, Giovanni Falzone e molti altri. Tra le sue pubblicazioni, si segnalano l’ormai lontano album “Bossa Mossa” – positivamente recensito sulle riviste Jazz It, Musica jazz e sulla francese Jazz Hot – e poi “Viaggio Stellare” del 2013, presentato in modo convincente dalle note di copertina di Paolo Fresu. Nel 2015, invece, ha pubblicato, sempre per Schema Records, “Groove Island” affiancato da Flavio Boltro. Collabora in pianta stabile anche con le formazioni Organic Vibe e GB Project. Da anni, si esibisce con i progetti musicali a suo nome e come sideman nei jazz club, nei festival e nelle rassegne più significative del panorama nazionale.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza propone un doppio concerto, giovedì 17 gennaio 2019: si esibirà dapprima “Migrazioni Musicali”, il duo formato da Yuri Ciccarese al flauto e Pepe Medri all’organetto diatonico, e si prosegue poi con il “Solo Act” della cantante e chitarrista Silvia Wakte.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Swing Elite per il Capodanno jazz all’Elegance Cafè

Capodanno all’Elegance Cafè di Ostinese con gli Swing Elite, una combo che intratterrà il pubblico dalla metà cena al nuovo anno con un repertorio swing Anni ’20-’30 e colonne sonore dei musical, e da mezzanotte in poi divertimento a tutto funk e swing.
Anna Maria di Marco, che guida la formazione, insegna tecnica vocale e repertorio pop al conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, vocalist eclettica, in grado di affrontare diversi repertori (jazz, soul e musica leggera), compreso quello lirico e barocco. La perfetta conoscenza dell’inglese e dello spagnolo le permettono di cantare in questi due idiomi come una madrelingua. L’aspetto fonetico della lingua inglese è, inoltre, uno dei principali punti del suo programma didattico. Per il Capodanno dell’Elegance Cafè il programma includerà un vasto repertorio che abbraccia brani pop, rock e R&B degli Anni ’60 come Beatles, Elvis Presley o BB King, i classici della canzone americana come Frank Sinatra, Fred Astaire o Burt Bacharach, ma anche momenti disco, soul e pop degli anni ’70 e ’80 come Bee Gees, Gloria Gaynor o Barry White.
Sul palco Stefano Caturelli (piano,tastiere), Giancarlo Civiletti (basso), Angelo Chiodi (batteria), Claudio Topani (voce) e Anna Maria Di Marco (voce).

Lunedì 31 dicembre
ore 20
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Euro 165 (cena e concerto)
Infoline +390657284458

Dean Bowman Quartet, “la voce di Dio” tra gospel e funk dal vivo all’Elegance

Dean Bowman viene da New York e il suo talento e la sua ricerca gli permettono di essere uno dei pochi artisti in circolazione in grado di compiere in continuazione “viaggi di andata/ritorno” tra i poli tradizionali e avanguardistici di tutti i principali generi musicali contemporanei”. Bowman è cresciuto con il gospel dei predicatori americani del New Jersey e di New York, una delle più grandi voci del jazz contemporaneo, definito da Madonna “la voce di un Dio” e dalla critica “il nuovo Demetrio Stratos”, chiamato da John Scofield per celebrare il genio di Ray Charles in un tour internazionale, nella serata all’Elegance Cafè accompagnerà il pubblico nel mondo del gospel e degli spiritual. È in grado di fagocitare una serie impressionante di tecniche e stili vocali (scat, falsetti, diplofonie, rap, gutturali) e di rielaborarli e fonderli nel tempo, maturando una cifra espressiva assolutamente unica. La perfetta fusione di queste tecniche e la sua impressionante propensione all’istintività espressiva lo rendono capace di escursioni tonali e dinamiche da capogiro. Nella sua carriera trentennale Dean Bowman ha unito l’impegno artistico nella scena jazz e rock della Grande Mela a quello politico con la Black Rock Coalition. La sua carriera lo ha visto impegnato con una delle band più innovative ed elettrizzanti degli ultimi anni, gli Screaming Headless Torsos, e come solista si è esibito in progetti tradizionali di “black spirituals” e gospel music e in varie formazioni tra cui TriFunkTory, Soul Trilogy, The Black Spiritual Quintet (con il pianista/arrangiatore James Weidman) e Ten Ballads duo (con il pianista Nikolaj Hess). Ha registrato e suonato con John Scofield, Don Byron, David Gilmour, Lester Bowie, Uri Cane, Jane Bunnet, Stanley Cowell, Elliott Sharp, M’Shell Ndege Ocello, Charlie Hunter e tanti altri. Il primo set del live romano sarà interamente dedicato alle origini di tutto. Ci saranno momenti di sola voce in cui Bowman scenderà in atmosfere profondissime, interpretando alcuni brani del Reverendo Gary Davis. Il secondo set sarà elettrico e dedicato ai puri geni della musica blues, R&B e funk con un omaggio a James Brown e qualche capolavoro di Ray Charles.
Sul palco Dean Bowman (voce), Andrea De Luca (chitarre,voce), Jacopo Coretti (batteria) e Mauro Arduini (basso).

Sabato 29 dicembre 2018
(doppio set) ore 21 e 23.30
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Euro 15 (ingresso e prima consumazione)
Infoline +390657284458

Presentata la 24^ edizione del festival MetJazz: “Storie e viaggi in jazz”

Giunta alla XXIV edizione dal 5 al 25 febbraio si terrà la rassegna METJAZZ 2019, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato.
“Forse non esiste musica più autobiografica del jazz. L’improvvisazione, il rapporto fisico con lo strumento, il gioco di interazione tra i musicisti, tutto palpita di una presenza totale e immediata dell’esecutore. La tradizione orale attraverso cui il jazz si è diffuso esalta l’esperienza diretta del fare musica, senza mediazione di spartiti o altri supporti visivi. In più, la possibilità di organizzare sul momento il flusso della musica esalta la qualità narrativa del jazz, la capacità di raccontare storie, di inoltrarsi in viaggi autobiografici o fantastici, in un continuo dialogo tra presente e passato con tutta la musica afroamericana che con la tradizione intrattiene un rapporto vivo, dinamico, creativo”. Così il curatore Stefano Zenni introduce la rassegna di quest’anno, dedicata a Storie e viaggi in jazz e dunque alla natura narrativa del jazz e alla sua qualità autobiografica nel raccontare vite, desideri, immaginari. Il programma, forte della collaborazione con la Scuola di Musica Verdi, conserva la sua struttura classica e si articola nelle due consuete sezioni – official e off – proponendo a Prato cinque concerti, di cui uno doppio, una conferenza, un incontro e una mostra fotografica. Inoltre, ribadendo la sua sinergia d’intenti con il Pinocchio Jazz Club di Firenze, METJAZZ 2019 si fa promotore e sostenitore di un concerto nel capoluogo toscano.
Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio e Fabbricone:

  • Martedì 5 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Metastasio va in scena Tempo di Chet, un originale spettacolo jazz che sovrappone la scrittura drammaturgica di Leo Muscato e Laura Perini e la partitura musicale curata e interpretata dal vivo da Paolo Fresu – gli attori e i musicisti – per rievocare in un flusso organico di parole, immagini e musica lo stile lirico e intimista di Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, in bilico tra tragedia e leggenda, maledettismo e bellezza.
  • Lunedì 11 febbraio alle ore 21 al Teatro Fabbricone, due diversi viaggi in trio mettono a confronto due diverse concezioni del racconto musicale: da un lato, al DEBUTTO IN PRIMA ASSOLUTA, Antonino Siringo, Andrea Tofanelli e Ares Tavolazzi rendono Omaggio a Sun Ra, rileggendo il suo sound fisico e trascinante in modo contenuto e controllato, da camera, facendo a meno della batteria ma conservando la forza ritmica della musica originaria; dall’altro Claudio Filippini, Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo con Before the Wind fanno esplodere una macchina narrativa con arrangiamenti ricchi di svolte, cambi d’atmosfera, composizioni di ampio respiro o bozzetti fortemente caratteristici in un trio a parti equivalenti.
  • Lunedì 18 febbraio alle ore 21 al Teatro Fabbricone Massimo Falascone Seven propone insieme al suo gruppo Méliès, un percorso musicale      costituito da brani ispirati ai cortometraggi di Georges Méliès, poeta e inventore del cinema come sogno, precursore nella tecnica del montaggio e degli effetti speciali. Composizioni originali con grande spazio all’improvvisazione e omaggi ad alcuni grandi del recente passato, sempre nello spirito poetico e visionario di Méliès, con apparizioni, ripetizioni e metamorfosi, esposizioni e dissolvenze, giochi di prestigio, formule magiche e viaggi verso mondi sconosciuti.
  • Lunedì 25 febbraio alle ore 21 al Teatro Metastasio Maria Pia De Vito insieme al suo trio porta in scena Core/Coração, una versione napoletana in chiave jazz delle storie del brasiliano Chico Buarque, tra i più noti autori e interpreti della Bossa Nova ma soprattutto poeta e genio assoluto della canzone contemporanea brasiliana. Mentre la lingua napoletana dona una profondità mitica al cantare gli ultimi, i marginali di una società spietata e egoista che trova redenzione solo nell’amore, il jazz è il veicolo privilegiato del riscatto di popoli aperti al dialogo: nel ritmo, nella danza, nel canto e nell’improvvisazione schiavi, reietti, esclusi tornano protagonisti grazie al meticciato, che investe culture e classi sociali. Un appuntamento realizzato in collaborazione con Musicus Concentus.

Ci saranno poi altri quattro appuntamenti realizzati in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi di Prato racchiusi tra gli eventi di METJAZZ OFF:

  • Domenica 3 febbraio alle ore 21 presso la Scuola di Musica Verdi trovano spazio le Storie di giovani talenti con la New Talent Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini che si esibisce in Our Monk. Si tratta di un  progetto nato da un bando della SIAE e dalla collaborazione tra varie istituzioni italiane, tra cui il Teatro Metastasio di Prato. L’ensemble comprende dodici musicisti, un ospite emergente, un direttore esperto e un repertorio impegnativo e stimolante, quello di Thelonious Monk.
  • Domenica 10 febbraio alle ore 11 presso la Scuola di Musica Verdi in un Incontro con Roberto Masotti – grande fotografo, ma non solo, un generatore di idee, uno stimolatore entusiasta di progetti, un connettore di esseri umani -, si esplorano le Storie in uno scatto entrando nelle pagine di Jazz Area, un libro fotografico edito dalla casa editrice Seipersei che racchiude quasi 50 anni di storia di musica jazz internazionale, con i ritratti di Miles Davis, Keith Jarrett, Archie Shepp, Carla Bley, Sam Rivers, Cecil Taylor, Charles Mingus, Ornette… Si tratta di un testo che si basa su una particolare e necessaria prospettiva autobiografica, parla della vita in musica attraverso i tanti incontri diretti e le infinite occasioni di musica dal vivo, analizza l’idea d’improvvisazione nel suo tipico esprimersi afro-americano e nelle sue trasformazioni europee, è la lente attraverso la quale Roberto Masotti ci parla della sua lunga storia con il jazz.
  • Domenica 17 febbraio alle ore 21 presso la Scuola di Musica Verdi si intraprende un Viaggio nel suono con il concerto ST()MA di Cristiano Calcagnile, dove “stoma” sta per “bocca” in greco, ma anche per la fessura attraverso cui le piante respirano in botanica, quindi per intersezione, luogo di passaggio. E difatti, una fluidità di stati, dal solido al gassoso, dal liquido ancora al solido, contraddistingue il sound di Calcagnile, che utilizza vari strumenti oltre la batteria, inclusa la chitarra.
  • Domenica 24 febbraio alle ore 11 presso la Scuola di Musica Verdi una Conferenza di Stefano Zenni sulle Storie e immagini del jazz al cinema illustra l’incontro non sempre lineare e felice tra queste due arti e, citando momenti di gloriosa fusione di musica e immagini e grandi equivoci sorti dall’utilizzo di una visione stereotipata del jazzista come artista maledetto (si pensi a Chet Baker) prova a analizzare il modo in cui il cinema ha veicolato una certa idea delle vite dei jazzisti e del significato della musica.

Inoltre, alimentando nel nome del jazz gli “Incroci tra Prato e Firenze”, METJAZZ 2019 ribadisce la collaborazione con il Pinocchio Jazz Club di Firenze e promuove come anteprima del festival il concerto di sabato 2 febbraio alle ore 22 nella sala dello storico locale con Roberto Ottaviano che presenta il suo ultimo progetto ETERNAL LOVE, un omaggio all’Africa, alla sua cultura, alla sua musica e al suo popolo, con una selezione di composizioni di Don Cherry, Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, John Coltrane, Dewey Redman, Elton Dean, e brani originali.
E, anche, a corredo della rassegna, dal martedì 5 febbraio a lunedì 25 febbraio nel Foyer del Teatro Metastasio sarà visibile la mostra fotografica Jazz Poster/dieci variazioni serigrafiche, 1971-1972 di Roberto Masotti, con i poster realizzati e distribuiti nei festival jazz degli anni Settanta, impreziositi dagli autografi dei protagonisti ritratti.
Il festival è organizzato dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi, Musicus Concentus e Pinocchio Jazz Club di Firenze.

PREZZI ABBONAMENTO E BIGLIETTI È possibile abbonarsi a partire dal 18 dicembre 2018. Chi ha sottoscritto l’abbonamento per la scorsa edizione può confermare la propria poltrona fino all’8 gennaio 2019. I biglietti per i concerti sono in vendita a partire dal 9 gennaio 2019. Prevendite online: http://ticka.metastasio.it.
Info Teatro Metastasio – tel. 0574.608501 – Cristina Roncucci 0574.24782 (interno 2) – 347.1122817