Musica senza tempo con John Potter e Ambrose Field
Roma – 26 febbraio – Auditorium Parco della Musica
Il video della performance di John Potter con Ambrose Field all’elettronica dovrebbe essere adottato come testo obbligatorio in tutti i talent show che attualmente agitano i palinsesti; certo, visto il punto di partenza, all’inizio i ragazzi lo troveranno noioso, ma se avranno la pazienza di arrivare alla fine, quanto meno avranno la percezione di due o tre cosucce per loro molto importanti, vale a dire: a) che significa cantare intonati e con perfetta padronanza dell’emissione; b) che è sempre possibile riattualizzare qualsivoglia musica purché si abbia la capacità e la professionalità per farlo; c) che ci si può inserire in un contesto assai diverso dal nostro senza perdere alcunché della propria cifra stilistica… insomma se avranno la fortuna di gustare per intero questo ipotetico video, capiranno, al di là di mille parole, cosa vuol dire essere artisti e la differenza che passa tra un cantante e per l’appunto un artista.
Il tutto impreziosito da bellissime immagini che, sullo schermo posto alle spalle dei musicisti, si componevano e scomponevano come in un grande puzzle meravigliosamente colorato e del tutto in linea con quello che Potter e Ambrose ci stavano raccontando: insomma un’esperienza sensoriale tanto esaustiva quanto raffinata.
Ed il pubblico l’ha vissuta in questo modo se è vero, come è vero, che alla fine del concerto ha richiamato per ben quattro volte gli artisti sul palco, sostanzialmente “costringendoli” ad un applaudito bis.
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