Teatro Brancaccio, Roma

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Stomp

Stomp

Arrangiamenti per ensemble di percussioni. Gli strumenti? Buste di ogni materiale, scope, bidoni, pentole, piatti, sedie e chi più ne ha più ne metta.
Si lo sappiamo, non è musica, non è . E’ spettacolo. Ma siamo sicuri che non sia il caso di parlare degli Stomp?
Il teatro Brancaccio registra ogni sera il tutto esaurito, e questi ragazzi e ragazze (batteristi, percussionisti, ballerini) sono bravissimi. Non parliamo di trovate ritmiche arzigogolate o di complicatissime poliritmie, sebbene ciò che si ascolta sia innegabilmente straordinario. Sono battiti complessi negli intrecci ma che arrivano comprensibili ad un pubblico variegato. E naturalmente oltre alle figure ritmiche si ascoltano armonie e melodie di una certa bellezza. Si perché i tubi, se tagliati ad arte, producono ognuno un suono preciso, e il percuoterli in ordine crea veri e propri temi melodici orecchiabili. Le buste, a seconda del loro materiale, creano veri e propri riff. Piedi, mani, braccia di un unico Stomper sono un vero e proprio set di percussioni, per non parlare dell’ effetto visivo (e sonoro) di accendini che si accendono e si spengono sapientemente nel buio totale creando atmosfere a dir poco suggestive.

Suoni, ma anche coreografie energiche, ironiche e ammiccanti: perché no, non manca il coinvolgimento del pubblico come in ogni spettacolo che si rispetti. Ma quello che sembra importante sottolineare è la capacità degli Stomp di trasformare oggetti urbani di una certa bruttezza (bidoni, pneumatici, buste della spazzatura, lavandini persino) in oggetti urbani che creano bellezza. E diventano quasi poetici.
E c’è da dire che si esce dal teatro stupiti da quanta cura ci sia in questo spettacolo. Cura dei particolari, cura esecutiva sia degli arrangiamenti che delle coreografie, il che non è poi così scontato. Si pensi ad esempio a ciò che ci è toccato ascoltare durante il concertone del Primo Maggio: spesso in Italia è l’ approssimazione a fare spettacolo.

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