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I nostri libri

Tullio DE Piscopo – “Tempo! La mia vita” –Hoepli pgg.310 – € 18

Tempo, la mia vitaDevo confessare che leggendo le prime pagine di questo libro mi sono sinceramente commosso: Tullio De Piscopo parla di un grave problema che purtroppo affligge tantissime famiglie e lo fa senza retorica alcuna, con parole semplici, sentite, che vanno dritte al cuore. Ma questa sincerità d’esposizione, questo mettersi quasi a nudo è una caratteristica che si ritrova in molte altre parti del libro: quando parla del fratello Romeo prematuramente e misteriosamente scomparso, quando descrive l’amore per le figlie e la moglie…e ancora quando si sofferma sulla sua malattia. Sono tutte pagine in cui si quasi fa fatica a riconoscere il Tullio simpatico caciarone ma sempre musicista eccellente che abbiamo imparato a conoscere nel corso di tutti questi anni.
Personalmente ricordo un pomeriggio passato a Parigi a ridere e scherzare con grande affabilità e, ovviamente, anche questo aspetto “ludico” lo si ritrova pienamente nella pagine scritte da Tullio che , come lui stesso ha dichiarato ad una diffusa rivista, ha voluto questo libro per riaffermare i suoi tre amori: la musica, Napoli e la vita; non a caso è lo stesso De Piscopo a dichiarare, nel corso della citata intervista, che “tutto è nato dalla voglia di liberare le mie emozioni dopo la dura prova che ho dovuto affrontare: una brutta malattia da cui fortunatamente sono uscito”.
Ma, a parte le malattie, non c’è dubbio che quella di Tullio sia una storia tutta da raccontare, la storia di un ragazzo estremamente talentuoso che nato in una famiglia di musicisti, fra le difficoltà economiche del dopoguerra, si rende contro delle sue possibilità e si impegna al massimo per realizzare il suo sogno.
Così nella pagine del libro scorrono, quasi come in un film, le immagini di un’Italia che non c’è più, un Italia che vedeva, tra l’altro, una prima, concreta affermazione del jazz il cui centro nevralgico era, allora, Milano. Di qui tutta una serie di ricordi del batterista napoletano che cita fatti, episodi, personaggi che ben illustrano la realtà di questi ultimi sessanta anni. E, restando sul piano prettamente musicale, ritroviamo personaggi oggi illustri con cui De Piscopo ha avuto modo di suonare e affinare il proprio stile, da Astor Piazzolla a Chet Baker, da Max Roach a Gerry Mulligan… il tutto senza per altro dimenticare quel mondo del rock e del pop che lo ha accolto a braccia aperte .
Il libro è corredato da una “discografia essenziale” molto utile a chi voglia conoscere meglio questo grande personaggio della musica italiana al di là delle etichette.

Burt Bacharach – “Chiunque abbia un cuore” – Mondadori pgg. 286 – € 24

Chiunque abbia un cuoreE restiamo nel campo delle autobiografie segnalandovi questo corposo volume scritto da Burt Bacharach. Bacharach è sicuramente uno dei più grandi compositori del ventesimo secolo, il cui nome può a ben ragione essere paragonato a quello di George Gershwin. Le sue splendide armonie e melodie non conoscono confini né di stile né di tempo: nel corso di oltre quarant’anni i suoi pezzi hanno incantato amanti del jazz, del soul, della bossa-nova del pop . Chi non ricorda, tanto per fare un solo esempio il meraviglioso connubio tra le sue produzioni e le interpretazioni di Dionne Warwich? E di tali esempi se ne potrebbero fare molti altri.
Insomma la statura del personaggio merita di per sé l’attenzione dei lettori, attenzione che viene ripagata da una scrittura asciutta, essenziale, da cui risalta evidente una certa analogia con i sentimenti di De Piscopo prima accennati, vale a dire l’amore per la musica, le donne e la vita.
In effetti, per come lui stesso si confessa, Burt è un uomo che mette quasi sempre al primo posto la musica; attraverso le sue parole abbiamo modo di rivivere tutta la sua vita, a partire dalla natia Kansas City, e dai genitori, tedeschi di origine ebraica; eccolo, quindi, nella New York degli anni sessanta, ricca di fermenti creativi in cui Bacharach ottiene la prima, grande affermazione con un brano che tutti conosciamo “Magic Moments”. Seguono anni di grandi trionfi e di preziose collaborazioni come quella con l’indimenticabile Marlene Dietrich. Il successo dura molti anni ma inevitabilmente giunge anche l’ora di un certo declino. Burt attraversa questo periodo con grande determinazione e ne esce vincitore; il resto è storia di questi ultimissimi anni.
Nel volume ritroviamo una serie di informazioni che lumeggiano assai bene la vita dell’artista…un po’ meno quella dell’uomo. In effetti al termine della lettura si resta un po’ con l’acquolina in bocca, nel senso che magari si sarebbe voluto sapere qualcosa di più sull’intima essenza del personaggio, sulla sua natura, sui suoi pensieri. L’uomo resta come nascosto dalla sua musica, dai suoi dischi, dalle sue mogli e così esce a tutto tondo solo raramente, ad esempio quando parla del dramma della figlia Nikki, che neanche lui stesso ha saputo capire fino in fondo.
Il volume è corredato da alcune interessanti foto e da un esaustivo indice analitico.

Massimo Urbani – “L’avanguardia è nei sentimenti” – arcana Jazz pgg.385 €22

Massimo UrbaniNon c’è dubbio alcuno che Massimo Urbani sia stato il più grande jazzista italiano almeno quanto a talento naturale. Ancora oggi la sua musica è impressa indelebilmente nella memoria di chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo: i suoi fraseggi torrenziali, il modo particolarissimo di stare in scena, la grande musicalità, l’energia che produceva coniugata con l’infinita dolcezza che sapeva trasmettere in certi momenti sono elementi che tutti assieme si fa fatica a riscontrare in altri artisti. A questo straordinario personaggio Carola Di Scipio ha dedicato molta fatica nel cercare di raccontarlo ma in modo nuovo, attraverso una serie di testimonianze, di memorie, di racconti da parte di chi l’ha conosciuto in modo approfondito . Ecco quindi le dichiarazioni, tanto per fare qualche nome, di Enrico Rava, Luigi Bonafede, , Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Maurizio Giammarco… In realtà il volume già lo si conosceva: questo che vi presentiamo è, infatti, una nuova edizione di un libro che vide la luce qualche anno fa. Adesso l’autrice lo ripropone in quanto arricchito da molte nuove testimonianze e soprattutto dalle belle foto di Roberto Masotti cui, purtroppo, la stampa non sempre rende giustizia. In particolare l’autrice analizza meglio gli inizi di Massimo non esclusivamente collegati al famoso corso tenuto da Gaslini al S. Cecilia nel 1973 ma strettamente inseriti in quel grande movimento musicale che caratterizzò gli anni ’70 nel nostro Paese. Il quadro che se ne ricava è esaustivo: la personalità di Massimo viene lumeggiata a tutto tondo da “colleghi” che l’hanno conosciuto, apprezzato ed amato sia agli esordi sia nel corso della sua purtroppo breve carriera. E così ritroviamo quel “meraviglioso essere umano” – per usare una frase estrapolata dal libro – che amava affermare “l’avanguardia è nei sentimenti” e che tutti ci incantava quando imbracciava il suo . E a proposito di , altra novità del libro una discografia curata da Roberto Arcuri, che a tutt’oggi appare come la più ricca e completa che sia stata dedicata al sassofonista romano.

Amedeo Furfaro – “Il giro del jazz in 80 dischi (Italia)” – Universal Book pgg.150 €8,00

il giro del jazzSe c’è una profonda contraddizione nel mondo del jazz italiano è quella relativa ai dischi: oramai tutti sono d’accordo nel segnalare che i CD non si vendono, eppure il mercato è invaso da una quantità davvero industriale di nuovi prodotti cui non si riesce a star dietro. Per chi, come il vostro cronista, si sente moralmente obbligato ad ascoltare tutti gli album che gli arrivano, vi confesso che è davvero difficile. Stessa cosa vale per chi magari si avvicina per la prima volta a questo mondo e che, volendo cominciare a documentarsi, trova arduo orizzontarsi in tanta abbondanza. Ben vengano quindi sia le recensioni proposte e dalla carta stampata e dalla rete sia i volumi più o meno ponderosi che con buona frequenza ci vengono proposti. Adesso è la volta di quest’agile volume curato da Amedeo Furfaro vero e proprio animatore delle scene jazzistiche calabresi. Il volume, come spiega Francesco Stezzi, nella prefazione si prefigge, attraverso l’esame di ottanta dischi, di individuare, fin dove è possibile, le tendenze del jazz italiano del nuovo millennio. Impresa certamente ardua perché forse mai come adesso il jazz è innervato da tutta una serie di suggestioni, correnti, input che è quasi impossibile ricondurre ad unità. Comunque Furfaro ci tenta e già questo merita una nota di plauso. Per il resto il volume è caratterizzato da una bella scrittura piana sì da rendersi fruibile anche ai non addetti ai lavori ed è corredato da alcune foto e da tre utili indici: analitico, riferito ai personaggi citati, dei gruppi e delle label.

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