IL DUO BOSSO – BIONDINI AL TEATRO VASCELLO


Tutte le foto sono di ADRIANO BELLUCCI

Teatro Vascello, Roma, 6 novembre 2018, ore 21

FLAUTISSIMO 2018 – 20ma edizione
“Camminando a vista”

FACE TO FACE

Fabrizio Bosso, tromba
Luciano Biondini, fisarmonica

Il Teatro Vascello con la rassegna FLAUTISSIMO 2018, Camminando a vista, direttore artistico Stefano Cioffi, apre al Jazz e si rivela, per chi vi scrive inaspettatamente,  uno spazio davvero eccellente per ascoltare musica.

Tromba e Fisarmonica, ovvero Fabrizio Bosso e Luciano Biondini sul palco.
Reciprocamente preziosi e totalmente paritari tra loro, cominciano con Pure Immagination. E’ la tromba a presentare il tema, mentre la fisarmonica disegna il tessuto armonico ritmico del pezzo: ma ben presto i ruoli si invertono, la melodia passa a Biondini, e prelude ad un lungo e variegato domanda / risposta denso di idee e di sfumature dinamiche continue.
La tromba è il Jazz, la fisarmonica è la musica tradizionale.
L’ambito armonico, quello tematico, sono spesso ispirati al repertorio tradizionale della musica da fisarmonica.
La struttura dei brani è spesso Jazzistica (presentazione del tema, improvvisazione, scambi ogni otto battute tra i due musicisti, ripresa del tema, conclusione). Spesso, ma non necessariamente.

C’è una precisa distinzione tra due mondi, verrebbe da pensare… eppure non è esattamente così, perché in questo terreno di incontro la tendenza dei due musicisti è quella ad amalgamarsi, dando origine ad un flusso sonoro del tutto nuovo. E’ una dualità di generi che si percepisce dunque solo concentrandosi razionalmente per capire, facendo il mestiere di chi scrive di musica.


Il tema melodico è sempre oggetto di grande cura sia che emerga piano piano da una intensa introduzione di Biondini (come in Bringi) sia che invece venga esposto in maniera molto netta da subito, come ad esempio in In Lembra de Win, presentato dalla tromba, e reso con delicatezza, esaltato dalle circonvoluzioni poetiche della fisarmonica.

Le dinamiche sono ampie e legate fortemente all’andamento armonico (vedi la tensione che si crea negli accordi di settima di dominante, resi o con potenti forte o con sottili e poetici pianissimo, che sottolineano con poetica efficacia l’urgenza del risolvere alla tonica) .
I due strumenti sono complementari sempre, qualsiasi ruolo decidano di intraprendere (ad esempio la funzione ritmica delle note ribattute da Bosso in Stagione, o il tramutarsi degli accordi della fisarmonica di Biondino in melodie struggenti, come in Nuovo Cinema Paradiso).

Molti gli episodi di improvvisazione libera, ondate sonore potenti non scevre da dissonanze, complice anche il loop elettonico della tromba. E gli obbligati che li incorniciano e su cui risolvono godono, a contrasto, di attacchi e conclusioni ineccepibili, l’entrata in acqua perfetta dopo un tuffo triplo carpiato.
Rumba for Kampei è trascinante, ed evidenzia l’innegabile virtuosismo di Bosso e di Biondini che sfruttano tutte le possibilità dei propri strumenti (anche gli urli laceranti della tromba in African Friends supportati dalla eccezionale densità del tessuto armonico della fisarmonica non sono da meno). Tre bis dimostrano la capacità comunicativa di un duo che si può definire, in tutta onestà, eccellente. Giudizio che è l’anticipazione del piccolo capitolo successivo di questo scritto.

L’IMPATTO SU CHI VI SCRIVE (considerazioni personali)

Un concerto coinvolgente, emozionante, in cui i molti richiami armonici e tematici tradizionali dettati dalla fisarmonica, o le strutture e i fraseggi tipicamente jazzistici dettati dalla tromba hanno la particolarità di essere percepiti come inediti e nuovi, poiché… lo sono. Il fondersi di questi due mondi vive di un impulso creativo molto netto, di un’urgenza espressiva anch’essa molto netta sia di Bosso che di Biondini. Questa urgenza espressiva, e questa creatività estemporanee diventano Jazz, in quanto improvvisazione non certo di maniera. Non ci sono trucchetti acchiappa applausi, c’è un flusso sonoro in divenire, in cui l’impianto armonico è magari ben definito, ma all’interno del quale avviene di tutto. E così la benefica tensione che si prova all’ascolto non è dovuta solo alle leggi armoniche – melodiche che regolano innegabilmente l’andamento dei brani, ma anche e soprattutto alla irresistibile urgenza creativa dei due musicisti che rifugge da ogni cliché predeterminato.
Un dialogo serratissimo, una empatia incredibile, permettono dunque di tramutare la bravura tecnica in espressività trascinante. Pathos, lirismo, fantasia, una forbice ampia dal brano placido, o nostalgico, a quello più sanguigno, o dispari, a velocità incredibile: Face to Face, tromba e fisarmonica danno vita a Musica.

La galleria che segue delle bellissime foto di Adriano Bellucci può dare idea dell’atmosfera della serata al Teatro Vascello: per guardare ciò che vi ho descritto con le parole.



“FACE TO FACE” al Teatro Vascello di Roma martedì

ROMA | 23 ottobre/9 dicembre
FLAUTISSIMO 2018 – 20ma edizione – “Camminando a vista”

Face to Face, faccia a faccia: il primo lavoro discografico in duo di Fabrizio Bosso e Luciano Biondini si muove tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee.
Il poliedrico trombettista piemontese incontra il tocco maturo e misurato del fisarmonicista di Spoleto in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia. la forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un progetto di grande fattura.
Un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.
Fisarmonicista misurato e dal tocco impeccabile, Biondini è dotato del linguaggio maturo proprio di chi possiede una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna e un revisionismo storico tutto personale. Bosso, trombettista poliedrico e sfaccettato, anche lui giunto a una pregevole intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze e le delicate alchimie di cui è intriso il suo suono. la forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un disco di grande fattura.
Da sempre animati da vicendevole ammirazione, i due musicisti coltivavano da tempo l’idea di un progetto comune, cominciato a delinearsi nel 2010 in occasione di un concerto a Bolzano, dov’erano entrambi ospiti della cantante israeliana Noa. da quell’incontro è nata l’idea di una collaborazione stabile, che ha trovato ispirazione nel vissuto di entrambi musicisti: brani già nel repertorio di Bosso, altri a firma di Biondini, standard e pezzi improvvisati ma sempre con strutture riconoscibili dal punto di vista melodico. La condivisione di un ampio spettro di riferimenti stilistici, dalla tradizione boppistica a quella mediterranea, la naturale inclinazione verso la libera improvvisazione e la profonda adesione alla formula del duo, rendono questo incontro musicale un fertile e coinvolgente momento di scambio.

II repertorio comprende prendere o lasciare, un brano di Biondini totalmente impostato sull’improvvisazione, dal tema velocissimo, che mette in evidenza il grande interplay e l’affiatamento che i due musicisti hanno costruito in quasi due anni di concerti in giro per l’Italia. le ispirate e poetiche riletture di standard come The shadow of your smile, o di brani del repertorio di Bosso come Il gattopardo di Nino Rota (già contenuto nel disco Enchantmentdel 2011), Africa (scritto da Bosso e registrato con i latin mood in Vamos), o Rumba for Kampei, composta dal trombettista piemontese durante un viaggio a Zanzibar e dedicata all’incontro con un bimbo di nome Kampei, figlio di un masai conosciuto durante quel soggiorno, rivelano la totale sintonia del duo e la compiutezza dell’incastro timbrico dei due strumenti. La ballad BringiPrima del cuore e l’omaggio allo Choro brasiliano di Choroso, poi, tutti brani a firma di Biondini, dimostrano come la vena compositiva del fisarmonicista si adatti perfettamente all’abilità interpretativa di Bosso, riuscendo a esaltarne tanto l’intimo e raffinato lirismo, quanto l’esuberanza virtuosistica. Face to Face è anche un album pubblicato nel 2012.

teatro vascellovia giacinto carini, 78, 00152 roma – tel. 06 589 8031 biglietti € 20 / € 15 abbonamento per 6 spettacoli € 60

 

Info: Accademia Italiana del Flauto – tel: 06 44 70 32 90 

www.flautissimo.it – www.facebook.com/flautissimofestival/

Ufficio stampa : Fabiana Manuelli – stampa@fabianamanuelli.it

 

Piacenza Jazz Fest 2018: XV Edizione dal 17/02 al 25/03

Sarà un traguardo importante quello del prossimo Piacenza Jazz Fest che si accinge a spegnere quindici candeline. Tante infatti sono le edizioni della manifestazione che ormai ha abituato la città di Piacenza e alcuni comuni limitrofi ad essere per un mese e mezzo il centro di molteplici iniziative di grande qualità e portata artistica, nonché un evento culturale a tutto tondo. Ad affiancare il cartellone principale, composto dai più grandi nomi del panorama musicale nazionale e internazionale, viene confermata la costellazione di tutti gli eventi cosiddetti collaterali, che formano ormai l’identità profonda di questo festival e che si vanno a intrecciare ogni anno più profondamente col tessuto sociale del territorio, dove si inseriscono, arricchendolo e vivacizzandolo. Il festival conferma la sua formula, che è stata e ancora è uno dei punti forti del successo, e presenta musica per oltre un mese, a volte con più appuntamenti in una stessa giornata, nei luoghi più belli e suggestivi della città di Piacenza e con alcune trasferte nei comuni che hanno aderito al progetto e alla visione dell’organizzazione.

La manifestazione, ideata e organizzata dall’Associazione culturale Piacenza Jazz Club che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il sesto anno consecutivo, è diretta artisticamente da Gianni Azzali, presidente del Piacenza Jazz Club e si avvale del determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Fiorenzuola d’Arda e di Salsomaggiore Terme, oltre al supporto di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. Tante e preziose le collaborazioni con associazioni o enti che hanno aderito così alle finalità e agli obiettivi della manifestazione, abbracciandone gli intenti, come il Teatro Sociale di Stradella, in provincia di Pavia (grazie alla collaborazione con l’associazione “Tetracordo” di Livio Bollani.), il Comune di Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, compagnie teatrali locali: le Stagnotte con uno spettacolo a favore dell’AISM dal titolo “Storyville” e TraAttori per “Scuola e Jazz”, co-produzioni con Fondazione Teatri di Piacenza e con l’associazione Jazz Network – Crossroads, il consolidamento del rapporto con le più importanti realtà locali: la Galleria Ricci Oddi, il Conservatorio “Nicolini”, la Galleria Alberoni, il centro commerciale “Gotico”, l’associazione “Il Pellicano Onlus” e l’AUSL, la casa residenza anziani “Vittorio Emanuele”, i Licei “Gioia” e “Respighi” e la Casa Circondariale delle Novate.

IL CARTELLONE PRINCIPALE

Il cartellone principale si caratterizza per l’elevata qualità artistica e l’originalità delle sue proposte e riunisce nomi di primo piano della scena internazionale.

Sono ospiti di questa edizione alcune delle figure più rappresentative, delle vere e proprie pietre miliari in campo musicale che hanno reso grande il Jazz, portandolo alla sua forma attuale. Stiamo parlando di artisti della caratura di Michel Portal insieme al suo storico trio con l’aggiunta speciale di Louis Sclavis, al Salone degli Arazzi il 17 marzo; della grande figura storica, icona del Cool Jazz, il mitico Lee Konitz, che si esibirà il 20 marzo al Milestone; da New York sono in arrivo poi i due fuoriclasse Dave Douglas e Uri Caine che presenteranno al Conservatorio Nicolini il 3 marzo il loro nuovo progetto: “Presents Joys”. Sempre al Nicolini il 13 marzo una stella nascente: il pianista albanese, naturalizzato statunitense Vijay Iyer in piano solo, una vera chicca all’interno del nutrito cartellone 2018. Un’altra stella direttamente dagli Stati Uniti è Nnenna Freelon, una cantante, compositrice, produttrice, arrangiatrice dalla voce di velluto che regalerà un concerto incantevole il 10 marzo in quel gioiello che è il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda (PC).

Anche il Jazz italiano è molto ben rappresentato, grazie alla presenza di tanti grandi, tra cui spicca il trombonista Mauro Ottolini. Sarà proprio lui, in veste anche di direttore alla testa di un’intera orchestra ritmico-sinfonica, a dare il via a questa edizione con un omaggio imperdibile a Luigi Tenco con l’ausilio delle voci di Karima e Vanessa Tagliabue Yorke, allo Spazio Rotative la sera del 17 febbraio.

Presente poi una rappresentanza di quei musicisti che hanno l’Italia nel cuore o che dell’Italia hanno fatto la loro seconda patria. Primo tra tutti un personaggio molto amato come Toquinho che troverà spazio il 23 marzo nel teatro più bello di Piacenza, il Municipale, per un concerto di quelli da incorniciare nell’album dei ricordi. Gli altri due sono un grande amico del festival come Javier Girotto che al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme il 3 marzo presenterà un progetto legato alle musiche della sua terra di origine insieme a un altro musicista, il giovane e valente bandoneonista Pablo Corradini, con cui condivide alcune note biografiche, dato che entrambi sono argentini di nascita che hanno messo però radici in Italia.

Chiudiamo questa sfilata di grandi artisti con tre musicisti che, in omaggio a una delle caratteristiche peculiari della musica di fare da collante al di là delle differenze, hanno deciso di unire le loro forze per fare di tre mondi una realtà del tutto nuova: vi riescono brillantemente l’italiano Fausto Beccalossi, il brasiliano Roberto Taufic e l’argentino Carlos “el tero” Buschini che presenteranno il progetto “Tres Mundos” il 15 marzo nel Teatro Sociale di Stradella (PV), grazie alla collaborazione con “Tetracordo”.

Un cast di alto livello come si diceva, per festeggiare nel migliore dei modi i quindici anni del festival.

Allo Spazio Rotative poi si chiuderà il programma domenica 25 marzo alle ore 18.00 con ingresso libero con il classico Galà di premiazione dei vincitori dell’edizione 2018 del concorso “Bettinardi”. Prima della proclamazione delle classifiche saliranno sul palco ad esibirsi i primi due classificati di ogni sezione in cui si divide il concorso: solisti, gruppi e cantanti. Al termine della serata, non potrà mancare il tradizionale brindisi con vini e salumi piacentini per salutare il festival e dare appuntamento all’estate con Summertime in Jazz, la rassegna itinerante che si snoda lungo le più belle e suggestive vallate della nostra provincia.

L’ALTRO FESTIVAL

Com’è ormai piacevole consuetudine, durante il periodo del festival la musica si diffonderà in tutta la città. Tornerà “Piacenza Suona Jazz!” e le sue numerose esibizioni live in contesti informali e conviviali, ambientate in luoghi alternativi ai teatri quali locali e club, distribuiti sia in centro che fuori città.

Torna a grande richiesta la rassegna “Il Jazz al Centro – Aperitivo Swing”, in stretta collaborazione con la Direzione del Centro Gotico che vedrà quest’anno esibirsi, sempre dalle ore 17.45, tre formazioni davvero ragguardevoli.

Tornano a grande richiesta le “Incursioni Jazz” che allieteranno a suon di Swing alcuni luoghi a sorpresa, come esercizi commerciali o uffici del centro storico e della periferia, concedendo una breve, ma godibilissima pausa dalle attività da cui ciascuno è preso nel corso della giornata.

Sarà sempre una marchin’ band che accompagnerà a scuola swingando i bambini di alcune scuole primarie attraverso i pedibus musicali.

Piacenza Jazz Fest per il sociale significa: Donatori di musica in Ospedale e nelle case protette e concerto nella casa circondariale delle Novate.

Alla Galleria Ricci Oddi, l’appuntamento di quest’anno sarà “Improvvisazione tra le Opere” (sabato 24 febbraio ore 18.00) che vedrà dialogare alcuni dei quadri di questo autentico gioiello piacentino con la musica del trio di Luciano Biondini, composto oltre che dalla sua fisarmonica anche da una chitarra classica e da un basso acustico.

E poi ancora presentazioni di libri, workshop musicali, conferenze, masterclass, una giornata di studi dedicata al rapporto tra il Jazz e il Cinema, Jazz Brunch.