Roma torna ad essere la capitale del jazz!

Non chiedetemi il perché: non lo so. Fatto sta che inopinatamente, nonostante i mille problemi che affliggono la città, Roma si presenta all’appuntamento con l’estate quale vera capitale del jazz. Sono davvero tante le iniziative dedicate alla musica afroamericana che si svolgeranno nella Capitale, alcune davvero di eccellente livello.

Roma, Auditorium Parco della Musica 18 06 2018 foto Musacchio & Ianniello

E partiamo con una struttura prestigiosa che, dopo vari mesi di assoluta inattività, torna prepotentemente alla ribalta. Lunedì 18 giugno, introdotta da un breve assolo di Danilo Rea, è stata presentata alla stampa la riapertura della Casa del Jazz nel cui parco il primo luglio parte la stagione estiva, la prima sotto la gestione della Fondazione Musica per Roma e all’interno della rassegna Estate Romana. Il parco di Villa Osio diventa così il palcoscenico ideale di una fitta programmazione di proposte originali, grandi concerti e spettacoli dal 1° luglio al 5 agosto in collaborazione con IMF Foundation e I Concerti nel Parco.

In particolare la Casa del Jazz ospiterà la 42esima edizione del Roma Jazz Festival, lo storico e prestigioso festival diretto da Mario Ciampà, che dopo 12 stagioni autunnali all’Auditorium Parco della Musica ritorna in estate con gran parte della programmazione alla Casa del Jazz. “Jazz is Now“ è il titolo di questa edizione che vuole trasmettere il sound attuale di una musica che non teme l’usura del tempo. Venti concerti con grandi stelle italiane e internazionali del jazz si susseguiranno alla Casa del Jazz con protagonisti Enrico Rava/Danilo Rea Duo (1.07), Pietropaoli – Zanisi – Paternesi Wire Trio (8.7), Ottolini – Bearzatti Licaones (9.7), Camille Bertault Trio (11.7), Tony Allen (13.7), Giovanni Guidi – Fabrizio Bosso (15.7), The Freexielanders (18.7), Randy Weston (19.7), Corey Harris (22.7), Vijay Iyer Sextet (23.7), Dee Dee Bridgewater (24.7), Tanotrio feat. George Garzone e Leo Genovese (25.7), Paolo Fresu/Chano Dominguez Duo (26.7), Steve Coleman & Five Elements (27.7), Big Fat Band (29.7), Giuliani – Biondini – Pietropaoli – Rabbia “Cinema Italia” (30.7), NTJO New Talents Jazz Orchestra (31.7), Lizz Wright (2.8), Chansons! (3.8), Piji Siciliani (4.8), Swing Valley Band (5.8).

Ma la Casa del Jazz non sarà l’unica location del “Roma Jazz Festival”: così alla Cavea dell’Auditorium ci saranno il 7 luglio gli Snarky Puppy, il 14 Chick Corea Akoustic Band, il 16 luglio Stefano Bollani Quintet, il 20 luglio Pat Metheny; al Museo Maxxi sarà possibile ascoltare il 12 Tommaso Cappellato, il 21 Kamaal Williams Trio, il 1 agosto Sons Of Kemet; presso il Parterre Farnesina il 14 luglio si esibirà Oddisee & Good Company, il 16 luglio Knower, il 23 Cory Henry & The Funk Apostles, il 28 luglio Jungle Green.

Tornando alla Casa del Jazz, la struttura ospiterà per il terzo anno consecutivo un’altra manifestazione storica dell’estate romana, I Concerti nel Parco, giunta alla sua 28sima edizione dal titolo “Una casa bellissima” e diretta da Teresa Azzaro. Tredici eventi, molte produzioni originali, in prima assoluta o al loro debutto romano e molte date uniche, in esclusiva in Italia; una programmazione di grande prestigio, sempre più multidisciplinare ed eterogenea, che ospita grandi nomi del parterre nazionale ed internazionale. Molti progetti speciali e giovani talenti italiani e stranieri che mettono in campo nuove idee per lo spettacolo dal vivo.

Tra i protagonisti: Graham Nash (2.7), Joey Alexander (3.7), Gio Evan (4.7), Monica Molina (5.7), Player2 Orchestra (6.7), The Black Blues Brothers (10.7), Paolo Cevoli e Quartetto Saxofollia (12.7), Claudia Gerini e Solis String Quartet (14.7), Suzanne Vega e Gerry Leonard (16.7), Avion Travel (20.7), Filippo Timi e Giuseppe Albanese (21.7), Teresa Salgueiro (28.7), Flamenco Tango Neapolis (1.8).

Da settembre riprenderanno le attività principali della Casa del Jazz quali la didattica, la divulgazione, la formazione e la promozione del jazz in tutte le sue forme oltre ovviamente alla programmazione concertistica Riaprirà anche il prestigioso studio di registrazione per riprendere le attività di produzione discografica. Verranno inoltre dedicate attività specifiche per i bambini e i giovani, concerti, spettacoli e attività di formazione. Così a maggio scorso è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Fondazione Musica per Roma ed il Conservatorio di Santa Cecilia per sviluppare alla Casa del Jazz una collaborazione nei settori dell’Alta Formazione musicale, della formazione di base, della ricerca e della promozione e produzione artistica.

Sempre a maggio si è formata presso la Casa del Jazz la nuova Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti (ONJGT) sotto la direzione di Paolo Damiani, ensemble che raccoglie undici tra i migliori talenti emersi in Italia e che presenta un organico inusuale con due voci femminili e un violino, oltre a fiati e sezione ritmica. Questo pregevole organico presenterà il 17 luglio il progetto “Oscene rivolte” che porterà in tour nelle più importanti città italiane per poi ritornare alla Casa del Jazz a registrare il suo primo disco.

Il 22 settembre inoltre la Casa del Jazz ospiterà uno degli appuntamenti del festival “Una striscia di terra feconda”, festival franco-italiano di jazz e musiche improvvisate, che vedrà protagonisti nella prima parte il pianista François Coutorier in un concerto in solo in prima nazionale e nella seconda parte i musicisti italiani, in residenza con il trombettista Mederic Collignon, Camilla Battaglia (voce), Andrea Molinari (chitarra), Rosa Brunello (contrabbasso), Perla Cozzone (pianoforte), tutti vincitori del Concorso Nazionale in collaborazione con l’Institut Français Italia, l’Ambasciata di Francia in Italia, MiDJ e SIAE.

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Ma, come si accennava in apertura, il “Roma Jazz Festival” non sarà l’unica occasione di ritrovo per gli appassionati di jazz. Fra le altre iniziative c’è da segnalare “L’ISOLA DI ROMA JAZZ & BLUES” che si svolgerà dal 4 Luglio al 17 Agosto presso l’Isola Tiberina. La rassegna vedrà la partecipazione di artisti da ogni parte del mondo, come il talentuoso ventenne russo Alexandr Misko, a ben ragione considerato il genio del percussive fingerstyle guitar solo (il 4 Luglio). L’ 8 luglio sarà la volta della pianista giapponese Chihiro Yamanaka e il suo “Electric Female Trio”. Mercoledì 11 Luglio a mio avviso uno degli avvenimenti più importanti dell’intera stagione romana: saliranno sul palco della Grande Arena Carla Bley con Andy Sheppard (sax) e Steve Swallow (basso). Si tratta di artisti che hanno fatto la storia del jazz e che, specie per quanto concerne la Bley, non è usuale ascoltare nella Capitale.  Il 18 invece si esibirà la band statunitense The Bad Plus, dal groove trascinante.

Il 25/7 l’Africa si impossesserà del palco: i Songhoy Blues, quattro ragazzi del Mali, proporranno brani Blues, R&B e Raggae nella lingua della loro terra.

Il mitico sassofonista Kenny Garrett suonerà col suo quintetto il 31 luglio mentre martedì 7 Agosto, si alterneranno sul palco Dick Halligan, storico pianista dei Blood Sweat & Tears, al piano solo, e la “Giancarlo Maurino’S Evidence”, condotta dal noto sassofonista italiano.

A chiudere la rassegna, Atrio, Dumbo, Station e Modular, testimoni delle nuove generazioni del crossover Jazz.

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Intanto dai primi del mese è in corso di svolgimento, nella splendida cornice di piazza Garibaldi, con una vista ineguagliabile sulla Città Eterna, la seconda edizione di “Gianicolo in Jazz” che, sotto la sapiente regia del nuovo direttore artistico Roberto Gatto, andrà avanti fino al 14 settembre. Variegato il programma che prevede artisti di assoluto rilievo internazionale e giovani talenti che possono così trovare l’occasione di far conoscere le proprie potenzialità. Tra gli appuntamenti più importanti il 27 giugno   il vocalist e chitarrista Mark Hanna; il 10 luglio il duo Javier Girotto sax e Natalio Mangalavite piano; il 15 luglio il Paolo Damiani Santa Cecilia Jazz Ensemble con Daphne Nisi voce, Francesco Fratini tromba, Andrea Molinari chitarra, Fabio Sasso batteria e Paolo Damiani contrabbasso e composizioni; il 18 “The Italian Trio” con Dado Moroni piano, Rosario Bonaccorso contrabbasso e Roberto Gatto batteria; il 24 “The Hidden Side” con Rosario Giuliani sax, Alessandro Lanzoni piano, Jacopo Ferrazza contrabbasso e Fabrizio Sferra batteria; il 7 agosto Tandem, ovvero Fabrizio Bosso tromba e Julian Mazzariello piano; il 15 Seamus Blake al sax, accompagnato da Roberto Tarenzi piano, Gabriele Evangelista contrabbasso e Roberto Gatto batteria; il 21 un quartetto di classe con Peter Bernstein chitarra, Dario Deidda basso, Alessandro Lanzoni piano e Roberto Gatto batteria; il giorno dopo Enrico Rava Quartet completato da Domenico Sanna piano, Dario Deidda basso e Roberto Gatto batteria; il 29 Enrico Pieranunzi piano, Rosario Giuliani sax, Luca Fattorini contrabbasso e Marco Valeri batteria; il 4 settembre Maurizio Giammarco “Syncotribe”, ovvero Maurizio Giammarco sax, Luca Mannutza organo e Enrico Morello batteria; il 9 il duo, Rita Marcotulli piano, Israel Varela batteria e voce.

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Un’altra manifestazione in corso di svolgimento è quella che si svolge in un’altra splendida villa della Capitale: la terza edizione del Village Celimontana, rassegna organizzata dal Cotton Club che si protrarrà fino all’8 settembre. Media-Partner della rassegna Radio Montecarlo, la radio italiana che offre maggiore spazio al jazz. Molto spazio ai giovani talenti italiani ma anche appuntamenti di rilievo internazionale: la “Carta Bianca” ad Enrico Pieranunzi sarà una tre giorni dedicata al grande pianista che salirà sul palcoscenico del Village Celimontana presentando due nuovi dischi, domenica 17 giugno in duo con una star emergente, il contrabbassista danese Thomas Fonnesbeak, mercoledì 4 luglio con un concerto in piano solo e giovedì 5 luglio in quintetto con ospite il sax di Rosario Giuliani.

Tra gli altri italiani degni di attenzione le esibizioni – tanto per citare qualche nome –  di Massimo Morriconi, Ellade Bandini, Nico Gori, Lorenzo Tucci, Stefano Sabatini, Gianni Oddi, Giorgio Rosciglione, Riccardo Biseo, Stefano Sabatini.

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Infine La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta “Le vie del jazz”, concerti suonati e raccontati dai protagonisti del jazz romano attraverso sei lezioni-concerto.

Un’occasione per ascoltare le varie “anime” del jazz e le molteplici culture che, partendo dal blues e dalla musica di New Orleans, hanno nel tempo influenzato questo linguaggio fino a renderlo una sorta di esperanto musicale.

A rendere possibile l’iniziativa sono i musicisti che fanno base a Roma, tra i quali alcuni insegnanti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio come Roberto Nicoletti, Gaia Possenti, Sonia Cannizzo, Simona Bedini e Ludovico Piccinini. Oltre a noti musicisti che, nella scuola, si sono nel tempo formati: Gabriele Coen, Giulia Salsone, Antonella Vitale, Luca Monaldi e oltre ancora a tutti i musicisti che con la scuola hanno più volte incrociato la propria strada per concerti, incontri, stage…

Durante gli incontri si toccheranno le varie influenze: dal rock-pop alle musiche del mondo, a Giuseppe Verdi in chiave gipsy/swing, alla canzone italiana in chiave swing, per finire con un approfondimento sulla musica di Thelonius  Monk e sul trombone.

Ogni incontro prevede una parte illustrativa curata dal relatore e una parte di concerto.

Gerlando Gatto

 

 

L’afflato del jazz rivitalizza sette “Borghi Swing”

Coniugare la musica di qualità con le eccellenze eno-gastronomiche e artigianali del nostro Paese: questo l’obiettivo di Borghi Swing, il nuovo progetto ideato e promosso da I-Jazz, l’associazione che riunisce alcuni tra i più noti e seguiti festival jazz italiani, con il sostegno del MiBACT. La manifestazione è stata presentata alla stampa specializzata nel corso di una conferenza stampa svoltasi venerdì 15 giugno nella Capitale.

Ad animare il progetto saranno sette Festival Jazz che si svolgono lungo tutto lo stivale in altrettanti Borghi particolarmente significativi per le loro caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali e che, da giugno ad agosto, ospitano una programmazione di eventi che include concerti di musica jazz, pop e world music; iniziative artistiche e culturali con visite guidate al patrimonio storico; percorsi nella natura ed escursioni in mare; viaggi nei sapori alla scoperta dell’enogastronomia locale. Tra gli artisti coinvolti grandi nomi del panorama nazionale come Stefano Cocco Cantini, Luigi Martinale, Daniele Dagaro Trio… e molti altri. Ma ci sarà spazio anche per le contaminazioni musicali e per grandi artisti internazionali come David Helbock, Johannes Bär, Andreas Broger, Robert Glasper, Terrace Martin, Christian Scott, Derrick Hodge, Justin Tyson, Taylor McFerrin, Ingrid Jensen, Jeremy Pelt, Aaron Parks. Dato il tenore ella manifestazione non possono mancare realtà musicali fortemente legate al territorio d’origine: Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino e del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, il BargaJazz Ensemble, la BargaJazz Orchestra, l’Udin&Jazz Big Band.

The Licaones

Robert Glasper

Ma entriamo più nello specifico e vediamo quali sorprese ci riservano i Borghi, richiamati in rigoroso ordine cronologico.

A dar fuoco alle polveri, quasi in contemporanea, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia. In particolare dal 20 al 24 giugno a Vicchio si volgerà “ETNICA”, manifestazione che tra l’altro punta a rafforzare l’identità culturale attraverso attività di interazione con vecchie e nuove comunità del territorio. Dal punto di vista musicale da segnalare l’apertura con il concerto di Danilo Rea e Gino Paoli mentre la chiusura sarà affidata ai “Fankoff” che festeggiano il loro XX anniversario ospitando Karima.

Fankoff

Mauro Costantini Bus Horn Band

Dal 22 al 24 giugno, il borgo di Marano e la sua suggestiva laguna ospitano la speciale apertura del Festival Udin&Jazz 2018 #takeajazzbreak, con questa nuova manifestazione, volta a scoprire e valorizzare il borgo marino con un’offerta culturale-musicale di alto profilo. Il progetto artistico, costruito ad hoc per valorizzare una significativa espressione del panorama jazzistico del Friuli Venezia Giulia, coinvolge anche nomi affermati della scena nazionale, come la storica formazione dei Licaones con Francesco Bearzatti, Mauro Ottolini, Oscar Marchioni, Paolo Mappa (24/6 h 20.30 Piazza Aquileia), Claudio Cojaniz, che proporrà un suggestivo  concerto per piano solo all’alba nella Riserva naturalistica Canal Novo (24/6 h 5:00), il progetto di Fantin-Zaninotto-Colussi dedicato a Thelonious Monk con il featuring del chitarrista americano Russ Spiegel (24/6 Piazza Savorgnan h 19:00).

A seguire, dal 6 all’8 luglio, in Piemonte, per l’esattezza a Bagnolo Piemonte e Racconigi (CN) si svolge “JAZZ VISIONS”. Un progetto che Luigi Martinale, direttore artistico della manifestazione racconta così: “Sin dalla prima edizione della rassegna abbiamo scelto come sede dei nostri concerti il meglio che ogni realtà coinvolta potesse offrirci: teatri, parchi, castelli, ma anche aziende che si trasformano per un giorno in sala da concerto. Il progetto Borghi Swing ci ha permesso di portare jazz, arte contemporanea ed eccellenze enogastronomiche nella piccola rocca medievale del Castello Malingri di Bagnolo Piemonte e nel maestoso Castello di Racconigi, una della grandi regge sabaude del territorio”.

Dal 7 luglio al l’11 agosto è in programma a Locorotondo, in provincia di Bari, il “LOCUS FESTIVAL” dedicato prevalentemente alle sonorità contemporanee. Così tra gli ospiti più attesi R+R=NOW, uno speciale dream-team con Robert Glasper, Terrace Martyn,Christian Scott, Derrick Hodge, Justin Tayson e Tayylor McFerrin. Altro attesissimo artista afroamericano del momento è Moses Sumney, mentre Rodrigo Amarante è californiano di adozione ma è un grande della musica brasiliana,

Moses Sumney

Dopo la singola data dell’8 luglio dal 17 al 25 agosto si svolgerà “Barga Jazz”; personalmente conosco questa manifestazione molto molto bene avendone curato l’ufficio stampa nelle primissime edizioni (e siamo negli anni ’80). Si tratta di un progetto che ha conservato negli anni tutta la sua validità dal momento che ha dato la possibilità a molti giovani di esprimere le proprie potenzialità di arrangiatori.

Dal 23 al 29 luglio si svolgerà a Fara in Sabina (RI) il “FARA MUSICA FESTIVAL”; di sicuro spessore il concerto conclusivo: Aaron Parks Trio with Kendrick Scott e Matt Brewer.

Infine dall’8 al 30 agosto è in programma a Diamante, in provincia di Cosenza, il “PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL” manifestazione che ha oramai raggiunto una sua meritata notorietà grazie alla valenza dei programmi che nel corso degli anni sono stati presentati. “Il Peperoncino Jazz Festival – dichiara il direttore artistico Sergio Gimigliano – è una rassegna che coinvolge più di trenta località calabresi, sparse tra le cinque province, e racconta i luoghi di interesse storico e paesaggistico attraverso episodi concertistici d’eccellenza”.

Gerlando Gatto

Novità editoriali: “L’altra metà del jazz” il nuovo libro di Gerlando Gatto al Salone del Libro di Torino

Domenica 13 maggio appuntamento da non perdere al Salone Internazionale del Libro di Torino per gli appassionati di jazz della capitale piemontese (e dintorni).

Sarà presentato in anteprima il libro di Gerlando Gatto “L’altra metà del jazz – Voci di donne nella musica jazz” (KappaVu / Euritmica edizioni) con la partecipazione dello stesso autore, di Giancarlo Velliscig direttore artistico di Udin&Jazz e di Claudia Fayenz, giornalista Rai, autrice della prefazione.

Dopo la raccolta di interviste “Gente di Jazz” (2017) in cui Gerlando Gatto ci ha fatto scoprire aspetti artistici ed umani di una nutrita schiera di musicisti, tutti protagonisti in varie edizioni del festival Udin&Jazz, casualmente tutti maschi, questa nuova pubblicazione racchiude una serie di interviste raccolte nel ricchissimo panorama del jazz al femminile nazionale e internazionale. Donne che amano il jazz, lo vivono e ne fanno territorio in cui esprimere una creatività intensa e spesso dirompente, attraverso scelte anche non facili come emerge chiaramente da molte di queste interviste. Non solo cantanti, ma molte strumentiste, compositrici, arrangiatrici, vere protagoniste del jazz moderno in cui hanno trovato una loro forte dimensione con personalità, capacità, determinazione e con una profondità che può emergere solo dall’Altra Metà del Jazz.

Trenta interviste a personaggi assai noti – e meno noti –tutti accomunati, come si diceva, dall’essere donna e, in quanto tali, dall’avere una storia da raccontare, da rivivere assieme al lettore.

Eh sì perché questa rappresenta la cifra stilistica dell’autore: Gatto approccia l’interlocutore senza alcuna idea pregiudiziale, e lo invita, attraverso le domande, ad aprirsi, a raccontarsi non solo come artista ma soprattutto come essere umano che al di fuori del palco conduce una vita pressoché simile a quella di tutti gli altri.

Di qui un caleidoscopio di situazioni, di atmosfere, di motivazioni artistiche e di vita che il lettore potrà assaporare pagina dopo pagina.

Il libro sarà a breve disponibile online sul sito della KappaVu edizioni

Salone Internazionale del Libro di Torino / Lingotto Fiere – Via Nizza 280 / Padiglione 1 – Stand B13 Regione Friuli Venezia Giulia

In dirittura finale l’Orpheus 2018

Alle strette finali l’Orpheus Award 2018. Organizzato dal 2009 dall’Associazione Promozione Arte, l’Orpheus è un Premio della Critica dedicato alle produzioni fisarmonicistiche (compresi bandoneon, melodiche, armoniche, diatonici, etc.) italiane dell’anno. Attuale direttore artistico il sottoscritto (fino al 2012, Fabio Ciminiera).

Ma come si articola il premio? La parola spetta agli utenti, ai musicisti e ai critici che segnalano le produzioni dell’anno precedente. Il termine produzione indica il CD come base ma vengono accettate anche produzioni “digitali” o DVD da cui viene estratta la parte audio. I CD vengono raccolti in pagine protette online e queste rese accessibili ai critici che hanno deciso di votare.

Tre sono le categorie in cui vengono catalogate le varie produzioni (ammesso che abbia ancora un senso catalogare nel 2018):

Classica: in pratica il focus andrà sull’aspetto compositivo/interpretativo;

Jazz: con particolare attenzione all’improvvisazione e alla creatività;

World: dove progettualità e provenienza autoctona diventano gli elementi chiave per le votazioni.

Fino a questo momento particolarmente affollata risulta la sezione jazz con la presenza di alcuni dei migliori specialisti della materia che hanno presentato produzioni di sicuro spessore per cui il compito dei votanti risulterà difficile, a ulteriore conferma del livello qualitativo raggiunto dal “premio”. D’altro canto occorre ancora una volta sottolineare come l’Orpheus rappresenti un unicum sia per l’oggetto (un premio ai fisarmonicisti), sia per la qualità dei giurati. Questi sono critici/giornalisti/musicisti che hanno rubriche attive su riviste o web magazine. Ogni giurato ha la possibilità di votare con il seguente punteggio 1 stella scarso, 2 stelle sufficiente, 3 stelle buono, 4 stelle ottimo, 5 stelle eccellente. La raccolta dei voti che avviene generalmente nella prima parte dell’anno porta ad una fase preliminare che propone le NOMINATION (5 nomination per categoria a meno di ex-aequo) e in una successiva che assegna gli ORPHEUS. I voti dei nominati sono resi pubblici.

Gli artisti debbono essere leader o co-leader delle produzioni; nei casi dubbi rilasciano una dichiarazione firmata in cui si assumono la responsabilità delle loro dichiarazioni. A volte si verificano casi in cui CD riportino date di uscita diverse da quanto richiesto e anche in questo caso viene richiesta una dichiarazione scritta degli artisti che attestano la reale data del rilascio. E’ necessario inoltre che gli artisti abbiano la nazionalità italiana anche se con etichette straniere

Il Trio Mirabassi/Di Modugno/Balducci per l’Anteprima della 31esima edizione del Gezziamoci

 

Non si è mai fermata l’organizzazione dell’Onyx Jazz Club, che torna con la sua rassegna “Gezziamoci. Il Jazz Festival di Basilicata” giunta alla trentunesima edizione. Il festival più longevo del sud Italia ritorna con un concerto anteprima della parte primaverile il 27 marzo 2018 a Casa Cava con il Trio Mirabassi/Di Modugno/Balducci.

Con Gabriele Mirabassi al clarinetto, Nando Di Modugno alla chitarra classica e Pierluigi Balducci al basso elettrico, il palco di Casa Cava, la casa del jazz materano targato Onyx Jazz Club, si anima di mille suoni e colori. Il trio si caratterizza per una spiccata componente melodica e per un forte legame con l’identità italiana e mediterranea, sapendo cogliere la forte connessione fra pugliesità/mediterraneità e un magico Sud America che le rotte dei nostri emigranti hanno reso molto più vicino a noi di quanto si pensi. Un trio che ‘scava nel territorio di origine, e nelle sue melodie ancestrali’ e insieme sa mirabilmente fondere queste ultime ad un’America latina popolata di italiani nomadi e migranti, lì approdati e in un perenne “senso forse vano di sospensione”.

Anche nel 2018 l’Onyx Jazz Club si conferma un’associazione fatta di persone che per passione operano e realizzano un festival dalla durata annuale con una stagione invernale ed estiva. Con uno sguardo sempre attento all’Europa e al ruolo che Matera ricoprirà nel 2019, il Gezziamoci continua ad investire nella cultura e nella musica. Un pensiero che accompagna l’Onyx Jazz Club da oltre trent’anni.

L’Onyx Jazz Club ringrazia Nicola Andrulli per l’ideazione grafica della Trentunesima edizione del Gezziamoci.

 

Enrico Pieranunzi torna al Village Vanguard

 

Enrico Pieranunzi si esibirà al Village Vanguard di New York dal 10 al 15 aprile 2018. Pieranunzi sarà in trio con Scott Colley al contrabbasso e Clarence Penn alla batteria e presenterà brani dal disco “New Spring”, sempre registrato al Vanguard nel 2015 ed uscito l’anno successivo.

E’ l’ottava volta, dopo il primo invito personale ricevuto da Lorraine Gordon nel 2010, che il pianista salirà sul palco del leggendario locale a forma di diamante aperto da Max Gordon nel 1935 al 178 Seventh Avenue South di Manhattan dove si sono registrati capitoli fondamentali della storia del jazz. E’ sufficiente sfogliare la gallery sul sito del locale per rimanere impressionati dalla quantità di capolavori che sono stati relizzati al Village Vanguard: tra questi spiccano registrazioni di Sonny Rollins, Bill Evans, John Coltrane, Keith Jarrett, Wynton Marsalis, Bill Frisell e  Brad Mehldau, solo per citare alcuni dei più importanti.

Ma questa serie di concerti non è l’unico record di Pieranunzi, che infatti è il primo ed unico artista italiano, e terzo europeo dopo i pianisti francesi Martial Solal e Michel Petrucciani, ad essersi esibito come leader e ad aver registrato dischi dal vivo al Village Vanguard. Sono ben tre gli album: ”Live at the Village Vanguard” del 2010 (pubblicato da Cam Jazz nel 2013), con il compianto Paul Motian alla batteria e Marc Johnson al contrabbasso, il suddetto “New Spring” del 2015 (pubblicato da CAM Jazz nel 2016)  e che ha ottenuto 4 stelle e ½ sulla bibbia del jazz Downbeat, ed un terzo registrato nel 2016 in quintetto con Diego Urcola (tromba e trombone), Seamus Blake (sax tenore), Ben Street (contrabbasso) e Adam Cruz (batteria) e non ancora pubblicato.

Pianista, compositore, arrangiatore Pieranunzi è tra i più noti ed apprezzati protagonisti della scena jazzistica internazionale. Ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.

Si è esibito sui palcoscenici dei principali Paesi europei, in Sud America, in Giappone, e, numerose volte, negli Stati Uniti.

Tra i numerosi riconoscimenti per la sua attività musicale le tre affermazioni (1989, 2003, 2008) come miglior musicista italiano nell’annuale referendum “Top Jazz” della rivista “Musica Jazz”, il  “Django d’Or” francese 1997   come miglior musicista europeo, l’Echo Jazz Award 2014  in Germania come “Best International Piano Player” e  il  premio “Una vita per il jazz” assegnatogli ancora nel  2014 dalla rivista Musica Jazz.

Nel 2009 il musicologo e giornalista francese Ludovic Florin ha presentato alla Sorbona come sua tesi di Dottorato un ampio scritto dedicato al linguaggio musicale del pianista italiano.

Parecchie sue composizioni sono diventate veri e propri standard suonati e registrati da musicisti di tutto il mondo.  Tra queste ‘Night Bird’, ‘Don’t forget the poet’, ‘Les Amants’, ‘Fellini’s Waltz’, ‘Je ne sais quoi’, ‘Coralie’. Alcune di esse sono state pubblicate nei prestigiosi “New Real Book” statunitensi.