La manifestazione si è svolta dal 12 al 14 luglio

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Pineto Accordion

Anche quest’anno più che positivo il bilancio del “Pineto Accordion Jazz Festival” giunto alla sua ottava edizione. Le tre serate (dal 12 al 14 luglio), svoltesi nella splendida cornice di Villa Filiani, hanno ancora una volta richiamato un folto pubblico che ha risposto con rinnovato entusiasmo allo sforzo degli organizzatori. In effetti riuscire a mettere in piedi una rassegna artisticamente valida e del tutto coerente con gli obiettivi fissati (la valorizzazione della fisarmonica) è impresa assai difficile in un momento in cui, come ben sappiamo i fondi pubblici sono molto scarsi (per usare un eufemismo). Eppure i responsabili di questa splendida cittadina del teramano, con in testa il sindaco Luciano Monticelli , l’assessore al Turismo e alla cultura Filippo D’Agostino , e il direttore artistico, l’infaticabile Renzo Ruggieri sono riusciti a predisporre una tre giorni musicale di indubbio interesse.

Giovedì 12 luglio, essendo a Milano, per precedenti impegni non abbiamo potuto ascoltare il quartetto di Ludovic Beier con Gabriele Pesaresi contrabbasso, Massimo Manzi batteria e Mauro De Federicis chitarra, ma amici degni di fede ci hanno raccontato di un eccellente concerto… e non abbiamo alcun problema a crederci dato che ben conosciamo il valore del fisarmonicista francese.

Venerdì 13 luglio serata clou con l’omaggio ad uno dei più grandi fisarmonicisti italiani di tutti i tempi: Peppino Principe. La serata era assai ben articolata, con una serie di pezzi composti e per lo più arrangiati da Principe e orchestrati da Ruggieri (il quale ha, inoltre, interamente arrangiato alcuni brani); ad eseguirli una formazione di musicisti locali – il “Pineto Ensemble” – composta da Alessandro Di Bonaventura (), Francesco Di Giulio (trombone),  Gianluca Caporale (sax tenore, clarinetto), Gianluca Esposito (sax contralto, soprano), Toni Fidanza (tastiere), Massimo Manzi  (batteria), Gabriele Pesaresi (contrabbasso), cui si sono aggiunti quali ospiti d’onore Sylvia Pagni ed Emanuele Rastelli alla fisarmonica. La serata ha vissuto una grande sorpresa quando sul palco è salito, ad omaggiare il Principe della fisarmonica, Teddy Reno, 86 anni ma una voce ancora piacevole e soprattutto una gran voglia di stare sul palco.

Sabato 14 luglio serata conclusiva con la cantautrice Grazia Di Michele che ha presentato in anteprima il nuovo album che uscirà a settembre, album di sue composizioni realizzato in chiave jazzistica con il trio di Paolo Di Sabatino. E così sul palco di Pineto la Di Michele si è esibita, per l’appunto, con Paolo Di Sabatino al pianoforte, Glauco Di Sabatino alla batteria, Daniele Mencarelli al contrabbasso e Daniela Iezzi corista cui si è aggiunto l’ottimo fisarmonicista Danilo Di Paolonicola. Valutare il nuovo progetto della cantautrice è impresa assai ardua e a nostro avviso occorre muoversi su diversi piani. Per quanto concerne l’aspetto degli arrangiamenti e della relativa esecuzione non c’è dubbio che Paolo Di Sabatino stia vivendo una sorta di momento magico come testimoniato anche dall’album in solo che recensiamo in questo stesso numero della news-letter. Così la sua scrittura appare sempre ben congegnata, con un preciso e ardito senso della costruzione che mai si perde in orpelli inutili mentre i suoi interventi solistici sono sempre interessanti, alle volte trascinanti. E il trio funziona benissimo, amalgamato da una evidente empatia e dal piacere di suonare assieme… A non convincere appieno è stato, viceversa, il materiale tematico proposto dalla Di Michele. Ecco ci è parso che le canzoni siano rimaste troppo legate ad una atmosfera cantautoriale e quindi non perfettamente adatte a stilemi jazzistici… ma era solo un primo ascolto per cui non è impossibile cambiare idea. Anche perché il pubblico non la pensava come noi, tributando all’artista una vera e propria ovazione, con due bis di cui il primo – eseguito in duo con la chitarra – davvero toccante.

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